martedì 29 giugno 2010

L'ISPETTORE COLIANDRO

Se penso a tutte le serie Tv e alle sit-com che arrivano dall’America o dalla Gran Bretagna e subito dopo alle fiction o alle serie nostrane mi viene tristezza. Una tristezza metaforica ovviamente, in fondo sono ancora libero di scegliere cosa guardare e di evitare le nostrane cagate. Poi mi viene in mente L’Ispettore Coliandro e mi torna il sorriso. Cazzo, loro L’Ispettore Coliandro non ce l’hanno. Per carità, hanno CSI, Lost e prodotti simili, hanno avuto Kojak, Colombo, La signora in giallo, i due tamarri di Miami Vice, quello pseudo investigatore in mutande di Magnum P.I., Starsky & Hutch e chi più ne ha più ne metta ma un cazzone come Coliandro non l’hanno mai avuto. E dico cazzone in senso buono, anzi buonissimo. Giampaolo Morelli, l’attore che interpreta il nostro, è entrato talmente bene nella parte che mi viene da pensare che anche lui sia un cazzone come il personaggio che interpreta e non me ne voglia Morelli (che tanto non leggerà mai queste righe) perché anche questa affermazione vuole essere un complimento e non un’offesa.

Coliandro è un poliziotto casinista e all’apparenza maschilista, razzista e con una propensione al politicamente scorretto. In realtà è un ingenuo dal cuore tenero. Grande fan di Clint Eastwood (come dargli torto) e del suo ispettore Callaghan si trova sempre in situazioni più grandi di lui dalle quali esce quasi sempre grazie a colpi di culo e cocciutaggine. Poi, guardandosi allo specchio è capace di esclamare: “Minchia! Meglio dell’ispettore Callaghan” oppure in situazioni critiche guarda il fetente di turno e l’apostrofa con un bel: “Coraggio, fatti ammazzare!”.

Moderna e veloce la regia dei Manetti Bros e numerose le citazioni cinematografiche. Alcune puntate guardano ai generi, il western ad esempio, creando delle commistioni volutamente esagerate e soluzioni altamente archetipiche (spero si capisca qualcosa di quello che sto scrivendo).
Anche le figure di contorno sono azzeccate e ben interpretate. Le sceneggiature sono di Carlo Lucarelli, ideatore del personaggio protagonista anche di alcuni suoi romanzi. Insomma il divertimento e le risate sono assicurate.

Purtroppo la Rai ha deciso di tagliare i fondi alla produzione della serie che già quest’anno ha presentato solo due puntate invece delle solite quattro. Bene! Così potremo (dico potremo, visto che i soldi del canone sono anche i nostri) pagare qualche cazzone in più (cazzone inteso non come complimento questa volta) per andare sull’isola dei famosi o aumentare il compenso del prossimo presentatore del sempre ottimo Festival di Sanremo.


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