lunedì 18 ottobre 2010

WATCHMEN

(di Zack Snyder)

Nella stesura di questo post cercherò di limitarmi a parlare del film di Snyder senza sfociare in difficili parallelismi con l’opera dal quale il film è tratto.
Il Watchmen di Alan Moore è infatti considerato uno dei capolavori assoluti dell’arte sequenziale, come amava definire il fumetto Will Eisner. Sicuramente lo è per quel che riguarda la figura del supereroe e la sua entrata di prepotenza nel mondo “adulto” e reale.
I film tratti dalle opere di Moore, volendo andare a fare scomodi paragoni film/fumetto, uscirebbero dal confronto con le ossa inevitabilmente a pezzi. E c’è da dire che alcune trasposizioni hanno comunque avuto il pregio di offrire al pubblico opere ben curate e con una buona resa, assolutamente apprezzabili. Per godersele a fondo basta non pensare all’opera originale, inevitabilmente molto più approfondita e matura.
A parte il risibile La lega degli uomini straordinari, un insulso filmetto, altre trasposizioni come From Hell – La vera storia di Jack lo squartatore e V for Vendetta, sul grande schermo hanno fatto la loro figura.
Anche di questo Watchmen non ci si può proprio lamentare. Il regista segue la trama del fumetto senza discostarsene troppo, scava nei personaggi e tenta (dico tenta) di rendere al meglio le atmosfere presenti nel comic book.

Siamo a metà degli anni ’80 negli Stati Uniti, l’America e il mondo in generale vivono un’ondata di pessimismo e paura dovuta principalmente allo spauracchio della tragedia nucleare. La guerra fredda tra U.S.A. e Russia è al suo apice e la situazione sembra precipitare avvicinandosi sempre più a un infausto epilogo.
I vecchi vigilantes, quelli che avevano vissuto l’età dell’innocenza e dello splendore, sono ormai in pensione se non già trapassati.
La seconda generazione di eroi, i Watchmen, sono stati messi al palo da una legge che ne proibisce le attività.
“Who watches the watchmen” – “Chi controlla i controllori?” si legge su un muro.
Questa è la domanda che aleggia nell’aria riguardo questa seconda generazione di eroi, perchè un cinico amorale con abilità particolari non diventa un eroe, resta un cinico amorale.
Uno squilibrato potenziato non guarisce, diventa uno squilibrato pericoloso.
Qui non siamo di fronte a Spider-Man o Iron Man. Chi sono i controllori?

Il Comico, cinico e privo di scrupoli è l’esagerazione del marciume della società. E’ l’ultima risata che non si ferma davanti a nessuno.
Rorschach è uno psicopatico violento, Gufo Notturno, fondamentalmente timido e inibito vive solo con i suoi ricordi. Jupiter divide la vita con il Dr. Manhattan, il più potente di tutti loro, e soffre di solitudine per il progressivo estraniarsi dalla vita del suo convivente. Ozymandias, l’uomo più intelligente del pianeta, cerca un’utopia.
Il Dr. Manhattan è ormai un dio. Ha totale controllo sulla materia, non ha bisogni e ha sempre meno sentimenti. E’ una super arma nelle mani degli U.S.A. che l’hanno sapientemente usata in passato nella guerra in Vietnam.
Non siamo di fronte al solito gruppo di eroi.

Il film si apre con l’omicidio del Comico (Jeffrey Dean Morgan) da parte di una figura misteriosa.
Dopo le indagini di routine da parte della polizia anche Rorschach (Jackie Earle Haley) comincia ad indagare sull’accaduto e si convince che qualcuno sta uccidendo le maschere, i vecchi eroi ormai mandati in pre-pensionamento da una legge restrittiva.
Rorschach contatta Gufo Notturno (Patrick Wilson) e lo mette al corrente dei fatti... da qui la trama si svilupperà fino al cataclismatico epilogo (non voglio dirvi troppo).

Da questo film non aspettatevi grande ironia e smargiassate, i toni sono cupi, c’è poco da stare allegri. Le scene che mostrano gli scontri sono sì spettacolari ma hanno un tasso di violenza decisamente più elevato rispetto alle pellicole dedicate ai supereroi targate Marvel o DC.
La levatura morale di alcuni personaggi, anche tra quelli che dovrebbero essere i buoni, non è proprio esemplare, non siamo di fronte al festival dei buoni sentimenti. Anche chi si muove alla ricerca del bene comune lo fa con mezzi davvero poco consoni o corretti.
Scene di sesso tra supereroi in altri film lasciate solo all'immaginazione dello spettatore vengono qui esplicitate (pur senza esagerare), non ci sono grandi responsabilità che derivano da grandi poteri, semmai grandi possibilità, buone o cattive che siano.

Un film assimilabile ad altri come tematiche ma decisamente lontano come contenuti.

3 commenti:

  1. lo avevo visto al cinema ma in tempi in cui non riuscivo ad apprezzare il genere... Lo riproverò, ho intenzione di recuperare tutti i film (hellboy, iron man, x-men e via dicendo) che sono "universalmente" valutati bene...

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  2. Nel genere io avevo apprezzato molto i due Bats di Nolan (specialmente il secondo), Il primo Spider-Man, i primi due X-Men (il secondo in particolare), molto divertenti Hellboy e i due Iron Man.

    Purtroppo mi sono perso Thor, l'ultimo X-Men e al momento Cap di cui parlano un gran bene.

    Inoltre ti consiglio la trilogia tratta dalle opere di Alan Moore: Watchmen, From Hell e V for Vendetta. Davvero dei bei film. Tieni presente però che tra il film e le opere originali c'è davvero un abisso. Il genio di Moore è impossibile da replicare in toto.

    Trascurabile se non pessimo invece la Lega degli straordinari gentiluomini tratto sempre da Moore che al solito aveva scritto un ottimo fumetto seppur più "leggero" rispetto alle tre opere sopra citate.

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  3. From Hell e V per Vendetta li ho visti, li so quasi a memoria, belli belli belli!
    La lega degli uomini straordinari lo vidi al cinema ma era una ciofecata... questa volta non c'entrava il mio snobismo, a quanto pare.

    recupero tutto il resto, torno a scocciarti a visione ultimata...
    Magari mi spingeranno a leggere i fumetti, ho sempre bisogno di essere pungolata per la lettura, sono meno ricettiva.
    Grazie per i consigli!

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