martedì 28 febbraio 2012

UN BACIO ROMANTICO

(My blueberry nights, di Wong Kar-Wai, 2007)

- "E' come per le torte. Alla fine di ogni serata del cheesecake e della torta di mele non rimane assolutamente nulla. Della mousse di pesche e della torta di cioccolato ne rimangono delle fette, mentre la meravigliosa torta di mirtilli rimane intatta."
- "Cos'ha che non va la torta di mirtilli?"
- "Non ha niente che non va questa torta, è che la gente sceglie altro, non si può dire che non sia buona, è solo che nessuno la vuole"

Primo film occidentale girato dal regista cinese Wong Kar-Wai e primo approccio per me al cinema del regista orientale.

E' un film di crescita questo, un film su un momento nella vita, un momento che in forme diverse potrebbe anche essere per una volta quello di chiunque.

Storia semplice che avrebbe potuto prendere strade diverse e incrociare differenti destini per poi portare al medesimo risultato (o anche a uno diverso, ma quello scelto dal regista va più che bene).

In casi come questo il cinema assolve a uno dei suoi compiti, quello di regalarci qualche emozione, anche fosse minima, un pezzo di un sogno, un po' di speranza.

Molto spesso questo accade con film lontani dalle grosse produzioni, con pellicole che non ti incollano alla poltrona e non ti fanno provare brividi e tensione. Accade con storie che semplicemente emozionano, per qualcosa, per qualcuno, anche solo per qualche piccolo particolare o qualche breve istante.

Quando la vita, che come disse qualcuno all'esame di maturità "non è un batuffolo rosa", ti presenta dei conti da pagare e delle decisioni da prendere, chi non vorrebbe che tutto finisse con un bacio romantico?


Jeremy (Jude Law) gestisce un caffé a New York. Una sera Elizabeth (Norah Jones) entra nel locale per scoprire che il suo ragazzo l'ha tradita e lasciata per un'altra. Distrutta dal dolore, sera dopo sera, Elizabeth trova conforto nel locale, nelle belle chiacchierate con Jeremy e nella torta di mirtilli.

Per dare una svolta alla sua vita e mitigare il suo dolore, dopo alcuni giorni Elizabeth decide di partire e intraprende un viaggio lungo gli States che la porterà a lavorare come cameriera in vari locali e a incontrare dolori diversi dal suo e altrettanto intensi.

Crescerà di fronte al dolore del poliziotto Arnie (David Strathairn) lasciato dalla bella moglie Sue Lynne (Rachel Weisz) e dovrà fare i conti con la fiducia da accordare alle persone grazie all'incontro con la giocatrice di poker Leslie (Natalie Portman).

Il regista segue gli attori nella loro recitazione contenuta e mai troppo sopra le righe, unica eccezione per l'ottima prova della Portman, in balia di un dolore diverso. Cast azzeccato, compresa l'esordiente Norah Jones, che contribuisce alla riuscita del film partecipando anche alla colonna sonora (magari ne riparliamo) con alcuni dei suoi pezzi.

Il regista sceglie una cifra stilistica estetica caratterizzante grazie all'uso di colori forti che, nonostante le molte riprese notturne, aggiungono piacere per gli occhi dello spettatore.

Una trama minimale per un film che regala emozioni.

lunedì 27 febbraio 2012

DOCTOR WHO - STAGIONE 6

Parlando spesso del Dottore su questo blog spero di non iniziare a ripetermi. Ormai ho quasi finito la scorta di materiale a disposizione (inizio già a sentirmi male) e quindi nel prossimo futuro dovrei blaterare di meno sull'argomento. Però c'è ancora qualche speciale nel cassetto, avrò modo di tediarvi ancora un poco. Comunque sia il Dottore non delude mai, anche quando ci troviamo di fronte a una stagione che non dà l'impressione di essere la migliore, il Dottore non delude.

Ricca di avvenimenti e forse un pochino più incasinata del solito questa sesta annata. Le prime sequenze di questa nuova stagione ci mostrano la morte del Dottore, trama orizzontale che accompagnerà molti degli episodi del serial. Scenderà il silenzio per far si che una certa e scomoda domanda non trovi mai risposta. Calerà il silenzio ad accertarsi dell'effettiva morte del Dottore. Verranno inoltre svelati misteri e donate rivelazioni attorno alla fascinosa figura della Dottoressa River Song (Alex Kingston), protagonista dei migliori colpi di scena della serie. Il tutto condito con la sempre splendida (anche se forse qui meno incisiva) Amelia Pond (Karen Gillen) e dallo stralunato (e forse qui più incisivo) Rory Williams (Arthur Darvill).

Il cast abbiamo imparato ad apprezzarlo nel corso della passata stagione, Matt Smith si conferma per doti attoriali un grande Dottore, rumors indicavano una certa stanchezza dell'attore nell'interpretare il ruolo. Non so se dispiacermene. Nonostante Smith sia un ottimo Dottore le passate scelte della produzione mi hanno sempre colpito in maniera favorevole. Che sia tempo di un nuovo e speriamo ottimo Dottore?

Nuove e pericolosamente subdole razze aliene, gite storiche all'epoca dei bucanieri, rivelazioni anche sul vecchio TARDIS (a opera di Neil Gaiman, non so se mi spiego) e la crescita continua dei protagonisti di Doctor Who.

E ancora silenzio. Un silenzio ricorrente.

Ancora un'avvincente corsa a bordo del TARDIS. In attesa della nuova stagione speriamo arrivino news confortanti anche per la costola Torchwood e, vi prego, riportatecela in Inghilterra.

sabato 25 febbraio 2012

VISIONI 33

Una bella carrellata dei lavori di Greg Peltz, artista che non si limita all'illustrazione ma esegue lavori a tutto tondo.

Sul suo blog è possibile ammirare la realizzazione di molti di questi (qui).

Di seguito una rivisitazione invecchiata in salsa dal sapore steampunk di alcuni celebri personaggi tratti dalla saga senza tempo di Star Wars.


3po


Boba


Chewy


Jabba


Siblings


Vader

giovedì 23 febbraio 2012

BACK TO THE PAST: 1973 PT. 3

Edgar Winter è un musicista eclettico, suona principalmente tastiere e sassofono, raggiunge la massima popolarità nei seventies grazie all'Edgar Winter Group. Conosciuto anche per essere stato il primo musicista a usare una tastiera a tracolla come una chitarra. Il pezzo seguente si intitola Frankenstein proprio perché, come il celebre mostro, è stato assemblato da pezzi di registrazioni diverse. Nove minuti di ottima musica.



Mentre il sintetizzatore ci fa prendere il volo per altri lidi, nel 1973 i Gong pubblicano la prima parte del progetto Radio Gnome Invisible il celebre album Flying Teapot. Band e album assolutamente indescrivibili. Solo da ascoltare.



Ancora musica sperimentale e progressiva, gli Henry Cow creano sonorità al di fuori delle strade maestre. Il gruppo con formazione decisamente mutevole nel 1973 presenta il pezzo Nirvana for mice.



Esce nel 1973 anche The dark side of the moon, uno degli album più importanti della storia della musica. Non servono altre parole, The great gig in the sky versione Boston Music Hall del '73. Pink Floyd.



Esordio anche per i Camel, progressive band inglese che proprio con questa delicata Never let go raggiunsero uno dei loro maggiori successi.



Già più navigati i Caravan che nel '73 sono ormai al loro quinto album. L'attacco del disco è lasciato al pezzo Memory lain, Hugh.

BRADIPIT 6

Anche quest'anno il Festival di Sanremo è passato e con la tempestività che gli si addice anche il nostro Bradi, a modo suo, rimane in tema.


Clicca sull'immagine per ingrandire.

Aiutaci a diffondere il verbo del Bradipo linkandolo. Fallo tu perché il Bradipo fa n'caz.

martedì 21 febbraio 2012

VERBA VOLANT


CORSO DI EDUCAZIONE ALL'ASCOLTO DELLA MUSICA CLASSICA


Dal
5 marzo al 23 aprile 2012
tutti i lunedì
20:00-22:00
Verba Volant
C.so Unione Sovietica 115
Torino

Siete attratti dalla musica classica ma pensate che sia troppo complessa? Siete andati a un concerto e non avete capito niente? Vi fa invidia il melomane che fa bella figura in società? Allora questo è il corso che fa per voi!
Il corso si rivolge a quanti vogliano accostarsi alla musica cosiddetta “colta” in maniera semplice e divertente: poche lezioni saranno sufficienti per orientarvi e per andare alla scoperta di un universo affascinante e pieno di stimoli.

Il corso è tenuto da Simone Lattes, diplomato in composizione e direzione d’orchestra e orchestratore in Germania e Russia; le sue composizioni sono eseguite in Europa e Stati Uniti. Dal 2010 è direttore artistico del festival Prinzipien des Musikmachens di Colonia.


Articolazione del corso

Primo livello
A che cosa dobbiamo prestare attenzione quando ci troviamo di fronte a un brano di musica classica? Nel primo livello di questo corso affineremo la nostra capacità di ascolto partendo da zero, imparando a sentire ritmi, melodie e armonie di un brano musicale, scoprendo le strutture che ci permetteranno di orientarci all’interno di una composizione.

Secondo livello
Il secondo livello ci permetterà di mettere in pratica quanto appreso nel livello precedente e, al contempo, di imparare a riconoscere gli stili dei diversi periodi musicali e di alcuni compositori in particolare. In più, conosceremo e impareremo a distinguere gli strumenti dell’orchestra e le voci d’opera.

Per il programma dettagliato del corso si veda il sito www.vv-verbavolant.it, sezione “Eventi e Corsi”.

Per informazioni e iscrizioni:

Costo: euro 120 a livello
Prima lezione: ingresso libero

lunedì 20 febbraio 2012

AMO L'INVERNO

Amo l'inverno.

Soprattuto se penso a tutte le cose che mi fanno schifo dell'estate. La sensazione di umido perenne, l'afa, le magliette che ti si attaccano addosso dopo tre secondi netti che le hai infilate (pulite), l'odore sugli autobus, le fottutissime e ancora fottute zanzare che si possano estinguere in questo momento, i tamarri al mare, la sensazione di passare attraverso un muro quando entri in casa, le notti insonni, i raffredori da ventilatore e un centinaio di altre piccole sciocchezze che i nipotini dovrebbero conoscere.

Quando penso a tutte queste cose mi viene da dire: amo l'inverno.

Anche quest'ultimo. Nonostante tutto.

Nonostante le abbondanti e frequenti nevicate, nonostante i quasi 20 sotto zero, nonostante il ghiaccio per strada, la barba ghiacciata e gli sbalzi di temperatura fuori/dentro.

Nonostante tutto amo l'inverno, lo dicevo proprio oggi a un amico.

Oggi l'inverno mi ha ripagato (cliccare sulle immagini per ingrandire).




Caro inverno. Ma vaffanculo!

Per la cronaca: una lastra di ghiaccio si è buttata di sotto dal tetto di un condominio sfondando il cofano della mia Punto e crepando il parabrezza a raggiera da sotto fino a sopra.

Tempo della quinta piaga: le lastre di ghiaccio.

domenica 19 febbraio 2012

30 DAYS OF BOOKS

Da buon ultimo mi unisco a uno dei giochini più in voga tra gli amici blogger in questi ultimi giorni. Prendo pari pari la traccia usata dal buon Ford per presentarvi 30 immaginari giorni di libri.

Il giochino si può fare con i film, con la musica, etc... Parto dalla narrativa che qui mi sento più preparato.

Giorno 1 - Il tuo libro preferito: American Tabloid di James Ellroy.


Giorno 2 - La tua citazione preferita: "Sulla parete del suo ufficio Billy aveva una preghiera incorniciata che esprimeva il suo metodo per tirare avanti, anche se vivere non lo entusiasmava molto. Molti dei pazienti che vedevano la preghiera attaccata al muro gli dicevano che aiutava a tirare avanti anche loro. La preghiera diceva così:


DIO MI CONCEDA
LA SERENITA' DI ACCETTARE
LE COSE CHE NON POSSO CAMBIARE,
IL CORAGGIO
DI CAMBIARE QUELLE CHE POSSO
E LA SAGGEZZA
DI COMPRENDERE SEMPRE
LA DIFFERENZA.

Tra le cose che Billy Pilgrim non poteva cambiare c'erano il passato, il presente e il futuro. " da Mattatoio N. 5 di Kurt Vonnegut.

Giorno 3 - Il tuo personaggio preferito di un libro che hai letto: Sherlock Holmes in ogni dove.

Giorno 4 - Il libro più brutto che tu abbia mai letto: gli assolutismi non vanno mai bene comunque voto per Il Bar sotto il mare di Stefano Benni, soprattutto per la fama che il libro si porta dietro.

Giorno 5 - Il libro più lungo che tu abbia mai letto: difficile da dire, il Don Chisciotte (ho letto solo il primo libro al momento), forse Il conte di Montecristo o I promessi sposi o forse It di Stephen King. Boh?

Giorno 6 - Il libro più corto che tu abbia mai letto: Il dubbio letale di James Ellroy, operazione editoriale molto discutibile.

Giorno 7 - Il libro che ti descrive: non mi descrive, ma fotografa bene il sentimento del momento: E poi siamo arrivati alla fine di Joshua Ferris.


Giorno 8 - Un libro che consiglieresti: Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas.

Giorno 9 - Un libro che ti ha fatto crescere: Penso che ogni libro ci faccia crescere in qualche modo, difficile indicarne uno. Scelgo L'ombra dello scorpione di Stephen King, una scelta che mi ha fatto crescere come lettore, una delle prime cose acquistate da solo e consapevolmente, ricordo ancora il momento dell'acquisto.

Giorno 10 - Un libro del tuo autore preferito: L.A. Confidential di James Ellroy.

Giorno 11 - Un libro che prima amavi e che ora odi: lascio la scelta del Ford, Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi. In realtà non lo odio affatto, semplicemente l'ho ridimensionato.

Giorno12 - Un libro che non ti stancherai mai di rileggere: Non sono uno che rilegge di continuo. Comunque vi rimando al giorno 1.

Giorno 13 - Il libro che in questo momento hai sulla scrivania: I Serial Killer di De Luca e Mastronardi, è lì da un po' in verità.

Giorno 14 - Il libro che stai leggendo in questo periodo: Una stanza piena di gente di Daniel Keyes.

Giorno 15 - Apri il primo libro che ti capita tra le mani ad una pagina a caso e inserisci la foto e la prima frase che ti salta agli occhi: "Se andiamo... fuori ... perché mi stai spogliando?" "Perché hai bisogno di una doccia" le spiegò Lisey, guidandola verso il bagno. "E hai bisogno di indumenti puliti. questi sono... sporchi" da La storia di Lisey di Stephen King.


Giorno 16 - Il libro con la miglior copertina: Che fine ha fatto Mr. Y di Scarlett Thomas uno dei pochi libri dei quali la copertina mi ha catturato fino a farmelo acquistare. Ancora non l'ho letto però. La trovo molto psichedelica.


Giorno 17 - Il personaggio con cui ti vorresti scambiare di posto per un giorno: Mattia Pascal, da Il fu Mattia Pascal.

Giorno 18 - Il primo libro che hai letto: la memoria non mi aiuta, tra i primi forse Capitani Coraggiosi di Rudyard Kipling o Cuore di De Amicis, vattelo a ricordare.

Giorno 19 - Un libro il cui film ti ha deluso: Debito di Sangue di Michael Connelly nonostante il grande Clint.


Giorno 20 - Un libro dove hai ritrovato un personaggio che ti rappresentasse: difficilmente i personaggi letterari sono affini a noi comuni esseri umani, non so, questa è troppo difficile. Forse il Culicchia di Tutti giù per terra, libro che lessi mentre facevo il servizio civile proprio come il suo protagonista.

Giorno 21 - Un libro che ti ha consigliato una persona importante per te: Il profumo di Patrick Suskind.

Giorno 22 - Un libro che hai letto da piccolo: Viaggio al centro della Terra di Jules Verne.

Giorno 23 - Un libro che credevi fosse come la gente ne parlava e invece sei rimasto o deluso o colpito: Frankenstein di Mary Shelley (noioso).

Giorno 24 - Il libro che ti fa fuggire dal mondo: Le tre stimmate di Palmer Eldritch di Philip K. Dick, se non ti fa fuggire quello non so cosa possa farlo.

Giorno 25 - Un libro che hai scoperto da poco: Buongiorno Los Angeles di James Frey.

Giorno 26 - Un libro che conosci da sempre: Il giro del mondo in 80 giorni di Verne. Lo conosco da sempre, guardavo i cartoni in tv, ho sempre desiderato leggerlo ma non so perché ci sono riuscito solo un paio d'anni fa. Comunque sopravvalutato, forse l'attesa è stata troppa.

Giorno 27 - Un libro che vorresti aver scritto: più che altro vorrei averne scritto uno. Il codice Da Vinci, niente di che però ora sarei pieno di soldi e avrei molte meno rotture di cazzo.


Giorno 28 - Un libro che farai leggere ai tuoi figli: a mia figlia ne farò leggere a pacchi, perché solo uno? Iniziamo con I ragazzi della via Pal di Molnar (anche questo l'ho letto da piccolo).

Giorno 29 - Un libro che devi ancora leggere: Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen.

Giorno 30 - Un libro che ti ha commosso: non mi ha commosso, ma di certo è toccante. Le ceneri di Angela di Frank McCourt.

sabato 18 febbraio 2012

INDOVINA LA LOCANDINA 10

Primo appuntamento con Indovina la locandina realizzato con l'aiuto di Lauretta. La mia bellissima bambina ha scelto per voi i filtri da usare per oscurare questa immagine tratta ancora una volta da un film.

Vi do già il primo indizio. Laura il film non l'ha visto.

Buon divertimento (qui il regolamento)











Classifica alla fine di questa manche:
Morgana 82
La Citata 18
Zio Robbo 17
La 7

venerdì 17 febbraio 2012

MARVEL VINTAGE 5

Puntate precedenti

Siamo nella primavera del 1941, ormai i tre alfieri della Timely, Capitan America, Namor e la Torcia Umana, hanno ottenuto tutti e tre la loro serie regolare.

Concentrando in misura maggiore le energie su quelli che erano i suoi personaggi meglio riusciti, la Timely riesce a incrementare vendite e successi.

Nell'estate del 1941 altre proposte si affacciano sul mercato. Dopo il tentativo di creare emuli del Capitano fatto con U.S.A. Comics (puntata precedente), con All Winners Comics si punta sul sicuro. ancora i tre assi della Timely affiancati dal solito Angel e (stranamente) dal meno conosciuto Black Marvel. Editor della testata un già sorridente Stan Lee.

Cover di All Winners Comics 1 dell'estate del '41 a opera dell'ormai noto Alex Schomburg.

A far compagnia agli eroi sopra citati anche Destroyer e la Trottola (Whizzer), tra i personaggi più celebri pescati dalle seconde linee.

Cover di All Winners Comics 2 dell'autunno del '41 di Jack Binder, dove si intravedono Trottola e Il Distruttore.

Le teste pensanti della casa editrice erano sempre al lavoro, per coinvolgere maggiormente il pubblico dei ragazzini, Simon e Kirby crearono le Sentinelle della libertà (Young Allies), una squadra formata da varie giovani spalle degli eroi adulti capitanata ovviamente da Bucky. L'idea riscosse un buon successo tanto da essere riversata su una testata creata ad oc. Young Allies Comics esordisce nell'estate del 1941, la cura di testi e disegni verrà affidata principalmente a Stan Lee e Al Gabriele.

Copertina di Young Allies Comics 1 di Jack Kirby.

Anche qui tra gli avversari del gruppo i soliti nazisti, fascisti e il Teschio Rosso. Piccola curiosità: esordio nel gruppo del primo eroe di colore della futura Marvel. Il ragazzino Whitewash Jones, personaggio che induce a pensare a una vena un tantinello razzista già a partire dalla scelta del nome e dalla raffigurazione dell'eroe (che labbra sono quelle?), cosa purtroppo usuale nei comics dell'epoca.

Cover di Young Allies 3 della primavera del 1942 a opera di Al Gabriele.

L'idea ebbe successo e Young Allies Comics decollò talmente bene da convincere Goodman e soci a creare già nei primi mesi del 1942 qualcosa che gli somigliasse molto. Sempre ad opera di Simon e Kirby esce Tough Kid Squad Comics che però non ebbe il successo sperato. Unica uscita datata marzo 1942.

Tough Kid Squad Comics 1, cover di Mike Sekowski e Syd Shores.

Si rompe a questo punto l'idillio tra la Timely di Goodman e la coppia Simon/Kirby. Per motivi economici i due artisti passano alla National Comics (futura DC Comics). La Timely punterà sempre più sul promettente Stan Lee e darà maggiore importanza a nuovi collaboratori come Syd Shores e Al Avison.

Logo della Timely Publications.

Continua...

giovedì 16 febbraio 2012

BRADIPIT 5

News dalla Cina: dopo attenti studi e aspri dibattiti il governo cinese decide di cancellare l'anno del Dragone. Dal 23 gennaio 2012 al 10 febbraio 2013 saremo nell'anno del Bradipo. Pare che la decisione sia irrevocabile!


Clicca sull'immagine per ingrandire.

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martedì 14 febbraio 2012

A-Z: AA.VV. - JUNO

Oggi ci ascoltiamo qualcosa presa di peso dalla soundtrack del film Juno di Jason Reitman. Una colonna sonora delicata che vive principalmente di tonalità soffuse e acustiche, musica leggera con una forte predilezione per pezzi che richiamano filastrocche e cantilene. Musica dolce e malinconica a tratti quasi evanescente.

La maggior parte dei pezzi dell'album sono della cantante americana Kimya Dawson, brani che canta con il supporto delle due band Antsy Pants e The Moldy Peaches in una straniante e cantilenante sovrapposizione di voci.

E' stata la stessa Ellen Page, protagonista del film a suggerire l'uso dei pezzi della Dawson per le musiche di Juno.



Senza discostarsi in maniera decisa a livello di sonorità, in scaletta trovano posto anche nomi più celebri quali Velvet Underground, Sonic Youth, Belle and Sebastien, The Kinks, Buddy Holly e Mott the Hoople.

Sonic Youth - Superstar


Long ago
and oh so far away
I fell in love with you
before the second show
your guitar
it sounds so sweet and clear
but you're not really there
it's just the radio

don't you remember you told me you love me baby
you said you'd be coming back this way again baby
baby baby baby baby oh baby
I love you, I really do

loneliness, is such a sad affair
and I can hardly wait
to be with you again
what to say
to make you come again
come back to me again
and play your sad guitar

don't you remember you told me you love me baby
you said you'd be coming back this way again baby
baby baby baby baby oh baby
I love you, I really do

don't you remember you told me you love me baby
you said you'd be coming back this way again baby
baby baby baby baby oh baby
I love you, I really do

domenica 12 febbraio 2012

FESTA IN CASA MUPPET

(The Muppet Christmas Carol, di Brian Henson, 1992)

Sarà che è di nuovo tempo di neve. Sarà che è di nuovo tempo di Muppet (al cinema in questi giorni il nuovo film con protagonisti i simpatici pupazzoni). Sarà che Natale è passato da poco più di un mesetto o sarà solo perché a Laura i Muppet piacciono e a mamma e papà anche. Fatto stà che ci siamo (ri)visti Festa in casa Muppet. Ed è la seconda trasposizione del Canto di natale di Dickens che guardo nel giro di poco tempo (l'altra era lo speciale natalizio del Doctor Who).

Della trama del film non sto neanche a parlarne. Avete presente la vecchia storia dei tre spiriti, il Natale passato, quello presente e quello futuro? Beh, proprio quella, senza cambiare una virgola.

C’è da dire che rispetto a I Muppet nell’isola del tesoro che abbiamo visto di recente, oltre alla consueta simpatia dei mitici pupazzi, qui ci si avvale del contributo di un attore di grande caratura, un Sir Michael Caine ben calato nei panni del taccagno Ebenezer Scrooge.

Ad accompagnarci lungo il corso della storia niente meno che l’autore stesso del racconto: Sir Charles Dickens. Impossibilitati a contattare il celebre scrittore deceduto ormai da circa 122 anni, la produzione ha optato per l’unico sostituto possibile, l’inimitabile Sir. Gonzo accompagnato dall’inseparabile Rizzo (senza Sir.), piccolo topastro di fogna, animale da compagnia preferito dai londinesi di fine ottocento.


Non poteva che andare a Kermit la rana il ruolo del puro di cuore Bob Cratchit, impiegato sottopagato e sfruttato (attuale nevvero?) dal privo di cuore Scrooge. Le sue sfighe sono compensate dall’essere sposato con la maiala Miss Piggy (non so se mi spiego).

Agli ex-soci interpretati da Statler e Waldorf il compito di avvisare Scrooge su ciò che lo aspetta, una notte movimentata in compagnia di tre spiriti. Spiriti che purtroppo non hanno i volti di Muppet celebri ma sono impersonati da altri pupazzi. Almeno un paio di loro non sono neanche male, lo sbadato fantasma del Natale presente e l’inquietante fantasma del Natale futuro che sembra uscito direttamente dalla prigione di Azkaban.

Piccoli ruoli per gli altri componenti della banda: Animal, Fozzie, il Dottor Bunsen, Beaker, Rolf e così via…

Menzione per la bella scenografia che trasporta lo spettatore in una Londra di fine 800 dal sapore decisamente fiabesco.

I Muppet ormai li conosciamo e ci divertono, penso che riuscirebbero a farlo in qualsiasi situazione. Potremmo quasi pensare di mandarli in parlamento, tanto pupazzi per pupazzi…

Anche Michael Caine lo conosciamo. Qui si adatta a recitare per tutto il film interagendo solo con pupazzi animati riservandoci l’ennesima buona prova di una ormai ricca carriera.

Film per tutti, con i Muppet ci si diverte sempre e per noi quasi quarantenni l’effetto nostalgia è quasi inevitabile. Nel caso riuscissi a portare Laura al cinema per vedere la nuova fatica della celebre cricca vi farò sapere.

venerdì 10 febbraio 2012

VISIONI 32

C'è un grande talento visionario dietro l'arte di David Ho. Atmosfere oscure e letture dark di alcuni famosi personaggi, senso del grottesco e un pizzico d'inquietudine.

Tra i lavori di Ho la realizzazione di alcuni artwork per varie metal band (Cradle of filth, Seether) e clienti più disparati tra i quali la Interscope Records, Penguin Publishing e il Chicago Tribune.

Lucasfilm


The healer


Honey 7


Disney 2

Ed ecco il ciclo dei cinque elementi.

Earth


Fire


Metal


Water


Wood

giovedì 9 febbraio 2012

LASCIA PERDERE JOHNNY!

(di Fabrizio Bentivoglio, 2007)

Niente male questo esordio alla regia sulla lunga distanza di Fabrizio Bentivoglio. Una commedia garbata dai toni amarognoli sviluppata su accadimenti e sogni presi in prestito dalla vita di Fausto Mesolella, chitarrista della Piccola orchestra Avion Travel.

In una Caserta malinconica e desolata l'introverso Faustino Ciaramella (Antimo Merolillo) coltiva la sua passione per la musica e la chitarra in attesa della chiamata per il servizio militare.
Orfano di padre vive con la madre Vincenza (Lina Sastri) che spinge affinché il figlio si faccia fare un contratto per ottenere il congedo.

Faustino un lavoro però non ce l'ha. O meglio. Ce l'ha ma è molto precario e senza contratto. Suona con l'orchestra (?) del maestro Falascio (Toni Servillo) che di lavoro fa il bidello.

Faustino ripone nel maestro una certa ammirazione che quest'ultimo ripaga con perle di saggezza di grande caratura: "Quando ti senti sicuro, metti la tua bella nota. Quanne nun te siente sicuro, nun miette niente!" Con l'orchestra del maestro Faustino suona nei paesi della provincia finché tramite l'impresario Raffaele Niro arriva la grande occasione: suonare con l'orchestra del noto maestro Augusto Riverberi (Fabrizio Bentivoglio), noto più che altro per una vecchia relazione con la Vanoni.

Quando l'esperienza musicale di Faustino sembra finalmente ingranare, il protagonista si scontrerà purtroppo con le delusioni e le fregature che il mondo della musica spesso presenta a chi è agli inizi.

Siamo di fronte a un film quasi etereo, delicato e recitato in punta di piedi. Il protagonista interpretato dall'esordiente Antimo Merolillo parla molto poco, i suoi pensieri, tramite una voce off ben integrata e mai fastidiosa, ci accompagnano durante la durata dell'intera pellicola. Questo ragazzo timido e serio, grazie alla sua visione fiduciosa e forse ingenua della vita, riesce a catturare l'affetto delle persone che gli stanno intorno e probabilmente quello di gran parte degli spettatori.

Ben delineato anche il personaggio del maestro interpretato da Fabrizio Bentivoglio, sguardo dolente quasi a trasmettere un progressivo abbandono di forze e fiducia che solo la musica può ritemprare. Ottime le prove da coprotagonisti di Toni Servillo e Lina Sastri.
Un Toni Servillo che in poche battute delinea un personaggio al limite del tragico, a suo modo sconfitto. Il talento dell'attore esplode libero nella sua napoletanità (sono di parte, che ci volete fare) e garantisce alla prima parte del film una bella verve comica.
Impeccabile anche Lina Sastri che brilla d'energia trattenuta.

Colonna sonora decisamente interessante garantita dall'altro Servillo, Peppe, che con il nome d'arte di Jerry Como interpreta il crooner che si unisce al maestro Riverberi e Faustino per completarne l'orchestra.

Una pellicola che forse avrebbe dovuto avere maggiore sostanza e un finale decisamente meno affrettato di quello che abbiamo visto che ripaga però con sentimento e con le giuste atmosfere lo spettatore. Un film concentrato maggiormente su personaggi e situazioni che non su una trama forte e decisa. Il mio parere è che in questo caso il risultato non sia affatto male, dategli una possibilità, in fondo sempre di esordio si tratta.

PS: Come vedete di Johnny non c'è neanche l'ombra, cercatelo guardandovi il film.

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