sabato 12 gennaio 2013

THE SONG OF LUNCH

(di Niall MacCormick, 2010)

Alla BBC fanno anche di queste cose. The song of lunch è un esperimento, anche molto ben riuscito, di adattamento per la televisione dell'omonimo poemetto di Christopher Reid. Una narrazione davvero fuori dall'ordinario; un mediometraggio (poco meno di 50 minuti) lungo il quale la vicenda viene affidata per oltre il 90% della sua durata alla voce fuoricampo del protagonista. I dialoghi sono ridotti all'osso, quasi assenti, eppure il coinvolgimento è garantito dalla messa in scena, dall'attenzione per i dettagli del regista e dalla recitazione di due ottimi attori inglesi: Alan Rickman ed Emma Thompson. Lui e lei.

L'uomo è sepolto dalle scartoffie accatastate sulla sua scrivania, editor per una casa editrice londinese. Il luogo di lavoro non dà l'impressione di essere il massimo dell'accoglienza. Un post-it sullo schermo del computer: "Fuori per pranzo. Potrei metterci un po'". Una passeggiata per le strade del quartiere, un passo dopo l'altro verso l'appuntamento con una vecchia fiamma, una di quelle importanti, di nuovo lì, nel vecchio ristorante italiano, quello di una volta.

Il sapore dell'attesa, gli inevitabili cambiamenti (in fondo sono passati quasi 15 anni). Finalmente l'incontro e tutto quel che una situazione del genere può portarsi dietro (e scatenarti dentro).

C'è parecchio in questi 50 minuti, quello che non dicono i dialoghi arriva allo spettatore grazie alle immagini e alla voce narrante. Attori perfetti, personaggi vivi. Palpabile il senso del tempo passato, perso magari, così come la sensazione universalmente nota di come esso scivoli via tra le dita. Vivida la fitta provocata dalla consapevolezza di quello che (non) è stato e che ti coglie quando ci si guarda indietro/dentro, quando lo si fa con un minimo d'attenzione e di onestà. Il dolore per quel che si è perso o che non si è mai avuto, quello che ti paralizza per periodi di tempo più o meno lunghi impedendoti di vivere davvero. Quel dolore straziante e in alcuni casi potenzialmente sublime e agognato, quando guardandosi alle spalle non si vede nulla, nemmeno quello. Il tempo comunque non si ferma.

Produzione per la tv e dentro c'è tutto questo. Se avrete l'occasione di gustarvi questo breve film constaterete che è davvero molto. Giro lo sguardo che mi cade sul bollettino da 113,50 euro per l'abbonamento Rai 2013. Lo guardo. Sorrido. Anche quest'anno noi potremo contare sulla rassicurante presenza di Don Matteo.

And then one day you find
Ten years have got behind you
No one told you when to run
And you missed the starting gun

(Time - Pink Floyd)

6 commenti:

  1. Davvero...ma che schifo..il fatto è che questa benedetta tassa bisogna pagarla per il solo fatto di possedere una tv. Poco importa se i canali RAI non li guardi perché non hanno indipendenza nemmeno nel dare le notizie al TG, o perché hanno proposte che fanno davvero cagare !
    Brutto dirlo, ma fortuna che c'è SKY..
    In ogni caso, loro due insieme mi piacciono tantissimo. Li ho già apprezzati in coppia nel film love actually, e sono certa che anche questo"mediometraggio" mi piacerebbe molto..provo a cercarlo.
    In ogni caso, le altre nazioni sono avanti anni luce rispetto alla nostra, anche per ciò che riguarda le proposte televisive..che tristezza :(
    Buona serata !

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    1. Se riesci recuperalo, merita. Si trova solo in inglese sottotitolato (anche in italiano). Qualche tempo fa era presente su Youtube e in streaming, ora con l'offensiva dell'FBI contro i siti dedicati allo streaming e simili probabilmente si farà più fatica a trovarlo.

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  2. Mah, ti dirò, a me son bastate le tue parole per emozionarmi. Va bene se non lo cerco nemmeno? E poi mi basta la coinquilina che mi perseguita con i fritti nel burro, l'FBI anche no ;)

    (mitico, una canzone che conosco, ce l'ho pure quell'album!)

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    1. Un tentativo lo farei, l'FBI al momento persegue i siti monelli e non gli utenti :)

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  3. La tv la guardo pochissimo, per problemi miei non sono andato al cine nell'ultimo mese, e allora ho dato uno sguardo ai nuovi canali tv rai digitale terrestre, e su Rai Movie, Rai 4 ecc. di robba buona ne ho trovata, però tutti film comprati, o coprodotti per il cine. Il problema della Rai, rispetto alla BBC, è che non ha cose autoprodotte, almeno non quelle alte (che in passato riusciva a fare, qualche volta), e pure i programmi stupidi, li produce fuori, aumentando magari così anche i costi.

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    1. In effetti hai ragione. Ora con i canali del digitale terrestre cose migliori, soprattutto film, se ne trovano, anche se per problemi di orari io la TV non la guardo praticamente mai. La mia critica si riferiva principalmente a tutta la fiction dozzinale prodotta da Mamma Rai anche se qualche buona eccezione negli anni si è vista anche qui.

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