venerdì 17 maggio 2013

IRON MAN 3

(di Shane Black, 2013)

E' indubbio che nell'ambito del blockbuster americano dedicato ai supereroi negli ultimi anni l'asticella di paragone si sia alzata di parecchio. Merito sicuramente di una tecnologia che permette ormai di rendere sullo schermo in maniera convincente quasi tutto, ma non solo. C'è stato il Batman di Nolan a dimostrare che oltre al lato spettacolare si possono curare aspetti diversi in grado di soddisfare anche spettatori più esigenti e portare le storie supereroistiche a un più alto livello, cosa già fatta da molti anni sulle pagine dei comics. C'è stato anche The Avengers di Whedon che ha imposto nuovi livelli qualitativi per quello che riguarda invece l'aspetto del puro intrattenimento, storia lineare e coinvolgente, personaggi ben definiti, ironia, azione, spettacolo e smargiassate in un cocktail miscelato alla perfezione.

Le possibilità di far bene quindi ci sono, non di meno nel corso degli anni abbiamo assistito anche a numerosi scempi. Fortunatamente la saga dedicata al caro testa di ferro non è tra queste.  Dopo due episodi diretti da Favreau riusciti e divertenti anche questo terzo episodio ha tutte le carte in regola per piazzarsi dalle parti alte della classifica di settore. Tantissimi gli spunti narrativi da poter sfruttare, ottimo cast a disposizione, soldi a palate, etc...

Nonostante molte aspettative siano state ripagate (si ride parecchio ad esempio), questo Iron Man 3 mi è sembrato comunque il meno riuscito della trilogia, anche se per metterci la mano sul fuoco dovrei andare a riguardarmi i primi due episodi e darne un giudizio dopo aver ripassato per bene.

Il film di per sé funziona, diverte soprattutto grazie all'ennesima ottima prova di Robert Downey Jr., offre effetti speciali all'altezza, una trama semplice e quell'intrattenimento fracassone da popcorn movie. Non è The Avengers però e secondo me neanche gli si avvicina. Mancano totalmente l'interazione con altri personaggi interessanti, aspetto che spesso è lasciato al villain di turno e in questo caso a mio avviso carente. Aldrich Killian (Guy Pearce), personaggio praticamente inesistente nei fumetti di Iron Man, non ha il carisma sufficiente a riempire la scena e le premesse iniziali, come la possibile appartenenza dello stesso all'AIM che non sarà sfuggita ai Marvel fan di vecchia data, rimangono completamente disattese. Occasione totalmente sprecata quella di portare sullo schermo Il Mandarino, nemesi storica del supereroe corazzato qui ridotta a inutile macchietta da Ben Kingsley e dalla sceneggiatura.



Si è puntato tutto sulla risata, sulla battuta sagace anche nei momenti dove questa non era necessaria, caratteristica classica della cara vecchia americanata, inoltre non mi dispiacerebbe veder recitare Downey Jr. un po' meno sopra le righe, cosa che qui avviene di rado.  Siamo in un cinecomics e quindi va bene così, però la sospensione d'incredulità richiesta in alcuni momenti può risultare eccessiva anche per lo standard medio imposto dal genere (tipo la scena dell'attacco alla casa di Stark), in fondo fuori dall'armatura Tony sarà anche un genio, miliardario, playboy, filantropo ma non è Superman.

Deludente la scena ormai abituale in coda ai titoli di chiusura, altro siparietto divertente che stavolta non concede nessuna gustosa anticipazione.

Non era mia intenzione parlar male di Iron Man 3 che rimane un'ottimo blockbuster, divertente e con la giusta dose d'azione però tutto sommato un po' di amaro in bocca me l'ha lasciato. Poi lo spirito da Marvel-fan viene fuori e punzecchia, il virus Extremis aveva potenzialmente ben altre applicazioni e poteva rendere il protagonista decisamente più interessante e portare l'uomo e l'eroe a un livello di conoscenza superiore. Tralasciamo il fatto che dietro Iron Patriot c'è ben altro di una semplice mano di vernice al War Machine del colonnello James Rhodes (Don Cheadle).

2 commenti:

  1. A me la serie cinematografica di Iron Man, non so perché, non mi ha mai preso più di tanto. Ho trovato le trame dei primi due capitoli davvero troppo "sempliciotte". Poi le scene drammatiche o catastrofiche e i siparietti simpatici di Downey jr, sono proprio un po' attaccate con lo spago.

    Non li ho trovati brutti, eh. Ma ho sempre dato priorità ad altro. Comunque questo terzo film lo vedrò. Magari non al cinema, però :)

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    1. Penso che il tuo giudizio non cambierà, per carità nel complesso ci si diverte, il film è ben realizzato ma anche qui la trama non è niente di che e si conta troppo sul fascino e la verve umoristica di Stark/Downey Jr.

      Le scene drammatico/catastrofiche sono gestite anche qui nella stessa maniera. A conti fatti puoi tranquillamente recuperartelo poi in DVD.

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