lunedì 3 giugno 2013

ACID HOUSE

(The acid house di Irvine Welsh, 1994)

Dopo un discreto periodo di lontananza torno alla prosa di Welsh riavvicinandomi alle origini della stessa. The acid house è la seconda fatica dello scrittore scozzese, opera che segue il frammentario Trainspotting reso a meraviglia su pellicola da un ispirato Danny Boyle. Welsh torna a scavare nelle vite dei suoi spurghi di corea, come lo stesso scrittore spesso definisce la varia umanità cresciuta nelle periferie scozzesi, in particolar modo la gioventù bruciata venuta su a pane, droga, calcio, botte e birra in mezzo alle strade di Leith, sobborgo popolare di Edimburgo (ma non definitelo così davanti agli abitanti di Leith che potreste avere a pentirvene).

Ancora non siamo alla forma romanzo, il libro in questione è una raccolta di racconti per lo più di breve foliazione, poco più di venti tranci di esistenze, di quelle dure, con punte e virate verso il grottesco e il surreale. I racconti che più lasciano il segno sono però quelli che affrontano i temi cari all'autore, sviluppati sempre con l'ausilio dello stile inconfondibile dello scrittore, un misto di slang, linguaggio fuori dai denti e volgarità assortite qui mai fuori luogo o contesto, centrati all'interno di una narrazione sempre scorrevole nonostante già ci siano tentativi di sperimentazione linguistica espressi finanche tramite arzigogolii d'impaginazione (e complimenti al traduttore Massimo Bocchiola che tradurre Welsh non dev'essere una passeggiata di piacere).

Quello che ho sempre apprezzato della narrativa di Welsh è la naturale propensione a sviscerare, tramite storie anche minime, un malessere sociale talmente diffuso da essere considerato la norma, il naturale sfondo culturale nel quale ambientare vicende e far vivere personaggi (caratteristica che raggiunge un vertice altissimo nel successivo Colla - parere personale ovviamente). Anche qui, dietro la narrazione divertente ed esuberante di Welsh, non mancano i colpi bassi che infliggono ondate di pura amarezza. Non è tanto la trama di episodi come Eurotrash o Tenerone a colpire quanto il contesto e il contorno. Non mancano neanche episodi più originali come Dove i rifiuti incontrano il mare nel quale quattro ragazze (Madonna, Kim Basinger, Kylie Minogue e Victoria Principal) seguono le vite di persone comuni come se fossero delle celebrità, il tutto a parti invertite.

Dentro Acid House ci trovate parecchio Welsh e in fondo è tutto quel che serve.

4 commenti:

  1. io mi sto leggendo porno.
    con un "pochino" di ritardo, finalmente sto scoprendo il seguito di trainspotting...

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    1. Porno l'ho trovato divertente, davvero eccessivo in alcuni passaggi, lontano però da quello che al momento rimane il mio preferito di Welsh: Colla.

      PS: Mi manca ancora molto dell'opera dello scozzesaccio, al momento ho letto Trainspotting, Acid House, Ecstasy, Colla e Porno

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  2. Beh, Welsh è uno che sa scrivere, questo è fuor di dubbio.

    Pensavo mi fosse sfuggito il restyling della Guanda, con questa cover minimale e pulita. Poi ho scoperto che in realtà si tratta di una ristampa in ebook. Quella cartacea è ben più brutta :)

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    1. In realtà l'edizione cartacea in mio possesso (del quale non ho trovato un'immagine sul web) è molto simile a quella che ho postato. Rispetto a quella che hai linkato tu non ci sono tutti quei gufi azzurrini e nemmeno l'orrido riquadro attorno alla figura rossa, il verde di fondo è acido giusto un pelo meno di quello che vedi qui sopra. Anche il font usato per titolo (in rosso) e autore (in nero) mi sembra migliore. Niente male nel complesso.

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