domenica 9 giugno 2013

LA GRANDE AVVENTURA DI HOLS

(Taiyo no oji - Horusu no daiboken di Isao Takahata, 1968)

Alla ricerca di vecchi lavori del maestro dell'animazione giapponese Hayao Miyazaki mi sono imbattuto ne La grande avventura di Hols, lungometraggio (82 min.) d'animazione risalente alla fine degli anni Sessanta. In realtà qui la regia è di Isao Takahata e la produzione della Toei Animation, non sono ancora i tempi dello Studio Ghibli e Miyazaki qui compare come uno degli animatori con incarico di occuparsi della scenografia.

Anche il tipo di animazione e di narrazione sono lontani dagli standard dello studio di Totoro, è un'altra epoca e questi disegni tanto ricordano i cartoni animati giapponesi della nostra infanzia. I colori sono più spenti rispetto ai blu immensi e ai verdi profumati ai quali le opere di Miyazaki ci hanno abituati. Ma come dicevamo questa non è un'opera del famoso regista, siamo in un altro decennio e di fronte a una poetica un poco diversa.

La storia presenta il classico malvagio e l'eroe (maschio questa volta) che deve contrastarlo e far valere la giustizia. In passato il villaggio del piccolo Hols venne devastato dal glaciale Grunwald a tal punto da convincere il padre del nostro eroe a fuggire lasciando la sua gente. Ormai diventato un giovanotto, Hols insieme al fido orsetto Koro, decide di tornare tra la sua gente e affrontare il perfido Grunwald forte di un aiuto insperato: la Spada del Sole fornitagli dal gigante di roccia Mog. Grazie alla sua abilità Hols conquista gli abitanti del villaggio, non sarà così però con la giovane Hilda che non tarda a mostrarsi a disagio in più di un'occasione.

Se ci si avvicina a questa pellicola cercando, come erroneamente ho fatto io, la tenerezza, quell'alone di magia e la poesia delle opere di Miyazaki non si può che rimanerne un poco delusi. Presa invece per quella che è, cioè un'opera di quarantacinque anni fà di un quasi esordiente Isao Takahata ci si possono trovare motivi di interesse. Il ritmo non è altissimo ma non mancano sequenze dinamiche, anche un minimo violente se il pubblico di riferimento è quello dei bambini. Indubbiamente alcuni personaggi, su tutti Hols e Hilda, hanno ricevuto in fase di scrittura la giusta attenzione, nonostante questo alcune incoerenze nella sceneggiatura fanno qua e là capolino, piccole cose che non inficiano l'andamento della storia. Alcuni problemi derivanti dalla poca fiducia della casa di produzione in questo progetto hanno fatto sì che almeno una sequenza venisse montata con una serie fissa di frame, cosa che indubbiamente ha penalizzato la scena in questione allo scopo di risparmiare sul minutaggio.

Per chi volesse cercare altro su questo film tenga presente che è stato distribuito anche con il titolo (quasi demente) La grande avventura del piccolo principe Valiant e con un più coerente alla narrazione Il segreto della spada del sole.


2 commenti:

  1. Sembra carino. Ma Takahata non è lo stesso che poi con Miyazaki ha realizzato anche la prima serie di Lupin III del 1971?
    Comunque su Wikipedia questo lavoro non gli viene accreditato nemmeno.
    Il '68 era davvero tanti anni fa. Sei andato a pescare davvero una roba da preistoria. Probabilmente proprio per questo potrebbe piacermi :D

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    1. Ma si, una visione te la consiglio, è un bel recupero d'annata. Takahata ha collaborato in seguito con Miyazaki in altre occasioni, spulciando su wikipedia vedo che effettivamente hanno collaborato anche su Lupin III.

      Questa è la prima regia su lungometraggio di Takahata, nella bio della pagina italiana di wikipedia gli è attribuita con il nome La grande avventura del piccolo principe Valiant.

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