domenica 20 ottobre 2013

BLOG: ISTRUZIONI PER L'USO

Questo è uno di quei casi più unici che rari (beh, in realtà è più raro che unico, però si suol dire cosi...) in cui potete trovare su questo blog un pezzo che non è stato scritto da me.

Nella fattispecie ho deciso di condividere il post molto sentito scritto e pubblicato dall'amico Viktor, grande conducente del blog Radio Nowhere.

Perché condividere? Beh, perché è un pezzo che parla dei nostri blog, della fatica e del tempo che noi tutti dedichiamo a queste nostre creature, parla del nostro impegno e dell'importanza dei riscontri scaturiti dalla nostra passione. Certo che si scrive per se stessi, però...

Per quel che riguarda La Firma Cangiante, va da sè che le riflessioni che scaturiranno dalla lettura del pezzo del buon Vik toccano solo marginalmente i lettori più affezionati. Questo blog è cresciuto grazie all'affetto di persone come L'Adri, M4ry, Luigi, Luke, Black, Elle, Giuseppe, lo stesso Viktor e via via tutti gli altri (voi sapete chi siete, vecchie birbe).

Sarebbe carino però raccogliere le impressioni un po' di tutti sull'argomento, vi lascio ora alle parole di Viktor.

BLOG: ISTRUZIONI PER L'USO
Avere un blog è doppiamente difficile: non basta esser dei bravi "autori", ma si deve sperare anche di avere dei bravi lettori, altrimenti la prima parte del lavoro è vanificata.
Ogni lettore di blog dovrebbe conoscere e attenersi a delle piccole e semplici regolette grazie alle quali il proprio blog preferito può mantenersi in vita, diversamente questo sarà costretto ad un lento, ma inesorabile declino che prima o poi lo porterà alla morte.
Questo post, per quanto possa risultare odioso è in realtà solo un tentativo di chiarire un paio di aspetti troppo spesso trascurati dai suoi lettori.
Sia chiaro, non si vuole fare la paternale a nessuno, ma solo sensibilizzare l'importanza della Vostra collaborazione ai fini della longevità di questo e altri spazi in cui è bello sostare per leggere, informarsi, condividere pensieri e staccare la spina in modo intelligente.

I COMMENTI SONO FONDAMENTALI.
In questi anni da blogger ho avuto più volte modo di leggere su spazi gestiti da amici la loro frustrazione e la volontà di lasciar morire il proprio blog perchè lo sforzo impiegato nella sua gestione non era proporzionale alla soddisfazione che ne derivava.
Avere un blog è un impegno. è sicuramente un piacere ma, chi ne ha uno sa di cosa parlo, porta via molto tempo e risorse. A meno che non si voglia utilizzarlo come diario personale in cui scrivere della propria quotidianità, ma per questo ormai ci sono i social e chi bazzica queste pagine conosce bene la differenza, un blog richiede creatività, fantasia, voglia e capacità di trovare articoli che possano interessare degli eventuali lettori, richiede tempo per la ricerca e la documentazione sugli argomenti che si vogliono trattare. Si deve poi pensare al taglio, alla forma e alla lunghezza dei post che si vogliono scrivere, ci si deve pensare, prepararli, buttarli giù, leggere, rileggere, correggerli e ancora leggere, cambiare, limare, sostituire...
Inoltre il post in sè talvolta non basta e il blog necessita di varie iniziative che portino l'attenzione dei visitatori su di esso. Insomma, un lavoro di progettazione, preparazione, creazione e messa a punto non esattamente trascurabile, specie quando gli argomenti si fanno densi e richiedono tanto lavoro di "pre-produzione". In questo senso, per fare un esempio, il blog che seguo di Monkey per me è da prendere a paradigma per capire ciò che sto dicendo.
Ora, tornando a quegli amici che in diverse occasioni hanno manifestato la loro volontà di abbandonare il proprio blog, al di là del problema della quantità di tempo da doverci investire, penso che la scelta fosse dovuta anche alla mancanza di un appropriato feedback al lavoro svolto. E in che modo il lettore di un blog può dare un feedback al suo autore? Tramite un commento al post. La mancanza di commenti ai post è l'anticamera della morte del blog.
I commenti servono all'autore del post per capire se ciò che ha pensato, preparato e scritto è stato non solo letto, ma recepito, bene o male ha meno importanza. Con alcuni lettori assidui ci si vede poi anche di persona e vuoi per pigrizia o per anche una loro mancanza di tempo, preferiscono commentare ciò che hai scritto a voce o magari con una mail o un sms. In questo modo stanno uccidendo il blog che loro stessi hanno piacere di leggere. Il blog è uno spazio d'aggregazione, a me piace pensare con valenza culturale, oltre che sociale, nel senso del creare degli incontri tra persone. Se mancano i commenti, anche a fronte di una visita e di una lettura del post, non può esserci quello scambio di idee, quel reciproco confrontarsi in maniera costruttiva che sta alla base del blog stesso e della volontà di dialogo aperto del suo autore.
Senza commento non nasce nessuna discussione e il blog avvizzisce, perchè viene meno il confronto e cresce la frustrazione dell'autore per aver messo tempo e fatica nella scrittura di qualcosa che non crea confronto, dialogo, scambio di opinione.
Il commento non deve per forza essere una contro tesi di 2000 battute. A volte basta una frase o una parola: "Bello", "Brutto", "Hai ragione", "Non la penso affatto così", "Tutte stronzate"...etc. Scrivere un commento di questo tipo porta via meno di cinque secondi, ma è in grado di far nascere un confronto, tra altri lettori, o con l'autore stesso, che possono essere molto interessanti e costruttivi e che in definitiva sono, per quel che mi riguarda il fine ultimo del blog.

UNIRSI AI LETTORI FISSI DI UN BLOG è UTILE!
Scegliere di manifestare il proprio interesse per il blog registrandosi con un qualsiasi account tra i "lettori fissi" o "followers", non serve solo a nutrire l'ego dell'autore del blog, ma diventa per quest'ultimo un utile strumento statistico per capire a colpo d'occhio se il bacino dei suoi lettori sta mutando e per quanti lettori potenzialmente sta scrivendo in un determinato momento. Inoltre le iscrizioni, come i commenti, danno la possibilità di avere maggiori interazioni tra i lettori e di allargare il giro di blog direttamente o indirettamente connessi, scoprire nuove pagine, persone e contenuti. Capite da soli che se nessuno scrive o rimangono tutti anonimi l'allargamento "sociale" del blog non si può realizzare.
I riferimenti statistici e i feedback sono insomma fondamentali per capire se e come aggiustare il tiro, cosa e come scrivere, con che frequenza etc.
In pratica, se la cena ve la siete gustata o vi è rimasta sullo stomaco, ditelo allo chef: solo così potrà correggere i suoi errori e sapere quale è stata la vostra portata preferita e quale non vi deve far trovare sul menù la prossima volta.
Piccoli accorgimenti che possono cambiare radicalmente l'andamento  di un blog, credetemi.
Un abbraccio a tutti i miei lettori, i miei amici e i Blood Brothers in ascolto. Grazie per l'affetto. Spero sempre che il Viaggio sia di vostro gradimento.
Alla prossima.
Vik.

25 commenti:

  1. Fermo restando che sottoscrivo in toto il contenuto del post, faccio una mia breve riflessione. Io scrivo perchè amo scrivere e leggo perchè amo leggere tutti i blog che frequento. A volte, preferisco tacere sul contenuto di un post su cui non ho competenze e mi limito ad apprendere. Il senso di quello che ognuno di noi fa, credo, sia soprattutto questo. Poi, tra blogger ci si conosce, ci si odora, ci si frequenta, ci si relaziona e nascono interazioni, amicizie, simpatia. Rapporti che restano anche senza nessun commento e che talvolta sono molto meno effimeri di quanto che si pensi. Perchè senza una voce o una faccia, ciò che davvero conta è la stima.
    Grazie per la citazione, Firma :)

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    1. Sono d'accordo, il discorso di Vik è ovviamente generale, personalmente quando capito su un post che tratta un argomento che non conosco, sia questo un disco, un libro, un film etc... e sul quale non ho nulla da dire magari non intervengo. Però cerco di farlo tutte le volte che invece mi è possibile, perché ho voglia di farlo, perché magari ho curiosità di leggere la risposta dell'autore del blog, e a volte come semplice passaggio di saluto o poco più, dipende. Anche dalle tue parti spesso taccio, pur passando quotidianamente o quasi, però quando ho qualcosa da dire lo faccio con piacere. Tra l'altro ho iniziato a dare un ascolto a Tamikrest. Per la stima sempre caro Black, dopo quelle splendide collaborazioni, uno dei punti più soddisfacenti della mia vita da blogger :)

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    2. Io, da "non blogger", vivo le visite al tuo blog e a quello di Viktor esattamente come le vivete tu e Blackswan. Se il mio commento può arricchire la discussione, o avere un minimo di senso, intervengo. Altrimenti mi astengo. Per le pacche sulle spalle "generiche", fortunatamente possiamo fare al lavoro o al bar, no?

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  2. Quest'articolo è un punto di vista, uno dei tanti possibili.
    Non concordo con molte delle affermazioni in esso contenute e ne cito un paio: conosco alcuni splendidi blog (importanti e gestiti da persone che sanno davvero ciò di cui stanno parlando/scrivendo) che sono quasi completamente vergini da commenti. Ciò non diminuisce assolutamente la loro bellezza né la loro importanza.
    Altro punto: un "bello!", "bravo!" o, peggio ancora un "tutte stronzate" non solo non "qualificano" maggiormente il blog, ma sono anzi a mio modo di vedere inutili quando non addirittura dannosi. Dieci (o cento) "bello e bravo!" scritto dai miei amici/amiche non fa salire qualitativamente il blog di una virgola (e le amiche/gli amici è più importante che mi voglian bene anche se pensano che il mio blog è orribile).
    Inoltre non tutti gli scritti devono necessariamente suscitare un dibattito.
    Così come il/la blogger ha il diritto di scrivere quello che vuole come vuole quando vuole, io come lettore ho il diritto di leggere il blog, di non leggerlo, di commentarlo, di non farlo, di farlo ogni tanto, di non farlo mai.
    Ciò né qualifica né dequalifica il blog.
    Ciò che lo fa è il contenuto degli scritti.
    Esempio opposto al primo che ho fatto: un blog che seguo più o meno (più meno che più...) fa minimo 70 commenti a post; peccato che a mio modo di vedere il 99% di quei commenti siano sciocchezze (spesso maschiliste/omofobe, tra l'altro...) che non solo non aggiungono "valore" al blog, ma casomai ne tolgono.
    Ovviamente ho preso due casi limite, diciamo così; ma ciò per dire che secondo me non esistono delle regole per i commenti, non esistono doveri, non è corretto definire il "successo" di un blog dal numero dei suoi commenti.
    Tutto imho, sempre ihmo, nessuno s'offenda e blablabla :-D
    Saluti
    Orlando

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    1. Orlando, hai scritto un commento davvero sul pezzo! Ed è di questi commenti che vorrei vederne di più in giro, ecco cosa mi auspicavo nel post: un confronto costruttivo su due punti di vista diversi. Pur essendo l'autore del post nelle cui affermazioni non ti ritrovi, io sono allo stesso tempo completamente d'accordo con te e con la tua posizione. Come dici tu il mio è solo un punto di vista, ed è vero, non avevo intenzione di gettare delle regole standard alle quali tutti dovrebbero attenersi, ma dei consigli basati sulla mia percezione dell'uso e della funzione del blog. Ciò che dici tu è assolutamente vero e condivisibile, non penso ci sia un modo giusto e uno sbagliato di vedere la cosa, solo approcci diversi. Non volevo invece dire che la quantità dei commenti è indice della qualità del blog, ma piuttosto sottolineare la loro importanza in funzione di uno scambio di opinioni che ritengo sia alla base dell'esperienza del blogger, sempre secondo il mio punto di vista.
      Scriver per se stessi è importante e utile, ma io ho sempre pensato al mio blog, Radio Nowhere, come un punto d'incontro in cui poter scambiare opinioni e rilassarsi tra amici come si fosse tutti in un'auto, durante un viaggio verso una meta sconosciuta. Sai che palle se invece tutti stessero zitti? Mi piace stimolare i miei lettori trovando soluzioni che stimolino l'interazione e tutto ciò che faccio è in funzione di questa mia personale visione del blog. Come se avessi un locale e invitassi gli avventori ad interagire tra loro. Se ognuno invece si tiene in disparte la cosa non può funzionare, ma solo perché io percepisco il mio blog in questa maniera, e altri amici condividono questo punto di vista e quindi ciò che ho scritto nel post. Però, ripeto, la tua è una sacrosanta verità, appartiene solo ad un modo diverso di vivere la stessa cosa.
      Grazie per avermi dato l'occasione di chiarire. A presto.

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    2. Credo che il discorso di Vik fosse orientato non alla qualità del blog tout-court, quanto allo scambio di opinioni che vivacizza il blog e alla soddisfazione del blogger stesso, cosa che può ovviamente andare ad incidere in seconda battuta anche sulla qualità dei post. E' indubbio che nella blogosfera ci siano post ottimi che non hanno nessun riscontro. Il punto è, l'autore di quei bellissimi post sarà incentivato a scriverne altrettanti con la stessa cura? Pur concordando con quello che scrive Vik effettivamente trovo sensata la tua obiezione sul tenore di alcuni commenti. Difficilmente io andrei su un altro blog a commentare con un "e' una stronzata" e basta. Penso che qui quella di Viktor sia una innocente provocazione, il succo è che nessuno si aspetta commenti che siano un romanzo o qualcosa di simile (che comunque sono sempre ben accetti e spesso sono i più interessanti). Ad esempio a me può capitare di passare da te magari solo per un "Ciao Orlando, bel pezzo mi appunto il titolo di questo volume". Il tuo blog non diventa migliore grazie al mio commento, ne peggiore. Però a me magari fa piacere farti sapere che ho letto il tuo pezzo e l'ho trovato interessante e magari a te fa piacere che io sia passato (spero). Soddisfazione, piccole cose che allietano la giornata, niente di che. Anche se i miei commenti spesso non sono articolati sai bene che grazie a te sto leggendo tutto L'uomo Tigre, ho riscoperto Pugacioff e Tiramolla, ho letto lo splendido Maledetti Fumetti, etc... (ora sono andato a recuperare in soffitta uno scatolone di manga di mia moglie con le serie di Lady Oscar, Dottor Slump, Kiss me Licia, Piccoli problemi di cuore, Anna dai capelli rossi) insomma gli orizzonti si allargano e penso che possa farti piacere sapere che grazie ai tuoi scritti io continuo a spendere soldi :)

      E' anche sacrosanto che chi non ha nessuna voglia di commentare non lo faccia.

      Come dicevo, è solo questione di soddisfazioni, sembra poco ma è molto importante.

      PS: Lucca?

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    3. Azz, non ho fatto in tempo a rispondere che Vik mi ha anticipato...

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    4. Sono d'accordo con Orlando sui commenti privi di spessore. Nel senso che non è che un commento debba essere sempre per forza un poema stilnovistico ma ritengo che abbia significato solo se sensato e non messo lì per far numero (e per commento sensato intendo qualunque cosa che non sia un giudizio secco, affrettato e preconfezionato sul post, di quelli a cui l'autore poi risponde con un misero "Grazie" oppure un "Ma che cavolo vuoi!?").

      Ho diversi amici che so che leggono il mio blog e molti commentato in modo molto occasionale (traduzione: praticamente mai perché sono dei pigroni maledetti, alcuni non mi hanno manco mai scritto nulla) ma mi fa comunque piacere che quando li incontro mi dicano "ehi, sai che ho guardato quella serie che ho visto recensita da te?". Comunque vuol dire che il messaggio che mi premeva far trapelare con il mio post è passato, che poi il contatore dei commenti sia cresciuto o meno di un punto non cambia molto alla fine :D
      Quello che deve domandarsi un blogger è il perché scrive. Se lo si fa per veicolare un contenuto diventa poi irrilevante il numero di commenti ricevuti, a patto che il post sia stato letto (in caso contrario bisogna poi entrare nello spinoso campo del SEO e della diffusione contenuti).

      Molta gente non commenta per pigrizia (insomma, anche io ero una lurker di professione prima di aprire il mio spazio e scoprire l'importanza e la gratificazione che può dare un commento all'utore), altri per paura di scrivere qualcosa di poco intelligente (specialmente se non ci sono altri commenti viene un po' l'ansia da "oddio, e se scrivo una stronzata?"), altri ancora perché non sanno onestamente cosa scrivere.

      Trovo che, ad un certo punto stia al blogger cercare di capire cosa spinge i visitatori a commentare e a cercare di potenziare il suo prodotto da quel versante, se sente il suo blog troppo povero di riscontri! Per l'utente scrivere un commento è uno sforzo, bisogna motivarlo a farlo, e per ottenere il risultato è necessario sperimentare nuove soluzioni (senza mai disprezzare i social, che comunque aiutano moltissimo a creare delle community e ad invitare alla condivisione e alla discussione) e nuove tecniche per interagire con il lettore (con il risultato che aumenta la mole di lavoro da fare, visto che, oltre a scrivere i post bisogna poi curare la propria rete di contatti e rispondere ai commenti) ^^

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    5. Sono d'accordo con Acalia per quanto riguarda l'allargamento (e il tenersi vicino) del pubblico tramite social, che però richiede appunto mole di lavoro in più. Bisogna iniziare allargando sé stessi verso nuovi orizzonti ;)

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    6. Il tuo punto di vista non fà una piega, è solo che ha volte il commento è proprio un mezzo utile per capire che i tuoi messaggi arrivano in porto, in misura maggiore o minore, dipende dalle volte. Purtroppo quando questo confronto manca stai un po lì nell'incertezza... insomma ma sta roba che scrivo qualcuno se la caga? Magari vedi 50 visite al post, ma non sai se qualcono l'ha letto, se sono visite portate da una ricerca generica di immagine, da un titolo fuorviante e così via... insomma il commento ha il suo peso. Ovvio che nessuno ambisce ad avere commenti tipo "figo" "stronzo" "vero" "cazzate", si spera in qualcosina di più :)

      Ad esempio, io discussioni articolate come questa sui miei post ne vedo veramente pochissime, forse l'ultima di tale portata venne fuori quando scrissi il pezzo My blog sucks! Sarebbe figo ci fossero scambi simili su film, fumetti, libri, etc... (qualche volta è anche capitato, non dico di no :)

      Grazie per il contributo e non scrivere più "sono d'accordo con Orlando" che poi lui gongola :)

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    7. @ Elle - Al momento io ho il tempo di allargarmi solo di pancia, per il resto mi devo attrezzare :)

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    8. Beh è un inizio, se ti allarghi abbastanza prima o poi qualcuno ti nota, e figurati se non farà qualche commento su quanto ti sei allargato ultimamente e dire che sei giovane quanti anni avrai? e giù a fare ipotesi ;)

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  3. Ebbene si, condivido e sottoscrivo, parola per parola. Gestire un blog, per quanto lo si faccia con amore e passione, comporta impegno, dedizione, studio, e tante altre cose, non ultima, il sacrificio di buona parte del proprio tempo libero. Forse solo chi gestisce un blog, può capire fino in fondo che cosa significhi. A me piace l'interazione e il confronto. Se passo a trovare un amico/a di blog, lo faccio quando ho tempo vero da dedicargli. Tempo per leggere, apprezzare e commentare adeguatamente. Non riesco a lasciare commenti di due parole, commenti di circostanza, di quelli che hanno come unico obiettivo quello di riceverne altri in cambio. Insomma, quello del blogger è un "lavoro" serio, e io apprezzo chi lo fa con onestà intellettuale, mettendo a disposizione (gratuita !!! ) degli altri, la propria conoscenza..la recensione di un disco, di un libro, di un fumetto, di un film, una ricetta, una foto, un pensiero, un'idea, una poesia...c'è tanto nel web..c'è tanta merda, ma c'è anche tanta roba buona, e quindi si, credo che la roba buona vada sostenuta, con commenti e apprezzamento, proprio per stimolare ancora di più il suo autore a continuare. Quindi, commentate gente ! Commentate ! Non abbiate paura...leggete ed esprimete la vostra opinione :)

    p.s. Firma, grazie per la citazione..passare da te è sempre un piacere :)

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    1. Bello il motto commentate gente, commentate! Potremmo usarlo come slogar per una campagna di promozione al commento :)

      Grazie per il tuo contributo, come sempre molto apprezzato.

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  4. Secondo me due cose positive dei blog sono le possibilità di confronto con altri punti di vista e di incontro con punti di vista abbastanza simili al proprio, oltre naturalmente allo sfogo di una passione altrimenti spesso incompresa (come avevo avuto occasione di dire proprio qui e proprio sull'argomento chiudo o non chiudo? vale la pena tenere aperto?).
    Non sono per niente favorevole all'iscrizione al blog, non credo favorisca il confronto, spesso (ma non sempre, eh) è solo una sorta di proposta di "amicizia" che a me ha sempre infastidito, come mi hanno sempre infastidito i commenti vuoti di persone di passaggio che dietro il falso complimento per il post nascondevano la volontà unica e sola di attirare qualcuno nel proprio blog, di procurarsi iscrizioni. Ancora oggi i maggiori accessi al mio blog cercano ricette di Lebkuchen e torte alle mele ed è poco probabile che le mie ricette aiutino qualcuno (mi dispiace sempre per loro che ci finiscono, illudendosi di aver trovato quella giusta, addirittura fotografata passo passo), però il vaffanculo me lo risparmio volentieri, il punto però non è questo: nel caso di ricette come in quello di recensioni non è detto che il lettore sia un abitué di blog, non è detto che sappia che quelli che consulta sono blog di persone comuni*, spesso arriva alla fine del post e non sa che sotto ci sono i commenti, che può lasciarne, chi ha lasciato gli altri, o non ha tempo, voleva solo farsi un'idea degli ingredienti di una torna prima di andare al supermercato, o del parere su un film prima di andare al cinema all'ultimo. Molti di questi lettori che alimentano le statistiche, inoltre, se ne fregano se il blogger ha bisogno di allargamento sociale, sono comuni mortali con una esigenza specifica, fosse anche solo quella di leggere un po' nella propria lingua, trovandosi in un paese straniero e con scarse possibilità (anche economiche) di procurarsi un libro o un giornale in italiano (che all'estero costano maledettamente di più), e a formulare un parere da scrivere non avevano mai pensato, perché volevano leggere, non complimentarsi o incoraggiare, esattamente come quando leggono un libro o un giornale, anche se oggigiorno son tutti online e si può dire allo scrittore famoso o alla testata nazionale "bene bravo scrivi bene". Un post che parla di blog e blogger potrebbe risultare addirittura il meno letto da questi lettori discreti, e io vorrei rispettare il silenzio quanto il commento ragionato e pertinente (i commenti del cavolo invece no). Anche perché ci sono molti blogger, ma davvero tanti, che dei blog hanno capito solo due cose: i commenti sono fondamentali e iscriversi ai lettori fissi di un blog è utile, ma senza le considerazioni scritte da Vik sotto i titoli, o qui sopra nei commenti, che danno ai titoli scelti un significato interpretabile e più o meno condivisibile, ma non certo vuoto come la presenza di certi commenti nei blog.

    *non è nemmeno detto che un blogger comune sappia come si scrive abitué

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  5. Molti di questi lettori che alimentano le statistiche, inoltre, se ne fregano se il blogger ha bisogno di allargamento sociale, sono comuni mortali con una esigenza specifica, fosse anche solo quella di leggere un po' nella propria lingua, trovandosi in un paese straniero e con scarse possibilità (anche economiche) di procurarsi un libro o un giornale in italiano (che all'estero costano maledettamente di più), e a formulare un parere da scrivere non avevano mai pensato, perché volevano leggere, non complimentarsi o incoraggiare, esattamente come quando leggono un libro o un giornale, anche se oggigiorno son tutti online e si può dire allo scrittore famoso o alla testata nazionale "bene bravo scrivi bene".

    Certo, anche questo aspetto è importante. Da queste parti può effettivamente capitare il lettore al quale del mio blog non frega assolutamente nulla e che ci è arrivato perché cercava un'immagine di Monsters & Co. ad esempio. Poi magari si legge il pezzo (ma anche no) e non commenta. Certo, ci sta, più che legittimo.

    Il succo a mio avviso è che il commento e l'interazione con i lettori hanno il duplice scopo di creare un confronto e a volte arricchire il post stesso (magari con nuove informazioni) e garantire al blogger che scrive di non essere un naufrago su un'isola deserta che comunque è una cosa utile da sapere.

    Come va dalle tue parti?

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    1. Il punto che dico io invece è che ci sono persone che non immaginano affatto che un blogger si senta un naufrago se lui, lettore anche casuale, non commenta. Non è per ingratitudine o per mancanza di rispetto verso il lavoro del blogger, di cui loro peraltro usufruiscono, perché talvolta si tratta di persone che ne sanno così poco, che son convinte che chi ha scritto l'articolo ("post" è un termine da blogger) non abbia certo bisogno di loro per migliorare il proprio sito ("blog" è un termine da blogger), né per sentirsi meno inutili come esperti di qualcosa ("blogger" è un termine da blogger), né potrà mai immaginare che esiste la possibilità di interagire con perfetti sconosciuti fino ad avere quasi la sensazione di conoscersi: forse pensano che i commenti presenti sono scritti da altri esperti in materia, autorizzati dall'alto a commentare, e perlomeno capaci di andare oltre la ricerca di un'immagine su internet. Quello dei blog è un mondo ancora abbastanza chiuso, addirittura ci sono distinzioni tra blogspot, wordpress, tumbrl: ognuno degli utenti commenta quasi esclusivamente blog della propria piattaforma, le visite da una all'altra sono rare, e purtroppo per molti blogger vale ancora la regola sottintesa: io commento te se tu commenti me.
      Ok, l'anteprima del commento è cambiata, quindi finché non pubblico non saprò se ho scritto un altro commentone o no, conoscendomi forse sì, mi sono dilungata. Volevo solo dire che ogni blogger dovrebbe decidere che tipo di pubblico vuole, e la distinzione non è fra timidi e logorroici, ma fra blogger (per cui certe consuetudini sono sotto intese, ma anche no) e non blogger (che vivono in un mondo dove internet è considerato alla stregua di un'enciclopedia da consultare, non di una piazza in cui incontrare "l'amico con la passione per" a cui chiedere consiglio).
      E potevo anche dirlo subito, no? ;)
      Qui va meglio, diciamo che sono convalescente con pericolo di ricaduta.

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    2. Io come pubblico accetto tutti, blogger non blogger, pensa che accogliamo bene anche Giuseppe, il papà di Bradi ;)

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    3. Beh, ma lui ha bisogno, dai..
      (ma il secondo libro? è passato un anno dal primo, cosa stiamo aspettando? natale??)

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    4. Quest'anno esce il primo libro di Vincenzina, la strip di Giuseppe ospitata su L'Orablù :)

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    5. Aveva promesso il secondo di Bradi "a breve" :(

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    6. Ora lo cazziamo per bene e vediamo cosa dice :)

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  6. Discorso davvero parechio interessante. E infatti hai avuto un botto di commenti. Personalmente non ho molto da dire sull'argomento perché (ci era già capitato di parlarne un po' di tempo fa), non soffro di "ansia da prestazione da blog". Se il mio blog venisse seguito da un paio di persone soltanto, credo che continuerei comunque a scrivere cazzate. Per me è stata una terapia. Anche se comincio a pensare di dedicare troppo tempo a lui e a quell'altro (quello sul jazz), mentre invece avrei altre cose più importanti da portare a termine.

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    1. Ovviamente anche il mio blog nasce per diletto e passione, e anche nelmio caso ricorre il pensiero di dover staccare e dedicare meno tempo a queste stesure e più tempo a altro. I commenti e l'interazione servono anche ad allontanare questi pensieri e a ricaricare le pile in previsione di sforzi futuri :)

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  7. Che poi, mi rendo conto, detta così sembra brutta. Ma mi sono spiegato, no? Anche se sono d'accordo con Viktor quando parla dell'importanza dei commenti. Non sono fondamentali, ma se non c'è confronto non c'è pace :)

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