venerdì 1 novembre 2013

LA MARVEL ALL'EPOCA DEL NOW - OCCHIO DI FALCO

Pur trovandosi a esordire all'epoca del Marvel Now, questa nuova serie regolare dedicata all'arciere dei Vendicatori non si fregia di tutti gli strilloni che hanno coinvolto i rilanci delle testate più blasonate di casa Marvel. Forse perché la serie è nuova di pacco (ma lo sono anche altre coinvolte in maniera massiccia nell'evento), forse più semplicemente perché nelle intenzioni Hawkeye è una serie un pochino diversa dal solito.

Matt Fraction si è messo in mostra scrivendo cose molto buone e cose decisamente meno buone e se per la seconda opzione state pensando a Fear Itself e agli episodi di Iron Man a esso concatenati ci avete preso in pieno. Diciamo che con Hawkeye il ragazzo sembra essere tornato davvero in forma. Hawkeye è una serie supereroistica ma non la classica serie supereroistica. E' una serie narrata ad altezza uomo, o all'altezza della strada se preferite. Spero di aver reso l'idea. Ci sono molti disegnatori davvero bravi a dare l'idea di questa sensazione, del racconto di strada. Lark, Phillips, Maleev, etc.. in questo caso è stato scelto David Aja e la scelta mi sembra oltremodo indovinata. Così come è indovinata l'idea di suggerire per ogni episodio una colonna sonora, e nel mio immaginario il primo suggerimento riporta alla strada: ascoltatevi Free Ride di Gillespie/Schifrin.

Cosa fà Occhio di Falco quando non è con i Vendicatori? Ovviamente continua a cacciarsi nei guai e le cose hanno la tendenza a mettersi male. L'eroe riacquista una dimensione più umana, prende batoste, passa settimane in ospedale, non interagisce con conquistatori spaziali ma con i propri vicini di casa, invece delle riunioni con gli Avengers partecipa alle grigliate con i condomini sul tetto del palazzo.

Ovviamente non mancheranno cattivi e supercattivi ma la narrazione riesce a mantenere comunque una certa freschezza che posiziona Hawkeye su un binario parallelo rispetto al resto della produzione Marvel. Meglio? peggio? Decidete voi. Semplicemente diverso, non un miracolo, non un'innovazione ma una boccata d'aria buona sicuramente sì, tra le cose più interessanti da leggere in questo periodo in casa Marvel.


In quale serie Marvel trovate un eroe coinvolto in un inseguimento tra auto alla Italian Job, con quattro Mini all'inseguimento di una Dodge Challenger del '70 con una donna fantastica imbavagliata e legata sul sedile posteriore? Oltre alla veste insolita di Occhio di Falco non è da non sottovalutare nemmeno la caratterizzazione tutta ancora da scoprire di Occhio di Falco. L'altro Occhio di Falco, la Kate Bishop dei Giovani Vendicatori che sostituì Clint Burton all'epoca della sua sopravvalutata morte. Un personaggio ancora tutto da esplorare che può garantire sviluppi interessanti.

Le tavole di Aja si adattano perfettamente alle scelte narrative compiute da Fraction, la coppia funziona davvero bene, bisogna sperare solo che non siano troppi i disegnatori ospiti, cosa che si verifica già negli episodi 4 e 5 della serie dove Javier Pulido, disegnatore sicuramente in gamba, non riesce a ricreare la stessa alchimia con lo scrittore.

Al momento una bella sorpresa della quale apprezzo anche il formato. Uno spillato con due episodi originali per numero e senza comprimari. Troppo, troppo spesso i comprimari fiacchi sono il motivo della perdita di interesse per una testata. Questa soluzione qui mi garba davvero parecchio.

4 commenti:

  1. Uff... echeppalle con questo Hawkeye! Sarà sicuramente la serie migliore della Marvel al momento (per quel poco che me ne intendo io, lo è) ma vederlo incensato in ogni dove me lo sta rendendo antipatico.

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    1. Ti consigli allora di smettere di leggere i post che parlano di Hawkeye :)

      La mia è semplicemente un'opinione onesta, la serie mi piace e l'ho scritto. Tutto qui. Anzi no, aggiungo ancora un'altra cosa. Probabilmente Hawkeye è al momento la miglior serie Marvel in corso di pubblicazione. :P

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  2. Ma non bastava Green Arrow? Anzi, non bastava Robin Hood?

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    1. Beh, no. Uno per uno non fa male a nessuno. Anzi, come mai la Bonelli non ha il suo arciere? Oppure ce l'ha?

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