venerdì 28 marzo 2014

LUKAS

Insipida, insapore. Questi i due aggettivi con i quali mi sento di definire la mia esperienza di lettura dedicata al primo numero di Lukas, ultima uscita in ordine di tempo di casa Bonelli. Di per sè non c'è nulla di profondamente sbagliato nel lavoro dei due Michele, Medda e Benevento, per carità nemmeno nulla di particolarmente noioso. C'è una storia con le sue caratteristiche, i suoi sviluppi, i suoi personaggi e il suo protagonista che si lascia leggere senza annoiare ma senza emozionare, senza stupire, senza colpire e che alla fine ti porta a porti quella fastidiosa domandina... e allora?

Con questo non vorrei sembrare impietoso, l'albo non merita certo un giudizio negativo a priori, la serie, un po' come Orfani di Recchioni, è stata studiata per svilupparsi su due stagioni da dodici episodi l'una, il tempo per crescere c'è. La pecca più grossa dell'episodio mi sembra quella di avere come protagonista questo Lukas che non riesce mai a destare il mio interesse e, nonostante sia un non morto, un ridestato, un resuscitato, un morto che cammina o chiamatelo pure come vi pare, dà tutta l'impressione di essere un personaggio del tutto anonimo. Che stia in questo l'originalità della serie? Potrebbe pure essere.

Lukas è un non morto particolare. Anzi no, Lukas è un non morto del tutto normale e forse proprio in questo particolare. Esce dal suo loculo al cimitero ben vestito, ordinato con un bell'aspetto e con un unico segno particolare: un'ustione diffusa alla mano sinistra. I suoi ricordi sono sommersi o evaporati, la città in cui vive preda di delinquenti e altri non morti, all'apparenza anch'essi normali ma affetti da fame atavica che li spinge ad azzannare il prossimo rendendoli un mix di bell'aspetto tra zombie e vampiri.

In una città in cui all'apparenza gli affari sporchi certo non mancano, Lukas non tarderà a imbattersi in giri poco puliti. Questo è quanto. La mia personale impressione è che davvero sia un po' pochino.

A innalzare la valutazione complessiva i disegni di Michele Benevento, ben realizzati e funzionali con la giusta attenzione a dettagli e atmosfere oscure. Come già detto forse da altri, anche a me la matita di Benevento ha ricordato diverso fumetto anni '90 che si poteva trovare in lidi extra-bonelliani, mi viene in mente ad esempio la produzione di Lazarus Ledd edita da Star Comics, il personaggio di Bianca richiama nei segni davvero molto quello della Meg Ryan leddiana.

A questo punto sta al lettore la decisione: dare o no fiducia a questa serie con la speranza che cresca a breve? Personalmente penso che gli acquisti da fare sono tanti, i soldi pochi e allora...


4 commenti:

  1. Devo ancora leggerlo, e siccome ormai l'ho comprato, x ora non leggo la tua recensione x non farmi influenzare... .
    ;-)
    Certo che insipida e insapore non mi predispongono bene, mannaggia!

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    1. Non ti dico null'altro allora, ne riparliamo quando l'avrai letto.

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  2. Letto finalmente. Come albi di esordio di nuove serie o miniserie bonelli direi che ho letto decisamente di peggio.
    Mi sembra ci possa essere del potenziale e non è, come temevo, un prodotto solo destinato a un pubblico adolesenziale.
    Al momento il protagonista non può essere troppo interessante e carismatico, ci viene presentato come un "foglio bianco" del quale, non ho dubbi, nello sviluppo degli albi si verrà a conoscere la storia.
    Non so se continuerò a comprarlo, ma x dire, me lo trovassi in una biblioteca, proverei a vedere dove va a parare.
    Davvero, credevo molto peggio, un paio di cosette coraggiose rispetto alla media Bonelli mi sembra di averle viste durante la lettura... .

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    1. Ma si, nel corso della serie gli autori avranno tempo di aggiungere nuovi elementi, al momento il personaggio non mi intriga e, vista la mole di cose che ho da leggere, non proseguirò nell'acquisto. In più cerco di non basarmi più sulla "media Bonelli" che, visto quanto offre il mercato, potrebbe rivelarsi un dato poco significativo.

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