sabato 19 aprile 2014

HELLBOY - IL RISVEGLIO DEL DEMONE

(Hellboy: Wake the Devil di Mike Mignola, 1996)

Il secondo volume dedicato dalla Magic Press al demone buono presenta la miniserie in cinque parti Il risveglio del demone che arrivò nel mercato dei comics americani due anni più tardi rispetto all'esordio sulla lunga distanza del personaggio avvenuto ne Il seme della distruzione. Per questa avventura il creatore di Hellboy, Mike Mignola, si affranca  dall'aiuto di John Byrne ai dialoghi e dimostra di essere ormai in grado di camminare, anzi di correre direi, sulle sue gambe. Una peculiare dedica apre questo secondo volume, a dimostrare che l'amore di Mignola per il gotico con venature orrorifiche è senza confini: Dedicato a Dracula e a tutti gli altri vampiri che ho amato. Di solito le proprie opere si dedicano a moglie, figli, qualche scrittore di riferimento... penso non mi sia mai capitato di leggere un libro o un fumetto dedicato a Dracula.

Dopo aver dato del filo da torcere al nostro Hellboy, ad Abe Sapien e a Liz Sherman nel corso dell'avventura a Villa Cavendish, torna il monaco occultista Rasputin che tramite i servigi del ricco industriale Roderick Zinco rimette in gioco la squadra dei sopravvissuti al progetto Ragnarok: Ilsa Haupstein, Karl Kroenen e Leopold Kurtz. Nello stesso tempo il Bureau for Paranormal Research and Defense viene a sapere della scomparsa del cadavere di Vladimir Giurescu, uno strano personaggio capace di riaffiorare più volte attraverso i secoli nel corso di importanti momenti storici sfoggiando sempre un aspetto giovanile parecchio invidiabile. Individuati tre possibili siti dove questa terribile minaccia potrebbe tornare a manifestarsi, tutti locati in Romania, il BPRD invia tre squadre a indagare sugli ultimi eventi: Hellboy in solitaria, Mr. Clark e Abe Sapien e un'ultima unità composta da Liz Sherman, Mr. Waller e il novellino Mr. Leach.



La narrazione di Mignola mescola in maniera eccelsa gli elementi dell'avventura alla tradizione dei riti pagani, figure provenienti dalle credenze religiose dell'antica Grecia a quelle del folclore dell'Europa dell'est, personaggi storici e versioni pseudo steampunk della minaccia nazista, il tutto tenuto insieme da un'atmosfera gotica e inquieta che affonda le radici nell'inspiegabile e che cuoce a fuoco lento in un calderone scaldato da fiamme infernali. In mezzo a questo caos, a cavare castagne dal fuoco e a smorzare la minaccia strisciante con grande ironia, ci pensa Hellboy con la sua boccaccia e a suon di mazzate.

Mignola ancora una volta costruisce tavole pressoché perfette, il suo stile è ormai collaudato e non presenta sbavature. Eccezionali gli scorci sui paesini della Romania, i paesaggi notturni così come i tetri interni sempre disseminati da statue, rilievi e particolari che donano all'atmosfera il giusto alone misterioso così indispensabile a sostenere questo tipo di narrazione. Che poi la creatura di Mignola, come dimostra l'introduzione, riesca a soddisfare anche Alan Moore, personalità geniale ma che deve essere anche un esigentissimo cagacazzi, è tutto dire. Forse l'ho già detto ma in questo caso amo ripetermi: Hellboy è uno di quei fumetti da non perdere, mi raccomando.


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