mercoledì 2 luglio 2014

PIOMBO ROVENTE

(di Claudio Nizzi e Sergio Zaniboni, 1991)

Dopo aver corso il rischio di bucare la terza uscita e averlo scampato grazie al provvidenziale intervento di Aurelio Galeppini che ha confezionato a tempo di record un Texone seppur valido probabilmente meno extra-ordinario degli altri, per il quarto appuntamento datato 1991 si rientra in carreggiata. La carta che si gioca questa volta Sergio Bonelli è di quelle vincenti, di quelle che permettono di mandare in archivio un altro volume perfettamente riuscito.

La scelta del disegnatore cade su Sergio Zaniboni, corteggiato da Bonelli per diverso tempo, alla ricerca di una relazione professionale che si è fatta un poco attendere per via degli impegni di Zaniboni e a causa di uno strano timore del disegnatore: quello di disegnare i cavalli. Nonostante il quarto Texone, Piombo rovente, sia il primo a presentare una copertina priva di cavalli, possiamo dire che l'impasse è stata magistralmente superata da Zaniboni che, nonostante si trovi forse più a suo agio con la Jaguar di Diabolik, tratteggia con mano sicura cavalli perfetti come tutto il resto. Corre comunque in aiuto del disegnatore la sceneggiatura cucitagli su misura dal prode Claudio Nizzi per una storia che si dipana quasi in toto tra le case della cittadina di Serenity dove Tex e i suoi pards non mancheranno di lasciare i cavalli a riposo. E' proprio tra le costruzioni di Serenity e all'interno di esse che il tratto pulito e deciso di Zaniboni dà il meglio. Inquadrature aeree, campi lunghi, primi piani, piani americani, sembra di stare al cinema in una di quelle cittadine del west dove non puoi fare altro che aspettarti il classico duello al centro della main street o la sparatoria a tutto campo nel corral.

Le demarcazioni nette tra i bianchi e i neri di Zaniboni rendono un grande servigio al colpo d'occhio d'insieme delle tavole nelle quali ci si perde con grandissimo piacere. I visi, privi di linee superflue godono di una vitalità incredibile e i gesti e i movimenti di una fluidità invidiabile. La caratterizzazione dei personaggi di contorno è quasi archetipica con uno sceriffo onesto e di buona volontà ritratto in là con gli anni e con un po' di pancetta, il laido signorotto del paese ben pasciuto e di un'eleganza quasi volgare, il suo killer di punta in nero e con inevitabile baffetto equivoco. Per non parlare di alcune espressioni di Carson che viene voglia di prender la matita e ricopiarle lì su due piedi, e dell'abbondanza di Miss Darling, interessante proprietaria del Moulin Rouge.

Nizzi mette da parte gli spazi aperti e concentra l'azione nella cittadina di Serenity nella quale Morgan Slattery fa il bello e il cattivo tempo taglieggiando i commercianti del paese con il sostegno delle più alte cariche pubbliche. Poco può fare anche il valido sceriffo Benson, amico di Tex e ormai vicino alla pensione. Quando Tex e i suoi pards capiteranno nella cittadina non esiteranno a mettere mano ai clarinetti per far cambiare musica al paese con l'aiuto di alcuni cittadini stanchi delle vessazioni di Slattery. Con un ingegnoso piano volto a tenere fuori dai guai lo sceriffo, i quattro pards non esiteranno a sporcarsi le mani per riportare serenità a Serenity.

Un Texone del quale ho apprezzato tantissimo sia le tavole di Zaniboni, vicine alla linea chiara di matrice europea, sia la sceneggiatura urbana di Nizzi che valorizza un sottogenere (se così vogliamo chiamarlo) del western che mi garba davvero parecchio.

2 commenti:

  1. Beh, quanti ricordi :)
    Non sono un fan particolarmente accanito di Zaniboni, ma devo ammettere che nel complesso, questo Texone faceva la sua bella figura.

    A proposito. Piccolo OT che con Tex c'entra davvero poco. Ma visto che sei un fan accanito ;) QUI

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    1. Di Zaniboni penso di non aver mai visto altro oltre questo Texone che mi è piaciuto davvero, davvero parecchio.

      Grazie per il link su Doctor Who, dopo una settima annata poco esaltante ripresasi sul finale e con gli episodi speciali, confido in un'ottima ottava stagione. Moffat e Gatiss sono gli autori dell'ottima Sherlock, spero che anche con il buon Dottore si dimostrino altrettanto ispirati.

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