martedì 16 dicembre 2014

ORGOGLIO E PASSIONE

(The pride and the passion di Stanley Kramer, 1957)

Ma voi lo guardereste un film per vedere trasportare un cannone da una parte all'altra della Spagna per ben centotrentadue minuti? Beh, noi l'abbiamo fatto e alla fin fine non è stato poi neanche così male. Certo, Frank Sinatra nel ruolo del rivoluzionario spagnolo... ma, si , dai, in fondo lo si può pure accettare, Cary Grant che fa l'ufficiale inglese lo trovate ovviamente a suo agio e Sophia Loren la si apprezza più che altro per il ballo di flamenco.

Nel nostro percorso alla scoperta (o ri-scoperta) dei classici con protagonista Cary Grant, del quale mia moglie è non tanto segretamente infatuata, questa volta ci siamo imbattuti in un film storico invece che nella più usuale commedia. Siamo all'epoca delle conquiste napoleoniche (1810 per la precisione), i francesi invadono la Spagna grazie alla loro superiorità militare. Durante uno scontro con gli invasori gli spagnoli lasciano sul campo un prezioso cannone che fa gola all'ufficiale inglese Anthony Trollope (Cary Grant) deciso ad adoperarlo sul fronte di Saint Ander contro i francesi. Trollope è però in Spagna solo, senza uomini a disposizione, deve quindi affidarsi ai guerriglieri spagnoli guidati da Miguel (Frank Sinatra) il quale accetta di aiutare l'inglese a patto che il cannone venga prima utilizzato per liberare la città di Avila. Inizia così un viaggio interminabile e pieno di insidie attraverso la Spagna occupata dai francesi durante il quale i due uomini avranno modo di confrontarsi e conoscersi e Trollope di innamorarsi della bella Juana (Sophia Loren), donna di Miguel.


Ammettiamolo pure, la gran parte delle commedie che vedono Cary Grant protagonista risultano per lo spettatore più appaganti di questo film d'avventura con ambientazione bellica. Ciò nonostante si segue con piacere il difficile viaggio di questo cannone nella speranza che il suo uso possa riparare qualche torto, anche il confronto tra due caratteri diversi come quelli di Trollope e Miguel, più pietoso il primo, un po' meno il secondo, regala qualche buon momento. La regia di Kramer, datata 1957, offre qualche bella inquadratura e non delude, la storia d'amore invece sembra un po' un paletto che sta lì perché la storia d'amore deve esserci per forza.

La forza di film come questo è la possibilità di essere visti anche da bambini senza che questi rimangano turbati nonostante i temi toccati legati alla guerra sollevino argomenti importanti e inusuali su cui riflettere. Insomma, non essendoci abuso di sangue e ferite, praticamente assenti, è possibile far riflettere i bambini di una certa età sui danni provocati da una guerra in maniera meno traumatica che non assistendo per caso a un qualsiasi servizio di un qualsiasi telegiornale visto di sfuggita.

In soldoni nulla di eccezionale ma abbastanza apprezzato da queste parti.


2 commenti:

  1. concordo: un bel film, si lascia vedere
    resta un mistero: come fa il comandante Trollope a essere sempre perfettamente sbarbato?

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    Risposte
    1. Misteri che si ripropongono in numerose pellicole :)

      Un piccolo specchietto da campo... una lama di rasoio...

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