giovedì 29 maggio 2014

BRADI PIT 100

100 di questi giorni al nostro amato Bradi. Un compleanno importante grazie al quale ho l'occasione di ringraziare Giuseppe per la costanza e l'impegno con il quale ci regala la sua strip settimanale. Allora grazie mille Giuseppe, il bradipo cresce e tu con lui, non sei contento? Più che altro lui cresce, tu invecchi... ma va beh, son sottigliezze semantiche. Grazie mille e un abbraccione.

Tanti auguri... e un gradito (?) ritorno.






mercoledì 28 maggio 2014

THE WALKING DEAD - STAGIONE 3

Mai come in questa stagione The walking dead si dimostra metafora dell'essere umano e mai come ora i pur pericolosi e sempre in agguato non morti assurgono a ruolo di disgustosa e pericolosa tappezzeria. Il gruppo di sopravvissuti guidato dall'ex agente sotto pressione Rick Grimes (Andrew Lincoln) trova rifugio all'interno di una prigione, luogo vasto e non totalmente esplorato ma comunque molto ben difendibile da attacchi di vivi e (non) morti.

Sono gli uomini i veri avversari di questa terza annata del riuscitissimo serial ideato da Robert Kirkman. Diversi gli incontri con altri gruppi di sopravvissuti che Hershel (Scott Wilson), Rick, Lori (Sarah Wayne Callies) e compagnia bella dovranno affrontare e gestire nel corso di questa serie. Il più importante sarà indubbiamente l'incontro/scontro con gli abitanti di Woodbury, paesino fortificato comandato dall'ambigua figura del Governatore (David Morrisey).

Si espande inoltre il cast con l'arrivo di personaggi di grandissimo fascino a partire proprio dal Governatore fino ad arrivare al nuovo membro del gruppo di Rick, l'enigmatica Michonne (Danai Gurira). Nel complesso la terza annata non raggiunge i livelli d'eccellenza della seconda stagione pur salendo di ritmo nella fase conclusiva della stessa. L'incedere degli eventi mi è sembrato un po' più blando e i dilemmi morali di fronte ai quali i personaggi si sono trovati solo un filo meno emozionanti (comunque terribili). Ciò non toglie che la serie navighi su una qualità media altissima e continui a proporre tutte quelle caratteristiche alle quali ci aveva abituato in precedenza.

Il problema grosso questa volta è stata l'aspettativa. Avendo letto il fumetto mi aspettavo un incedere degli eventi decisamente più d'impatto di quello visto nella serie tv, soprattutto per quel che riguarda lo scontro con il Governatore. Ancora una volta Kirkman scombina le carte e cuce addosso ad Andrea (Laurie Holden) un ruolo di primissimo piano nella vicenda legata a Woodbury, cosa che sulla pagina stampata accadeva a Michonne, personaggio capace di dare tutt'altra direzione e intensità alla contesa. Questa fase della narrazione è stata nel fumetto una delle più truci, cruente e disturbanti, nell'economia della quale anche un personaggio come Tyreese (Chad L. Coleman) assumeva un ruolo più che fondamentale mentre nel serial tv è stato relegato a mero attore secondario.

Michonne

Nel complesso la vicenda, che probabilmente verrà ripresa nella serie successiva che non ho ancora visto, ha regalato meno di quel che avrebbe potuto. Un meno che però è moltissimo per chi non è a conoscenza degli sviluppi narrati nel fumetto.

Plaudo comunque a una serie nella quale non ci si può affezionare troppo ai personaggi perché è la storia a comandare e non gli attori, come nel mondo reale è la vita, il destino, Dio o chiamatelo come volete, ad avere l'ultima parola, raramente l'abbiamo noi. In situazioni straordinarie voi cosa fareste? Come riuscireste ad uscire dalla merda? Cosa sareste disposti a fare? Vi carichereste di responsabilità? Continuereste ad avere fede? Impazzireste? Trovereste conforto nelle braccia di qualcun altro? Meditate gente, meditate. Questa è la vera forza di The walking dead.


lunedì 26 maggio 2014

LA BUONANOTTE (???) - R.E.M. - BAD DAY

Oggi è stata una brutta giornata. E' cominciata molto male, subito dopo la mezzanotte, ed è proseguita anche peggio. Oggi avevo scritto un breve post, amareggiato, arrabbiato, senza speranze. Ma a che pro? Oggi avevo scritto questo post, poi l'ho cancellato. Poi ne ho pensato un altro che però non ho neanche messo nero su bianco. Il titolo avrebbe dovuto essere 80 euro in medicine. Ma perché poi? Magari qualcuno ci crede davvero e non si è svenduto. Fatto sta che i problemi personali restano, che poi personali vuol dire di almeno altre 195 persone, e di almeno altre migliaia. La sensazione di avere ricevuto uno sputo da tanti connazionali resta... ma va bene così... magari ci penserà qualcun'altro al posto nostro.

Comunque, nell'augurarvi una buona notte...



R.E.M. - Bad day

dall'album In time: the best of R.E.M. 1988 - 2003 del 2003

sabato 24 maggio 2014

IL SEGNO DEL SERPENTE

(di Claudio Nizzi e Aurelio Galeppini, 1990)

Che la realizzazione di un'opera quasi monumentale come il Texone non fosse impresa da poco, immagino sia stato chiaro a tutti sin dagli esordi di questa splendida avventura editoriale nata nell'ormai lontano 1988. In fondo parliamo di più di 200 tavole di grande formato, inserite in un'iniziativa di un certo prestigio a cui dare lustro e nelle quali infondere passione e impegno, impresa titanica per ogni disegnatore abbastanza folle da raccogliere la sfida.

E' lo stesso Bonelli ad ammettere mestamente che già in previsione della terza uscita le grane non erano poche, gli autori coinvolti nella realizzazione di un Texone necessitavano di più tempo, le tavole pronte scarseggiavano e la fatidica data d'uscita si avvicinava. Insomma si rischiava di bucare l'appuntamento. Chi poteva venire in soccorso del Texas Rangers tanto caro ai lettori italiani se non uno dei suoi due papà? Il prode Aurelio Galeppini, in arte Galep, si fece carico della faccenda riuscendo a togliere le castagne dal fuoco all'editore per amore del suo figliolo di carta.

Chi conosce Tex non può non sapere chi sia Galep, ideatore grafico del personaggio e matita di molte storie e innumerevoli copertine dedicate al personaggio. Per il lettore che dal Texone si aspetta un'interpretazione inedita, magari a opera di un grande nome del fumetto mondiale, la scelta (quasi obbligata seppur volontaria) di Galep fu forse vista come una lieve battuta d'arresto nell'economia di un progetto oltremodo ambizioso. E' d'obbligo però il plauso per un autore che a Tex ha dato davvero molto, compreso questo terzo Texone realizzato a ritmi forzati e mandato in stampa puntuale come da programma.

Il segno del serpente mette in scena, grazie alle sceneggiature del solito e inarrestabile Claudio Nizzi, una di quelle storie texiane spruzzate da quel pizzico d'esoterico che diverse volte abbiamo trovato tra le pagine dell'appuntamento mensile. Siamo in Messico, ai confini con l'Arizona. Una pattuglia di soldati a cavallo si imbatte in una gola naturale al cui ingresso fanno bella mostra di sè due pietre contrassegnate dal simbolo di un serpente a due teste. Il luogo cela un segreto difeso da pattuglie di falsi rurales, dal misterioso Lotero e dall'alchimista Sebastian in cerca della pietra filosofale. Tex e i suoi pards verranno chiamati a indagare sulla brutta fine occorsa ai soldati di Fort Huachuca.

Il Texone di Galep ha il sapore di un lussuoso ritorno a casa, un Galep noto ma da assaporare in un formato più arioso. Personalmente ho sempre trovato il Tex di Galep molto particolare, originale quasi, con un taglio del volto diverso, meno bello forse ma assolutamente unico. E' proprio sui volti che spicca la particolarità del segno del disegnatore toscano (di nascita), gli avversari, i cattivi, mostrano sul volto la corruzione dell'animo, se i nostri eroi non sono così belli gli antagonisti diventano decisamente brutti. Brutti ma, soprattutto nei primi piani, davvero molto, molto espressivi. Per il resto Galep si mette al servizio della sceneggiatura che corre via veloce, si ammirano le tavole scure zeppe di segni e la devozione di un artista votato anima e corpo al suo lavoro.

LA BUONANOTTE - FICTION PLANE - COLD WATER SYMMETRY

Nell'augurarvi una buona notte...



Fiction Plane - Cold water symmetry

dall'album Left side of the brain del 2007

giovedì 22 maggio 2014

LA BUONANOTTE - GORILLAZ - TOMORROW COMES TODAY

Nell'augurarvi una buona notte...



Gorillaz - Tomorrow comes today

dall'album Gorillaz del 2001

BRADI PIT 99

Inizia il countdown... la prossima settimana ci aspettano un grande traguardo e un insperato (?) ritorno... non trattenete il fiato nell'attesa!


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mercoledì 21 maggio 2014

ARROW - STAGIONE 2

La seconda stagione di Arrow si è mossa sui binari consolidati tracciati già durante l'annata precedente. E' stato mantenuto il cast che viene qui rimpolpato con qualche nuova aggiunta, crescono per importanza alcuni comprimari e, cosa inevitabile in un prodotto di questo genere, la trama orizzontale è garantita dalle macchinazioni di un nuovo e pericoloso villain.

Nulla di nuovo sotto il sole dunque, chi ha apprezzato la prima stagione con ogni probabilità non rimarrà deluso neanche da questa. Certo che per dare quel pizzico di verve in più alla serie non guasterebbe qua e là quel tocco di ironia capace di rendere giustizieri e vigilantes un pochino meno seriosi. Per quel che riguarda la recitazione le carte erano già state scoperte l'anno scorso, rimangono i pregi e i difetti di un protagonista granitico ma poco malleabile e poco credibile quando non è in posa da duro (Stephen Amell), lo spaesamento costante del giovane Roy Harper (Colton Haynes) e il palo infilato nel sedere della rigida Katie Cassidy (che interpreta Laurel Lance).

Anche il buon Manu Bennett nei panni di Slade Wilson non fa che garantire un tono assai minaccioso ma molto impostato alla serie, poi per carità qui ci può pure stare, in fondo stiamo parlando di Deathstroke mica del Joker. Viene mantenuta anche la doppia narrazione che esplora la vita passata di Oliver Queen durante gli anni trascorsi sull'isola, anni durante i quali è cresciuto il rapporto con Sarah Lance (Caity Lotz), personaggio designato per ricoprire il ruolo di Black Canary e quella di Arrow (sempre lui) ai giorni nostri.



Molti i motivi di interesse per i fan della DC Comics, dalla presenza fissa di Deathstroke nel cast all'arrivo di nuovi elementi molto noti ai fan dei comic-book e non solo di quelli dedicati a Green Arrow: l'entrata in scena di Amanda Waller (Cynthia Addai-Robinson) e della sua Suicide Squad in seno all'Argus, il ritorno di Deadshot (Michael Rowe) e della Cacciatrice (Jessica de Gouw), il ruolo fondamentale assunto da un Sebastian Blood (Kevin Alejandro) molto più simile però allo Spaventapasseri che non al fumettistico Brother Blood e addirittura l'ingresso in scena della Lega degli assassini comandata in campo da Nyssa al Ghul (Katrina Law). Non dimentichiamo la comparsa in un paio di episodi di un certo Barry Allen, futuro protagonista di uno spin-off dedicato a...

Probabilmente Arrow non sta andando affatto male tanto da convincere la DC Comics a mettere in cantiere altre quattro serie ispirate ai personaggi dei suoi fumetti. La prima sarà proprio lo spinoff di Arrow dedicato a Flash, dovrebbero poi prendere corpo il serial dedicato a John Constantine tratto da Hellblazer che però dalle prime immagini sembra una produzione molto più simile a Supernatural che non al serial di culto della Dc/Vertigo, ancora dall'etichetta Vertigo nascerà la trasposizione di I-Zombie che personalmente non conosco e infine, dalle strade di Gotham arriverà un police procedural dedicato a Jim Gordon e al Gotham Police Department che se solo avesse la metà della qualità del Gotham Central di Brubaker... insomma, se son rose fioriranno.


lunedì 19 maggio 2014

LA BUONANOTTE - LYNYRD SKYNYRD - SIMPLE MAN

Nell'augurarvi una buona notte...



Lynyrd Skynyrd - Simple man

dall'album Pronounced Leh-nerd Skin-nerd del 1973

LA FINE DEL MONDO

(The world's end di Edgar Wright, 2013)

Si dice che tre sia il numero perfetto.

Tre come i motori del film: Edgar Wright, regista e co-sceneggiatore, Simon Pegg co-sceneggiatore e attore e Nick Frost, probabilmente (non) solo attore. E questo è un tre che funziona maledettamente bene, i tre amici si divertono e mettono l'anima nei loro progetti garantendo alle loro pellicole quell'alto tasso di cazzonaggine indispensabile in operazioni come questa. Il divertimento per lo spettatore è garantito.

Tre come trilogia, quella del cornetto, che con questo La fine del mondo giunge alla sua naturale conclusione dopo averci offerto altri due ottimi capitoli: L'alba dei morti dementi e Hot fuzz. E anche qui direi tutto bene, almeno nel complesso.

Tre come terzo colpo, quello che va a concludere la trilogia, nella fattispecie il film di cui parliamo oggi. Qui le cose vanno un pochino meno bene, la trilogia molto riuscita nel suo complesso, trova una lieve battuta d'arresto con The world's end che indubbiamente si rivela qualitativamente al di sotto dei due capitoli precedenti.

Passiamo al dodici, comunque divisibile per tre, come i pub che compongono il Golden Mile: The first post, The old familiar, The famous cock, The cross hands, The good companions, The trusty servant, The two headed dog, The Mermaid, The beehive, The king's head, The hole in the wall, The world's end.

Proprio al Golden mile guarda la nostalgica impresa che l'ormai quarantenne Gary King (Simon Pegg) decide di (ri)tentare insieme ai suoi vecchi compagni d'infanzia: finire il giro dei dodici pub bevendo una pinta in ognuno di questi fino al compimento dell'impresa, già fallita anni prima, tra le quattro mura del The world's end. Ma Gary è l'unico della compagnia a essere rimasto un completo cazzone. Andrew (Nick Frost) ha una buona posizione e da tempo ha abbandonato l'alcool, Oliver (Martin Freeman) e Steve (Paddy Considine) sono nel campo immobiliare, anche il timido Peter (Eddie Marsan) ha trovato il suo posto all'interno dell'attività del padre. E' proprio Gary quindi a essere l'unico veramente interessato all'impresa, unico obiettivo che possa dare alla sua vita un minimo di seppur sconsiderata concretezza.

Durante l'alcolico tour vengono fuori ricordi, insoddisfazioni e anche un'inquietante verità: la cittadina di Newton Heaven è sotto assedio.



Ci si diverte con La fine del mondo ma come accennavo in precedenza questa chiusura del cerchio non è all'altezza delle aspettative. Il protagonista principale, Simon Pegg, offre una prova decisamente sopra le righe, sempre, tale da apparire finanche esagerata, di contro risulta molto meno coinvolgente l'apporto di Nick Frost alla riuscita complessiva del film. Non ha aiutato la scelta di utilizzare un cast così allargato, scelta che tra l'altro spreca anche un po' attori come Martin Freeman ad esempio e che probabilmente ha tolto spazio all'irresistibile duo già conosciuto nei due film precedenti.  E' proprio nel momento in cui si sconfina nel genere, quello della fantascienza, che il film scema un po' andandosi a perdere in scontri e scene movimentate eccessive e non necessarie. Non mancano le citazioni e le strizzate d'occhio ai fan della fantascienza e agli stessi fan della trilogia, non ci sarebbe stato male neanche l'inserimento nel miglio dorato del Winchester pub.

Certo è che la parte più interessante e coinvolgente è proprio quella iniziale che punta sulla nostalgia, sull'amicizia virile di compagni che si ritrovano dopo tanto tempo, sul sentimento d'inadeguatezza nei confronti di una società che impone a tutti gli stessi parametri e esclude chi non segue i binari tracciati da altri, sulla crisi di mezza età, sull'insoddisfazione e via dicendo... giocare su questi elementi avrebbe forse portato un risultato più apprezzabile anche se avrebbe forse troppo snaturato l'idea alla base della trilogia.

Con La fine del mondo due risate sono garantite, rimane un po' di amaro in bocca per una chiusura che poteva regalarci sicuramente molto, molto di più.

Freeman, Considine, Pegg, Frost, Marsan

sabato 17 maggio 2014

venerdì 16 maggio 2014

BIANCA

(di Nanni Moretti, 1984)

E' da parecchio tempo che avevo voglia di parlare di nuovo di Nanni Moretti poi un paio di motivi, uno stupido e l'altro un pelo meno, mi hanno impedito di farlo. Il primo motivo è sempre il solito e cioè il fatto che i miei tempi di visione continuano a essere lunghissimi, magari mi riprometto di guardare un film e passo agilmente alla visione solo un paio d'anni più tardi (e guardate che non sto esagerando). Il secondo motivo è che il cognome Moretti mi è sempre più inviso, lo odio proprio, per motivi personali che ovviamente nulla hanno a che vedere con il buon Nanni. Vederlo scritto nero su bianco mi urtica. Ora decidete pure voi quale sia il motivo stupido e quale quello meno stupido, non fa poi molta differenza.

Per dirvi quanto sono lungo, vidi Ecce Bombo nel settembre 2010 (il blog stesso lo documenta) e mi ripromisi di vedere altro del regista. Bene ieri ho visto Bianca. Accennai all'epoca alla mia scarsa simpatia per Moretti, che all'epoca valutavo forse un po' troppo presenzialista ed egocentrico, ora, con un Nanni più defilato e con l'ottima esperienza avuta con Ecce Bombo alle spalle, mi sono goduto il film senza pregiudizi e ben predisposto. Bene, Bianca è davvero un ottimo film, di quelli che pure se all'apparenza (e solo all'apparenza) sembrano girare in parte a vuoto, ti regalano invece generose manciate di divertimento stralunato e risate da situazione grottesca, un protagonista che nella sua chiusura e fragilità non si può che amare, come accade tra l'altro alla bella Bianca (Laura Morante), e una serie di riflessioni sui sentimenti, sulla felicità, sul dolore e anche alcune metafore che sì, potrebbero essere applicate anche alla politica tanto cara al regista, perché no?



Torna Michele Apicella (Nanni Moretti) che poi sia lo stesso Michele Apicella di Ecce Bombo chi lo sa? Ora è professore di matematica, appena inserito nel corpo docenti di un'inusuale scuola superiore di Roma, la Marylin Monroe. Michele è un carattere chiuso ai sentimenti ma allo stesso tempo di un'invadenza straordinaria, vive di sentimenti riflessi che cerca negli altri, nelle coppie di amici, nei vicini di casa, nei colleghi e perfino nei suoi studenti. Cerca con forza di tenere insieme le altrui relazioni, ama la coppia e la famiglia felice ma mai si sognerebbe di legarsi a qualcuno, per non soffrire, forse per non avere fastidi. L'intrusione nelle altrui vicende è occasione per mettere in scena tutta una serie di situazioni e scene irresistibili, sempre sul filo del ridicolo, e diventa inevitabile innamorarsi del protagonista. Un buono, sicuramente disadattato, che riesce involontariamente quasi, a far breccia nel cuore di Bianca, insegnante di francese, e ad accaparrarsi la simpatia  dello strano vicino di casa Siro Siri (Remo Remotti) e finanche quella del commissario di polizia (Roberto Vezzosi) che indaga su un omicidio avvenuto nel complesso condominiale dove abita anche Michele.

I punti di forza del film sono indubbiamente gli sproloqui e le riflessioni di Michele, fantastici, con più d'una verità nascosta qua e là, i suoi dubbi, le sue manie, la sua fissa per i dolci. Più che Bianca il film si sarebbe dovuto intitolare Michele... comunque... una volta era più facile giudicare, come con le scarpe, c'erano solo alcuni modelli molto caratterizzati, c'erano solo quel tipo di scarpe e basta, ora invece tutto è più confuso, uno stile s'è intrecciato a un altro, le cose non sono più nette...  se non è politica questa.


giovedì 15 maggio 2014

MARVEL'S AGENTS OF S.H.I.E.L.D. - STAGIONE 1

Riprendiamo il discorso sul serial tv di casa Marvel tirando le somme di questa prima annata dopo la messa in onda del finale di stagione. Se nel commento precedente alla serie non ero stato molto tenero nei confronti di cast e sceneggiatori, devo ammettere che la seconda parte di stagione mi ha divertito sicuramente in misura maggiore.

Complice forse una più marcata trama orizzontale che tra l'altro guarda parecchio, senza esserne succube, agli avvenimenti messi in scena nel secondo capitolo delle avventure cinematografiche dedicate a Capitan America, il serial acquista in ritmo e divertimento e anche il cast, pur non arrivando mai a livelli d'eccezione, sembra girare decisamente meglio, Coulson (Clark Gregg) in primis. Anche gli sceneggiatori sembrano aver osato di più inserendo complotti, sotterfugi e voltafaccia legati principalmente all'avvento dell'organizzazione criminale H.Y.D.R.A. (tagliale una testa e due ne prenderanno il posto) che minerà le fondamenta stesse dello S.H.I.E.L.D.

A loro sostegno c'è da dire che almeno una scelta coraggiosa e abbastanza inusuale in un serial di questo tipo gli sceneggiatori l'hanno presa e in fin dei conti non si è dimostrata neanche poi tanto male. In più crescono nel corso delle puntate l'importanza del progetto Deathlock (J August Richard), i misteri intorno a Skye (Chloe Bennett) e verrà svelato l'arcano dietro al ritorno di Coulson e no, non era un Life Model Decoy come avevo ipotizzato in prima battuta.

Anche il cast di comprimari si gonfia con l'arrivo degli agenti John Garrett e Antoine Triplett, tornano anche Maria Hill (Cobie Smulders) e il mitico Nick Fury interpretato da Samuel L. Jackson in un paio di camei corposi e niente niente male. Ai Marvel fan non suoneranno nuovi neanche i nomi di Lady Sif e dell'agente Sitwell.

Insomma, una certa scossa dal torpore iniziale c'è stata tanto che la serie ha superato in questo finale di stagione, nelle mie aspettative, la rivale Arrow di casa DC Comics. Ciò non toglie che il livello generale sia molto lontano dall'essere sublime, la serie però è in crescita e si rivela un buon collante per l'universo cinematografico Marvel. Per chi ama il genere, o per chi come Cannibal Kid ama la Bennett, potrebbe anche bastare.

la Smulders e Gregg (in pausa dal set direi)

BRADI PIT 98

Dopo le varie comparse avvistate nella giungla negli ultimi tempi pensavamo di aver visto il peggio con l'arrivo di Renzi e invece... e invece niente, direi che effettivamente con Renzi abbiamo proprio visto il peggio, non c'è dubbio.


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martedì 13 maggio 2014

LA BUONANOTTE - PINK FLOYD - CYMBALINE

Nell'augurarvi una buona notte...



Pink Floyd - Cymbaline

dall'album Soundtrack from the film More del 1969

lunedì 12 maggio 2014

I VAMPIRI DELLO SPAZIO

(Quatermass 2 di Val Guest, 1957)

I vampiri dello spazio, secondo episodio di una trilogia dedicata al Dr. Quatermass, conferma sostanzialmente le impressioni suscitatemi dalla visione del primo film della serie (L'astronave atomica del Dr. Quatermass).

In definitiva mi viene da dire che per lo più queste pellicole sono preziosi documenti in grado di testimoniare una certa visione della fantascienza dei '50, in particolar modo quella di casa Hammer. A differenza di altri film dello stesso genere e dello stesso periodo la saga dedicata al Dr. Quatermass risente di un ritmo parecchio soporifero che rende la visione poco agevole nonostante la breve durata del film. Non aiuta neanche l'interpretazione di Brian Donlevy che mette in scena un protagonista, lo stesso Quatermass, poco carismatico e affatto accattivante.

Come nel primo episodio anche in questo caso non ci sono grosse sbavature che rendano indigesta la pellicola, il regista Val Guest porta a casa il compito con onore, gli effetti speciali sono quelli dell'epoca e va bene così, però il plot fatica ad avvincere e ad andare avanti. Purtroppo la saga di Quatermass è al momento una delle cose più noiose tra i prodotti simili a questo che mi è capitato di vedere.

E a proposito di plot: alcune strane meteoriti di piccole dimensioni cadono sulla Terra e vengono avvistate dall'osservatorio diretto dal Dr. Quatermass. Il contatto con queste meteoriti, in particolari condizioni, si rivela dannoso per gli umani che riportano ferite in grado di azzerare la loro volontà. A questo strano fenomeno è collegata la costruzione di una base/fabbrica segreta nella campagna inglese dove strani avvenimenti avranno luogo. Toccherà a Quatermass e alcuni fidi collaboratori combattere l'omertà creatasi intorno alla fabbrica.

Non voglio nascondervi di essermi anche addormentato sul finale, che è tutto dire. Certo, ero stanco, ma solitamente con i film non mi capita. Se non siete proprio completisti di filone o periodo il mio parere è che possiate guardare oltre senza subire una grandissima perdita nella vostra personale conoscenza enciclopedica dedicata alla cultura pop. Uomo avvisato...


sabato 10 maggio 2014

LA BUONANOTTE - THE SMASHING PUMPKINS - 1979

Nell'augurarvi una buona notte...



The Smashing Pumpkins - 1979

dall'album Mellon collie and the infinite sadness del 1995

ADDIO, MIA AMATA

(Farewell, my lovely di Raymond Chandler, 1940)

Philip Marlowe è tra le figure più emblematiche di quel sottogenere della letteratura gialla definito hard boiled. L'investigatore privato nato dalla penna di Raymond Chandler è qui alla sua seconda comparsa letteraria che segue l'esordio con il botto de Il grande sonno. Le caratteristiche di genere e personaggio sono ancora tutte ben presenti, diventa in questo Addio, mia amata molto più semplice e fruibile la trama che si dipana in maniera decisamente meno contorta rispetto a quel che succedeva nel romanzo precedente.

Bene, preso atto che per godersi questo romanzo non è necessario lambiccarsi il cervello più di tanto, il lettore può concentrarsi sulla splendida costruzione della frase e della battuta secca della quale Chandler si rivela maestro assoluto.

- Che immaginazione avete, giovanotto. Non siete nemmeno capace di aspettare che gli altri aprano bocca.
- Chiedo scusa, signora Morrison. Siccome si tratta per noi di cosa molto importante...
- Questo giovanotto invece non fa nessuna fatica a tenere la bocca chiusa.
- E' sposato - interruppi. - C'è abituato.

Personaggi tratteggiati in maniera impeccabile in poche battute, freddure al limite del cinismo e dell'amarezza capaci però di strapparti spesso un sorriso, un protagonista talmente adeso alla sua epoca e alla sua città che difficilmente si potrebbe trovare altrove o in un ipotetico altroquando, storie torbide e donne appassionanti e questo investigatore stropicciato a girare intorno a loro e alla vicenda.

Ciò nonostante non è Marlowe a cercare l'amata del titolo bensì tal Moose Malloy, un uomo grande e grosso, non più alto tuttavia di un metro e novantacinque e non più alto di un barile di birra. Cerca la sua Velma dopo un pezzo di vita trascorso nelle patrie galere, la cerca e non la trova, proprio come accadeva con la celebre Titina. Dopo un fortuito incontro con questo colosso innamorato anche il nostro eroe rimarrà coinvolto in una faccenda che proporrà risvolti tutti da chiarire. Marlowe si muoverà tra comprimari e avversari di grande interesse resi umani grazie all'inchiostro versato dalla penna di Chandler.

Se si vuole leggere, o addirittura scrivere, di quei personaggi duri, cinici ma che si portano sempre accesa dentro quella fondamentale scintilla di amore e umanità, è qui che bisogna guardare, tra le strade di Los Angeles e tra le pagine di Chandler.


venerdì 9 maggio 2014

LA BUONANOTTE - CHRIS ISAAK - WICKED GAME

Nell'augurarvi una buona notte...



Chris Isaak - Wicked game

dall'album Heart shaped world del 1990

giovedì 8 maggio 2014

BRADI PIT 97

Ora non ci resta che aspettare che nella nostra amata giungla compaia Shanna la diavolessa :)


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martedì 6 maggio 2014

CAPITAN AMERICA - IL SOLDATO D'INVERNO

(Captain America: The Winter Soldier di Anthony e Joe Russo, 2014)

Action puro, né più né meno, e in quanto action puro la missione è quella di divertire lo spettatore pigiando il piede sul pedale del fracasso, degli effetti speciali e, ovviamente, dell'azione. Missione compiuta direi, divertire diverte e quindi...

In più, per chi ama il medium fumetto, è possibile sentire forte quell'odore di continuity, croce e delizia per tutti gli appassionati di comics americani, che può rivelarsi anche in campo cinematografico un piccolo valore aggiunto. Nulla di invadente al momento, eppure guardando Il Soldato D'Inverno mi sono venute in mente diverse scene di Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D., la serie tv dell'universo narrativo di casa Marvel, e alcune cose, a livello generale, andavano a incastrarsi al posto giusto. Inutile accennare poi quanto il film guardi al Capitan America di Brubaker, già il titolo la dice lunga.

Inutile anche soffermarsi sui vari risvolti della trama che offre un plot che non si discosta dagli stilemi del genere. C'è da dire che si viene catapultati fin dall'inizio in una baraonda di scontri, inseguimenti, tradimenti, esplosioni e ironia che rendono più che piacevole la visione. Ovviamente non in senso assoluto, inutile dire che se il genere action/supereroico non vi piace non sarà il secondo capitolo delle avventure del Capitano a farvi cambiare idea. Però questo secondo capitolo è servito a farmi digerire meglio Chris Evans tanto da continuare a preferire un Cap in borghese a quello con la ridicola mascherina calata sul volto. Poi se deve essere Chris Evans, Chris Evans sia, diciamo pure che abbiamo fatto pace. Per il resto viene ben introdotto il personaggio di Falcon (Anthony Mackie) mentre tornano in parti di rilievo la Vedova Nera (Scarlett Johansson) e Nick Fury (Samuel L. Jackson). I Russo possono contare anche sulla grande professionalità di un ormai attempato (ma sempre in forma) Robert Redford nel ruolo di Alexander Pierce. Le pedine dell'universo narrativo di casa Marvel si moltiplicano con le comparse di Batroc (Georges St-Pierre) e dell'Agente 13 (Emily VanCamp).

Tutti gli elementi del film, dalla regia alla recitazione degli attori, si amalgamano al fine di portare a casa un risultato che non tarda ad arrivare anche grazie alle rutilanti scene d'azione che, seppur sempre dinamiche e coinvolgenti (a volte pure troppo), non mancano di dare quell'impressione di veramente esagerato, spesso oltre la soglia dell'inverosimile.

Da menzionare infine, oltre alle varie citazioni all'universo Marvel di carta, il riferimento al salmo Ezechiele 25:17 collegato ovviamente alla figura di Samuel L. Jackson. Se non sapete di cosa sto parlando allora vi siete persi un pezzo di cinema non da poco.


domenica 4 maggio 2014

sabato 3 maggio 2014

PRERAFFAELLITI

(Torino, Palazzo Chiablese, 19 Aprile - 13 Luglio 2014)

Doppia e piacevole sorpresa questa mostra dedicata alla Confraternita dei Preraffaelliti che presenta dipinti e qualche disegno provenienti dalla Tate Britain di Londra. Con l'occasione abbiamo anche avuto modo di entrare per la prima volta a Palazzo Chiablese, contiguo al Palazzo Reale di Torino, luogo che si è rivelato una funzionale sede museale, ben sfruttata per l'allestimento di questa bella mostra. C'è da dire che abbiamo avuto la fortuna e l'astuzia di recarci in loco in un orario ancora poco affollato di visitatori, non garantisco quindi la buona vivibilità dell'evento nelle ore di piena.

Ero assolutamente a digiuno di tutta la produzione pittorica legata al movimento Preraffaellita, corrente nata in epoca Vittoriana in Inghilterra alla metà del 1800 e formata da artisti che guardano all'arte pittorica così come era concepita appunto prima dell'arrivo di Raffaello Sanzio sul finire del 1400. Tra i temi in mostra nei numerosi dipinti portati qui a Torino ho trovato di grande interesse il legame tra pittura e letteratura, molte delle opere sono ispirate a vecchi drammi, testi biblici o a opere Shakespeariane.

Il quadro simbolo di quanto appena detto è forse la splendida Ophelia di John Everett Millais usato anche come immagine ufficiale della mostra stessa. Tra l'altro l'esperienza della visita (gratuita per i possessori di Carta Musei) è allietata dalla presenza di un'audioguida gratuita che illustrerà curiosità e informazioni sulle opere principali in mostra esibendo un prezioso quanto riuscito dono della sintesi. L'audioguida non si sofferma su nessuna opera per più di due minuti garantendo una visita agevole, interessante e mai noiosa. Se vi capita di andarci prendetela, che a ciondolare senza nessuna spiegazione ci si perde un sacco di cose. Cose come la storia tragica della modella Elizabeth Siddal, ispirazione per Millais proprio per l'Ophelia e per diverse altre opere. E' per Dante Gabriel Rossetti che la Siddal posò in misura maggiore diventandone ben presto la moglie, tra l'altro in mostra sono presenti di questo artista anche gli splendidi dipinti Proserpina e L'amata (La sposa).



Dopo la visita alle prime bellissime stanze è possibile assistere al breve ma interessantissimo video realizzato da Luca Beatrice che metterà in relazione l'aspetto decadente e gotico di molti di questi dipinti con correnti culturali degli ambiti più disparati e più moderni. Si accenna alla musica dark e goth degli anni '80 prendendo in esame anche il look di molti artisti da Siouxsie a Ian Curtis (Joy Division), da Robert Smith dei The Cure fino ad arrivare al cinema più gotico del regista Tim Burton, alle illustrazioni per alcune copertine musicali (quelle realizzate per Radiohead e Tom Yorke ad esempio) e alla creazione di abiti da parte di affermati stilisti europei.

In definitiva una mostra di grande interesse, per me inaspettata, che vi consiglio di visitare senza riserve. Per chi viene da fuori un'occasione per visitare anche la nostra splendida città.


venerdì 2 maggio 2014

BRADI PIT 96

Perdonate lo scombinato curatore di questo blog, cioè me medesimo, ancora una volta, incolpevole, Bradi Pit ritarda. E che volete? E' pur sempre un bradipo.


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