lunedì 19 gennaio 2015

THE VILLAGE

(di M. Night Shyamalan, 2004)

All'epoca dell'uscita nelle sale di The village le opinioni sul film furono molto contrastanti, c'era chi rimproverava all'ultima fatica di Shyamalan di non aver mantenuto le promesse fatte in sede di trailer disilludendo chi dal film si aspettava un horror spaventoso e coordinate diverse da quelle che in effetti The village propone.

A me la prima cosa che vien da dire è: "meno male!". Effettivamente ci si muove più nel territorio della suspence e di quello che viene definito thriller psicologico che non in quello orrorifico, anche se qui la parola thriller non mi sembra totalmente centrata. A conti fatti questa scelta si è dimostrata vincente. Dopo il trionfo di pubblico che era stato Il sesto senso, M. Night Shyamalan aveva diretto due pellicole che non avevano convinto proprio tutti (Unbreakable, 2000 e Signs, 2002), con The village torna a girare un film di ottimo livello aiutato da un cast di tutto rispetto e in grande forma.

The village è un film pensato e ben costruito che offre parecchio allo spettatore, tra le altre cose non mancano tensione e qualche spavento nonostante come si diceva sopra non siamo proprio dalle parti dell'horror. Oltre a questo il sottotesto del film propone un annoso dubbio sul quale riflettere, volendo spinge a pensare su che tipo di persone si può essere, in modo naturale, senza ricatti. Chiusura e apertura, al prossimo, al domani, alla vita. Paura o speranza, dolore e curiosità.

Siamo alla fine del 1800, in un villaggio della Pennsylvania isolato entro i confini di un bosco la vita scorre naturale, ci sono la gioia e il dolore, la vita e la morte. La comunità si stringe intorno a quella che è una sorta di guida, Edward Walker (William Hurt), e a un consiglio di anziani che si occupa della serenità e della sicurezza dell'insediamento (tra i quali Sigourney Weaver e Brendan Gleeson). A stonare nell'idilliaco contesto una torretta di guardia apparentemente fuori posto e alcuni strani segnali di colore giallo lungo tutto il perimetro del bosco.


Questi segnali tracciano il confine tra i territori della comunità e il bosco appartenente alle creature senza nome. Sembra infatti che il villaggio prosperi nella tranquillità solo in virtù di un antico patto che gli anziani fecero con queste inumane creature molto tempo addietro, un patto reciproco che impone alle due comunità aderenti di non invadere il territorio dell'altra, isolando di fatto il villaggio dal territorio esterno al bosco.

Ma i tempi cambiano e le nuove generazioni, pur rispettose, hanno idee e convinzioni diverse, come Lucius Hunt (Joaquin Phoenix) ad esempio, convinto che le creature innominabili lascerebbero passare un puro di cuore motivato da buone intenzioni, o come l'imprevedibile Noah Percy (Adrien Brody), il matto del villaggio. Ma a dare uno scossone allo status quo del villaggio sarà la giovane non vedente Ivy Walker (Bryce Dallas Howard) armata solo d'amore e forza di volontà.

Menzione particolare per l'interpretazione splendida della piccola Howard, figlia del famoso Ron, una protagonista perfetta e solo all'apparenza fragile, ben supportata da un cast di prima grandezza. Chi conosce il cinema di Shyamalan può intuire alcuni sviluppi prima che questi si palesino in video, ciò non toglie il merito di una buona costruzione e di una vicenda dalle emozioni ben dosate, tesa quanto e dove serve. Nonostante le numerose critiche ricevute dal film a mio avviso The village rimane una delle pellicole migliori del regista indiano.

15 commenti:

  1. Ho un buon ricordo di questo film, che vidi alla sua uscita, e concordo sulla menzione speciale per la "piccola" Howard... e anche sui grandi Hurt (che fine ha fatto?), e Brody.

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    1. Il cast era in gran spolvero, forse Phoenix un po' stretto dal personaggio ma comunque in palla, ottimi tutti gli altri con la Howard uno scalino sopra...

      Hurt sembra continui a lavorare con una certa regolarità, anche io è un po' che non lo seguo ma la cosa è casuale, il ragazzo è in salute e lavora :)

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  2. Per me un film enorme. Cinematograficamente e politicamente potentissimo.
    E, pure come horror, devo dire che a me ha inquietato parecchio.

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    1. Concordo, hai sollevato due punti molto interessanti. Seppur non proprio horror il film mantiene una bella dose di tensione, di quella che personalmente preferisco al gore e allo splatter.

      Politicamente, inquadrato in un'ottica post 11 settembre, è una chiara riflessione sulla chiusura di un paese e sulla dicotomia libertà/sicurezza. Ci sarebbe da approfondire ma in effetti è una questione importante che io non ho trattato nel post. Grazie per il contributo :)

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  3. Ricordo benissimo (purtroppo) che lo vidi al cinema. Dopo cinque minuti già sgamai tutto. E perse totalmente di significato, nonostante qualche significato sociale lo ha.

    Moz-

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    1. Grande metafora sociale e politica, io ho sgamato qualcosa, non proprio tutto, il finale sì ad esempio, però il film me lo sono goduto comunque, una bella prova in fin dei conti.

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  4. Non era male, anche se diciamoci la verità....la trama è davvero parecchio "telefonata" ed anche il finale.

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    1. Effettivamente, come dicevo anche a Moz, molto è intuibile soprattutto se uno considera il percorso di Syamalan, nondimeno il film mi è piaciuto davvero parecchio.

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  5. Per me l'unico buono di sto regista insulso. Praticamente lo amo tanto per la messa in scena quanto per la metafora. Per non parlare della tensione emotiva che provo guardandolo

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    1. A me non erano dispiaciuti affatto Il sesto senso e anche E venne il giorno, meno altre cose, nel complesso Shyamalan è un regista che perlomeno riesce sempre a incuriosirmi...

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    2. Per me Il Sesto Senso è la presa per il culo definitiva, un film falso e scorretto. Ne parlai a suo tempo da me. E venne il giorno lo trovai un ottimo spunto reso malissimo.

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    3. Io presi la presa per il culo con molta filosofia e mi ritrovai comunque compiaciuto per l'astuzia del regista che era riuscito nell'inganno e aveva confezionato un film che mi aveva soddisfatto molto. L'importante, come si suol dire, è il viaggio e non la meta e durante quel viaggio mi ero divertito parecchio.

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    4. PS: sono tornato dalle tue parti e ho visto che ne avevamo già parlato lì da te ;)

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  6. Me lo spoilerarono prima di vederlo... che presa a male!

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    1. No dai, qui spoiler non ce ne sono, li spoiler puoi crearteli da te ragionando sull'evolversi della vicenda durante la visione del film... :)

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