venerdì 24 aprile 2015

A-Z: ANATHEMA - A NATURAL DISASTER

Sembra quasi impossibile che la stessa band capace di comporre un album delicato, malinconico, struggente e romantico come A natural disaster abbia mosso i suoi primi passi (anche con buon seguito e successo) nell'ambito del death metal con venature doom proponendo pezzi pesi con tanto di cantato in growl e tutte le caratteristiche del genere. C'è da dire che già nell'album d'esordio si potevano ascoltare voci eteree e belle aperture melodiche, possibili indizi degli Anathema a venire, certo che il passo fatto da Serenades (1993) a questo A natural disaster (2003) non è stato corto (ma nemmeno più lungo della gamba, anzi).

E' un viaggio intenso quello offertoci dalla band dei fratelli Cavanagh, denso di emozioni dalla prima all'ultima nota e in perfetto equilibrio tra ottime atmosfere strumentali di raccordo e picchi altissimi di grande bellezza. Un album per alcuni versi incline al pessimismo o forse solo a una visione lucida delle cose della vita, della perdita e dell'abbandono, dell'amore, un album capace di toccare corde profonde e di provocare meraviglia, caratteristiche tanto ardue da esplicitare a parole quanto infinitamente preziose. Se le atmosfere dolci e malinconiche la fanno da padrone, gli Anathema non disdegnano di tanto in tanto di adoperare suoni distorti e più ruvidi così da bilanciare ancor meglio la gamma di emozioni proposte all'ascoltatore, emozioni veicolate anche tramite passaggi ipnotici, piccole variazioni e crescendo incisivi. E anche quando le liriche non lasciano ben sperare il crogiolarsi tra le note di questo disco non può che riempire il cuore.

Una riflessione sulla vita, sul dolore che essa può provocare, sul suo senso ultimo o sulla mancanza di esso, tra voci effettate e siderali o fievoli e dolcissime, tra chitarre semplici e struggenti che esplodono in brani incantevoli capaci di provocare brividi come la splendida Are you there? Poi la voce di un bambino, il verso di un gabbiano, un passaggio delicato, tutto sembra tornare su toni più ottimistici ma ecco il basso teso, il ritorno allucinato al metal (anche se non proprio quello delle origini) che ti trascinano in un vortice di paranoia prima della sorprendente rivelazione di una sublime voce femminile che spicca alta proprio perché poco sfruttata e ben dosata.

Le perle in quest'album non sono così rare (Are you there?, A natural disaster, Flying, Electricity), un album degnamente chiuso da una predominanza di piano nell'unica vera composizione strumentale del disco. Al di là di ogni genere, semplicemente gran bella musica.




A natural disaster, 2003 - Music For Nations

Vincent Cavanagh: voce, chitarra
Daniel Cavanagh: chitarra, voce, tastiere
Les Smith: tastiere
Jamie Cavanagh: basso
John Douglas: batteria

Tracklist:
01  Harmonium
02  Balance
03  Closer
04  Are you there?
05  Childhood dream
06  Pulled under at 2000 metres a second
07  A natural disaster
08  Flying
09  Electricity
10  Violence

12 commenti:

  1. Non ascoltavo i Anathema da anni!
    Cosa mi hai riportato alla mente..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma cosa ascoltavi, la loro versione più metal o già quelli moderni?

      Elimina
  2. Non li conoscevo :P Il brano che hai proposto è bello, molto nelle mie corde *__*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora prova ad ascoltare tutto l'album, è probabile che rimarrai incantata :)

      Su youtube lo trovi tutto con un minimo di pazienza.

      Elimina
  3. Grande disco. Uno dei miei preferiti, tra cui spiccano le tracks che anche tu hai citato (a me in particolare piace Electricity).
    Il fatto di aver iniziato la carriera con dischi quali "Silent Enigma" (niente affatto male, tra l'altro, se ti piace quel genere), li ha decisamente penalizzati, in quanto il loro pubblico ancora oggi è lo stesso del metal e, per motivi che non mi spiego, non riescono a scrollarsi di dosso quell'etichetta.
    Altre band che fanno più o meno la stessa musica (tipo Porcupine Tree) riescono invece a raggiungere una platea ben più vasta.
    In versione live sono eccezionali: sapevi che ci infilano sempre una cover (perfettamente eseguita) di "Confortably Numb" dei Pink Floyd?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Live purtroppo non ho mai avuto il piacere di ascoltarli, andrò a cercarmi la loro versione di Confortably numb in video. Per quel che riguarda la loro prima produzione sono andato ad ascoltarmi qualcosina qua e là per farmi un'idea di cosa facessero, ormai i miei ascolti metal, anche quelli di gioventù, li ho un po' abbandonati, è effettivamente un peccato che gli Anathema moderni non riescano ad arrivare a un pubblico più vasto, la loro musica potrebbe soddisfare tutti quei palati che nella musica cercano ancora qualcosa di serio, qualche emozione e non solo un sottofondo da ascoltare magari in ufficio mentre si fa altro.

      Elimina
    2. Li ho visti dal vivo diversi anni fa, proprio nell'anno di "Naturale Disaster". Erano inseriti nella scaletta di un "Gods of Metal" e, purtroppo, vederli a mezzogiorno sotto il sole rovente di luglio non è stato un granché.
      Il penultimo "Weather System" lo conosci? Il primo pezzo (Untouchable) è da brividi....

      Elimina
    3. Ecco, con le sonorità che hanno ora, all'interno di un Gods of Metal potrebbero essere un po' fuori posto. Come album conosco ancora A fine day to exit e da poco ho recuperato We're here because we're here. Prima o poi recupererò anche le ultime cose.

      Elimina
    4. *_* vabbè, devo recuperarli, a questo punto!

      Elimina
  4. Grandissimo disco, come Alternative IV, peraltro, e molti altri. Loro sono un gruppo capace di rigenerarsi album dopo album. Per chi volesse approcciarsi agli Anathema, consiglio Hindsight, sorta di autobiografia acustica di alcune delle loro più belle canzoni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Black, consiglio registrato e appunto preso :)

      Elimina

Dai un'occhiata anche a...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...