domenica 12 aprile 2015

SUPERNATURAL - SESTA STAGIONE

Dopo la lotta per scongiurare l'apocalisse vista nel corso della stagione precedente non era certo facile per gli autori di Supernatural riuscire ad alzare ancora il tiro per quel che riguarda la trama orizzontale della sesta stagione. Si sono rese infatti necessarie ben due storie da sviluppare nell'arco dell'intera annata e che hanno impegnato i due fratelli Winchester più o meno equamente nel corso delle ventidue puntate in programmazione. La prima metà della serie affronta in maniera diretta le conseguenze della lotta all'apocalisse della stagione precedente, in ballo ci saranno ancora l'inferno e questa volta l'anima di Sam (Jared Padalecky). Nonostante il cast allargato, in numerosi episodi l'impressione è che le novità non siano poi molte e che anzi diverse soluzioni narrative inizino a sapere di rimasticatura, inoltre a livello di sceneggiatura non mancano colpi di mano furbetti, tra l'altro già adoperati, per togliere d'impiccio i due protagonisti da situazioni all'apparenza senza via d'uscita. Certo, chi segue il serial da diverso tempo ha ormai imparato ad apprezzarlo più per altri motivi che non per lo sviluppo in se della trama stagionale che comunque riserva almeno sul finale qualche bel momento. Nella seconda metà di stagione invece la minaccia pressante sarà la Madre di tutte le cose (Julia Maxwell) che tirerà fuori dal cilindro il terzo incomodo, dopo Inferno e Paradiso si comincia a sentir parlare anche di Purgatorio.

Le novità più interessanti, che non sono molte e prenderanno corpo solo nelle ultime puntate di stagione, più che a Dean (Jensen Ackless) e Sam saranno legate all'angelo Castiel (Misha Collins) e ai suoi piani per contrastare l'Arcangelo Raffaele (Demore Barnes) e recuperare le armi celestiali sottratte al Paradiso dall'angelo Balthazar (Sebastian Roché).


Per il resto gli ingredienti sono sempre i soliti: angeli e demoni, vampiri, mostri d'ogni sorta, il noto cast di comprimari ma anche parecchia ironia, autoironia e riferimenti metacinematografici e se vogliamo anche metaseriali. La coppia d'attori continua a funzionare bene tanto da guadagnarsi un episodio in cui interpretano addirittura loro stessi nella parte di due attori che interpretano i due protagonisti di un serial dal titolo Supernatural prodotto da un tale Erik Kripke e diretto da un certo Bob Singer. Come ciliegina sulla torta possiamo metterci il viaggio indietro nel tempo per incontrare Samuel Colt (Sam Hennings) nel vecchio west infarcito di citazioni al cinema western e al mitico Ritorno al futuro.

Il finale di stagione lascia la curiosità di vedere come si evolverà il nuovo scenario venutosi a creare e promette almeno alcune puntate dense di avvenimenti in apertura di settima stagione. Supernatural è un serial al quale ci si affeziona pian piano, poi, vada come vada, diventa difficile smettere.


4 commenti:

  1. Sono ferma alla quarta stagione:P Questo per colpa della Rai -_- Nel senso che fino a quel punto seguivo la trasmissione in tv... che era, come ben si sa, fastidiosa, assurda, da presa in giro??? Cambiamenti di orario, giorni della messa in onda e via così...
    Però sono decisa a riprendere da lì, mi sono sempre piaciuti i fratelli Winchester, oddio... soprattutto Dean! *__*

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    1. Penso che quasi tutti preferiscano Dean a Sam, in fondo è lui il più cazzaro dei due fratelli :) Anche io sono parecchio indietro, ad ogni modo sto tentando in ogni modo di non perdere il passo e arrancare verso la contemporaneità quasi utopica con la programmazione USA. Non ce la farò mai!

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  2. La quinta stagione mi era piaciuta, la sesta quasi per nulla :D anche se ci son degli episodi molto carini come hai spiegato. La settima così così e l'ottava mi sembra un po' stupidina.
    Mi riferisco alla trama che fa da collante agli episodi, per il resto ogni puntata la guardo sempre con molto piacere ^^

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    1. Sono convinto che la vera forza di Supernatural, tranne in rari casi, non stia nell'efficacia della trama orizzontale ma nei singoli episodi, nell'affiatamento dei due protagonisti e nella buona riuscita degli episodi ironici e sopra le righe. Una visione quasi sempre più che divertente che non entrerà mai negli annali delle serie tv se non per longevità (in fondo siamo già alla decima stagione ed è un risultato di tutto rispetto).

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