giovedì 16 luglio 2015

KILLER!

(di Tiziano Sclavi e Montanari & Grassani)

Questa volta Dylan Dog si trova ad affrontare una macchina da guerra, un perfetto costrutto per uccidere, una sorta di Terminator di Arnoldiana memoria al quale l'omaggio di Tiziano Sclavi sembra parecchio evidente. Come accadeva nel film di James Cameron dall'altra parte dell'oceano, anche a Londra si palesa un energumeno dotato di pochi argomenti e dai modi spicci. Invece di Sarah Connors il nostro simil-terminator è alla ricerca degli Hund residenti in città, all'unico scopo di far loro saltare la testa per passare poi in tutta fretta all'obiettivo successivo.

Ovviamente la trama imbastita da Sclavi non può essere una semplice copia del film uscito nelle sale giusto un paio d'anni prima e infatti vi è l'ibridazione dell'ormai celebre canovaccio con la cultura e le leggende ebraiche, qui splendidamente rappresentate da un altro di quei personaggi indovinatissimi che Sclavi dissemina nelle sue storie: il rabbino Woodrow Allen Hund.

Perfetta controparte di Groucho con il quale si diletta in sfide a suon di proverbi Yiddish, il rabbino Allen sarà una delle chiavi della vicenda ma non la sola, mai sottovalutare l'importanza del nostro Dylan Dog. Per una storia in cui è assente l'amorazzo di turno, Sclavi ne compensa la mancanza con dosi copiose di azione e morti ammazzati e un ritmo indiavolato che avvolge la storia dall'inizio alla fine, elucubrazioni rabbiniche a parte.

Proprio perché la minaccia è molto evidente e poco strisciante mancano un poco le atmosfere inquiete molto care alla serie, cosa che di per sé non sarebbe neanche un male (infatti l'episodio funziona molto bene) ma che non permette alla coppia di disegnatori, come avvenuto in altre occasioni, di compensare in atmosfera la rigidità delle loro matite (è ormai risaputo come Montanari e Grassani non siano proprio i miei artisti dylaniati preferiti).

Quindi onore al merito a quello che potrebbe essere (e in un certo senso già lo è) un action movie dai risvolti fantastici molto ben riuscito, adrenalinico e dal ritmo sostenutissimo. Mi sarebbe piaciuto vedere altre matite ma tant'è...


4 commenti:

  1. Uno dei miei albi preferiti e ricordo ancora perfettamente la storia.
    Bello! Bello! Bello!

    Mi sta sempre più riprendendo voglia di rileggere i vecchi albi

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    1. Vai, che tra i primi e i nuovi sembra non esserci storia!

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  2. Ecco. Anch'io questo numero lo ricordo bene per l'idea del "golem", ma secondo me i disegni di Montanari e Grassani qui hanno alleggerito troppo la storia. A me lo stile della coppia non fa impazzire (risultava datato già all'epoca, ma anche solo per pure questioni anagrafiche), però ad esempio sul doppio episodio del castello della paura non mi avevano infastidito. Sarebbe valsa la pena pensare a qualcun altro, però, per questo albo. Boh.

    P.S.: Ma hai postato una tavola di Dylan Dog in norvegese? :D

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    1. Sai che non avevo fatto caso ai balloons della tavola?

      Per Montanari e Grassani siamo sulla stessa lunghezza d'onda, diventano accettabili quando le atmosfere sono quelle giuste, più inquiete, altrimenti peccano come in questo caso.

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