domenica 17 gennaio 2016

STAR WARS - EPISODIO III - LA VENDETTA DEI SITH

(Star Wars: Episode III - Revenge of the Sith di George Lucas, 2005)

La vendetta dei Sith è l'immancabile chiusura del cerchio alla quale tendevano già i primi due episodi, anche se lo facevano in maniera meno convincente di questo terzo film della nuova trilogia. Come profetizzatomi da molti, l'ultimo episodio è anche il migliore di questa nuova avventura targata George Lucas. In linea di massima tendo a schierarmi con quella parte della critica che reputa questo terzo episodio, pur imperfetto, più riuscito dei due precedenti, molto valido su taluni aspetti, meno su altri.

Il grande punto di forza del film, forse aiutato dal mito creato in precedenza, è proprio l'attesa del collegamento, la curiosità di vedere come tutti i fatti, picoli o grandi che fossero, sarebbero andati a legarsi ai notissimi avvenimenti della trilogia originale, la caduta morale di alcuni personaggi, la loro trasformazione, la nascita di altri, i legami affettivi e di sangue, e via discorrendo. Finalmente, pur preferendo un approccio alla materia di tipo diverso, il film è quasi sempre visivamente di alto livello nonostante continuino a essere presenti alcune pecche e sequenze a mio avviso stonate (quella specie di drago che cavalca Obi-Wan, il fetente di turno generale Grievous, lo scenario lavico per citarne alcune). Nel complesso però ci siamo, Lucas sembra giocarsi le carte migliori sul finale, stesso discorso vale per la scrittura dei personaggi dove troviamo almeno per il lato oscuro della Forza interessanti evoluzioni. Il senatore Palpatine (Ian McDiarmid) mostra la sua vera natura e la corruzione, sua personale ma emblematica della Repubblica tutta, trova riscontro fisico nel decadimento dello stesso per mano del maestro jedi Mace Windu (un Samuel Lee Jackson ancora sottoutilizzato). Allo stesso modo la caduta di Anakin Skywalker (Hayden Christensen) è ampiamente argomentata e ben delineata, raggiungendo uno spessore non consueto all'interno della saga.

Hayden Christensen, che non sarà mai uno degli attori più bravi del globo terracqueo (tra l'altro che fine ha fatto?), offre qui una prova più che dignitosa, meno acerba che in passato e comunque migliore di quella di colleghi più blasonati, dando al personaggio più affascinante della saga la giusta intensità nel momento chiave delle sua esistenza (ne avrà un altro poco prima di morire).


I pezzi, e forse non era così facile, sembrano andare tutti al loro posto. Unica osservazione/dubbio che è saltato fuori dalle nostre parti, grazie alla capacità di attenzione di mia moglie, è la seguente: ne Il ritorno dello jedi Leila dice a Luke di ricordare la sua vera madre, morta quando lei era ancora piccola, di ricordarla come una donna di una dolcezza velata di tristezza. Insomma, alla luce dei fatti narrati in Episodio III questa affermazione non può risultare veritiera. A parte questo mi sembra che torni più o meno tutto.

Molto buoni alcuni momenti dai toni epici e maestosi come altri drammatici, uno su tutti l'epurazione dei maestri jedi da parte dei traditori della Repubblica e il fato destinato ai loro giovani apprendisti. Sequenza forse un poco forzata. Seguitemi. Per diventare jedi è indispensabile che la Forza sia ben presente nell'allievo, il padawan affronterà un percorso duro e lungo che lo preparerà a diventare un maestro jedi. Allora com'è che gli unici jedi degni di questo nome sembrano essere Obi-Wan, Yoda e i soliti noti, capaci di tener testa da soli a orde di nemici con una cazzo di spada laser, e gli altri sembrano una massa di coglioni che potrebbe far fuori uno storm trooper qualsiasi? Non ci siamo, su questo punto proprio non ci siamo, così il maestro jedi lo so fare pure io.

Andando a concludere questo lungo viaggio che ha toccato i sette capitoli della saga (e che potrebbe anche rinnovarsi con altro), si può dire che questo si conferma l'episodio migliore della seconda trilogia, avrebbe giovato di un minutaggio più contenuto ma riserva diverse emozioni degne del nome della saga. In ogni caso vale la pena guardare questa epica vicenda nella sua interezza, c'è sempre la possibilità di trarre un po' di piacere da ogni capitolo, allora perché non farlo? Per chi non avesse mai approcciato il mito di Star Wars è ora di farlo, che lo Sforzo sia con voi.


12 commenti:

  1. Il modo in cui Anakin viene sconfitto e menomato da Obi-Wan non è da idioti? A me ha dato questa impressione

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    1. Mah? Ho trovato meno credibili altre cose, in quella scena mi piaceva poco il contesto, l'ambiente. Poi che uno jedi apprendista, in preda all'odio, all'ira e al dolore cada per mano del suo maestro ci può anche stare.

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    2. Sì, ma è proprio la sequenza, cioè "non farlo che vinco io al 100%" e lo fa lo stesso. Mi sarebbe sembrato più logico una sconfitta per mancanza di concentrazione dovuta ai sentimenti che stava provando in quel momento.

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    3. Non so, io non l'avevo percepita in questa maniera, mi sembrava più inverosimile ad esempio la moria dei maestri jedi che cascano come mosche e come un gruppo di pirlotti :)

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    4. Quello è il momento comico per stemperare la tensione :D

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  2. Concordo. E' il migliore della seconda trilogia. E' anche uno dei miei preferiti.

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    1. Le mie preferenze continuano ad andare alla trilogia originale, comunque anche per me questo è il migliore tra quelli della seconda ondata.

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  3. Effettivamente questo terzo episodio non era malissimo... ha però il difetto di venire dopo due ciofeche immonde!

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    1. Beh, quello non è un difetto di questo film, certo, magari dopo i capitoli precedenti questo può sembrare meglio di quel che in effetti è :)

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  4. con "maestri jedi pirlotti" intendi la scena dell'ordine 66? a me onestamente invece piace nella sua tragicità, come yoda sento anche io ogni volta una perturbazione nella forza.

    e non sono pirlotti perchè vengono uccisi da dei cloni, ma vengono presi alla sprovvista, cioè si fidavano, niente poteva far loro pensare che venissero traditi, nemmeno i poteri mentali jedi, visto che fino all' emanazione dell'ordine 66 i cloni erano "sinceri" (cioè non fingevano un comportamento leale, ma erano programmati proprio così) ai loro comandanti jedi.

    semmai possiamo dire che la pace duratura della vecchia repubblica (si parla di migliaia di anni) aveva un pò obnubilato i jedi con della falsa sicurezza per cui Palpatine, il Signore oscuro dei Sith, gliel'ha fatta sotto il naso a tutti...

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    1. Nel complesso anche io ho apprezzato il tono drammatico della risoluzione dell'ordine 66, quello funziona bene a mio avviso, però sti jedi, pur presi alla sprovvista sono davvero dei pirlotti. Già la Forza dovrebbe aiutarli a non cadere biecamente in questi tranelli, com'è che Yoda si accorge quando un qualsiasi jedi va di corpo e gli altri non si accorgono nemmeno quando vogliono farli fuori? Prendiamo ad esempio il jedi blu e vecchio (non chiedetemi il nome), quello con la testa da cetriolo, si accorge del tradimento, addirittura si volta verso i nuovi nemici e al terzo colpo di blaster muore. Obi Wan e Anakin invece respingono tranquillamente sequenze di 700.000 colpi senza battere ciglio... va beh, era per dire, sono ovviamente esigenze narrative, anche i jedi avranno i loro campioni e i gregari da terzo colpo. :)

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