sabato 9 aprile 2016

IL VIAGGIO DI ARLO

(The good dinosaur di Peter Sohn, 2015)

Negli ultimi tempi sembra proprio che i Pixar Animation Studios e la Walt Disney Pictures si divertano a scambiarsi i ruoli e a sorprendere lo spettatore. Il viaggio di Arlo, pur essendo targato Pixar, sembra proprio uno di quei classici prodotti Disney pensati per un pubblico di piccoli e giovanissimi, privo di grandi sovrastrutture fruibili solo dai grandi. Con questo non voglio dire che il film per i grandi non sia godibile, anzi tutt'altro, che tornare bambini ogni tanto non ha mai fatto male a nessuno. In fondo pensiamoci bene, ognuno ha il proprio ruolo, ma non è forse più grave che a un bambino si chieda di comportarsi come un adulto che non che un adulto ogni tanto goda della felicità di tornare bambino (felicità che ad ogni bimbo non dovrebbe mai essere negata tra l'altro)? Quindi, grandi o piccini che siate, godetevi pure questo Il viaggio di Arlo che però ai più piccoli non risparmia qualche momento triste e il versamento della classica lacrimuccia.

 Molto carino e intrigante l'assunto da cui muove il film. Siamo all'epoca dei dinosauri (Arlo è un apatosauro), l'enorme meteorite che avrebbe dovuto estinguere i grandi rettili per un caso del destino lambisce solamente la Terra così i dinosauri continuano tranquillamente il loro percorso evolutivo. Quando sulla Terra arriverà l'uomo, i dinosauri avranno già sviluppato una certa intelligenza, avranno scoperto l'agricoltura, il concetto di famiglia e la vita stanziale. L'uomo invece è il solito selvaggio senza arte ne parte.


Il film è un invito ad affrontare e superare le proprie paure, uno dei tanti insegnamenti di cui i più piccoli (e non solo) possono fare tesoro. Arlo è un cucciolo di apatosauro molto pauroso. Suo padre Henry ha fiducia che il piccolo supererà le sue paure, gli affida così il compito di sorvegliare le loro scorte alimentari spesso razziate da un misterioso predatore che in seguito si rivelerà essere Spot, un cucciolo d'uomo veramente selvatico. Nella caccia all'uomo che scaturirà da questa situazione papà dinosauro perderà accidentalmente la vita e Arlo, perso e lontano da casa, incolperà l'incolpevole Spot della tragedia. Ma nel corso dei giorni seguenti Arlo imparerà a conoscere il piccolo Spot che diverrà inizialmente una sorta di protettore del pavido Arlo e in seguito un amico fedele capace di insegnargli involontariamente (con l'aiuto di altri personaggi) a superare le sue paure.

Gioca sulla semplicità e sulla commozione il film di Sohn tra l'altro tecnicamente impeccabile. Nelle scene in cui sullo schermo compare solo la natura sembra di trovarsi di fronte a un dettagliatissimo documentario filmato, qui la CGI raggiunge livelli impressionanti. Molto cartooneschi come si conviene a film di questo tipo i design dei protagonisti, simpatici e accattivanti per il gusto dei bambini.

In un confronto Disney vs. Pixar ammetto che quest'anno, come già successo in passato, ho preferito il lavoro di Disney (Zootropolis) ma anche Il viaggio di Arlo non è affatto male. Promossi entrambi.



4 commenti:

  1. Se non avessi letto questo post, non avrei cambiato la prima impressione: pensavo fosse decisamente per piccini :P Lo guarderò!
    Ciao Firma e buon week end ^^

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    1. È sicuramente rivolto ai piccini, però si lascia guardare con piacere anche da noi "adulti" :)

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  2. L'ho trovato un ottimo film, davvero un film piacevole e riflessivo. Farà molto bene ai nostri figli :)

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    1. Ma sì, è giusto che ogni tanto i film d'animazione vengano pensati in un'ottica esclusiva per i bambini. Poi se come in questo caso la visione risulta piacevole anche agli adulti tanto meglio.

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