giovedì 21 luglio 2016

LA STORIA INFINITA

(Die unendliche geschichte di Wolfgang Petersen, 1984)

Rhymes that keep their secrets/Will unfold behind the clouds/And there upon a rainbow/Is the answer to a never ending story/Ah ah ah, Ah ah ah, Ah ah ah/Story/Ah ah ah, Ah ah ah, Ah ah ah/... certo che Limahl era proprio brutto. Insomma, alla fin fine quello che mi è rimasto dalle visioni de La storia infinita è più che altro la canzone portante del film sulla quale tra l'altro c'è pure lo zampino di un certo Giorgio Moroder (e va beh, anche il fortunacane o quel che è se proprio vogliamo). Ammetto che non essendo questo un must della mia infanzia ho rivisto il film con sguardo distaccato e oggettivo, forse solo un po' mitigato dalla partecipazione di mia figlia che ha mostrato di gradire parecchio ed empatizzare con trasporto alle avventure del poco simpatico (a pelle eh) Atreyu (Noah Hathaway al quale io continuo a preferire l'omonima Anne). La prima volta vidi il film che ero già adulto e lo bollai come una tremenda rottura di palle. Sì, insegnamenti, avventura, quel che volete ma due palle. Probabilmente ero io a sbagliarmi, infatti mi sbugiarda chiaramente il fatto che il film abbia vinto nel 1984 addirittura il Premio Bambi per miglior film nazionale in Germania. E sticazzi! Poi ne han fatto anche due seguiti che non vedo l'ora di vedere.

Rivisto ora, con la mia bambina e con l'occhio più attento del papà, ammetto come il film abbia il suo perché. Le dosi di magia, fantasia e avventura che, se assorbite nell'età giusta, creano quel mix che porta il film a poter essere ricordato anche a distanza di anni come una di quelle visioni piacevoli legate proprio alle scoperte di quella data età, regalano quel carico di emozioni che poi non torna più se non in chiave meramente nostalgica. Quindi in quest'ottica il film è promosso, poi a Laura è piaciuto e quindi chi sono io per dissentire?


Io non sarò nessuno comunque il film non piacque nemmeno a Michael Ende, scrittore del libro dal quale la storia è tratta, il quale pare fece peste e corna per non essere accreditato e per evitare che il suo nome venisse legato in alcun modo alla pellicola.

Altro merito innegabile del film di Petersen è quello di aver fatto esordire, per la prima volta sullo schermo, come sottolineano i titoli di coda, la piccola star Tami Stronach che il pubblico ebbe poi il piacere di rivedere (solo e unicamente purtroppo) ventiquattro anni più tardi nel film tv della televisione iraniana (credo) Fredy a Zlatovlaska. Non male.

Il fortunacane (o quel che è) poi non lo vedrei male in un salotto a mo' di tappeto in stile pelle d'orso. Animalisti fatevi avanti.


6 commenti:

  1. Ahhh La Storia Infinita. Crescendo è l'unico della trilogia che vedo sempre volentieri. Mi fa piacere che la piccola di casa ha apprezzato :)

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    1. Io gli altri due non li ho mai visti e credo che nemmeno ci proverò :)

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  2. Ma era il fortunadrago XD Muahahah!
    Il film non mi dispiace, è uno di quelli da rivedere a Natale :D Certamente è comprensibile che Ende non ne fosse pienamente soddisfatto, ma... difficile rendere nel tempo di un film la storia e ancora di più difficile trasporla, almeno ai tempi.
    Il libro è da leggere! *__* (Anche perché il film racconta la metà del romanzo :P)

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    1. Il libro me lo diedero da leggere in prima superiore credo però glissai, chissà perché visto che la lettura mi è sempre piaciuta, vai a capire, e a tutt'oggi ancora non l'ho letto.

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    2. Ma è un gran bel fantasy :O Un tentativo fallo prima o poi!

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    3. Ecco, forse non l'avevo letto perché è un fantasy ;)

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