lunedì 11 luglio 2016

VINCENT

(di Barbara Stok, 2012)

Vincent probabilmente non aumenterà la conoscenza del pittore olandese per chi ha già una passione per le sue opere o in genere per la storia dell'arte, non ha un taglio documentaristico il libro di Barbara Stok ma descrive nel modo più naturale possibile il periodo della vita di Van Gogh che va dall'arrivo ad Arles fino al suo trasferimento ad Auvers sur Oise nei pressi di Parigi.

Quello che colpisce è l'approccio positivo alla vita da parte di Van Gogh che rimane un personaggio comunque tormentato da depressioni, difficoltà economiche e malattia. A dare forza al pittore l'affetto incondizionato del fratello Theo che provvederà per numerosi anni al mantenimento economico di Vincent e cercherà in ogni modo di vedere il fratello felice incoraggiandolo nelle sue passioni e spingendo il suo talento ancora non riconosciuto da pubblico e critica.

Nel mezzo il rapporto di Van Gogh con la sua arte, con il paesaggio, con il lavoro, con le donne e con gli altri artisti tra i quali ricopre un ruolo molto importante la figura di Gauguin.

Nelle intenzioni dell'autrice probabilmente c'era quella di dare al pubblico una visione dell'artista meno tetra e incupita dai problemi psicologici ed economici rispetto all'immagine che generalmente si ha di Van Gogh. Esce con prepotenza quindi più che altro l'animo ingenuo e idealista di Van Gogh, il suo lato felice e creativo che si riversa sul lavoro ma anche nell'idea di creare ad Arles una sorta di comune di artisti per trovare nuova linfa e insieme progredire e migliorare ognuno con la propria arte.


Questo approccio positivista si riflette con vigore nelle tavole della Stock, vive di colori accesi e di un tratto al limite dell'infantile. Le vignette sono inserite in regolari quadrati e rettangoli, quasi fossero tele nelle quali trovano spazio la vita e le opere dell'artista, queste ultime viste in un'ottica non emulativa, il tutto inframmezzato da alcuni stralci della corrispondenza tra Vincent e Theo, lettere recuperate dal reale scambio epistolare tra i due fratelli.



Il libro può essere una bella lettura sia per chi ama Van Gogh, e allora qui si troveranno passaggi della sua biografia tutti da rivivere, sia per chi lo conosce poco e ha piacere di dare uno sguardo al privato e alla vita di questo artista immenso e uomo non troppo facile.


8 commenti:

  1. Ottima recensione che come sempre stimola all'approccio con il testo consigliato (o film, o musica che sia)!
    Devo dire però ch'era un po' che non passavo a trovarti e devo assolutamente complimentarmi per il bellissimo nuovo header! :)

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    1. Grazie mille, gentile come sempre e grazie per la scelta dell'header, dovrò trovare il modo di girare i complimenti a John Byrne :)

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  2. I disegni di questo Vincent mi ripugnano come l'aglio coi vampiri.

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    1. Non mi sorprende :) Comunque leggendo l'albo si capisce come il tratto infantile si sposi al lato ingenuo del protagonista e alla scelta di narrare scorci di una vita non semplice in tono lieve. Poi a dirla tutta anche io preferisco di gran lunga altri stili di disegno.

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  3. Ne ho sempre sentito parlare, ma non ho mai avuto l'occasione di leggerlo

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    1. Io lo regalai a mia moglie che è appassionata d'arte.

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  4. Ho amato molto questo volume!
    Ma ho adorato ugualmente il commento di Luca Lorenzon :D

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    1. Luca è fantastico, a memoria direi che questa non è neanche l'unica su perla del genere :)

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