venerdì 19 agosto 2016

JURASSIC WORLD

(di Colin Trevorrow, 2015)

E come l’anno scorso al mare col pattino. Anche quest’anno si è fatta la visitina al cugino con mega impianto home video, sessantacinque pollici collegati a delle uscite audio da paura, uno spettacolo, quasi come al cinema e pure gratis. Quest’anno è andata decisamente meglio per quel che riguarda la scelta del film. Ovvio che per valorizzare al massimo l’impianto la scelta cada sul blockbuster spettacolare, ma tra il Jurassic world di quest’anno è il Transformers 4 dello scorso c’è un abisso, come leggere un libro di Philip Roth e uno di uno scribacchino qualsiasi (o quasi).

Jurassic world è un film divertente, raccoglie con dovuto rispetto e con la dovuta ironia un lascito importante nel campo del blockbuster americano offrendo allo spettatore tutto ciò che un film del genere deve offrire. Il film è fruibile anche se non avete visto i primi tre episodi dedicati al parco giurassico, noi per esempio (e per puro caso) abbiamo rivisto il Jurassic park originale la settimana scorsa ma ignoravamo e continuiamo a ignorare cosa sia successo negli episodi due e tre della saga. Un buon punto a favore del film questo, un film che in fin dei conti si presenta come vero e proprio sequel ma con collegamenti con il passato tutto sommato blandi e che non impediscono ai profani di godersi un paio d’ore di ottimo spettacolo popcorn.

Sono passati circa vent’anni dal primo tentativo di aprire un parco a tema giurassico in cui dinosauri clonati scorazzassero sotto controllo per il divertimento del genere umano. Dopo gli insuccessi già in fase di test riscontrati nel primo capitolo, ora il parco è una redditizia attività aperta al pubblico e perfettamente funzionante, una sorta di Disneyland primitiva. E una realtà come questa ha bisogno sempre di nuove attrazioni. È così che il team di ricercatori capitanato dal dottor Wong (Henry Wu) crea un mostruoso ibrido su richiesta del proprietario del parco Simon Masrani (Irrfan Khan) e della responsabile Claire Dearing (Bryce Dallas Howard), ibrido che ovviamente in poco tempo sfugge al controllo dell’uomo. Il problema grosso è che questa volta il parco è pieno di gente, compresi i due nipoti di Claire, Gray e Zach (Ty Simpkins e Nick Robinson), in quell’occasione sotto la responsabilità della zia sempre troppo occupata per curarsi di loro. Fortunatamente al parco lavora un ex U.S. Navy incaricato di addestrare i raptor, un uomo dal sangue freddo di nome Owen Grady  (Chris Pratt).


Non ci sono grandi cose da rimproverare al film se non l’improbabilita’ di resistere per diverso tempo a ogni sorta di minaccia su tacco 12 da parte della Howard (ma forse è così bella che le si perdona un po’ tutto) e una pseudo love story superflua con tanto di frase finale irricevibile e patetica. Ma si sa, il blockbuster americano vive anche di questo. Per il resto ritmo e divertimento ci sono, c’è anche Vincent D’Onofrio che non guasta mai, gli attori sono in palla e le attrazioni del parco ben realizzate. Alla fin fine ci si diverte anche parecchio. Non mancano le strizzate d’occhio ai fan del primo film sotto forma di merchandising e omaggi all’ormai famosa zanzara.

Direi che dopo uno stop di diversi anni il franchise è stato rilanciato alla grande.

2 commenti:

  1. Non ti nego che mi ha sorpreso... Per meglio dire, dopo le delusione del secondo e del terzo capitolo non mi aspettavo molto.
    Invece ho avuto un'emozione nel finale.

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    1. Anche io l'ho trovato un bel film nel segmento blockbuster. È divertente!

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