lunedì 26 settembre 2016

VUOTI A RENDERE

(Vratné lahve di Jan Svěrák, 2007)

Ottima commedia questa di Jan Svěrák, regista ceco che non conoscevo prima di imbattermi in questa sua bella prova, regista che apprendo essere stato anche insignito di un premio Oscar per il miglior film straniero nell'ormai lontano 1997.

La storia è ambientata a Praga. Joseph (interpretato da Zdenek Svěrák, padre del regista) è un vecchio insegnante in età da pensione che non si ritrova più nella scuola moderna, il suo lavoro non gli dà più soddisfazioni, non è felice e un bel giorno decide di lasciare tutto. Si ritrova a casa con la moglie Eliška (Daniela Kolářová), ex insegnante anche lei, inattivo ma ancora pieno di energie. L'ormai sessantacinquenne Joseph allora tenta prima di riciclarsi come corriere in bicicletta poi trova impiego in un supermercato con la mansione di occuparsi del ritiro dei vuoti a rendere. Ora quello che un po' mi rattrista, è il fatto di ricordarmi quando anche a casa nostra si accumulavano i vuoti a rendere per poi riportarli al supermercato, scorci di un'altra epoca che sono lì a testimoniare come io stia diventando vecchio. Comunque, chiusa parentesi.

Quello che interessa a Joseph è stare con la gente, conoscerla, capirla, uscire di casa e, nella pratica di tutte queste attività e di quella lavorativa, accade che si risvegli in lui feroce il desiderio per l'altro sesso, un desiderio che sembra nell'uomo destinato a non sopirsi praticamente mai. Questo scatenerà sogni, approcci e le inevitabili gelosie di un rapporto di coppia ormai frusto e usurato dal tempo e dagli anni.


Bellissimo sguardo sul desiderio tout court e su quello costante di sentirsi vivi, utili e desiderati, soprattutto se messo in relazione all'età avanzata dei protagonisti o alle dinamiche comuni dei rapporti consolidati e (naturalmente o meno) ormai privi della spinta passionale dei primi anni. Non mancano nel film, grazie ai coprotagonisti che gravitano intorno all'orbita di Joseph come la figlia Helenka (Tatiana Vilhelmová) o l'ex collega Landa (Jiří Macháček), le occasioni per riflettere sulle dinamiche dei rapporti tra coppie più giovani, anche queste legate al tradimento e al desiderio di poter avere un sano e appagante rapporto amoroso con il proprio compagno. Quando poi i desideri non collimano iniziano i guai, guai ai quali spesso Joseph si adopera per porre rimedio in maniera sempre sincera e divertente.

Questa commedia non ha nulla di grottesco, non ha nulla di volgare, è una riflessione universale sull'età che avanza, sulla vita in generale, sui desideri, sulle aspirazioni, anche sulla ricerca della felicità se vogliamo, raccontata con grazia da regista e attori, un tipo di cinema diverso, secondario per i grandi canali di distribuzione, ma sicuramente da sostenere e ammirare. Inoltre non mancano le scene divertenti che portano a un riso mai sguaiato ma sempre capace di arricchirti almeno un pochino. Rimane forse un poco l'amaro in bocca quando si va a constatare come nella realtà non si riesca quasi mai a vivere come fanno i protagonisti di film come questo, con quel tocco di leggerezza che non guasterebbe e che in fin dei conti non sembra poi neanche così inarrivabile.

8 commenti:

  1. uno di quei gioiellini che è riuscito ad arrivare in qualche piccolo cinema qualche anno fa, ma solo uno su mille ce la fa (direbbe qualcuno), pur essendo, gli altri 999, belli uguale.

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    1. Questo è un peccato, perché produzioni come queste, più piccole, a volte sono le più sincere, quelle più vicine all'uomo e che hanno ancora qualcosa da dirci e regalarci. Probabilmente il loro futuro non è più quello della grande sala, le possibilità che si aprono con le tv come Netflix o simili potrebbero dare nuova vita a prodotti come questo, chissà.

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  2. Non lo conoscevo, mi scarico il film, credo mi piacerà.

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    1. Credo anche io, poi penso che sia oggettivamente un bel film.

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  3. Mi sa che abbiamo la stessa età, anche io ricordo i tempi in cui si accumulavano i vuoto a rendere e poi si riportavano tutti insieme al negozio. Altri tempi ma forse più semplici e felici (almeno nel nostro ricordo)

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    1. Sicuramente più semplici e felici, non solo nel ricordo purtroppo :(

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