mercoledì 4 gennaio 2017

ROGUE ONE - A STAR WARS STORY

(di Gareth Edwards, 2016)

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...
È un periodo di guerra civile. Navi spaziali ribelli, colpendo da una base segreta, hanno ottenuto la loro prima vittoria contro il malvagio Impero Galattico. 
Durante la battaglia, spie ribelli sono riuscite a rubare i piani segreti dell'arma decisiva dell'Impero, la MORTE NERA, una stazione spaziale corazzata di tale potenza da poter distruggere un intero pianeta.

Rogue One racconta proprio le gesta di quelle spie ribelli che rubarono i piani segreti per distruggere la Morte Nera, un manipolo di eroi senza i quali probabilmente l'Impero avrebbe trionfato e che finora non aveva incontrato la gloria del grande schermo, ignorati fin dai tempi di Una nuova speranza, ora questo fondamentale gruppo di ribelli, ribattezzatosi proprio Rogue One, chiede giustizia e arriva in tutti i cinema del globo terracqueo facendo staccare biglietti su biglietti per milioni e milioni di dollari.

Rogue One deve essere accolto dai fan della saga di Star Wars con grande gioia perché è qui a dimostrare che la possibilità di narrare delle buone storie legate al brand, anche al di fuori dalla linea principale degli eventi, è viva anche sul grande schermo; le vie percorribili sono infinite e Gareth Edwards ci ha fatto vedere che i risultati possono essere diversi e allo stesso tempo di buona, se non ottima, fattura. Finora l'universo di Star Wars si è espanso soprattutto nelle pagine dei fumetti, in quelle dei libri, grazie ad alcune serie televisive e in prodotti di merchandising (non sempre con risultati apprezzabili peraltro). Ora è il turno del cinema, le vicende della galassia lontana lontana iniziano a espandersi anche lì, nel loro luogo d'elezione.

È un periodo di guerra civile. Ed è proprio lì che la narrazione ma soprattutto la regia di Gareth Edwards ci portano, sul fronte di una guerra, in mezzo alla battaglia, quella più sporca, quella della fanteria se vogliamo, in mezzo ai proiettili di luce che fischiano, ai soldati che cadono (e non si rialzano), Edwards ci porta sul terreno più che nello spazio. Rogue One assomiglia più a un war movie che non a un film di fantascienza. Apprezzabile la scelta di spostare la prospettiva per il primo film della serie Star Wars Anthology, insieme di spin-off che andranno ad allargare l'universo di Star Wars e ad approfondirne alcuni aspetti che ancora non sono stati narrati. La regia di Edwards è perfetta per raggiungere lo scopo, la frenesia e la violenza delle battaglie sono percepibili dallo spettatore in tutta la loro dinamicità, pur rimanendo nei limiti di un film targato Disney e Star Wars, rivolto quindi anche a spettatori pre adolescenti (mia figlia per esempio l'ha guardato senza alcun problema anche se si è annoiata un poco).


La storia è principalmente quella di Jyn Erso (Felicity Jones), figlia di Galen Erso (Mads Mikkelsen), il capo progettista della Morte Nera, costretto dal Direttore Imperiale Krennic  (Ben Mendelsohn) a dedicarsi allo sviluppo di questa arma distruttiva al servizio dell'Impero. Galen Erso inserirà all'interno della nave spaziale un punto debole e convincerà il pilota imperiale Bodhi Rook (Riz Ahmed) a contattare i ribelli per informarli della cosa e per spiegare loro come ottenere i piani per sfruttare a loro vantaggio il punto debole della Morte Nera e di conseguenza distruggerla, cosa che farà poi Luke in Una nuova speranza.

Sarà proprio Jyn l'anima del gruppo ribelle che si incaricherà della missione, gruppo di cui faranno parte il Capitano Andorr (Diego Luna), il cieco Chirrut Imwe (Donnie Yen) che sembra avere un legame particolare con la forza, il suo guardaspalle Baze (Jiang Wen) e l'androide K-2SO oltre al pilota Bodhi Rook.


Pur narrando una vicenda nota ma mai vista prima sullo schermo, Rogue One ha il grande merito di riuscire a incastrarsi perfettamente all'interno di una saga osannata da milioni di persone e allo stesso tempo aggiungere nuovi personaggi, credibili e ben delineati, al canone di Star Wars, e non ho dubbi che avremo modo di rivedere qualcuno di questi personaggi nelle pagine dei fumetti o altrove. Le dinamiche tra i protagonisti funzionano davvero bene, indovinata la coppia Jyn/Andorr, ottimo anche il nuovo droide K-2SO decisamente più accattivante del precedente BB-8. Le sequenze che collegano questo film al resto della saga sono impagabili, l'apparizione sullo schermo di Darth Vader è sempre un successo, le comparsate di Leila Organa (la defunta Carrie Fisher) e del Grand Moff Turkin (il defunto Peter Cushing) stringono il cuore.

Tra i difetti della pellicola si può sottolineare un minutaggio spropositato dedicato alle battaglie, è vero che il taglio è da war movie però il pericolo di accostarsi troppo a una resa da sparatutto videoludico si sfiora troppe volte, probabilmente risparmiando qualcosina sotto questo aspetto ci si sarebbe potuti dedicare un po' di più ai nuovi personaggi, che sono ben delineati ma sono anche molti, tempo in più a loro dedicato avrebbe magari potuto giovare (ma forse no, chissà).

In conclusione a me anche questo episodio è piaciuto, la scimmia continua a crescere anno dopo anno, ora toccherà aspettare il prossimo dicembre ma non si sa mai che nell'attesa io riesca a dedicarmi a qualcos'altro preso di peso dall'universo espanso.

PS: a proposito di Universo Espanso, ci sono citazioni addirittura a La gemma di Kaibur!

2 commenti:

  1. Non conoscendo l'universo espanso, forse qualche citazione l'ho persa... Comunque mi fa piacere che hai apprezzato :)

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    1. Io dell'UE ho letto un libro (La gemma di Kaibur che mi ha fatto proprio cacare), alcuni fumetti (mediamente molto buoni) e ho visto i film sugli Ewoks, l'episodio pilota della serie The clone wars e qualche spezzone dei cartoni animati dedicati a R2D2 e C3PO (abbastanza terribili). C'è parecchia carne al fuoco là fuori...

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