mercoledì 1 febbraio 2017

LEMONY SNICKET - UNA SERIE DI SFORTUNATI EVENTI

Lemony Snicket è lo pseudonimo dello scrittore Daniel Handler, nom de plume con il quale Handler firma la serie di libri per ragazzi Una serie di sfortunati eventi, nei quali Lemony Snicket risulta essere anche narratore delle vicende che vedono protagonisti i tre orfani Baudelaire: Violet, Klaus e Sunny. La serie è composta da tredici libri che Mark Hudis, ideatore dello show televisivo a essi ispirato, ha adattato per Netflix in un programma di ventisei episodi, due per ogni libro, che dovrebbe vedere la sua conclusione nell'arco di tre stagioni da otto puntate ognuna.

Come accade per i libri anche il serial televisivo ha un taglio adatto ai bambini, infatti in casa nostra è stata mia figlia ad averlo apprezzato in misura maggiore, ciò nonostante ogni puntata riserva sotto alcuni aspetti soluzioni geniali che si rivelano molto interessanti e divertenti anche per gli adulti. Il primo colpo di genio arriva già dalla sigla iniziale, dove il tema portante, adattato ogni due puntate al contenuto del libro che viene trasposto, ci invita a non guardare, non guardare, sottolineando come alle tristi vicende e alle sventure che capiteranno ai Baudelaire nel corso delle puntate che ci si appresta a seguire, sarebbe preferibile qualsiasi altra cosa. Qui è doveroso un appunto; per questo e per altre ragioni ancora, sarebbe indicato seguire la serie in lingua originale, cosa che per ovvi motivi noi non abbiamo potuto fare.

Seconda caratteristica apprezzabile: in video compare molto spesso lo stesso Lemony Snicket (Patrick Warburton), anche lui ci invita a cambiare canale e a guardare qualcosa di più allegro, rompe la quarta parete parlando con il pubblico e si adopera a spiegare con brevi incisi il significato di alcuni termini, quasi a scopo educativo, ripetizione di un gesto che sfocia spesso nel gag divertente, peraltro presentato sempre in maniera serissima se non lugubre. Altro personaggio indovinatissimo è quello del Signor Poe (K. Todd Freeman), banchiere impiegato alla Affari Truffaldini e portatore sano di imbecillità cronica a livelli tali da competere anche con Kevin Beckman, il segretario dei Ghostbusters interpretato da Chris Hemsworth nell'ultimo film della saga. Purtroppo per gli orfani Baudelaire il Signor Poe è anche affidatario delle sorti dei tre bambini alla morte dei loro genitori, suo sarà il compito di trovare a Violet (Malina Weissman), Klaus (Louis Hynes) e alla piccola Sunny (Presley Smith) un tutore amorevole che saprà prendersi cura di loro. Verrà costantemente turlupinato dal Conte Olaff (Neil Patrick Harris) che ambisce alla sopra citata tutela per mettere le mani sulla cospicua fortuna di cui i bambini verranno in possesso al raggiungimento della maggiore età da parte di Violet.


Neil Patrick Harris è l'altro motivo per cui guardare la serie, enorme nel caratterizzare questo personaggio grottesco in una serie di per sé già grottesca, cattivo, infido, sopra le righe, mimetico e all'occorrenza canterino (in inglese se potete, please), una bravura che conoscendo poco l'attore non mi aspettavo. Poi c'è l'impatto visivo che mischia esterni plumbei in cgi, tetri e allo stesso tempo estremamente finzionali, con interni altrettanto lugubri ma esteticamente ricchi e sontuosi, come se si fosse in un serial girato in una casa di bambola perfettamente ricostruita. E poi, per finire, c'è quel visino della piccola Sunny dai denti aguzzi...

Le dolenti note arrivano da una trama che agli adulti può venire a noia e creare effetti soporiferi se assimilata in momenti di stanchezza, magari adagiati su un comodo letto. Per solidarietà agli orfani Baudelaire, dovreste guardare la serie seduti su una vecchia sedia scomoda, così potreste avere qualche possibilità di arrivare svegli alla fine di ogni puntata. Oppure potreste non guardare, non guardare...

10 commenti:

  1. Mmm... ero intenzionata a guardarla, ma ho letto cose poco belle, che tu confermi :P

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    1. Io ti consiglio di guardare i primi due episodi. Ogni due puntate si chiude un arco narrativo, trasposizione di uno dei libri. Se poi ti piace l'estetica, ti piacciono le varie trovate e la trovi godibile puoi continuare, la linea rimane quella. Certo la storia non offre molto se non qualche flebile mistero di scarso interesse riguardo la (presunta) morte dei genitori Baudelaire. Se cerchi una storia da goderti qui non ci trovi granché, è ottima per i bambini.

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  2. Mi spiace che la definiate tutti noiosa, io l'ho adorata e anzi, rispetto ai libri (che consiglio di comprare soprattutto se hai una figlia) è anche più dinamica perché inserisce segretucci e twist che nella serie cartacea cominciano a comparire solo dal quinto volume in poi.
    Attori e messa in scena, poi, sono favolosi!! *__*

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    1. Per attori e messa in scena sono d'accordo, la serie ha il suo perché e diverse trovate geniali, lo sviluppo però è soporifero, più di una volta mi son trovato proprio addormentato :)

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  3. Azz, quindi è soporifero...
    E temo non ci si possa far nulla, visto che è tratto da romanzi (ma quanti sono??) e deve risultare fedele.

    Moz-

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    1. I romanzi della serie sono tredici (più alcune uscite speciali). La trama è un po' soporifera a mio avviso però, come ho fatto già con Glo, ti consiglio di provare almeno i primi due episodi perché diversi elementi validi nella costruzione del serial ci sono, magari lo trovi nelle tue corde e ti piace. Non è un brutto prodotto, ha dei meriti, la trama semplicemente per me manca di mordente ma anche perché è concepita più per piacere ai bambini (mia figlia se l'è goduto molto).

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    2. Vediamo se il bambino che è in me può dunque apprezzare XD

      Moz-

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  4. Non ti nego che "Una Serie di Sfortunati Eventi" mi ha sempre annoiato...

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    1. Ora che ci penso anche il film con Carrey mi era sembrato soporifero.

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