lunedì 8 maggio 2017

I PIONIERI

(di Mauro Boselli e Andrea Venturi, 2013)

Periodo parco di grosse novità questo di inizio anni 10 del nuovo millennio per il Texone, dopo Seijas e Civitelli, nomi già noti ai lettori Bonelli, è il turno di Andrea Venturi di apporre la firma in calce alle duecentoquaranta pagine dell'albo speciale dedicato al ranger del Texas. Questa volta rientra davvero tutto in un'onorevole medietà, una buona storia, classica, senza particolari sorprese e un lavoro da parte del disegnatore di turno diligente, inappuntabile nella sua professionalità, capace di avvalersi del valore aggiunto della tavola grande che raramente delude. Che poi al Texone si possa chiedere qualcosa di più è desiderio sacrosanto, l'albo ci ha abituati bene, il lettore si aspetta sempre qualcosa di straordinario che purtroppo non sempre si può avere. Trovare l'artista internazionale di grido o di comprovata maestria disposto a legarsi a un lavoro che per mole è un impegno oneroso in termini di tempo e fatica non deve essere poi così semplice.

Boselli ormai sceneggia con il pilota automatico, degno erede di Claudio Nizzi, difficilmente imbastisce storie che annoino, se si ama il western si apprezzeranno le trame dello scrittore che col genere ormai ha una confidenza naturale. Alla ricerca di trafficanti di armi e di acqua di fuoco, Tex, Carson, Kit e Tiger Jack incroceranno la strada di una carovana di pionieri intenti ad attraversare le terre degli indiani Piutes, tra loro anche una coppia alla ricerca del figlio ormai scomparso da anni.

Non c'è tantissimo altro da dire su I pionieri, una storia che avrebbe potuto finire a puntate tranquillamente sul mensile di Tex, l'albo risulta essere uno dei più anonimi e meno interessanti dell'intera storia del Texone (a mio gusto personale almeno), come accennavo sopra le tavole di Venturi non si possono criticare, anzi, lavoro professionale lungo il quale però si fatica a trovare il guizzo, la tavola che colpisce l'occhio o la vignetta che ispira meraviglia. Tutto fila via liscio come l'acqua, la narrazione, il ritmo della storia, i disegni, in una combinazione capace di garantire il giusto intrattenimento. Però, appunto, dal Texone è lecito aspettarsi qualcosa di più. Non male ma non sarà certo questo uno degli albi della serie che tra qualche anno i fan ricorderanno. Lo compri, lo leggi, te lo godi anche, ma poi si guarda avanti aspettando qualcosa di meglio.

2 commenti:

  1. E' sempre un peccato quando uno specialone non è poi così speciale...^^

    Moz-

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