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lunedì 1 gennaio 2018

FIRMA AWARDS 2017: SEGNALAZIONI FUMETTO

Ancor più dell'anno scorso mi risulta difficile proporre una classifica seria e ragionata sul quel che di meglio ha avuto da offrirci l'annata appena terminata per quel che riguarda il fumetto. Il mio definitivo allontanamento dal mondo delle fumetterie, dovuto a cause di forza maggiore ed economiche, ha ridotto le mie letture alla fruizione di fumetti reperibili nelle edicole e molto spesso di mero intrattenimento, a parte qualche sporadica eccezione, di grandi capolavori non se ne è vista nemmeno l'ombra, mi limiterò quindi a segnalare qualche serie che ho trovato piacevole e divertente e magari qualche volume che sono riuscito a recuperare qua e là, in realtà questi non sono più nemmeno dei veri awards, giusto qualche piccola segnalazione se qualcuno avesse qualche soldino da investire in qualche recupero sfizioso.

Mischiamo tutto insieme quindi, inediti, ristampe, vecchi recuperi, giusto così per far due chiacchiere, nessuna classifica quindi, segnalazioni in ordine casuale.


Il Texone: proposta inossidabile che continua a regalare soddisfazioni, se un poco vi piace il west, se amate l'avventura più classica, con il Texone difficilmente si cade male. Quest'anno poi ho avuto modo di recuperare i lavori sulla serie di gente come Carlos Gomez, Corrado Roi ed Enrique Breccia, c'è poco da discutere.

DC Universe Rebirth: questo albo speciale orchestrato dal guru di casa DC Geoff Johns rimescola per l'ennesima volta lo status quo dell'Universo Dc Comics, questa volta sembra farlo in maniera realmente rivoluzionaria, ancora una volta c'è Flash tra i protagonisti ma le implicazioni scaturite fuori da questo albo, ottimamente scritto, pregno di momenti davvero ben riusciti e con un colpo di scena da far tremare le gambe (rovinato dai numerosi spoiler in rete), sembrano davvero essere di quelle grosse. Un albo che effettivamente riesce a far nascere la voglia nel lettore di avere altro, peccato che poi le pubblicazioni Lion siano praticamente sparite dalle edicole e quindi niente... (o quasi).

Jessica Blandy: non male la riproposta nel Maxi Lanciostory e Skorpio di questo thriller francese con protagonista la sexy giornalista Jessica Blandy, matite non sempre eccezionali di Renaud ma lo scrittore Dufaux presenta delle buone sceneggiature intrise di intrighi e atmosfere malsane, un buon recupero.

        



Doctor Strange: tra le serie di casa Marvel più fresche e disimpegnate, puro divertimento in gran parte sregolato grazie alle matite di un incontenibile (a volte fino alla fatica) Chris Bachalo, il buon Dottore si ritrova protagonista nell'Universo Marvel in un susseguirsi di minacce capaci di minare alle fondamenta la stessa esistenza della magia. Un'occhiata laterale a un universo narrativo che ormai conosciamo fin troppo bene.

Franz: cito qui Franz perché è forse il lavoro di Altan che più mi ha divertito tra quelli riproposti dall'Editoriale Cosmo nella collana I Maestri del Fumetto, ma anche Ada nella giungla e Macao, come ogni singolo pagina pubblicata nei due volumi dedicati ad Altan, meritano la lettura, ho scoperto il genio di un autore che conoscevo solamente grazie alle sue vignette satiriche. Grandissima rivelazione.

Aliens Defiance: primo impatto per me con il mondo a fumetti dedicato al brand di Alien, i tipi della Saldapress portano in edicola del materiale legato al mondo creato da Ridley Scott al Cinema partendo da questa miniserie tutto sommato ben gestita e divertente. Per chi ama il brand ma anche solo la fantascienza questa miniserie potrebbe riservare qualche oretta di piacevole lettura.

        



Super Eroi Classic: iniziativa legata a diversi quotidiani che ha l'ambizione di ripresentare gran parte del materiale Marvel degli anni 60 (per ora) iniziando proprio dalle primissime storie dei più celebri personaggi della casa delle idee: una bella confezione per assaporare nuovamente (o anche per la prima volta) gli esordi dei Fantastici Quattro, dell'Uomo Ragno, di Iron Man, di Hulk, di Thor, di Devil e dei Vendicatori.

Le Storie: collana antologica di casa Bonelli che riserva sempre qualche piacevole sorpresa, tra alti e bassi comunque una serie che si segue sempre con un certo piacere.

Jonathan: difficile descrivere il lavoro di Cosey, un viaggio quasi spirituale che vale la pena di seguire, ristampato per pochi euro all'interno della Collana Avventura di Gazzetta dello sport. un recupero consigliatissimo vista anche la mole abbastanza ridotta del materiale da recuperare.

        



Alack Sinner: mai abbastanza grati all'Editoriale Cosmo per le sue riproposte, l'integrale dedicato alla creatura di Munoz e Sampayo è stata tra le migliori, peccato che abbiano preso una brutta piega nella gestione dei prezzi degli albi, cosa che mi ha spinto ad abbandonare molte loro proposte. Un vero peccato perché il materiale valido ce l'hanno.

Batman Rebirth: unica collana reperibile dalle mie parti del post Rebirth, Batman è sempre Batman, difficilmente delude e un giro tra le strade buie di Gotham o sui suoi tetti lo si fa sempre più che volentieri, tanto c'è il pipistrello a proteggerci. E ora ci sono anche Gotham e Gotham Girl...

Lazarus Ledd: speciale conclusivo della saga leddiana, portato a termine da Leo Ortolani dopo l'improvvisa morte di Ade Capone. Non un albo eccezionale ma un bel viaggio sul viale dei ricordi, ritrovare tutti quei personaggi dopo tanti anni di lontananza è stato un vero piacere.

lunedì 2 gennaio 2017

FIRMA AWARDS 2016: FUMETTO

Sempre più difficile stilare classifiche articolate divise in più sezioni per quel che riguarda la macro categoria fumetto. Il motivo principale è la mole sempre decrescente di materiale letto a causa della mole sempre decrescente di soldi guadagnati, quindi come l'anno scorso tenterò di riunire in tre sole categorie tutti gli albi letti quest'anno (che comunque ancora non sono proprio pochi, pochi).

Le tre categorie saranno dedicate ai fumetti inediti usciti in Italia nel corso del 2016 (e qui siamo sul pezzo), alle ristampe edite sempre nel corso del 2016 (sul pezzo anche qui stranamente) e una a quei volumi o a quelle graphic novel che io ho recuperato nel corso dell'anno, quindi qui ci rientra di tutto, anche roba molto vecchia.

Iniziamo proprio dalla categoria dedicata al materiale più datato, quella dei VOLUMI, GRAPHIC NOVEL e RECUPERI VARI, in quest'ottica prosegue il mio recupero dei Texoni, nei mesi in cui ho lavorato in fumetteria ho avuto modo di mettere mano anche a letture un po' diverse da quelle affrontate di solito. Ma vediamo questo benedetto podio.

Terzo classificato:
Rughe di Paco Roca
Bellissima visione sulla terza età, sulla vita degli anziani spesso abbandonati all'interno di fredde case di cura, una narrazione dal tocco lieve e sensibile, commovente e divertente. È qui, ma anche in vetta al podio non avrebbe sfigurato.

Secondo classificato:
Death Note di Tsugumi Ohba e Takeshi Obata
Ebbene sì, non avevo ancora mai letto l'appassionante Death Note, manga rivoluzionario, forse imperfetto e allungato oltre il naturale finale, quello che più avrebbe amato il pubblico, una vicenda che però ti prende alla grande. Poi c'è l'irresistibile Ryuk.

Primo classificato:
Alack Sinner di Carlos Sampayo e Josè Munoz
Stupendo l'hard boiled di Alack Sinner, aspetto con impazienza la ristampa annunciata dall'Editoriale Cosmo nella speranza che comprenda tutto il materiale dedicato al personaggio. Da recuperare a occhi chiusi.


         



La seconda categoria che vorrei prendere in considerazione è quella dedicata alle RISTAMPE di vecchio materiale pubblicate nel corso del 2016, anche qui un podio del tutto soddisfacente (almeno per me) con tre gradite sorprese, tutti fumetti che non avevo mai avuto occasione di leggere.

Terzo classificato:
I.R.$. di Stephen Desberg e Bernard Vrancken
Ottimo thriller ambientato nel mondo della finanza e soprattutto delle tasse e delle dichiarazioni dei redditi. Potrebbe sembrare noioso ma non lo è. Affatto. Ottima cura negli albi da parte dell'Editoriale Aurea, cura alla quale non ci aveva abituato. Peccato il progetto degli Integrali sembri già arenato dopo la proposta di questa prima serie.

Secondo classificato:
Xenozoic di Marc Schultz
Oltre a una bella serie, divertente e vintage, la scoperta di un grandissimo disegnatore, sarà il cognome ma gli Schultz con il fumetto ci sapevano davvero fare.

Primo classificato:
Blake e Mortimer di Edgar P. Jacobs
Onore e merito ai tipi di Gazzetta dello sport che continuano a portare in edicola capolavori a prezzo più che accessibile. Quest'anno è stata la volta, tra le altre cose, di Blake e Mortimer. Fantastico.


  



Chiudiamo con la categoria dei FUMETTI INEDITI, più che un vero e proprio gotha del fumetto targato 2016, semplicemente qualche buona segnalazione, qualche consiglio per recuperare una o due buone serie per chi fosse interessato a farlo. Mi sembra che nel fumetto mainstream ci sia una flessione qualitativa generale, l'impressione è che le cose davvero interessanti arrivino sempre più da ristampe e materiale datato o che si trovino in volumi costosi che non posso più permettermi. Insomma, il fumetto a prezzi popolari langue un poco, qualcosa di buono c'è sempre, non si parla però quasi mai di capolavori. Rispetto all'anno scorso sono mancati quei progetti degni di nota come Multiversity di Morrison o Sandman ouverture di Gaiman, altre cose come Battaglia e Morgan Lost hanno a mio avviso un po' deluso le aspettative, rimane qualche colpo di Bonelli, qualche outsider e la cara vecchia Marvel (la DC per me è ormai scomparsa, speriamo nel rilancio). Ecco comunque qualche segnalazione (la classifica prendetela pure un po' con le pinze):

Dodicesimo classificato:
The Professor di Andrea Corbetta e AA.VV.
Sulla fiducia e per il coraggio. Una nuova proposta italiana, un editore nuovo per il fumetto, un personaggio potenzialmente interessante con alcune cose ancora da mettere a posto (cliché dai quali allontanarsi, qualche ingenuità nella grafica e anche nel nome), però dai, due storie tutto sommato piacevoli da leggere, poi i soliti frantumapalle criticheranno a manetta, però per la buona volontà è giusto premiare l'iniziativa. I miei migliori auguri. Gli stessi auguri li estendo anche al nuovo Martin Mystère della Bonelli, ho avuto modo di leggere diffidente solo il primo numero, per questo non è in classifica, mi ha sorpreso piacevolmente, se son rose...

Undicesimo classificato:
Astonishing Ant-Man di Nick Spencer e Ramon Rosanas
Una serie fresca, divertente, che non si prende mai sul serio ma che non disdegna di toccare alcune corde che sono molto più vicine all'uomo che non al supereroe. Poteva potenzialmente essere ancora meglio, ma va bene così.

Decimo classificato:
Mighty Thor di Jason Aaron e Russell Dauterman
Largo alle donne! Se i puristi avranno storto il naso con la nuova incarnazione di Thor tutta al femminile, c'è da dire che la serie è piacevole e ha i giusti toni che debbono avere le vicende legate a un Dio del Tuono che si rispetti. In più il tema della malattia, con una Jane Foster ammalata di cancro e che a ogni sua trasformazione nella potentissima Thor vanifica tutte le sue sedute di chemioterapia, essere potentissimo condannato al deperimento. Non male.

Nono classificato:
Deathlock di Nathan Edmonson e Mike Perkins
Serie limitata dedicata a un personaggio minore, rilanciato probabilmente grazie alla sua presenza nello show televisivo Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D. e che nelle mani di Edmonson diventa l'ennesima pedina ben manovrata all'interno di trame più vicine alle spy stories complottistiche che non a quelle supereroiche. Niente male.

Ottavo classificato:
Black Widow di Nathan Edmonson e Phil Noto
Ancora Edmonson, ancora spy story e la possibilità di sbirciare un poco nel privato della Vedova Nera, personaggio abbastanza mortificato al cinema quando è in compagnia dei suoi colleghi uomini. A quando un film a solo sulla bella Natasha? Credo che Scarlett sarebbe d'accordo.

Settimo classificato:
Squadron Sinister di Marc Guggenheim e Carlos Pacheco
Legate all'evento Secret Wars ci sono state diverse sorprese, miniserie brevi di quattro o cinque numeri molto divertenti o interessanti, penso a 1872, A-Force o Vecchio Logan e altre... decido però di segnalare la squadra di stronzi dello Squadrone Sinistro, bastardi fino al midollo.

Sesto classificato:
Star Wars di Jason Aaron e Stuart Immonen
Le storie inseriti nell'universo di Star Wars continuano a divertire, sia con questa serie principale sia con gli altri progetti come la serie dedicata a Darth Vader e le mini con protagonisti altri personaggi come Lando o Chewbacca. Intramontabili.

Quinto classificato:
All New Hawkeye di Jeff Lemire e Ramon Perez
Non ha la forza innovative della serie di Occhio di Falco di Fraction e Aja ma anche Lemire ha fatto un ottimo lavoro andando a scavare nel passato dei due Occhio di Falco, Clint e Kate. Uno, anzi due, dei personaggi meglio gestiti dalla Marvel più recente.

Quarto classificato:
Daredevil di Charles Soule e Ron Garney
Devil ritorna alle atmosfere urbane e oscure, quelle che più si confanno al personaggio. Trainato anche dalla splendida serie tv, una nuova rinascita per il diavolo di Hell's Kitchen che per la prima volta si muove in città potendo contare su una valida spalla, il giovane Blindspot.

Terzo classificato:
Doctor Strange di Jason Aaron e Chris Bachalo
Potenza del cinema, un'esposizione del personaggio mai vista prima: ristampe, volumi lussuosi, collane allegate ai quotidiani e questa nuova serie regolare (in Italia accompagnata da Scarlet Witch) che promette una visione diversa sull'universo Marvel e tanto divertimento. Non male caro dottore, non male...

Secondo classificato:
Manifest Destiny di Chris Dingess e Matthew Roberts
La storica spedizione di Lewis e Clarke alla scoperta dell'ovest americano tra autoctoni, zombi vegetali, minotauri e mostri delle specie più disparate, un'esplorazione avventurosa dalle forti tinte horror narrata con il giusto piglio. Altro centro della factory di Kirkman.

Primo classificato:
Ut di Paola Barbato e Corrado Roi
Semplicemente la narrazione più originale che ho avuto modo di leggere quest'anno, un mondo affascinante come pochi, tavole meravigliose per le quali le lodi a Roi non saranno mai troppe. Sei numeri da avere senza se e senza ma nonostante la difficile comprensione della vicenda.


         


         


         


         

lunedì 21 marzo 2016

I.R.$.

(di Stephen Desberg e Bernard Vrancken, '99/'00)

La vera notizia potrebbe essere che è finalmente possibile tenere in mano un volume dell'Editoriale Aurea curato come Dio comanda, un albo di una certa eleganza che pur lontano dall'essere lussuoso ha il pregio di essere difficilmente criticabile. La collana Gli Integrali BD, che come prima proposta presenta la serie I.R.$. di Desberg e Vrancken, arriva sugli scaffali delle edicole in un bel formato ampio e cartonato dalla grafica elegante (rabbrividisco al pensiero di quella dello Skorpio Maxi e del Lanciostory Maxi) e dalla resa di stampa molto buona. I colori sono decisi (qua e là ho letto anche un poco saturi rispetto all'originale, comunque belli), niente sbavature e un rapporto qualità prezzo molto onesto se rapportato a confezione e foliazione.

Il volume, dal titolo L'oro degli ebrei, raccoglie i primi due episodi della serie francese, La via fiscale del 1999 e La strategia Hagen dell'anno successivo. Probabilmente dal loro forziere i tipi dell'Aurea avrebbero potuto estrarre anche perle più preziose per dare il via a questa nuova e lodevole iniziativa editoriale, la serie I.R.$. vanta comunque delle buone frecce al suo arco, prima tra tutte il suo tema portante. È quantomeno originale vedere in azione un agente speciale che non appartenga all'F.B.I, alla C.I.A. all'N.S.A. o a qualche corpo segreto, speciale o deviato dell'esercito americano, ne tanto meno a qualche organizzazione o cartello criminale. Il nostro protagonista, Larry Max, è invece un agente dell'I.R.$., l'agenzia delle entrate degli Stati Uniti d'America, l'equivalente del nostro funzionario di Equitalia più o meno. Con una piccola differenza. All'occorrenza Larry Max ha la licenza di piantarvi una bella pallottola in fronte (cosa per la quale sembra essere molto portato considerato il suo status di agente del fisco), proprio come un novello James Bond.

Il filone potrebbe essere considerato quello del poliziesco d'azione con la peculiarità che non ci sono i classici investigatori, ne indizi forniti dalla scientifica o dall'anatomopatologo sui quali lavorare, bensì dichiarazioni fiscali e movimenti di denaro o illeciti da tenere sotto controllo. Se vi sembra che il tema possa risultare noioso ricredetevi, la via fiscale è un modo originale e nuovo (o quasi) per approcciare il genere investigativo che è qui, come sempre, corredato da azione, indagini, inseguimenti e sparatorie.

Il protagonista è il classico fustacchione tutto d'un pezzo, fine di testa e abile di mano, bello, apprezzato dal genere femminile e a cui tutto riesce bene. Finanche antipatico se vogliamo. La trama del primo dittico affonda nella situazione storica che vide le banche svizzere far sparire i denari di diversi (molti) correntisti ebrei internati nei campi di concentramento dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Un fiume di soldi destinato alle generazioni future sulle quali l'attivista ebreo Moshe Geldhof vuole mettere le mani per restituire il maltolto. Ma sarà proprio oro tutto ciò che luccica? Al lettore italiano non resta che sperare che Equitalia continui a stipendiare i suoi dipendenti con la pancetta e non decida di assumere un grilletto facile come Larry Max.

Le due storie si leggono con piacere, non indugiano in particolari tecnicismi ne spiccano per vertici d'originalità, sarà curioso vedere come (e se) un protagonista del genere evolverà nei prossimi albi e in quali altri scenari la serie porterà i suoi lettori (prossimo numero: narcotraffico). Anche i disegni di Vrancken sono nella media per lo standard francese (comunque medio alto), precisi, dettagliati magari non dinamicissimi. Nel complesso I.R.$. potrebbe rivelarsi una serie capace di piazzare qualche bella sorpresa e fornire diverse ore di sano intrattenimento.


sabato 24 ottobre 2015

SKORPIO MAXI

E così, dopo il varo di Lanciostory Maxi di cui parlammo qualche tempo fa, nel mese di Ottobre arriva nelle edicole del belpaese anche la testata gemella Skorpio Maxi, con contenuti diversi ma con più o meno le stesse intenzioni. Ci tengo a precisare che a mio avviso le intenzioni che aleggiano in casa Aurea sono onestamente buone, ma che (purtroppo e ahinoi) pecchino sempre un poco nella messa in opera.

Devo dire che, messi sul piatto della fatidica bilancia, l'esordio dello Skorpio Maxi mi ha soddisfatto nei contenuti ancor più di quello del suo predecessore. Non è comunque privo di difetti neanche questo nuovo arrivato, anzi, un paio di questi mi sembrano realmente di grosse proporzioni. Inspiegabile (e anche di scarsa considerazione verso i lettori) l'inserimento della prima bande dessinée del nuovo mensile pubblicandola a partire dal tomo secondo. Infatti sembra che la prima parte del Mister George di Le Tendre e Labiano sia stata presentata in un numero di Skorpio settimanale, così chi acquista la prima uscita del Maxi si ritrova con una storia che inizia in media res, scelta a mio avviso completamente sballata e incomprensibile (con tutto il materiale poi che Aurea avrebbe da ristampare).

Altra scelta assurda è quella di presentare nelle poche pagine dedicate agli approfondimenti (o che avrebbero potuto essere dedicate agli approfondimenti) la rubrica del tuttologo Roberto Vacca che per quanto possa essere un esperto di fama mondiale qui c'entra come i cavoli a merenda. Già rimpiango lo splendido articolo che precedeva il primo numero de I Partigiani su Lanciostory Maxi n. 1. Qui ci viene offerto un approfondimento sulla mortalità causata da tumore e la situazione in Svizzera in completa controtendenza mondiale. A parte che l'articolo è a mio modestissimo parere del tutto inconcludente, ma se io prendo in mano una rivista a fumetti, principalmente d'avventura, sarà forse perché mi vorrò svagare un attimo? Non so a quanti avrà fatto piacere sorbirsi tra i due racconti brevi presentati in questo numero il pistolotto sul tumore. Assurdo. Occasioni e pagine sprecate.

Discorso copertina. Non saprei che dire, anche qui fuorvianti, forse un pelo meno eroticheggiante di quelle di Lanciostory Maxi, più che altro per lo stile, ma a mio avviso anche più brutta.

Veniamo ora alle note positive. Intanto mi sembra ci sia un po' di cura in più nei testi, nessuno strafalcione macroscopico e iniziano a comparire almeno le date delle prime pubblicazioni su Skorpio delle varie serie presentate. La carta è sempre la stessa e come già avevo detto a me piace, la trovo affascinante questa cartaccia. Il sommario presenta meno liberi rispetto a Lanciostory Maxi (qui solo due), liberi che si stanno rivelando un po' il punto debole della testata gemella, sempre meno interessanti delle storie lunghe che in Skorpio Maxi sono ben quattro.

Di Mister George abbiamo già detto, unico prodotto francese della rivista con protagonista uno smemorato immerso in una spy story, vicenda che non fosse stata tronca sarebbe anche stata piacevole da leggere seppur derivativa (qualcuno ha detto XIII?).

Non male l'ambientazione di Skorpio il vendicatore solitario. In una New York dei '70 troviamo quartieri difficili, gangster, bande di strada, un ispettore di polizia con i baffi a manubrio, un giovane prete dalla sberla facile, bande di motociclisti e il misterioso Skorpio, il vendicatore. Avventura più classica per Continente nero e Wakantanka, ambientato in Africa il primo e in Nord America il secondo. Il sommario si rivela più corposo e di peso, la lettura ne trae beneficio, probabilmente si potrebbe pensare di limitare al massimo i liberi e aumentare il numero di serie lunghe o le pagine a esse dedicate.

Sommario:
- Skorpio il vendicatore solitario, di Collins (t) e Garcia Sejas (d)
- Continente nero, di Grassi (t) e Salinas (d)
- Mister George, di Rodolphe/Le Tendre (t) e Labiano (d)
- Wakantanka, di Oesthereld/Albiac (t) e Zanotto (d)
- Il Dio sconosciuto, di Grassi (t) e Alcatena (d)
- Il maestro, di Barnes (t) e Klacik (d)

martedì 16 giugno 2015

PROPHET

(di Xavier Dorison e Mathieu Lauffray, 2000/2014)

Guardando le date d'uscita dell'opera di Dorison e Lauffray qui sopra riportate potrebbe sembrare che questo Prophet sia una serie molto lunga durata ben quattordici anni. In realtà le dinamiche del mercato del fumetto francese, la cara bande dessinée, sono molto diverse da quelle del fumetto popolare italiano e dei comics statunitensi. Non è così raro che tra un volume e l'altro di una produzione realizzata dai cugini d'oltralpe passino diversi anni, in generale la media si aggira al massimo tra la singola uscita l'anno e le due, spesso come dicevamo l'arrivo degli albi nelle librerie è ancor più diradato.

Questo per dirvi che i volumi che compongono la serie di Prophet sono solamente quattro e che i fan dell'opera hanno dovuto aspettare ben nove anni tra l'uscita del terzo e quella del quarto volume. Qui da noi l'Editoriale Cosmo ha proposto il tutto nel giro di quattro mesi, non male non essere francesi in questo caso, nevvero?

Ma sarà valsa la pena aspettare tutto questo tempo per veder terminata questa benedetta storia?

La trama creata da Dorison e Lauffray (che dal secondo numero si farà carico sia della sceneggiatura che delle matite) trasuda fascino e atmosfera fin dalla prima tavola nella quale il protagonista Jack Stanton si presenta come professore della Miskatonic University, celebre campus universitario creato dallo scrittore H. P. Lovecraft e presente in molti dei racconti legati ai miti di Chtulhu. Questo primo elemento non può che far rizzare le orecchie agli amanti del fantastico e di un certo tipo di atmosfere.

In qualche modo il riferimento è giustificato, Prophet infatti non lesina sulla presenza di creature ultraterrene assimilabili in qualche vaga maniera agli Antichi, racconta di altre dimensioni, di profezie e di eventi inspiegabili. Tutto ha inizio quando i professori Stanton e Kandel ritrovano in un gigantesco sito tra i monti himalayani un arcano artefatto sferico che mai avrebbe dovuto essere riportato alla luce e alla conoscenza del mondo esterno. Per fame di gloria e di ricchezza Jack Stanton compierà proprio questo errore dando il via a una serie di eventi sovrannaturali di incredibile portata che riporteranno sulla Terra i giganteschi Titani, creature demoniache da un'altra dimensione.

Se la lettura dilatata nel tempo può lasciare qualche perplessità, il mosaico presentato in Prophet si ricompone coeso e ben delineato a una seconda lettura più compatta. Non sono pochi i momenti in cui il lettore può sembrare all'apparenza spiazzato, tra salti temporali e dimensionali ci sarebbe di che perdersi. Invece, soprattutto nel volume finale, tutto si ricompatta e acquista un senso, così come viene finalmente delineato il ruolo del profeta che altri non è (e non è uno spoiler) che lo stesso protagonista.

Graficamente le tavole di Lauffray hanno tutte le caratteristiche per rendere al meglio una storia del genere, alcune illustrazioni, oltre a veicolare il giusto grado di arcano straniamento, sono oggettivamente spettacolari, basti guardare le tavole che coinvolgono la nave San Gabriel, i ritratti dei Titani e la resa di indubbia efficacia negli squarci dimensionali e nei panorami disastrati.

Purtroppo anche per quel che riguarda l'Editoriale Cosmo mi vedo costretto a tirare il freno a mano, la loro proposta è sempre interessante anche se nel mare di cose pubblicate iniziano a esserci ovviamente diversi albi a mio avviso trascurabili. Però per opere come questa, a breve termine, può sempre valere la pena mettere insieme qualche euro da spendere.


domenica 10 maggio 2015

BOUNCER

(di Alejandro Jodorowsky e Francois Boucq, 2001/2013)

Il Bouncer, ovvero il buttafuori dell'Infierno, uno dei locali peggio frequentati di Barro City, cittadina dalla pessima reputazione sita in un west duro, spietato, amorale, violento e senza speranza come neanche il buon vecchio Peckinpah era riuscito a descrivere (o forse si dai, Peckinpah si). Il Bouncer è un uomo con un certo senso della giustizia, un uomo che arriva da una famiglia di veri figli di puttana, letteralmente. Un uomo monco di un braccio ma capace di usare l'altro in maniera letale. Jodorowski, capace di passare da un genere a un altro con una felicità impressionante, da subito ci racconta il passato del protagonista, il suo rapporto con i due sciagurati fratelli, il Capitano Ralton e Blake, ex pistolero e ora uomo di Dio. E' un'infernale faida familiare che ci trasporta nel mondo di Bouncer, una vicenda che lo stesso monco racconta al nipote Seth che viene così a conoscenza della storia di sua nonna Lola, la baldracca più feroce dell'ovest, dei suoi tre figli e della contesa per l'occhio di Caino, un diamante dalle grandi dimensioni.

Questa lercia saga familiare riempie solo il primo dei quattro volumi dedicati dalla Cosmo a questa bella serie che ha da offrire un'ottima storia, più d'una in realtà, e le spledide tavole di Francois Boucq. Jodorowsky, come è nelle sue corde, non ci risparmia nulla, Ralton è ora al comando di un manipolo di sudisti reduci dalla guerra che non lesina di macchiarsi dei crimini più efferati: esecuzioni, saccheggi, stupri, omicidi a sangue freddo e tutto un vasto campionario di brutture che Boucq non ha timore di ritrarre su carta con una buona dose di grande talento. Ma non è solo Ralton a portare alta la bandiera della scarsa moralità, di personaggi ambigui e malvagi sono piene le pagine di Bouncer a partire dallo sceriffo di Barro City per andare via via verso tutti i fetenti di turno.


Non da meno sono le donne della serie, capaci di tutto per il proprio tornaconto, dal commettere atti di violenza inusitata al concedere sesso e corpo alla bisogna. A tentare di rimanere su una via vagamente retta rimangono il Bouncer e qualche collaboratore come il nano e barman del saloon Infierno Job e la sua compagna indiana Sakajawea.

Non è certo il west molto più edulcorato di Tex Willer quello che ci presenta Jodorowsky che come già visto in Juan Solo mette tra le pagine di Bouncer tutto il suo repertorio con un risultato davvero degno di nota. Se sangue, merda, marciume e cattiveria non vi spaventano questo potrebbe essere il western che fa per voi.


giovedì 16 aprile 2015

SHERLOCK HOLMES E I VAMPIRI DI LONDRA

Nata pochi mesi or sono la nuova collana dell'Editoriale Cosmo che porta il nome di Collana Weird Tales (per gli amici Cosmo serie marrone) si ripropone di raccogliere storie davvero inusuali, in cui i più famosi eroi della letteratura si cimenteranno con situazioni bizzarre e si scontreranno con nuovi e spesso misteriosi avversari (per dirla con parole loro).

La premessa non è che mi facesse tremare le ginocchia per la spasmodica attesa, voglio dire, per queste cose abbiamo la Lega di Moore suvvia. Però metti caso che il materiale proposto fosse davvero interessante? Inoltre nel primo numero il protagonista è il mio amato Sherlock Holmes e voilà, il gioco è fatto.

Devo dire che questo primo e unico numero della collana che ho acquistato è stato una piccola delusione, i due episodi che compongono questa mini saga mi hanno lasciato davvero poco. La scelta di affidare una discreta parte della narrazione alle didascalie, che qui sono usate come una sorta di diario di Sherlock Holmes, sembra andare a discapito del ritmo e appesantire la lettura dell'albo in maniera significativa, inoltre reputo un grosso errore eliminare totalmente dalla vicenda la presenza del Dottor Watson.

La vicenda si svolge dopo la falsa morte di Holmes per mano di Moriarty, lo sceneggiatore Sylvain Cordurié spiega la mancanza dell'eterna spalla di Holmes con un pretesto, cioè la volontà del protagonista di non far sapere ai suoi nemici di essere ancora vivo e per meglio reggere il gioco tenere quindi all'oscuro del suo ritorno anche il fido Watson. Più probabile che Cordurié non sapesse bene come inserire il personaggio nella trama. Trama che in verità offre ben poche emozioni: nel giro dei vampiri di Londra ce n'è uno che sta passando i limiti attirando sulla comunità vampirica le ire della Regina, e anche il più temibile dei vampiri state pur certi che non vuole far incazzare la Regina. Il capo dei vampiri assolda con maniere assolutamente poco cordiali il celebre investigatore dandogli il compito di togliere di mezzo il pericoloso rinnegato.

Questo è. Nel mezzo più azione che indagine e metodo deduttivo, vampiri poco, poco interessanti, qualche personaggio pescato dalla mitologia creata da Conan Doyle e qualche situazione che strizza l'occhio ai fan di Holmes, il tutto molto all'acqua di rose. Una storia che avrebbe potuto avere qualsiasi altro protagonista ma che usa Sherlock Holmes per circuire e abbindolare i polli come me. E funziona.

Nulla da dire sulla parte grafica, a parte il volto di Holmes che non rientra nei miei gusti e mi ricorda un vecchio attore di teatro all'opera, per il resto le tavole di Laci mi sembrano sempre costruite con un certo impegno e una giusta dose di dettaglio soprattutto nelle scene in esterno, cosa che solitamente apprezzo molto.

Per i curiosi i tre numeri successivi sono stati dedicati a Mister Hyde contro Frankenstein (numero 2), ai Grandi antichi (numero 3 con Achab e il Kraken) e 20.000 secoli sotto i mari (numero 4 dove Nemo incontra i miti di Cthulhu).

sabato 3 gennaio 2015

FIRMA AWARDS 2014: FUMETTO

Eccoci qui a spulciare finalmente tra le pieghe dei dodici mesi che hanno composto l'appena conclusosi 2014 per quel che riguarda la categoria Fumetto, l'unica per la quale la mia fruizione di lettore non è completamente sfasata temporalmente (con qualche eccezione ovviamente).

Quindi per quasi tutto quel che concerne il fumetto andremo a parlare di ciò che è stato effettivamente pubblicato in Italia nel corso di questo 2014, eccezion fatta come al solito per la sottocategoria Volumi e Graphic Novel che prende in considerazione tutta una serie di recuperi e di cose anche vecchie lette da me in questo 2014.

Senza perder tempo andiamo a incominciare proprio dall'anomala categoria VOLUMI & GRAPHIC NOVEL, tutto ciò che ho letto quest'anno indipendentemente dalla data di uscita in edicola, fumetteria o libreria di varia.

Abbastanza nutrita la selezione di volumi tra i quali ho potuto scegliere avendo dato il via quest'anno a tutta una serie di letture formata da albi che giacevano intonsi nella mia libreria da diverso tempo. Parecchie le cose interessanti ma le tre che andranno a comporre il podio sono:

Terzo Classificato:
Hellboy: La bara incatenata e altre storie di Mike Mignola
In rappresentanza dell'opera dedicata da Mignola al suo ragazzo infernale, ognuno dei volumi di Hellboy letti durante l'anno è stata una bellissima scoperta. Da segnalare la maestria dell'autore nel gestire le storie brevi legate alla tradizione e al folklore di paesi diversi. Un personaggio di una certa eleganza.

Secondo Classificato:
Il quinto Beatle di Vivek J. Tiwary, Andrew C. Robinson e Kyle Baker
Un volume capace di trasportarci indietro nel tempo per farci assistere alla vita dei Fab Four ma soprattutto per palesare la meno conosciuta ma non meno affascinante e importante figura di Brian Epstein, manager dei quattro di Liverpool e personalità difficile e tormentata. Visivamente da applausi.

Primo Classificato:
La valle del terrore di Claudio Nizzi e Magnus
Roba vecchia, certo, ma ancora insuperabile. Più di duecento tavole di perizia grafica da ammirare e riammirare continuamente per uno dei Texoni più riusciti di sempre (forse il più riuscito).

           



Entriamo ora a tutti gli effetti nella produzione fumettistica italiana del 2014 con le restanti categorie. Ammetto che decidere quali categorie inserire e come gestirle non è stato affatto facile. Lo scorso anno mi ero ripromesso di leggere di più e di ampliare la mia conoscenza del fumetto giapponese (cosa che ho fatto leggendo il bellissimo saggio Manga) e istituire quindi una categoria dedicata al manga. Purtroppo la disoccupazione non mi ha permesso di ampliare le mie letture, anzi le ha ridotte obbligandomi a interrompere anche serie interessanti come Rainbow e impedendomi di iniziarne di nuove. Segnalerò quindi come consiglio personale solo il recupero dei tre volumi di Prophecy di Tetsuya Tsutsui.

Altra categoria molto poco nutrita quest'anno è quella dedicata ai BONELLIDI. Prendendo in considerazione solo gli albi pubblicati in questo formato contenenti materiale inedito di produzione italiana (quello francese godrà di una categoria a parte), la scelta si riduce a un bacino di proposte veramente esiguo: tre miniserie e tre serie regolari.

Azzardiamo comunque un podio segnalando anche l'esordio di Adam Wild in casa Bonelli, nuova serie regolare che ho deciso (volente o nolente) di non seguire.

Terzo Classificato:
Le Storie di AA.VV.
Continua la serie di storie autoconclusive affidate di volta in volta ad autori e disegnatori diversi. E' inevitabile che la qualità di una proposta simile sia altalenante, ciò nonostante le proposte sono spesso di buon livello toccando di quando in quando vette più alte della media. La formula non rischia di annoiare.

Secondo Classificato:
Long Way di Diego Cajelli e AA.VV.
Giunge al termine l'esperimento italianissimo di portare certa serie B nel fumetto popolare da edicola. Non ci strappiamo i capelli ma la serie si è rivelata divertente e nel complesso davvero ben riuscita, meglio di molto altro.

Primo Classificato:
Orfani di Roberto Recchioni e AA.VV.
Anche in questo caso non gridiamo al miracolo, Recchioni è un buon autore e Orfani si è rivelata un'importante novità in casa Bonelli. Una bella serie di dodici episodi, ben congeniata per tre quarti e un po' diluita sul finale. Indubbiamente il vero successo dell'anno in questo segmento.

           



Affrontiamo ora il tanto caro fumetto seriale americano occupandoci però di MINISERIE e ONE SHOT, categoria addirittura da me soppressa l'anno passato per carenza di materiale interessante. Quest'anno è andata meglio nonostante non siano mancate le delusioni come la tanto pompata Age of Ultron di casa Marvel. Per le cose migliori bisogna rivolgersi verso altri lidi nonostante non mi siano dispiaciuti gli eventi legati ai titoli di X-Men: Battle of the atom. Comunque, andiamo a sbirciare il podio ringraziando inaspettatamente l'Editoriale Cosmo.

Terzo Classificato:
Fabian Gray: Five Ghosts di Frank J. Barbiere e Chris Mooneyham
La prima miniserie dedicata alle avventure di Fabian Gray è una storia dal sapore pulp che ricorda il passato e l'avventura d'altri tempi. Non un capolavoro ma una buona boccata d'aria fresca.

Secondo Classificato:
Kick Ass 3 di Mark Millar e John Romita Jr.
Che piaccia o meno Kick Ass è la serie che più di tutte ha lasciato il segno tra le più recenti proposte del provocatorio Mark Millar. La chiusura del cerchio mi è sembrata degna della serie e ammetto di essermela goduta parecchio. Di questi tempi non è poco.

Primo Classificato:
Doug Wildey's Rio di Doug Wildey
Una bella storia western come non se ne producono più molte oltreoceano. Forse il western è un genere considerato vecchio ma io sono tra quelli che pensano che abbia ancora molto da regalare e da dire. Tra miniserie e speciali dedicati a questo o quell'altro supereroe produzioni come queste spiccano.

           



Spostiamoci ora tra Francia e Belgio per una sottocategoria che vede in lizza diversi prodotti della bande dessinée che editori come Cosmo e Gazzetta hanno reso possibile ammirare o riammirare in Italia. Non ho fatto distinzioni di formati e differenze tra albi già editati in passato e inediti, un calderone nel quale infilare tutto ciò che è di provenienza franco-belga. E' stata dura, vista la qualità alta di molte delle proposte presentate ho deciso di allargare il podio a sei posizioni tralasciando l'ottimo Lucky Luke già segnalato lo scorso anno.

Sesto Classificato:
Western: La ballata di Nate Chisum di Jean Van Hamme e Rosinski
Ulteriore testimonianza di come ancora una volta, con una storia singola, l'epopea dell'ovest americano abbia molto da dire e continui a offrire ottime storie. Intramontabile.

Quinto Classificato:
Deadline di Laurent Frédéric Bollée e Christian Rossi
Un western assolutamente atipico sia per storia che per atmosfere, temi universali al tempo della secessione. Parlando di quel che certa narrazione ha ancora da offrire...

Quarto Classificato:
Blueberry di Jean-Michel Charlier e Jean Giraud
Monotematico. Può darsi, ma l'epopea western del tenente Blueberry è scritta davvero molto bene, una densità di lettura unica riproposta da Gazzetta in un'edizione degna ed economica. Un Giraud non ancora irresistibile per una proposta sempre di tutto rispetto.

Terzo Classificato:
Bouncer di Alejandro Jodorowski e Francois Boucq
Caspita, ancora western! Si, ma avete visto i nomi coinvolti? Bouncer si trova in terza posizione solo perché sono rimasto indietro con la lettura e il mio giudizio non può dirsi completo. Torna il western spietato che più spietato non si può.

Secondo Classificato:
Juan Solo di Alejandro Jodorowski e Georges Bess
Altra vicenda capace di sviscerare la crudeltà umana questa volta inserita nell'ambiente della malavita sudamericana. Juan Solo è un reietto che saprà farsi strada verso il suo finale cristologico. Da leggere.

Primo Classificato:
Michel Vaillant di Jean Graton
A sorpresa la lettura più piacevole si è rivelata la serie sportiva ambientata nel mondo dei motori dedicata al pilota Michel Vaillant. Argomenti che solitamente non incontrano il mio interesse si trasformano grazie all'abilità di Graton in una inaspettata e appassionante saga familiare e sportiva davvero rinfrescante.

           

         



Veniamo ora al settore dedicato alle RISTAMPE di materiale americano già edito nel nostro paese, anche qui la base è ampia e le proposte davvero valide non mancano. Un occhio al valore dell'opera ma soprattutto al gusto personale.

Sesto Classificato:
X-Men di Stan Lee, Jack Kirby e Werner Roth
Tra gli ultimi volumi presentati da Panini nel formato Marvel Collection purtroppo ora abbandonato dalla casa editrice. Una riproposta che mi ha permesso di godere di tutto questo materiale anni '60 insieme alla mia bimba che si è innamorata dei vecchi X-Men e di Jean Grey in modo particolare.

Quinto Classificato:
100 bullets di Brian Azzarello e Eduardo Risso
Continua la galoppata noir imbastita da Azzarello che gira la boa e inizia la sua discesa verso la conclusione, qualità costante senza nessuna caduta di tono. Mai.

Quarto Classificato:
Invincible di Robert Kirkman, Cory Walker e Ryan Ottley
Ironia e freschezza sono le armi che Kirkman si gioca per rifondare il genere supereroico e lo fa con una certa maestria, classe e scioltezza. Invincible è la serie alla quale ti affezioni in un attimo e che non vuoi più lasciare.

Terzo Classificato:
Miracleman di Alan Moore e AA.VV.
Titolo fondamentale per una delle svolte più epocali del fumetto, inutile star lì a tessere le lodi di Moore (o Scrittore Originale se preferite), accontentiamoci di poter leggere uno dei capisaldi del genere. Grazie Panini.

Secondo Classificato:
Madman di Michael Allred
Non l'avevo mai letto, è stato amore a prima vista. Madman è semplicemente quella creatura fantastica, quel beautiful freak che non potete non amare. Tra l'altro porta il nome più bello di sempre dato a un personaggio a fumetti.

Primo Classificato:
The walking dead di Robert Kirkman e Charlie Adlard
Semplicemente la serie regolare che trovo più appassionante e che mi fa più piacere leggere. Dal futuro incerto, sorprende, sconvolge, calca la mano e coinvolge. Kirkman ha capito come andare avanti e avanti senza mai annoiare. Ormai non ci si può rinunciare.

           

           



Avrei tanto voluto dedicare una sottocategoria al materiale Disney, purtroppo io e Lauretta siamo indietro con le letture e ne verrebbe fuori quindi un podio falsato, cercherò di dedicare a paperi e topi dei post appositi come fatto con Topolino Black Edition ad esempio.

Andiamo a concludere quindi con le serie regolari americane più apprezzate da queste parti nel corso di questo 2014. Segnalo l'abbandono di molte serie, per motivi economici e non solo, parecchie di quelle edite dalla DC Comics e molte targate anche Marvel. Vediamo comunque cosa rimane di interessante.

Sesto Classificato:
Ms. Marvel di G. Willow Wilson e Adrian Alphona
La serie che propone una Miss Marvel musulmana non so se infine si rivelerà più o meno una scelta coraggiosa, quel che è certo è che l'inizio di questa avventura sembra sfizioso e divertente, sicuramente una delle serie da tenere d'occhio.

Quinto Classificato:
All-New X-Men di Brian Bendis e Stuart Immonen
Ancora su buoni livelli ma con i primi sintomi di debito d'ossigeno, fa il paio con Guardians of the Galaxy scritta dallo stesso Bendis. L'impressione è che la questione di questi X-Men dislocati temporalmente vada prima o poi risolta. Per ora tiene ancora.

Quarto Classificato:
Uncanny Avengers di Rick Remender e Daniel Acuna
Le vicende della Squadra Unione divertono, Remender riesce a orchestrare trame di lungo respiro senza annoiare pur usando espedienti narrativi noti a chiunque. Un'ottima tenuta.

Terzo Classificato:
Wolverine & The X-Men di Jason Aaron e AA.VV.
Giunta purtroppo al termine, la gestione di Aaron si è rivelata una delle più illuminate della storia recente delle testate mutanti. Temo che ne sentiremo la mancanza.

Secondo Classificato:
The Massive di Brian Wood e AA.VV.
Nonostante la serie originale abbia superato le venti uscite sembra che Panini consideri qui da noi terminata la ricerca della Massive da parte della nave gemella Kapital. Un vero peccato per una delle serie più originali e interessanti dell'ultimo periodo.

Primo Classificato:
Hawkeye di Matt Fraction e Daniel Aja
C'è poco da dire, a mio avviso Hawkeye è la serie scritta meglio nel panorama dei comics attuali, almeno tra quelli che io conosco. Una di quelle serie da recuperare in toto. Forza, forza, che aspettate?

           

           
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