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mercoledì 24 maggio 2017

DISNEYLAND PARIS: UN AGGIORNAMENTO

Di questi tempi sono sempre più lontano dal blog, un po' per le nove ore di lavoro quotidiano (minimo) più spostamenti, un po' per la stanchezza ormai cronica, un poco perché mi sto dedicando anche ad altro. Quest'ultima settimana però sono stato assente per un motivo molto più piacevole: in occasione dei 15 anni di matrimonio con mia moglie Paola, e come promesso cinque anni fa a mia figlia Laura, siamo tornati tutti a Disneyland Paris, aggiungendo anche una visita di tre giorni a Parigi.

Cinque anni fa, in occasione del nostro primo viaggio nella città ideale immaginata da Walt Disney, scrissi una breve guida per chi avesse avuto alcune curiosità o bisogno di consigli in previsione di una scappata in quel di Francia. La guida è tuttora valida, qui troverete qualche aggiornamento, qualche impressione cinque anni dopo e magari qualche utile osservazione. La guida originaria la trovate cliccando qui, il consiglio è quello di leggere prima i post di cinque anni fa e poi tornare qui se siete interessati.

Iniziamo col dire che la magia del luogo è rimasta intatta, la meraviglia della prima volta però non ha eguali, conoscendo già il posto si continua ad amarlo, ci si diverte, ci si sente anche a casa volendo, però l'esperienza del primo viaggio, quello della scoperta, rimane irraggiungibile.

Il TGV rimane secondo me l'opzione migliore, almeno da Torino: viaggio inferiore alle sei ore, niente spostamenti verso e dagli aeroporti, viaggio comodo, piacevole e, cosa molto importante almeno per me, rimane viva l'esperienza del viaggio che non diventa un semplice spostamento. In più tenete il culo per terra, cosa da non sottovalutare, volete mettere? Prenotando in anticipo si trovano anche offerte molto convenienti. Dalla Gare de Lyon dove arriva il TGV si prende poi la RER (una metro suburbana) semplicemente spostandosi al piano di sotto della stazione. Una mezz'ora e siete davanti al parco. Biglietti per due adulti e un bambino (sotto i 10 anni) circa 19 euro totali.

TGV, comodo anche per dormire

Consiglio: sfruttate gli anni delle celebrazioni se potete, quest'anno Disneyland Paris compie 25 anni, cinque anni fa ne compiva 20. In queste occasioni ci sono diversi sconti sui soggiorni delle strutture alberghiere del complesso del parco, sono molto convenienti, l'unico problema è che vanno esaurite in fretta. Sbrigatevi! Noi quest'anno alloggiavamo al Sequoia Lodge, una categoria superiore rispetto al Cheyenne nel quale alloggiammo cinque anni fa. Indubbiamente molto bello, più scenografico nella hall, nel verde che circondava l'hotel, ma se dovete risparmiare tenete conto che non c'è una grossa differenza con l'hotel della categoria inferiore, le strutture del complesso Disney sono comunque tutte molto carine, anzi forse il Cheyenne era anche più caratteristico, almeno per me che amo il western, al Sequoia invece il tema era quello dei grandi parchi americani in stile Yoghi e Bubu, personale abbigliato come il Ranger Smith e via discorrendo. Certo, al Sequoia c'è la piscina, ma mica andate a Disneyland per andare in piscina, quindi...

Ingresso al Sequoia

Confermo che Maggio è un ottimo periodo, bel tempo, anche se piove (ed è piovuto) difficilmente la pioggia dura molto, il parco non è sovraffollato, poche code e se soggiornate in uno degli hotel del complesso avete due ore in più per visitare il parco (dalle 08.00 alle 10.00) senza il pubblico che viene da fuori.

Confermo anche le difficoltà nel trovare buon cibo a prezzi ragionevoli, rassegnatevi a spendere molto o a ripiegare su fast food, panini, etc...

Per il resto valgono le osservazioni fatte cinque anni fa. Vediamo ora qualche novità.

Main Street è rimasta più o meno la stessa, questa volta ho potuto constatare che esiste realmente un barbiere che staziona al Dappen Dan's Hair Cut e che la parata è stata anticipata alle 17.30. Purtroppo ha molto meno fascino di quella che andava in scena cinque anni or sono, la musica è meno coinvolgente, ci sono meno carri, è un po' più contenuta.

Indiana Jones
La sezione di Fantasyland è rimasta più o meno invariata, potrà capitare magari di incontrare le nuove principesse venute fuori nei cartoni animati degli ultimi anni ma le attrazioni sono rimaste sostanzialmente le stesse. Lo spettacolo che si tiene alle 22.30 sulle pareti del castello della Bella Addormentata è invece ancor più mozzafiato di quello di cinque anni fa, un tripudio di suoni, colori ed emozioni, imperdibile e inimitabile. Non oso immaginare quanto spendano ogni giorno per realizzarlo (ma nemmeno quanto incassino ogni giorno dalle visite).

Anche Frontierland è rimasta la stessa, qualche novità, almeno per noi, in Adventureland. Purtroppo quest'anno è in manutenzione Pirati dei Caraibi, una delle attrazioni migliori di quest'area, di contro siamo riusciti a fare Indiana Jones e il Tempio del Pericolo, montagne russe che non eravamo riusciti a provare cinque anni fa. Nulla di particolarmente esagerato ma molto, molto divertente, ben calibrato, veloce, mai eccessivo, ottimo da fare con i bimbi (se non sono troppo fifoni).


In Discoveryland è sparita la giostra di Capitan EO ispirata a Michael Jackson, scelta probabilmente dovuta alla scomparsa dell'artista, si è puntato invece molto sul cinema 3D dedicato a Star Wars, lo Star Tours, esperienza divertentissima che ora offre addirittura diciassette esperienze di viaggio diverse implementate con i nuovi personaggi della saga cinematografica. Noi ne abbiamo provate tre.

Passiamo ai Walt Disney Studio, l'altro parco di Disneyland Paris. Qui per la seconda volta abbiamo trovato chiusa l'attrazione Armageddon e in più quest'anno era chiusa anche la sezione CinéMagique, sempre un po' fiacco l'Art of Disney Animation che andrebbe un po' svecchiato, bello invece il nuovo spettacolo che si tiene nel teatro dell'Animagique con Topolino alle prese con la magia.

Abbiamo inoltre provato i paracaduti ispirati ai soldatini di Toy Story, una versione (molto) in piccolo della Tower of Terror che invece abbiamo saltato anche questa volta.


La vera novità è stata però l'attrazione dedicata a Ratatouille: entrate in un vagoncino a forma di topo in un mondo che ricrea ad arte le ambientazioni e le dimensioni del film, tutto è gigante e voi siete il topo, un misto tra grandi ricostruzioni ed emozioni in 3D, non ci si muove moltissimo ma l'impressione è esattamente l'opposto, davvero di grande impatto visivo e molto molto divertente, cosa che ci ha spinti a fare due volte la giostra nonostante un po' di coda dovuta alla novità.

E questo è quanto, il prossimo aggiornamento magari tra altri cinque anni.

Ricostruzione del mondo Ratatouille

martedì 24 maggio 2016

VITA DI WALT DISNEY

(The animated man: a life of Walt Disney di Michael Barrier, 2007)

Vita di Walt Disney non è un'agiografia del creatore di Topolino & Co, questo (insieme ad altri) è il più grande pregio di un libro che conferma quanta qualità la collana Lapilli Giganti di Tunué abbia portato sul mercato italiano.

Il libro di Michael Barrier, apprezzato storico americano di fumetto e animazione, ci presenta la vita di Walt Disney, quella professionale più che quella privata, senza avere la tendenza e lo scopo di mitizzare il personaggio pubblico che tra queste pagine rimane sempre persona, con tutti i suoi pregi, il suo genio, i suoi sogni e le sue idee, ma anche con tutti i suoi difetti, le sue intemperanze e le sue mancanze.

Come tutte le biografie che si rispettino non possono mancare i cenni all'infanzia del protagonista, alla famiglia d'origine, ai luoghi dei primi anni di vita. Ma è la nascita della figura professionale ad interessare Barrier e il lettore, lo sviluppo e la crescita di un artista che non è mai stato un disegnatore impeccabile e quella dell'uomo d'affari caparbio e innamorato dei propri sogni, capace di partire da zero e creare un piccolo impero pur navigando a vista tra mille difficoltà.

E la storia di Walt Disney è anche la storia di suo fratello Roy, figura indispensabile per la crescita dell'attività di famiglia, ed è la storia di un gruppo di persone e di un'azienda che è riuscita a ritagliarsi un posto al sole nella storia del cinema americano d'animazione.

Ma Disney, oltre che genio, era anche un personaggio scomodo, brillante ma con forti manie di controllo, appassionato ma anche capace di comportamenti mutevoli e grandi perdite di interesse verso taluni aspetti della sua attività, creatore di sogni ma spesso troppo concentrato su se stesso. Oltre a trattegiarne il carattere, Barrier costruisce un testo meraviglioso nell'esplicare le varie fasi della carriera di Disney, partendo dalle primissime animazioni, dalle intuizioni sulla tecnica mista delle Alice Comedies alla creazione di Mickey Mouse, dai primi lungometraggi di successo alle successive battute d'arresto, e poi ancora l'interesse per i film in live action, quello per i diorami e le miniature, la passione per i treni, la crescita dell'azienda fino ad arrivare alla creazione del mondo ideale di Walt, la famosa Disneyland. E ancora oltre.


In mezzo a tutto questo, interventi, interviste, documenti di tutta una serie di collaboratori e amici che Disney l'hanno conosciuto da vicino, una serie di testimonianze che integrano una scrittura piacevole e discorsiva su una vita, su un'epoca e sulla nascita di un mito che ancora oggi intrattiene con successo milioni di adulti e bambini.

L'unico aspetto a essere trattato marginalmente (quasi per niente) è quello dei prodotti a fumetti dei personaggi di proprietà Disney, compensato però da tanta, tanta animazione e parecchio cinema. È la storia di Walt e non della Disney, ci si ferma quindi con gli anni '60 e con la morte del protagonista, nel corso dei decenni Barrier insegue più che la produzione di un'azienda i sogni e gli interessi del suo fondatore, sogni che non sempre collimavano con tutto quello che noi spettatori abbiamo avuto modo di ammirare nel corso degli anni.

Un libro assolutamente da avere per ogni amante della produzione Disney.

lunedì 9 luglio 2012

WALT DISNEY STUDIOS

Puntate precedenti

Laura e Topolino
Dopo aver compilato una breve guida (senza pretese) al Disneyland Park mi concentrerò in un'unica soluzione sui Walt Disney Studios. Un paio di doverose annotazioni prima di inoltrarci tra le tante attrattive del parco.

Il Walt Disney Studios è più orientato verso la magia del cinema e dell'animazione e abbandona in parte lo spirito fiabesco del Disnayland Park. E' pieno di attrazioni divertenti ma l'atmosfera che si respira al Disneyland Park qui non è presente, più simile a un parco divertimenti che a un sogno.

Il secondo appunto è il seguente: la visita ai WDS va pianificata più attentamente rispetto a quella del DP. Anche qui non abbiamo trovato code particolarmente lunghe, il problema è dato dal fatto che oltre alle giostre ci sono parecchi spettacoli che ovviamente hanno degli orari ben precisi. Se si desidera vedere il maggior numero di cose è necessario organizzare in anticipo la propria giornata, anche perché alcuni spettacoli si accavallano tra di loro. Indispensabile procurarsi il programma della giornata.

Si entra ai Walt Disney Studios passando attraverso il Disney Studio, un'atrio ispirato agli studios cinematografici dove trovano posto i vari negozi e fast food che servono come punto di riposo per i visitatori stremati. Ai lati di quest'area ristoro si trovano due grandi sale cinematografiche/teatro dove vengono inscenati i due spettacoli indoor principali del parco. Al CinéMagique potrete assistere a un film interattivo durante il quale un attore in carne e ossa diventa protagonista sul grande schermo. Carino.
Molto divertente, soprattutto per i più piccoli, Animagique, uno spettacolo dove i pupazzi di famosi personaggi Disney inscenano siparietti tra musica, colori e luce bianca.

Poco più avanti, sempre per la gioia dei più piccoli potrete fare un giro sulle Cars Quatre roues rally, delle macchinine ispirate al film targato Pixar. Le emozioni forti, ma forti davvero, iniziano con il Crush's Coaster, le montagne russe ispirate al film Alla ricerca di Nemo. Salite a bordo di un guscio di tartaruga e venite sparati a velocità folle in stanzoni completamente bui mentre il guscio, oltre a seguire le varie evoluzioni dettate dai binari, gira anche su se stesso permettendovi di affrontare le tipiche salite mozzafiato delle montagne russe guardando anche verso il basso (al buio). Tosto, però ha resistito la mia Lauretta (urlando come una pazza) quindi potete farlo anche voi.

Si riprende fiato sull'ottovolante ispirato ad Alladin, Le tapis volants. Armageddon era chiuso per lavori quindi non so dirvi nulla al riguardo mentre non siamo riusciti a vedere per questioni di orario il Playhouse Disney Live on stage (spettacolo per bimbi credo).

Altra attrazione che abbiamo saltanto in quanto già carichi di emozioni forti è la Rock 'n roller coaster starring Aerosmith, altre montagne russe che davano l'idea di essere abbastanza spesse da affrontare. Spettacolare invece lo Stunt Show, dove veri stunt alla guida di auto attrezzate ricreano alcune scene di inseguimento e acrobazie classiche dei film d'azione. Uno spettacolo emozionante che riserva però troppi tempi morti tra un'esibizione e l'altra.

Lo Stunt Show dove l'auto rossa è l'eroe e le nere i farabutti

Divertente invece (anche se solo in francese e inglese) lo Stitch Live, uno spettacolino dove uno Stitch digitale coinvolge e prende un po' in giro il suo pubblico grazie all'aiuto di una spalla umana. Noiosetto invece l'Art of Disney Animation mentre la The Twilight Zone Tower of Terror l'abbiamo evitata. Trattasi della classica torre che ti porta in alto e poi ti fa cadere di botto verso terra.

Niente di che il giro sullo Studio Tram Tour che però regala almeno un momento che vale il prezzo della corsa (in realtà è gratis, avete già pagato tutto all'ingresso) e vi catapulterà all'interno di una scena catastrofica con tanto di esplosione e alluvione. Davvero ben realizzato.

Chiudono tre giostre abbastanza canoniche ispirate al mondo di Toy Story. Anche qui il divertimento è assicurato. Anche gli Studios hanno la loro parata dove i personaggi Disney sfilano su simpatiche automobiline. In fin dei conti però non c'è davvero paragone con la magia del Disneyland Park.

Pianta dei Walt Disney Studios

giovedì 14 giugno 2012

EURODISNEY: UNA GUIDA PT. 6

Puntate precedenti.

Buzz Lightyear Laser Blast
Chiudiamo la visita al Disneyland Park con la sezione dedicata al futuro e alla fantascienza: Discoveryland.

Qui c'è la giostra che in assoluto abbiamo fatto più volte, almeno quattro o cinque. Trattasi di Buzz Lighyyear Laser Blast. Si entra dopo aver completato un percorso all'interno dell'astronave del comando spaziale dove potrete incontrare il pupazzone di Buzz stesso. Salite sul solito vagoncino armato questa volta di pistole a infrarosso e leva di guida. Con la leva potrete orientare il vostro vagoncino mentre dovrete abbattere i nemici grazie alle pistole laser accumulando più punti possibile. Il displey sul carrellino tiene i vostri punteggi. Davvero spassosissimo, Laura voleva continuare a rifarlo, è riuscita a fare un punteggio incredibile, ci ha massacrati. Un enorme tirassegno adatto a tutti.

A poca distanza c'è l'Orbitron, una versione in stile fantascientifico della giostra di Dumbo (un classico ottovolante).  A differenza della giostra degli elefantini questa piega maggiormente e da un maggiore senso del vuoto, niente di esagerato ovviamente ma non amato particolarmente da chi ha problemi di vertigini come la nostra Lauretta che, tenuto conto della cosa, qui a Disneyworld è stata coraggiosissima.

Anche qui nel futuro non manca la stazione ferroviaria della Disneyland Railroad e proprio lì davanti, vicino alla ricostruzione di uno dei velivoli del film, si trova lo Star Tours. Anche qui un percorso all'interno dell'astronave dove potrete incontrare C-3PO e R2-D2 porta all'attrazione vera e propria. Trattasi di un cinema interattivo (di quelli che vi si muovono sotto il culo) grazie al quale parteciperete a un viaggio su un'astronave cargo destinata a vedere da vicino la morte nera. Davvero divertente, per i fan di Star Wars poi...



L'attrazione Capitan EO, dedicata a Michael Jackson era invece in manutenzione e quindi nulla posso dirvi al riguardo. Posso dirvi invece che la visita a bordo de I misteri del Nautilus, sottomarino del Capitano Nemo, non è nulla di che, un sottomarino ricreato dentro il quale si gira a piedi osservando i vari contenuti proposti. C'è sicuramente di meglio.

Decisamente tosta invece la Space Mountain: Mission 2. Montagne russe ma belle toste, atmosfera da viaggio spaziale, si viene lanciati verso l'alto (voi siete su un vagoncino) attraverso un lungo tubo al termine del quale iniziano le varie evoluzioni a tema spaziale. Salto nell'iperspazio, meteoriti e via discorrendo. Quasi tutto il percorso è al buio e il vagoncino simula anche la vibrazione della navetta sollecitando parecchio anche il collo. Divertente ma tosta assai.



Ci si rilassa con un giro sulle macchinine di Autopia, una pista dove la vostra auto in stile futuristico anni '50 (sembra una contraddizione ma non lo è) sono incanalate su un percorso predeterminato lungo il quale dovete cercare di non urtare le altre auto. Adatto ai più piccoli e ai loro genitori.

Direi che abbiamo visto tutto quel che c'era da vedere nel Disneyland Park, non rimane che spostarsi nei Walt Disney Studios.

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venerdì 1 giugno 2012

EURODISNEY: UNA GUIDA PT. 5

Puntate precedenti.

La spiaggia dei pirati - Il galeone
Ed eccoci ad Adventureland, terra di pirati, corsari e intrepidi avventurieri. Avventurieri come Robinson Crusoe del qualle si può ammirare la Capanna di Robinson, una vera casa a più livelli costruita in cima a un albero, spirito d'avventura e divertimento assicurato per i più piccoli, esplorazione in pura libertà.

Poco più avanti si trova la Spiaggia dei pirati, un'area giochi per i più piccoli a tema marinaresco con gigantesco galeone sullo sfondo del quale è possibile visitare il ponte. Qui Laura, pur non offrendo il posto emozioni così insolite, si è divertita da pazzi. Se siete fortunati (ma forse anche no) potreste incontrare anche il Capitano Jack Sparrow come è successo a noi. Donne rimanete pur sedute, no, non è Johnny Depp.

Come un vero pirata o come il migliore degli avventurieri se preferite, potrete esplorare anche L'isola dell'avventura, una serie di cunicoli, percorsi, ponti sospesi e ponti fluttuanti che vi porteranno a zonzo per l'isola stessa.

Ed eccoci pronti per il pezzo forte di questa sezione del parco (ma in realtà i pezzi forti potrebbero essere due e dopo vedremo perché): l'attrazione I pirati dei Caraibi. Questa è una di quelle giostre dove girate in tutta calma nel vostro carrellino e potete visitare una terra conquistata da pericolosi bucanieri. Davvero ottimamente realizzata e di lunga durata, una delle attrazioni meritevoli di non essere trascurata (l'abbiamo fatta due volte infatti).

La capanna di Robinson


Dopodiché si cambia un po' ambientazione e si può fare un bel giretto nel Passaggio incantato di Aladino, una costruzione in stile arabo dove all'interno sono ricreate con delle miniature alcune scene della celebre fiaba.

Ma dicevamo che i pezzi forti di Adventureland potrebbero essere due. Infatti qui si trova una delle poche attrazioni del parco Disneyland che non abbiamo fatto (anzi forse l'unica) semplicemente perché a Laura non era consentito l'ingresso (almeno 1m e 32cm) e non avevamo voglia di fare i turni. Parlo di Indiana Jones e il tempio del pericolo, una montagna russa che dovrebbe essere parecchio simile a quella di Frontierland (anche qui siete nel classico carrellino) ma con ambientazione e percorso diverso. Il su e giù è qui infatti sviluppato tra vecchie rovine archeologiche tanto care al professore.

Adventureland - Uno scorcio

Adventurland è l'unica sezione del parco a non avere la stazione della Disneyland Railroad.

Non rimane che esplorare Discoveryland.

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domenica 20 maggio 2012

EURODISNEY: UNA GUIDA PT. 4

Puntate Precedenti.

Lasciamoci alle spalle le fiabe per un momento e inoltriamoci verso ovest, verso la frontiera a scoprire le principali attrazioni di Frontierland.

Questa sezione del parco si sviluppa intorno alla gigantesca ricostruzione di un tratto di montagne rocciose circondato da un grande corso d'acqua. Arrivando da Fantasyland non resta che scegliere la direzione che si vuole seguire e inoltrarsi verso una delle attrazioni della frontiera.

Il Thunder Mesa riverboat Landing

Iniziamo con un rilassante tour intorno alle montagne rocciose salendo a bordo Thunder Mesa Riverboat Landing, un battello come quelli che una volta solcavano le acque del Mississipi alla scoperta dei paesaggi dell'ovest americano, le capanne sul fiume, i resti fossili nelle rocce, i ricoveri delle imbarcazioni e su tutto il panorama del parco. Un giretto di una ventina di minuti almeno dal quale osservare anche costruzioni sinistre e udire urla di spavento.


Phantom Manor
La costruzione sinistra altro non è che il Phantom Manor, strepitosa ricostruzione di un vecchio maniero tipico della letteratura e del cinema gotico. All'interno si può visitare la casa e ricostruire la storia di una sposa sfortunata. Suggestivo ma non così spaventoso, fattibile anche per i più piccoli. Laura ha passato l'esperienza praticamente indenne. Eccezionale l'aspetto esteriore della casa.


Se invece volete sentirvi dei cowboy in erba potete (a gettone però) andare a sparare contro i bersagli del Rustler Roundup Shootin' Gallery, tipico baraccone da Luna Park in perfetto stile Disneyland però, atmosfera impeccabile.

Big Thunder Mounain
Poco più avanti trovate l'ingresso del pezzo forte di Frontierland, il Big Thunder Mountain, le classiche montagne russe che a bordo di un carrello da minatore vi porteranno direttamente su e giù, fuori e dentro al complesso delle montagne rocciose. Emozioni garantite, forse le più divertenti tra le montagne russe provate. Accesso consentito anche ai bambini più alti di 1,02 metri. Anche Laura ha affrontato questa avventura, è stata coraggiosa ma si è categoricamente rifiutata di salirci una seconda volta.

Dopo questa esperienza alquanto movimentata ci si può rilassare un attimo portando i bimbi al Pocahontas Indian Village, un semplice giardinetto (deserto quando siamo andati noi) dove tra l'altro bighellonava un gallo in libertà o prendere il treno alla Frontierland Depot, la stazione di quest'area del parco.


E' in uno dei complessi di capanne in Frontierland che Laura ha avuto il suo incontro magico con Topolino, il personaggio gentilissimo abbraccia i bimbi, se li coccola e consente a tutti di fare foto con lui. Un vero signore e incontrastato mattatore del parco. Qui forse la coda più lunga che abbiamo fatto, tra i venti e i trenta minuti.

Il topo e la bambina

Fatto tutto questo potete dirigervi verso Adventureland.

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martedì 15 maggio 2012

EURODISNEY: UNA GUIDA PT. 3

Puntate precedenti.

Guardando da Main Street in direzione Fantasyland svetta contro l'orizzonte quello che è il vero simbolo di Disneyland Paris: Il castello della bella addormentata nel bosco. Una costruzione di imponente splendore, punto di riferimento visibile da quasi qualsiasi punto del parco. L'avrete sicuramente visto in diverse fotografie e le parole non possono rendergli giustizia.

Avvicinandoci al castello si può visitare la tana del drago, ricostruzione di una grotta dove un drago incatenato si agita e sbuffa fumo dalle narici, primo piccolo spavento per la povera Lauretta. Si entra in seguito nel castello del quale sono visitabili il primo piano e la terrazza. All'interno statue, arazzi e dipinti narranti la storia di Aurora e le splendide vetrate colorate.

Il castello è protagonista inoltre del Disney Dreams, lo spettacolo che ogni giorno all'orario di chiusura prende vita sulle sue pareti. Giochi di luce e d'acqua, laser, proiezioni, fuochi d'artificio e una storia narrata attraverso famose sequenze dei cartoni animati della Disney. Una meraviglia che ti lascia a bocca aperta, una delle cose migliori in assoluto che abbiamo visto in questi giorni. Imperdibile.

Fantasyland è l'area del parco dedicata alle fiabe ed ecco quindi la giostra di Biancaneve e i sette nani. La classica attrazione dove, seduti in un carrellino, si gira in questo percorso coperto alla scoperta della casa dei nani, della miniera, del castello della madrina e delle malefatte della strega cattiva. Un percorso abbastanza breve durante il quale a dirla tutta il mezzo di locomozione avanza anche troppo velocemente, dando il senso di scarti improvvisi ma anche di attrazione frettolosa. Non parliamo di montagne russe o simili, semplicemente un giro troppo veloce che lascia poco tempo per ammirare per bene le varie ricostruzioni.

Esattamente dello stesso tipo I viaggi di Pinocchio, stesse caratteristiche e stessi piccoli difetti. Decisamente meglio invece Il volo di Peter Pan dove gli spazi sono maggiori e la velocità ridotta permette di gustarsi con più calma il volo sui tetti di Londra, nella stanza di Wendy, sull'Isola che non c'è e così via. Il migliore tra i tre.

Vicino a queste attrazioni e alle spalle del castello c'è il Carosello di Lancillotto, la classica giostra con i cavallini realizzati però in maniera superba. Poco oltre c'è Dumbo l'elefante volante: tipica giostra da Luna Park dove il vostro Dumbo oltre a girare in tondo si solleva in aria a vostro gradimento donando una bella vista a 360 gradi sul parco. Tra le preferite di Laura. Anche a Fantasyland trovate la stazioncina del Disneyland Railroad.

Il Carosello di Lancillotto

Finite queste attrazioni potete infilarvi nel Labirinto di Alice, cercare la strada per il castello senza saltare nessun incontro possibile è estremamente divertente. Per rimanere in tema, se riuscirete a uscire dal labirinto, potrete farvi un giro sulle tazze del Cappellaio Matto.

Il labirinto di Alice


All'estremità del parco c'è Casey Jr. - il piccolo trenino del circo, attrazione per i più piccoli (ma non solo) che permette di fare un giretto panoramico sopra il Paese delle contee delle fiabe, una sorta di piccole ricostruzioni delle celebri fiabe Disney: la miniera dei nani, il castello incantato, la favola di Pierino e il lupo e così via...

La contea delle fiabe

Per concludere si può visitare il Padiglione delle Principesse dove potrete incontrare Aurora, Tiana, Biancaneve e le altre e il meraviglioso "It's a small world", una delle attrazioni più belle del parco. Alcuni dei paesi del mondo rappresentati da pupazzi in movimento addobbati con i costumi tradizionali su scenari incantati. Questo è un giro imperdibile, da fare assolutamente, incredibile lo spazio utilizzato per realizzare questo giro in barca che vi porterà da un capo all'altro del mondo.

Fantasyland è il motivo principale per il quale si va a Disneyland Paris, per far felice i prpri bambini e per tornare bambini noi stessi, da qui non si vuole più andare via.

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lunedì 14 maggio 2012

EURODISNEY: UNA GUIDA PT. 2

Il Disneyland Hotel
Puntate precedenti.

Allora, prima di entrare nei parchi ancora un paio di considerazioni. Noi siamo stati a Disneyland Paris due giornate piene più due mezze giornate. In questo periodo e soprattutto se evitate il week-end un arco di tempo del genere è più che sufficiente a vedere tutto quel che volete e a provare tutte le attrazioni di entrambi i parchi. Noi abbiamo saltato solo alcune cose e per giunta per nostra scelta. Qualche giostra dove Laura non poteva salire ad esempio, ma solo perché non avevamo voglia di farle a turno. Non abbiamo mai trovato grosse code ma in caso questo vi capitasse potete avvalervi del Fast Pass. In pratica si prende un biglietto che vi dice a che ora dovete presentarvi all'attrazione in modo da farla saltando quasi totalmente la coda. Nel nostro caso non è MAI stato necessario utilizzare questa opzione.

Torniamo a noi. Avvicinandoci ai parchi veri e propri abbiamo due scelte: entrare al Disneyland Park oppure al Walt Disney Studios. Scegliamo l'opzione numero uno.

Il Disneyland Park è diviso in cinque aree: Main Street U.S.A., Fantasyland, Frontierland, Adventureland e Discoveryland.

All'ingresso si viene travolti dalla prima ondata di forte emozione. Stai per entrare a Disneyland, una volta superato il magnifico e fiabesco Disneyland Hotel (il meglio che si può scegliere ma opzione che può far raddoppiare la vostra spesa) sei in un altro mondo, la città ideale, il sogno, la fiaba.

Varcato l'ingresso si entra in Main Street, una splendida ricostruzione di una cittadina americana di inizio Novecento, costruzioni eleganti in stile vittoriano che ti riempiono gli occhi con la loro bellezza. Ammetto che non mi stancherei mai di passeggiare in posti del genere, tutto finto e ricostruito certo, ma che atmosfera. Appena entrati le musiche Disney non vi lasceranno più e saranno il sottofondo di tutta la vostra vacanza. Questa è l'area dove ci sono i negozio di articoli regalo (ovviamente targati Disney) più grandi, alcuni ristoranti, l'ufficio informazioni e quant'altro tutto inserito in questi edifici d'epoca. Non c'è un negozio che non ne rispetti lo stile, un addetto che non sia vestito in maniera adeguata al contesto, non c'è angolo che non offra un particolare da ammirare, un personaggio, un'insegna, un qualcosa che possa attirare attenzione e meraviglia.

Main Street si prepara alla parata Disney.


La prima attrazione che incontrerete è la Main Street Station del Disneyland Railroad, un trenino che collega le varie aree del parco costeggiandone il perimetro. Il treno è davvero carino, il personale assolutamente in parte (caricano addirittura il carbone) ma il giro che offre, se non in alcuni passaggi, non vale il piacere di camminare a piedi per il parco. Il giro completo è trascurabile, consigliato il tratto da Main Street alla stazione di Frontierland.

Disneyland Railroad


Passeggiando per Main Street avrete inoltre la possibilità di prendere la Horse-Drawn Streetcar, una carrozza trainata da cavalli, o i Main Street Veicles, auto d'epoca con le quali percorrere il viale di Main Street dalla Town Square a Central Plaza.

Sul lato posteriore dei negozi una galleria illustra le varie tappe della costruzione della Statua della libertà (Statue of Liberty Tableau) mentre in una traversa si trova il Dappen Dan's Hair Cuts, un negozio di barbiere in perfetto stile d'epoca dove (a pagamento) potrete farvi fare barba e capelli (io però l'ho visto sempre chiuso). Il solo guardare dalle vetrine l'interno della bottega è un sublime piacere per gli occhi.

Veicolo d'epoca in Main Street

Main Street è semplicemente stupenda, è pura atmosfera, qui non ci sono giostre, solo incanto. E' qui che tutte le sere alle 19.00 c'è la Parata Disney. Uno spettacolo che ti fa tornare bambino, una sfilata di carri e figuranti ispirata alle più celebri fiabe e ai cartoni della Disney. Accompagnata costantemente dalla musica, fa cantare, ballare e sognare. Un'esperienza imperdibile per adulti e soprattutto piccini (noi l'abbiamo vista tre volte).

Main Street alle 08.00 del mattino

Continua...

sabato 12 maggio 2012

EURODISNEY: UNA GUIDA

Ingresso al parco
Bene, dopo una breve pausa di qualche giorno torno a scrivere svelandovi in una sola parola il motivo della mia assenza (che se poi non siete proprio tonti e avete l'abitudine di leggere i titoli dei post l'avrete già capito da soli). Comunque, in una sola parola, Eurodisney. O in due Disneyland Paris, come preferite.

In occasioni dei nostri 10 anni di matrimonio ho regalato a mia moglie (e di riflesso anche a Laura e a me stesso) un viaggio al parco divertimenti per eccellenza (almeno in Europa), situato a pochi chilometri da Parigi.

In questo e magari anche in altri post, voglio raccontarvi questa fantastica esperienza, piazzando qua e là qualche consiglio che potrebbe rivelarsi utile per chi non c'è mai stato.

Innanzitutto perché andare a Eurodisney? Allora, per come la vedo io, non è tanto una questione di giostre, attrazioni, emozioni forti o quant'altro (che pure ci sono ovviamente). E' più una questione di magia, di atmosfere da favola, del ritornare bambini, di vivere qualche giorno senza pensieri in un mondo incantato, in un posto dove nessuno fa caso se canti per strada, se giri con le orecchie da topo, se mangi mele stregate, se fai lo scemo e ti diverti come i bambini di cinque anni. A Eurodisney tutto questo va bene, è normale, nessuno ci fa caso. Ci si trova catapultati nel mondo delle fiabe e dell'avventura, un mondo che ti avvolge e ti coinvolge, al quale ti affezioni e che lasci purtroppo a malincuore. Un'esperienza indimenticabile.

Un mondo da fiaba

Ma entriamo nel vivo di questa esperienza.

Il viaggio: per noi è stato decisamente comodo e senza ostacoli. Da Torino (città ai confini della quale abitiamo) parte la mattina presto il TGV che con poco più di 5 ore arriva alla Gare de Lyon a Parigi. Treno pulito, abbastanza comodo, cinque ore passano in fretta almeno per gli adulti (intrattenere Laura invece è stato un po' più complicato ma neanche poi tanto).

Dalla Gare de Lyon si prende poi la RER, la metro suburbana di Parigi, che in 30/40 minuti arriva a Marne la Vallee dove la fermata della RER è praticamente attaccata all'ingresso del parco. I biglietti della RER sono comodamente acquistabili in stazione (il TGV ovviamente va invece prenotato prima). La Rer è zozza e l'impressione è quella di attraversare le migliori coree parigine, cosa tra l'altro anche affascinante per alcuni versi. Comunque chi se ne frega, dovete starci sopra una mezzoretta.

Davanti alla stazione della RER partono le navette di Eurodisney che vi portano nei vari Hotel del complesso Disney. Gli Hotel, ad eccezione del Disneyland Hotel, non sono proprio all'interno del parco ma nei pressi dello stesso, una roba da tre minuti di navetta, quindici a piedi. Questo almeno per l'Hotel Cheyenne dove noi soggiornavamo. Trasporti frequentissimi, la nostra massima attesa della navetta è stata di 4 o 5 minuti.

Laura sulla navetta. ma non è bellissima? Tutta il papà.


Soggiorno: soggiornare in uno degli Hotel Diney presenta sicuramente dei vantaggi. Innanzitutto la vicinanza al parco, arrivare lì in un paio di minuti è cosa buona e giusta. Ma cosa più importante, gli ospiti di questi hotel (Disneyland Hotel, il New York, il Newport Bay, il Sequoia Lodge, il Cheyenne, il Santa Fe e il David Crockett Ranch) hanno la possibilità di entrare nel parco due ore prima rispetto agli altri visitatori. Questo permette di girare con maggior tranquillità e usare questo tempo per iniziare a vedere alcune attrazioni praticamente senza fare coda. Unico appunto: a quest'ora non tutte le attrazioni sono ancora aperte, questo è un peccato ma ci si porta ugualmente avanti con comodità sul proprio programma.

Laura e Paola al Cheyenne
Altra cosa carina è soggiornare in uno di questi hotel a tema. Il Cheyenne (dove siamo stati noi) è ispirato al vecchio west, una grande reception in stile western con tante piccole dependance che ricordano le costruzioni a due piani che abbiamo visto in tanti film di genere o nei cari fumetti di Tex Willer. Noi eravamo al Billy the Kid, camera 1934, altre dependance avevano nomi tipo Wild Bill Hickock, The Sheriff, Doc Holliday, etc... Ovviamente non mancava neanche il saloon. Camere pulite, senza bidet (mortacci loro), letti a castello per i bimbi, comode, niente da dire. Colazione abbondante (potevi mangiarti anche il personale volendo) con brioches, dolce, salato, succhi, latte e il loro pessimo caffè. Noi ci siamo trovati bene.

 Scelta del periodo: maggio è per Eurodisney un momento abbastanza tranquillo, vacanze di Pasqua finite da poco, quelle estive ancora lontane. In quattro giorni infatti noi non abbiamo fatto una coda che durasse più di una quindicina di minuti (e spesso duravano molto meno o erano quasi assenti). Anche dal punto di vista metereologico è andata molto bene. Niente caldo e pochissima pioggia. In realtà le previsioni ci avevano preparati a quattro giorni d'acqua. Il clima lassù è però molto variabile e ventilato. Le nubi come arrivano se ne vanno rendendo spesso la pioggia un fenomeno molto passeggero. Di vera acqua abbiamo trovato due o tre orette l'ultimo giorno. Molte code e altrettante attrazioni sono però al coperto, non tutte ovviamente. Disneyland è una macchina organizzatissima ma il rischio di andare poi in giro col culo bagnato c'è, e non dev'essere piacevole. Se ci si organizza un attimo lo si può evitare.

Mangiare: forse qui arrivano le dolenti note (ma neanche tanto). Noi avevamo una formula per la quale Laura aveva diritto alla pensione completa. A Eurodisney questo vuol dire avere dei voucher spendibili nei "ristoranti" (alcuni, non tutti) dei due parchi (Disneyland Park e Walyt Disney Studios) e del Disney Village (vedremo poi cos'è). Il problema è che molti dei ristoranti erano chiusi, soprattutto la sera. All'inizio si rimane spaesati e la cosa assume toni da presa per il culo. Ho pagato dei vaucher per mangiare in alcuni posti convenzionati e questi sono chiusi? I pochi aperti sono quelli più cari e con una coda interminabile?

Hot Dog e Coca? Si può fare!


Dopo lo spaesamento iniziale e con l'aiuto del personale del parco (devo dire quasi tutti gentilissimi e dall'aspetto divertito nonostante siano lì per lavorare) abbiamo individuato quelli aperti e che avevano prezzi abbordabili. Il consiglio è di dare un occhio su Main Street che offre qualche possibilità in più.

Occhio però. Si mangiano per lo più cose arrangiate e schifezze: hot dog, hamburger, panini, pizze e cose così. Per qualche giorno si sopravvive, poi può iniziare a stancare. Non abbiamo invece mai provato a mangiare in hotel (per una questione di tempo).

Il pacchetto che avevamo noi ci permetteva di entare tutti e quattro i giorni, con orario allungato (quello per i soli ospiti degli hotel Disney), in entrambi i parchi, Disneyland e Walt Disney Studios).

Il Disney Village invece è un complesso di negozi e ristoranti al di fuori del parco dove potete trovare cose come il Planet Hollywood, Disney Store, Starbucks, il Rainforest Restaurant e cose così.

Disney Village

Dirigiamoci ora verso i parchi e le loro attrazioni. Ma di questo parleremo nella prossima puntata...

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