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sabato 13 settembre 2014

LA BUONANOTTE - ANGELO BADALAMENTI - COOL CAT WALK

Nell'augurarvi una buonanotte...



Angelo Badalamenti - Cool cat walk

dall'album David Lynch's Wild at heart del 1990

sabato 23 febbraio 2013

A-Z: BARRY ADAMSON - MOSS SIDE STORY

Siamo nel 1989 quando esce l'album Moss side story, sorta di colonna sonora ideale per un'altrettanto ideale e mai realizzato film noir. Ma la carriera di Barry Adamson, nonostante questo sia il suo album d'esordio, non inizia certo qui. Nel curriculum del compositore polistrumentista compaiono trascorsi con i Magazine (al basso), con i Visage di Midge Ure già nella formazione originale e a metà degli anni '80 con i Bed Seeds di Nick Cave. Il pallino per il genere noir cinematografico muove Adamson verso una carriera solista come compositore di colonne sonore. In questa veste collabora con David Lynch (Strade perdute insieme a Trent Reznor) e Oliver Stone (Natural born killers).

Adamson è originario del Moss Side, quartiere di Manchester nel quale ambienta, grazie a questa sua prima opera, l'immaginario film noir che sarà filo conduttore di tutto l'album. Non c'è trama, non c'è film. Ci sono i titoli e c'è la musica, un'ottima composizione anche se non accompagnata da immagini, lontana dal classico score cinematografico. Il nome dell'album nasce da una commistione tra il quartiere del Moss Side e il titolo del musical West Side Story.

L'apertura con The wrong side of relaxation scatena l'immaginario dell'ascoltatore, a ognuno il suo: una grande città, vicoli bui, esterno notte, fumo bianco che fuoriesce dalle grate sull'asfalto, una donna che fugge terrorizzata (con il contributo di Diamanda Galas), tacchi che battono sul cemento, una presenza impalpabile e inquietante alle spalle. O forse non è così: "lei non ha nulla di cui preoccuparsi Mr. Adamson". La femme fatale?

Le composizioni mischiano influenze industriali a strumenti caldi, passaggi più classici a svisate sperimentali senza mai inficiare la fruibilità d'ascolto. Ritmiche insistenti come inseguimenti d'auto, stralci di misteriose telefonate, richiami a grandi compositori come Badalamenti e Mancini, scarti improvvisi come l'ingresso del sax su di un'inquieto panorama industriale su Sounds from the big house e pezzi di quelli che da un'initenzione noir non ti aspetti altro (Suck on the honey of love).

Momenti cupi, aperture romantiche e un finale aperto a tutto, un aereo in decollo e un lieto fine. O forse no?

Nelle bonus track una Alfred Hitchcock Presents con improvvisazione e The man with the golden arm.



Moss side story, 1989 - Mute Records

Barry Adamson - Tutti gli altri strumenti, campionature
Seamus Beaghen - Hammond, piano, chitarra ritmica, marimba
Audrey Riley - violoncello
Chris Tombling - violino
Philippa Holland - violino
Sonya Slany - violino
Diamanda Galas - voce
Gary Barnacle - sassofono
Marcia Schofield - tastiere, sassofono
Joe Sax - sassofono
Rowland S. Howard - chitarre
John Doyle - percussioni
Annie Hogan - vibrafono
Chris Pitsillides - viola
Enrico Tomasso - tromba

Tracklist:
01 On the wrong side of relaxation
02 Under wraps
03 Central control
04 Round up the usual suspects
05 Sounds from the big house
06 Suck on the honey of love
07 Everyting happens to me
08 The swinging detective
09 Autodestruction
10 Intensive care
11 The most beautiful girl in the world
12 Free at last
13 Alfred Hitchcock presents
14 Chocolate milkshake
15 The man with the golden arm

venerdì 22 giugno 2012

BLAXPLOITATION: UN'APPENDICE

Vista la vastità dell'argomento, in occasione dello scorso post dedicato al fenomeno della Blaxploitation le mie dissertazioni non sono riuscite neanche ad andar vicino all'essere esaustive. Non lo saranno neanche oggi ma proviamo a coprire alcuni dei buchi lasciati qua e là e a toglierci qualche altra piccola curiosità.

Uno dei sottofiloni scaturiti dalla blaxploitation è quello horror. A dare il via al fenomeno è nel 1972 il film Blacula nel quale un principe africano in visita in Transilvania viene trasformato dal più famoso Dracula in un vampiro. Anni dopo, ai giorni nostri (quindi all'epoca nei mitici seventies), la bara con il corpo del vampiro nero viene trasportata a Los Angeles. L'anno seguente il film produsse il sequel Scream Blacula scream.

He's black! He's beautiful! He's Blacua!

Decisamente ispirato al film L'esorcista, Abby (1974) andò incontro anche a problemi legali in seguito alle accuse di violazione del copyright mosse alla pellicola dalla Warner Bros. La trama presentava una giovane posseduta da un demone africano. Nel cast anche William Marshall, niente meno che il nostro Blacula.

Andiamo invece in zona zombie con Sugar Hill, produzione datata sempre 1974  mentre andiamo a scomodare addirittura il mito di Frankenstein con Blackenstein pellicola conosciuta anche con il nome Black Frankenstein

Qualche contaminazione arrivò anche con il genere women in prison, dove l'ambiente carcerario femminile diventava scenario di sesso e violenza. Da citare almeno Donne in catene (Black mama, white mama) del 1972, pellicola con la bellissima Pam Grier.

Non mancano neanche i maestri di kung fu neri, come nel film Black belt Jones diretto da Robert Clouse, lo stesso regista de I tre dell'operazione Drago con Bruce Lee.

Legato invece a tematiche criminali, Black Caesar narra la storia di Tommy Gibbs, capo della malavita organizzata a Harlem che dovrà vedersela con la mafia italiana. Musiche di James Brown. Interessante l'esperimento in tecnica mista che affronta le stesse tematiche di Black Caesar intitolato Coonskin. Tre animali antropomorfi afroamericani dalle sembianze di una volpe, un coniglio e un orso tentano di impadronirsi dei traffici illeciti ad Harlem.

Coonskin

Chiudiamo questa carrellata dedicata alla blaxploitation con la tracklist dell'album che ha ispirato questi due post: Can you dig it? - The music and politics of black action films '68 - '75.

CD 1:
01 Roy Ayers - Coffy is the color (Coffy, 1973)
02 Gene Page - Blacula (Blacula, 1972)
03 Johnny Pate - Shaft in Africa (Shaft in Africa, 1973)
04 Willie Hutch - Brother's gonna work it out (The Mack, 1973)
05 Don Costa - Charley (The soul of nigger Charlie, 1973)
06 Marvin Gaye - T plays it cool (Trouble, 1972)
07 Bobby Womack - Across 110th street (Across 110th street, 1972)
08 J. J. Johnson - Willie Chase (Willie Dynamite, 1973)
09 James Brown - Down and out in New York City (Black Caesar, 1973)
10 Quincy Jones - They call me Mr. Tibb (They call me Mr. Tibb, 1970)
11 Martha Reeves - Keep on movin on (Willie Dynamite, 1973)
12 Dennis Coffey - Theme from Black belt Jones (Black belt Jones, 1974)
13 Curtis Mayfield - Freddie's dead (Superfly, 1972)
14 The Blackbyrds - Wilford's gone (Cornbread, Earl and me, 1975)
15 Willie Hutch - Theme of Foxy Brown (Foxy Brown, 1974)
16 Isaac Hayes - Run Fay run (Three tough guys, 1974)

CD 2:
01 Isaac Hayes - Shaft (Shaft, 1971)
02 Curtis Mayfield - Pusherman (Superfly, 1972)
03 Joe Simon - Theme from Cleopatra Jones (Cleopatra Jones, 1973)
04 Johnny Pate - You can't even walk in the park (Shaft in Africa, 1973)
05 Brer Soul & Earth, wind and fire (Sweet sweetback's baadassss song, 1971)
06 James Brown - Make it good to yourself (Black Caesar, 1973)
07 Isaac Hayes - Pursuit of the pimpmobile (Truck turner, 1973)
08 Grant Green - Travelling to get to doc (The final countdown, 1972)
09 Booker T and Mg's - Time is tight (Uptight, 1968)
10 Roy Ayers - Aragon (Coffy, 1973)
11 Edwin Starr - Easin'in (Hell up in Harlem, 1973)
12 Gordon Stales - Strung out (Mean Johnny Barrows, 1975)
13 Nat Dove and The Devils - Zombie march (Petey weathstraw, 1974)
14 The Impressions - Make a resolution (Three the hard way, 1974)
15 Solomon Burke and Gene Page - The bus (Cool breeze, 1972)
16 Jack Ashford - Las Vegas strut (Blackjack, 1978)
17 Don Julian - Lay it on your head (Savage, 1973)
18 Galt MacDermot - Ed and Digger (Cotton comes to Harlem, 1970)


venerdì 8 giugno 2012

BLAXPLOITATION

Pupe calde e mafia nera
In realtà questo doveva essere un post della serie A-Z (e lasciate perdere il tartar control al momento). Volevo presentarvi infatti l'ultima compilation musicale prima di passare ai gruppi/cantanti catalogabili sotto la lettera A.

Riassunto per chi non ci stesse capendo nulla (cosa peraltro molto giustificata): qualche tempo fa decisi di proporre in ordine puramente alfabetico la musica che ho ascoltato o che ascolto tuttora, un'excursus il più completo possibile dove avrei buttato dentro merda e capolavori senza criterio di scelta alcuno. Al momento sono ancora impantanato alla lettera A sotto la voce AA.VV., le classiche compilation insomma. Beh, sono stufo e dal prossimo post inizierò a proporre dischi di singoli gruppi o cantanti. lettera A quindi.

Volevo chiudere il ciclo dedicato alle compilation presentandovi Can you dig it - Music and politics of black action films. Ascoltando il Cd e curiosando qua e là per la rete l'idea si è però evoluta e la voglia di parlare di Blaxploitation è aumentata visto che questa corrente cinematografica, pur conoscendola davvero poco, mi affascina parecchio.

Inziamo dalla classica definizione. Blaxploitation deriva dall'unione delle parole black (nero) ed exploitation (sfruttamento). Come è facilmente intuibile l'accezione del termine non può considerarsi certamente positiva eppure la parola è stata adottata per identificare quel genere cinematografico nato e diffusosi nella prima metà degli anni '70 che vede finalmente come protagonisti delle pellicole attori afroamericani diretti (a volte) da registi afroamericani.


Potrebbe sembrare un'affermazione del black power ma non tutto è oro quel che luccica. Spesso dietro a queste operazioni, che in alcuni casi muovevano dei gran bei soldoni, c'erano produttori e maestranze bianche e quindi il grosso dei guadagni non andava ai cari fratelli neri. Inoltre l'alto tasso di violenza e sesso presente nelle pellicole, unito a una qualità del prodotto non sempre all'altezza del miglior cinema di serie A, non aiutavano a dare grande dignità al fenomeno.

Nonostante tutto i film della blaxploitation riscossero un enorme successo presso il numeroso pubblico afroamericano e non solo. Come già detto elementi caratterizzanti erano i protagonisti neri, sesso, violenza e ottime colonne sonore incentrate su ritmi funk e soul degnamente rappresentate nella compilation Can you dig it?




La nascita del filone se la contendono Pupe calde e mafia nera (Cotton comes to Harlem, 1970), storia di due poliziotti neri ad Harlem e (udite, udite) Sweet Sweetback's Baadasssss Song (1971). Il film narra le gesta di un gigolò nero ingiustamente accusato da poliziotti bianchi. La grande novità sta nel fatto che il protagonista ne esce vincente, cosa talmente insolita da far si che il film venisse consigliato addirittura dalle Pantere Nere. Dentro c'è un po' tutto: l'ingiustizia, il sesso, la rivolta, il razzismo, la droga e la fuga. Alla colonna sonora collaborano anche gli Earth, Wind and Fire.

Il film più celebre del movimento rimane comunque Shaft il detective (1971) conosciuto anche dal grande pubblico grazie al remake moderno interpretato da Samuel Lee Jackson. Il film è molto vicino al cinema più classico presentando una storia poliziesca abbastanza ordinaria. Nonostante ciò il successo fu strepitoso. Incassi dieci volte superiori al budget investito salvarono la Metro Goldwyn Mayer che navigava in cattive acque. Isaac  Hayes vinse l'oscar per la canzone Shaft e tutta la colonna sonora venne nominata dall'Academy.

Nel 1972 si assiste a una vera e propria invasione di pellicole di questo genere, molte delle quali diedero vita anche a più sequel. In Superfly il protagonista era uno spacciatore che amava godersi la vita mentre in Rubare alla mafia è un suicidio (Across 110th street) la 110a strada divide i bianchi dai neri e i poliziotti Pope (nero) e Mattelli (bianco) devono districare una brutta faccenda: dei balordi hanno rubato soldi alla mafia e si sa, rubare alla mafia è un suicidio. Anche qui ottimi nomi in colonna sonora: Curtis Mayfield e Bobby Womack.



Il 1973 è l'anno della blaxploitation al femminile. Tamara Dobson è la tosta detective Cleopatra Jones alle prese con il traffico di droga mentre la bellissima Pam Grier è Coffy, un'infermiera in cerca di vendetta.  La Grier bissa l'anno seguente interpretando l'altrettanto tosta Foxy Brown. Roy Ayers e Willie Hutch figurano tra i compositori.

Verso la metà del decennio, a causa delle forti pressioni esercitate dal movimento Coalition Against Blaxploitation che sosteneva che il fenomeno rendesse un cattivo servizio alla gente di colore, forte anche del fatto che i soldi spesso se li intascavano i bianchi, i film appartenenti al filone iniziarono a scemare scomparendo poi del tutto.

Una piccola ripresa del genere ci fu negli anni novanta durante i quali furono prodotti alcuni film che richiamavano le tematiche del genere. Uno dei più noti omaggi al filone resta lo splendido Jackie Brown di Quentin Tarantino che diede la parte della protagonista proprio a Pam grier, una delle eroine della Blaxploitation.










domenica 22 aprile 2012

A-Z: AA.VV. - I LOVE RADIO ROCK

L'appuntamento con questa specie di rubrica etichettata come A-Z nasceva qualche tempo fa per la voglia di proporre la musica che nel corso degli anni mi è capitato di ascoltare. Album di culto (personale ovviamente), ottima musica, semplice intrattenimento, musica di merda, album imperfetti, insomma di tutto un po'...

Decisi di seguire un ordine rigorosamente alfabetico, così per praticità.

Dopo vari mesi ancora non sono riuscito a passare ai veri artisti e siamo ancora impelagati alla voce, che inizia per A, AA.-VV., quella delle compilation e delle colonne sonore.

Devo dire che l'ascolto di queste è a volte un vero toccasana e torno a proporvi la soundtrack di uno dei tanti film che non ho visto. I love radio rock mi dicono sia una pellicola davvero piacevole e se così è la colonna sonora non è da meno. Puro amore per le sonorità rock dei meravigliosi Sessanta.

Ascoltiamoci qualcosa:

Dal 1964 il brano All day and all of the night dei britannici The Kinks.



Dal genio di Burt Bacharach e Hal David un pezzo lasciato al cantante Herb Alpert diventa un piccolo gioiello: This guy's in love with you, registrata nel 1968, raggiunge in breve la posizione numero 1 nella Billboard Top Ten.



A opera dei The Troggs il brano With a girl like you che nel 1966 raggiungeva invece la vetta delle U.K. charts.



Chiudiamo con Yesterday man di Chris Andrews, pezzo che si posiziona "solo" al terzo posto delle classifiche inglesi ma sfonda in Irlanda e Germania.



lunedì 26 marzo 2012

AN EVENING WITH: ENNIO MORRICONE

Quella del concerto diretto da Ennio Morricone è stata un'esperienza insolita ed emozionante. Ma andiamo con ordine. Torino, Auditorium Rai, galleria, ultima fila proprio in linea con le spalle del Maestro, ottima visuale nonostante la distanza, acustica perfetta, giusto per inquadrare la situazione. Prima dell'inizio del concerto i numerosi orchestrali provano tutti nello stesso momento ma ognuno per conto proprio, parti di temi famosi che si accavallano, suoni che si rincorrono, un caos straniante e affascinante allo stesso tempo. Si dà uno sguardo al programma, ci si mette comodi, le luci si abbassano e qui accade la prima cosa strana. Entra in scena Ennio Morricone (e ovviamente non è questa la cosa strana). Piccola digressione. Pur conoscendo, come molti di voi suppongo, tanti dei temi musicali composti dal Maestro grazie ai film di cui i pezzi sono l'immenso accompagnamento musicale, non ho mai seguito la carriera del compositore con l'attenzione del fan o dello studioso. Eppure il veder salire sul palco Morricone ha creato quella sensazione di tuffo al cuore, quell'emozione che molti musicisti di cui sono fan non mi avevano trasmesso. Così, senza fare niente, solo con la su presenza. Questo mi è sembrato strano, non riesco a spiegarmelo. Applausi, saluti e si va a incominciare. Una prima parte di concerto letteralmente da brividi. Si inizia con un brano dedicato a Falcone e Borsellino (Varianti su un segnale di polizia) per proseguire con la suite intitolata Fogli sparsi grazie alla quale il pubblico ascolterà i temi tratti dai film H2S, Il clan dei siciliani, Metti una sera a cena e Maddalena. A questo punto c'era già stata l'estasi, non quella dell'oro ma la mia. Una suite fantastica al termine della quale non potevo fare a meno di pormi alcune domande e fare delle considerazioni. Tra le domande principalmente la seguente: "Come può un uomo riuscire a concepire tutto questo? Pensare a tutti questi suoni, avere in testa tutti questi strumenti, armonizzarne le combinazioni e creare tali meraviglie?". "Come riesce a continuare a farlo a 84 suonati?". Una cosa immensa di cui ci si rende conto solo quando ci si trova davanti tutta l'orchestra apparecchiata e questo grandissimo Signore, ma proprio un Gran Signore, a dirigerla. Magia, cos'altro? Tra le considerazioni il fatto di non aver mai capito a fondo la musica e di non aver tutti i mezzi per farlo. La consapevolezza di non capirla ma la certezza di amarla, e per ora mi basta. Comunque il meglio ancora deve arrivare. E arriva. Perché in fondo aspettavo il vecchio west, quello di Leone, così sporco nelle immagine quanto soave nei suoni. Partono le note de Il buono, il brutto e il cattivo e arriva la pelle d'oca. Sensazioni impossibili da descrivere con C'era una volta il west ma soprattutto con l'inarrivabile sequenza tratta da Giù la testa, roba da lacrime. E finalmente L'estasi dell'oro senza sentire minimamente la mancanza dell'attacco dirompente dei Metallica. Commozione pura e intervallo tra scrosci infiniti d'applausi (meritatissimi). Splendida la voce del soprano solista Susanna Rigacci. Altra considerazione durante l'intervallo: questi splendidi musicisti, davanti a eventi come questo, come fanno a non cagarsi addosso? Se sbagli un attacco, una nota, fai una cappella davanti a Morricone. Come si regge a quest'emozione? I coristi, lo stesso soprano che sarà una professionista esagerata, ma come fanno? Probabilmente sono mostri, mi cagavo addosso io per loro! Devo dire che non c'è stata la minima sbavatura e se c'è stata io non me ne sono accorto (e forse non ne sarei in grado). Film d'impegno nella seconda parte con una suite contenente il celebre tema tratto da Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto ma anche brani da Sostiene Pereira, La classe operaia va in Paradiso, La battaglia di Algeri, Sacco e Vanzetti, Vittime di guerra e Queimada. A seguire una selezione da Baaria dedicata a Tornatore. Ci si avvia apparentemente al finale con Il deserto dei tartari, Riccardo III e il celebre tema di Mission. Dico apparentemente perché questo giovincello classe 1928, nonostante ora ed età esce e rientra sul palco subissato da applausi e standing ovation almeno quattro o cinque volte per concedere i bis non dimenticando mai di ringraziare musici e pubblico. Trovano spazio altre emozioni e brani dal capolavoro C'era una volta in America. Un'emozione veramente difficile da spiegare a parole, un'esperienza unica. Se il ragazzo (che ha anche fatto sfigurare Fassino che vicino a lui sembrava suo nonno) passasse dalle vostre parti non ci pensate due volte, non ci pensate neanche mezzo secondo, piuttosto digiunate qualche giorno e mettete da parte i soldi (i biglietti non erano neanche cari visti i prezzi di oggi) e andatelo a sentire. Un ringraziamento particolare a mia moglie che mi ha regalato il biglietto e con poca lungimiranza non l'ha preso anche per lei. Aaaarghhh!

lunedì 19 marzo 2012

A-Z: AA.VV - SHREK THE THIRD

La scorsa settimana ho iniziato la mia vita da pendolare. L'azienda, con una mossa degna del miglior giocoliere sulla piazza, ha trasferito la sede a 30 km dal posto in cui la maggior parte dei lavoratori si è costruito una vita. Lo possono fare, la legge lo consente, ci sono situazioni peggiori e tutto quello che volete. Intanto le persone, che da noi lavorano quasi tutti a 4 ore (io sono già tra i fortunati), sono state costrette a fare ancora una volta i salti mortali. Stare fuori casa 7/8 ore per lavorarne 4, guadagnare 600 euro e spenderne 150/200 di benzina, dover combattere per riuscire a tenersi un eventuale secondo part-time e cose del genere. Ma a chi importa? In fondo GIA' ti pagano lo stipendio, non ti basta? Mica pensate che basti lavorare per averlo? Che siete, scemi?

Comunque non è di questo che volevo parlarvi, bensì di musica. Visto che la nuova vita iniziava con un po' di nervosismo, ho pensato di usare la musica come cura. Infilo il giubbotto, esco di casa, cuffia R nell'orecchio destro, cuffia L in quello sinistro. Accendo il lettore, regolo il volume e inizio a camminare. Bus, metro, treno, navetta.

Per allietare questo primo giorno avevo bisogno di una musica allegra, divertente, priva di toni cupi e passaggi troppo assordanti. Avevo già in programma di parlare della soundtrack del film Shrek the third, saga che cinematograficamente ho iniziato a detestare. Ricordavo però un album scanzonato, energico e divertente. Devo dire che ha svolto bene il suo compito, sono arrivato a lavoro rilassato e ritemprato.

L'attacco funziona al meglio, la freschezza delle inconfondibili sonorità degli Eels, i loro stacchetti e i suoni campionati, uniti ad alcuni dei loro versi, mettono buonumore.

I'm just tryin' to get by/With my pride a little bit intact/And they're all insane/Such a royal pain in the neck.

Certo non è facile di questi tempi andare avanti con l'orgoglio intatto ma almeno ci si prova, ce la si mette tutta facendo quel che ci sembra giusto.

La sferzata d'energia arriva dai Ramones con la loro Do you remember Rock 'n' Roll Radio? dove il combo modifica il tipico 1/2/3/casino e lascia spazio al sax che sostituisce in qualche modo il riff di chitarra. Un pezzo just for fan che ci riporta direttamente alla fine dei '70. Il riffone di Immigrant song degli Zeppelin riporta a inizio dello stesso decennio, un brano ormai mitico che continua l'opera di ricarica. Ancora energia confermata dal timbro potente di Fergie nell' hard rock Barracuda e nell'incedere noto a tutti di Live and let die di McCartney.

When you were young and your heart
was an open book
You used to say live and let live
But if this ever changin world
in which we live in
makes you give in and cry
Say live and let die
Live and let die

Non mancano episodi più sdolcinati e ruffianelli come la Best days di Matt White o Other ways di Trevor Hall ma si rientra subito in carreggiata con la potente Joker and the thief degli australiani Wolfmother.



Attenzione particolare al brano Cats in the cradle di Harry Chapin che io ricordavo nella versione Ugly Kid Joe. Una ballata amara narrata da un padre che non trova il tempo da dedicare al proprio figlio, un figlio che cresce però nel mito del padre e vuole diventare proprio come lui. Diventerà infatti un figlio che non troverà più il tempo da dedicare al proprio padre.
Un brano sentito e toccante soprattutto per chi nella società frenetica odierna ha la fortuna di essere genitore (oggi ad esempio io non riuscirò a essere alla festa del papà all'asilo di mia figlia, sempre grazie alla meravigliosa azienda di cui sopra).

E ancora Eels, Macy Gray, il funk di Sly and the Family Stone reinterpretato da Banderas e Eddie Murphy in maniera tutto sommato divertente, una compilation che garantisce un ascolto rinfrescante e ritemprante, una manciate di belle canzoni, con qualche calo di tono, che si fanno ascoltare ben più di quanto ormai l'orco si faccia guardare.



My child arrived just the other day
He came to the world in the usual way
But there were planes to catch and bills to pay
He learned to walk while I was away
And he was talkin' 'fore I knew it, and as he grew
He'd say "I'm gonna be like you dad
You know I'm gonna be like you"

And the cat's in the cradle and the silver spoon
Little boy blue and the man on the moon
When you comin' home dad?
I don't know when, but we'll get together then son
You know we'll have a good time then

My son turned ten just the other day
He said, "Thanks for the ball, Dad, come on let's play
Can you teach me to throw", I said "Not today
I got a lot to do", he said, "That's ok"
And he walked away but his smile never dimmed
And said, "I'm gonna be like him, yeah
You know I'm gonna be like him"

And the cat's in the cradle and the silver spoon
Little boy blue and the man on the moon
When you comin' home son?
I don't know when, but we'll get together then son
You know we'll have a good time then

Well, he came home from college just the other day
So much like a man I just had to say
"Son, I'm proud of you, can you sit for a while?"
He shook his head and said with a smile
"What I'd really like, Dad, is to borrow the car keys
See you later, can I have them please?"

And the cat's in the cradle and the silver spoon
Little boy blue and the man on the moon
When you comin' home son?
I don't know when, but we'll get together then son
You know we'll have a good time then

I've long since retired, my son's moved away
I called him up just the other day
I said, "I'd like to see you if you don't mind"
He said, "I'd love to, Dad, if I can find the time
You see my new job's a hassle and kids have the flu
But it's sure nice talking to you, Dad
It's been sure nice talking to you"

And as I hung up the phone it occurred to me
He'd grown up just like me
My boy was just like me

And the cat's in the cradle and the silver spoon
Little boy blue and the man on the moon
When you comin' home son?
I don't know when, but we'll get together then son
You know we'll have a good time then

giovedì 1 marzo 2012

A-Z: AA.VV. MY BLUEBERRY NIGHTS

Come promesso nel post dedicato al film Un bacio romantico, eccomi qui a proporvi qualche brano preso dalla colonna sonora della pellicola.

Musica dolce che ben si adatta alle situazioni proposte dalla storia e che accompagna con le sue parti strumentali l'idea del viaggio e dello spostamento come crescita e cambiamento.

In fondo ci può essere un viaggio senza musica, soprattutto se questo è in solitaria? Anche solo una semplice passeggiata assume rilevanza e toni differenti se accompagnata da della buona musica ascoltata in cuffia, il mondo cambia o almeno la nostra percezione di esso, e in qualche modo sembra più bello. Semplicemente.

Per l'aspetto on the road della pellicola l'accompagnamento musicale è affidato al chitarrista e compositore Ry Cooder coadiuvato da altri musicisti che offrono il loro contributo strumentale.

Ovviamente Norah Jones, protagonista della pellicola, ricopre un ruolo niente affatto marginale anche in colonna sonora alla riuscita della quale contribuisce con la dolcezza dei suoi pezzi.

Una dolcezza candida in cerca di nuovi modi per dire cose già dette oggi e ieri e ieri l'altro e il giorno prima ancora e on and on...

Nora Jones - The story.


I don't know how to begin
Cause the story has been told before
I will sing along i suppose
I guess it's just how it goes

And now those sprangs in the air
I don't go down anywhere
I guess it's just how it goes
The stories have all been told before

But if you don't char
The light won't hit your eye
And the moon won't rise
Before it's time

But if you don't char
The light won't hit your eye
And the moon won't rise
Before it's time

But i don't know how it will end
With all those records playin'
I guess it's just how it goes
The stories have all been told before
I guess it's just how it goes
The stories have all been told before
I guess it's just how it goes

Ry Cooder - Ely Nevada.



Chikara Tsuzuki - Yumejis Theme.



Chiudiamo con un pezzo che mi piace parecchio, Devil's Highway degli Hello Stranger.


I am a poor wayfaring stranger
I am your enemy for hire
I cut the line, I brave the danger
I've come to seek my savior
L'amour here she flies

I close my eyes to see her face
I lay down to die on my devil's highway

Then beneath the sand there lies a story
There are ghosts who wait and hide
There were others who saw glory faded fast before me
L'adore now she cries

I close my eyes to see her face
I lay down to die on my devil's highway

Devil's highway
Devil's highway
Devil's highway
Devil's highway

With the earthbound heavens aflame
The thicket cuts me to the bone
The carry on howl calls me by name
Masses that the desert claims
I'm going back home, back home

I close my eyes to see her face
I lay down to die on my devil's highway

martedì 14 febbraio 2012

A-Z: AA.VV. - JUNO

Oggi ci ascoltiamo qualcosa presa di peso dalla soundtrack del film Juno di Jason Reitman. Una colonna sonora delicata che vive principalmente di tonalità soffuse e acustiche, musica leggera con una forte predilezione per pezzi che richiamano filastrocche e cantilene. Musica dolce e malinconica a tratti quasi evanescente.

La maggior parte dei pezzi dell'album sono della cantante americana Kimya Dawson, brani che canta con il supporto delle due band Antsy Pants e The Moldy Peaches in una straniante e cantilenante sovrapposizione di voci.

E' stata la stessa Ellen Page, protagonista del film a suggerire l'uso dei pezzi della Dawson per le musiche di Juno.



Senza discostarsi in maniera decisa a livello di sonorità, in scaletta trovano posto anche nomi più celebri quali Velvet Underground, Sonic Youth, Belle and Sebastien, The Kinks, Buddy Holly e Mott the Hoople.

Sonic Youth - Superstar


Long ago
and oh so far away
I fell in love with you
before the second show
your guitar
it sounds so sweet and clear
but you're not really there
it's just the radio

don't you remember you told me you love me baby
you said you'd be coming back this way again baby
baby baby baby baby oh baby
I love you, I really do

loneliness, is such a sad affair
and I can hardly wait
to be with you again
what to say
to make you come again
come back to me again
and play your sad guitar

don't you remember you told me you love me baby
you said you'd be coming back this way again baby
baby baby baby baby oh baby
I love you, I really do

don't you remember you told me you love me baby
you said you'd be coming back this way again baby
baby baby baby baby oh baby
I love you, I really do

martedì 31 gennaio 2012

A-Z: AA.VV - JOE STRUMMER - THE FUTURE IS UNWRITTEN

Forse è di nuovo tempo. Il terreno non è fertile come una volta ma forse è davvero di nuovo tempo. Perché ascoltando alcuni di questi pezzi qualcosa si muove. Sarà l'energia, sarà il senso diffuso d'ingiustizia o solo la voglia che le cose cambino.

La parola rock, la parola riot, l'espressione I'm so bored with...

Ancora musica da un'opera cinematografica che non ho visto, ovviamente pezzi dal repertorio dei Clash, stralci d'intervista a Joe Strummer, le sue scelte musicali, brani in versione inedita e pezzi provenienti dagli albori della storia dei The Clash.

Voglia di ribellione ma anche tanto altro... gamberi e pecore, rabbia e dolcezza.

Ascoltiamoci Rock the Casbah nella versione di Rachid Taha apprezzata dallo stesso Strummer.



I pezzi inseriti in questa compilation donano all'album una grande varietà di stili e generi, dagli MC5 a Woody Guthrie, da Bob Dylan a Nina Simone.

E ovviamente i Clash.

White Riot - The Clash



White riot - I wanna riot
White riot - a riot of my own
White riot - I wanna riot
White riot - a riot of my own

Black people gotta lot a problems
But they don't mind throwing a brick
White people go to school
Where they teach you how to be thick

An' everybody's doing
Just what they're told to
An' nobody wants
To go to jail!

White riot - I wanna riot
White riot - a riot of my own
White riot - I wanna riot
White riot - a riot of my own

All the power's in the hands
Of people rich enough to buy it
While we walk the street
Too chicken to even try it

Everybody's doing
Just what they're told to
Nobody wants
To go to jail!

White riot - I wanna riot
White riot - a riot of my own
White riot - I wanna riot
White riot - a riot of my own

Are you taking over
or are you taking orders?
Are you going backwards
Or are you going forwards?

mercoledì 4 gennaio 2012

A-Z: AA.VV. - BE KIND REWIND

Torno ad allietarvi con la rubrica A-Z che si era presa qualche giorno di pausa involontaria come sempre dovuta alla solita mancanza di tempo. Ancora una volta la proposta di qualche video tratto dalla colonna sonora di un film che ancora non ho avuto modo di vedere ma che tutti mi dicono divertentissimo.

Come nel film i due protagonisti, Jack Black e Mos Def, rielaborano in maniera amatoriale alcuni classici del cinema, allo stesso modo ma in maniera più professionale, lo stesso Mos Def e il compositore Jean-Michel Bernard rielaborano brani musicali alternandoli a versioni originali di grandi pezzi del passato tra jazz, funk e blues con l'aiuto del regista della pellicola Michel Gondry.

Ecco a voi la versione di Mos Def del brano Yours feets too big di Fats Waller inserito in un medley con altri pezzi dalla soundtrack.



Vi propongo anche il funk di Billy Preston con Nothing from nothing.

lunedì 5 dicembre 2011

A-Z: AA.VV. - ACROSS THE UNIVERSE

Ammetto che fin dall'uscita del film Across the universe provai una discreta curiosità per la pellicola. Per un motivo o per l'altro poi non vidi mai il film.

Non so bene il perché, in fondo non si può guardare tutto e forse anche l'ascolto di questa colonna sonora non ha aiutato.

Nonostante il progetto fosse di sicuro interesse (quello del film sicuramente), questa colonna sonora mi lascia decisamente freddo.

Nonostante l'apporto al lavoro di nomi importanti come Bono, The Edge, Joe Cocker, Secret Machines e degli attori stessi ho trovato il risultato trascurabile.

Con tutta probabilità ci troviamo di fronte a un opera che perde di significato se slegata dalle immagini. Alcuni pezzi risultano anche piacevoli all'ascolto, alcuni decisamente meno. Ma perché darsene pena quando possiamo sempre tornare agli eccelsi originali?

Mi piacerebbe sapere da chi l'ha visto se la visione del film vale la pena.

Dana Fuchs e Martin Luther McCoy eseguono Don't let me down.



Bono con i Secret Machines su I'm the walrus.



Being for the benefit of Mr. Kite di Eddie Izzard.

venerdì 18 novembre 2011

A-Z: AA.VV. - ONCE

Oggi vi propongo la colonna sonora di un film che non ho mai visto.

Once narra la storia (anche dolente mi par di capire), ambientata in Irlanda, di due aspiranti musicisti che si innamorano accomunati da un sogno e dalla passione per la musica.

Film a basso budget dove i due protagonisti non sono attori professionisti bensì due musicisti. Glen Hansard ha alle spalle un'unica esperienza attoriale che risale al film The Commitments, Markéta Irglova nemmeno quella.

In compenso la Irglova vince a soli 19 anni il premio Oscar per la miglior canzone, tratta proprio da questo Once per il quale i due musicisti hanno composto, suonato e cantato tutti i pezzi.

Il brano premiato è quello in apertura di disco: Falling slowly.


I don't know you
But I want you
All the more for that
Words fall through me
And always fool me
And I can't react
And games that never amount
To more than they're meant
Will play themselves out

Take this sinking boat and point it home
We've still got time
Raise your hopeful voice you have a choice
You'll make it now

Falling slowly, eyes that know me
And I can't go back
Moods that take me and erase me
And I'm painted black
You have suffered enough
And warred with yourself
It's time that you won

Take this sinking boat and point it home
We've still got time
Raise your hopeful voice you have a choice
You've made it now
Falling slowly sing your melody
I'll sing it loud


I vari brani probabilmente acquistano maggior vigore uniti alle immagini del film e ascoltati in sequenza in quanto pezzi della medesima storia della quale Lies è un'altro episodio.


I think it's time, we give it up
And figure out what's stopping us
From breathing easy, and talking straight
The way is clear if you're ready now
The volunteer is slowing down
And taking time to save himself

The little cracks they escalated
And before we knew it was too late
For making circles and telling lies

You're moving too fast for me
And I can't keep up with you
Maybe if you slowed down for me
I could see you're only telling
Lies, lies, lies
Breaking us down with your
Lies, lies, lies
When will you learn

The little cracks they escalated
And before you know it is too late
For making circles and telling lies

You're moving too fast for me
And I can't keep up with you
Maybe if you'd slowed down for me
I could see you're only telling
Lies, lies, lies
Breaking us down with your
Lies, lies, lies
When will you learn


Ancora una: Leave.


I can't wait forever is all that you said
Before you stood up
And you won't disappoint me
I can do that myself
But I'm glad that you've come
Now if you don't mind

Leave, leave,
And free yourself at the same time
Leave, leave,
I don't understand, you've already gone

And I hope you feel better
Now that it's out
What took you so long
And the truth has a habit
Of falling out of your mouth
But now that it's come
If you don't mind

Leave, leave,
And please yourself at the same time
Leave, leave,
Let go of my hand
You said what you have to now
Leave, leave,
Let go of my hand
You said what you came to now
Leave, leave,
Leave, leave,
Let go of my hand
You said what you have to now
Leave, leave,

lunedì 14 novembre 2011

A-Z: AA.VV. - BROKEN FLOWERS

Nel 2005 il regista Jim Jarmusch porta nelle sale il bel film Broken Flowers, interpretato da un bravissimo Bill Murray.

Il protagonista, Don (lo stesso Murray), viene a sapere tramite una lettera anonima scritta su carta profumata rosa, di essere padre di un figlio mai conosciuto.
Inizia così un bellissimo viaggio in cerca di tutte le sue ex, candidate a essere le possibili autrici della lettera.

Non manca in colonna sonora della buona musica.

La parte principale è opera del musicista etiope Mulatu Astatke che lascia al film ben 5 pezzi dei quali vi propongo Yegelle Tezeta e Yekermo sew eseguite live con gli Heliocentrics.

Ascoltai il primo di questi brani come sottofondo a un CD didattico preparato in azienda da un formatore (che fine ha fatto Max???), mi piacque e mi procurai questa colonna sonora.





Il brano d'apertura, There is an end, è invece affidato ai Greenhornes insieme alla cantautrice inglese Holly Golightly (non è un nome d'arte, si chiama proprio così).



Words disappear,
Words weren't so clear,
Only echos passing through the night.

The lines on my face,
Your fingers once traced,
Fading reflection of what was.

Thoughts re-arrange,
Familar now strange,
All my skin is drifting on the wind.

Spring brings the rain,
With winter comes pain,
Every season has an end.

I try to see through the disguise,
But the clouds were there,
Blocking out the sun (the sun).

Thoughts re-arrange,
Familar now strange,
All my skin is drifting on the wind.

Spring brings the rain,
With winter comes pain,
Every season has an end.

There's an end,
There's an end,
There's an end,
There's an end,
There's an end.

domenica 6 novembre 2011

A-Z: AA.VV. - WOODY ALLEN'S MOVIES

Alla riuscita dei bellissimi film del grande Woody Allen, oltre ai suoi splendidi scorci cittadini che come lui nessuno, ha contribuito anche una scelta di brani musicali di grande classe.

Grande appassionato di jazz e, almeno così si dice, mediocre musicista, Allen accompagna le sue immagini con brani di grandi artisti del genere.



Da Settembre ci ascoltiamo My ideal eseguita da Art Tatum e Ben Webster.



Sull'incipit di Manhattan si può ascoltare Rhapsody in blue di Gershwin.



Da Radio days Glen Miller e la sua orchestra eseguono In the mood.



Dallo stesso film Duke Ellington e la sua orchestra eseguono Take the A train.

martedì 11 ottobre 2011

A-Z: AA.VV. - KILL BILL VOL. II

Devo dire che questo secondo volume (parliamo della colonna sonora, non del film) l'ho trovato decisamente meno convincente e coinvolgente della prima parte, nonostante alcuni artisti siano comuni a entrambi i dischetti.

C'e meno roba che mi prende, qualcosa di buono però c'è.

Il mio pezzo preferito è sicuramente Malguena Salerosa, un classico pezzo messicano risalente addirittura alla fine degli anni 40', qui reinterpretato dal regista Robert Rodriguez (grande amico di Tarantino) e dagli Chignon, band dal sapore Tex-Mex.

Nonostante la mia poca simpatia verso i ritmi latini questo pezzo rimane impagabile.



Vi lascio con il pezzo degli Shivaree, Goodnight moon, che apre questa seconda parte della colonna sonora di Kill Bill.


There's a nail in the door
And there's glass on the lawn
Tacks on the floor
And the TV is on
And I always sleep with my guns when you're gone

There's a blade by the bed
And a phone in my hand
A dog on the floor
And some cash on the nightstand
When I'm all alone the dreaming stops
And I just can't stand

What should I do I'm just a little baby
What if the lights go out
And maybe and then the wind just starts to moan
Outside the door he followed me home

So goodnight moon
I want the sun
If it's not here soon
I might be done
No it won't be too soon 'til I say goodnight moon

There's a shark in the pool
And a witch in the tree
A crazy old neighbor and he's been watching me
And there's footsteps loud and strong coming down the hall
Something's under the bed
Now it's out in the hedge
There's a big black crow sitting on my window ledge
And I hear something scratching through the wall

What should I do I'm just a little baby
What if the lights go out
And maybe I just hate to be all alone
Outside the door he followed me home
So goodnight moon
I want the sun
If it's not here soon
I might be done
No it won't be too soon 'til I say goodnight moon

Well you're up so high
How can you save me
When the dark comes here
Tonight to take me up
The mouth from woke
And into bed where it kisses my face
And eats my hair

Oh what should I do I'm just a little baby
What if the lights go out and maybe
And then the wind just starts to moan
Outside the door he followed me home
Now goodnight moon
I want the sun
If it's not here soon
I might be done
No it won't be too soon 'til I say
Goodnight moon
No it won't be too soon 'til I say
Goodnight moon

sabato 8 ottobre 2011

A-Z: AA.VV. - KILL BILL VOL. I

Una colonna sonora degna del film, carica di phatos e coinvolgente. Davvero piacevole all'ascolto e densa di pezzi interessanti.

Come al solito Tarantino, rielabora, ricicla e rimescola (e non solo). Recupera The grand duel dallo spaghetti western Il grande duello, tema portante composto dal premio oscar Luis Bacalov (ottenuto per le musiche de Il postino).

Compositore e arrangiatore, Bacalov oltre al cinema si è dedicato a moltissimi successi della musica italiana anni '60.



Molte le influenze orientali nel primo capitolo del film, il buon Quentin prende in prestito anche il pezzo del chitarrista giapponese Tomoyasu Hotei. Il pezzo è Battle without honor or humanity.



Attrice e cantante, Meiko Kaji lascia il suo segno in questa colonna sonora e sul film. Interprete in Lady Snowblood, film al quale Kill Bill è debitore, contribuisce alla riuscita del film di Tarantino con ben due pezzi. Questo è Flower of carnage.



Chiudiamo con The lonely shepherd del flautista rumeno Gheorghe Zamfir. Suoi anche pezzi finiti in film quali Picnic ad Hanging Rock, C'era una volta in America e Karate Kid.

lunedì 12 settembre 2011

A-Z: AA.VV. - THE MATRIX. MUSIC FROM THE MOTION PICTURE

Nel 1999 a corredo del film ormai considerato un cult dai fan, esce il CD della colonna sonora di The Matrix dei fratelli Wachowski orientata verso sonorità elettroniche e metal di stampo (molto vagamente) industrial/tamarro.

Forse proprio da qui nasceva il mio periodo di innammoramento per i Rammstein, affievolitosi poi col tempo. La loro Du Hast resta ancora un potentissimo pezzo.
Da seguire anche il bel video che accompagnava lo stesso.



Niente male anche il brano del duo inglese Propellerheads, Spybreak!

mercoledì 7 settembre 2011

A-Z: AA.VV. - JACKIE BROWN

Nel 1997 esce forse il film più sottovalutato di Quentin Tarantino. Schiacciato da Le iene e Pulp Fiction prima e i due Kill Bill dopo, Jackie Brown rimane comunque un grandissimo film.

Anche nella colonna sonora, che comunque reputo meno incisiva anche se forse più coerente di quella di Pulp Fiction, compare almeno un grandissimo pezzo.

Il brano Across the 110th street l'avevo già proposto in passato ma non riesco a fare a meno di rifilarvelo nuovamente.

Il pezzo di Bobby Womack esce nel 1972 per l'omonimo film inserito nel filone della blaxploitation omaggiata anche da Tarantino proprio in Jackie Brown.



I was the third brother of five,
Doing whatever I had to do to survive.
I'm not saying what I did was alright,
Trying to break out of the ghetto was a day to day fight.

Been down so long, getting up didn't cross my mind,
I knew there was a better way of life that I was just trying to find.
You don't know what you'll do until you're put under pressure,
Across 110th Street is a hell of a tester.

Across 110th Street,
Pimps trying to catch a woman that's weak
Across 110th Street,
Pushers won't let the junkie go free.
Across 110th Street,
Woman trying to catch a trick on the street.
Across 110th Street,
You can find it all in the street.

I got one more thing I'd like to y'all about right now.
Hey brother, there's a better way out.
Snorting that coke, shooting that dope man you're copping out.
Take my advice, it's either live or die.
You've got to be strong, if you want to survive.

The family on the other side of town,
Would catch hell without a ghetto around.
In every city you find the same thing going down,
Harlem is the capital of every ghetto town.

Across 110th Street,
Pimps trying to catch a woman that's weak
Across 110th Street,
Pushers won't let the junkie go free.
Across 110th Street,
A woman trying to catch a trick on the street, ouh baby
Across 110th Street,
You can find it all in the street.
Yes he can, oh

Look around you, just look around you,
Look around you, look around you, uh yeah.

mercoledì 24 agosto 2011

A-Z: AA.VV. - PULP FICTION

Nel 1994 esce Pulp Fiction di Quentin Tarantino, film che ha segnato il decennio cinematografico (e non solo) con buona pace dei detrattori.

Tanto bello il film quanto valida la colonna sonora. Tarantino sarà anche uno che ricicla ma come lo fa lui nessuno. Ottima anche la scelta musicale che spazia tra vari generi riuscendo comunque a creare un accompagnamento alla narrazione che risulta omogeneo per quanto azzeccato.

Gli Urge Overkill prestano al film la loro cover, decisamente convincente, di un pezzo di Neil Diamond del 1967. Il pezzo è Girl, you'll be a woman soon.



Girl, you'll be a woman... soon

I love you so much, can't count all the ways
I've died for you girl and all they can say is
"He's not your kind"
They never get tired of putting me down
And I'll never know when I come around
What I'm gonna find
Don't let them make up your mind.
Don't you know...

Girl, you'll be a woman soon,
Please, come take my hand
Girl, you'll be a woman soon,
Soon, you'll need a man

I've been misunderstood for all of my life
But what they're saying girl it cuts like a knife
"The boy's no good"
Well I've finally found what I'm a looking for
But if they get their chance they'll end it for sure
Surely would
Baby I've done all I could
Now it's up to you...

Girl, you'll be a woman soon,
Please, come take my hand
Girl, you'll be a woman soon,
Soon, you'll need a man

Girl, you'll be a woman soon,
Please, come take my hand
Girl, you'll be a woman soon,
Soon but soon, you'll need a man


Parecchio Surf Rock nell'album, ed ecco il re del surf con il brano portante della pellicola (in realtà un tradizionale greco), l'inguardabile Dick Dale con Miserlou incisa nel 1962.

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