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martedì 11 luglio 2017

STARK

(di Edward Bunker, 2006)

Stark è uno dei due romanzi di Edward Bunker pubblicati postumi, esce nel 2006, anno successivo alla morte dello scrittore, e ancora una volta ci troviamo di fronte a un romanzo criminale. In realtà Stark è più una novella criminale a dirla tutta, un libro breve che ha un sapore lievemente diverso da quello di alcuni dei suoi illustri predecessori. Leggendo infatti opere come Litte Boy Blue, Come una bestia feroce o Animal Factory, si aveva la chiara impressione di venir calati dentro narrazioni ad alto tasso di realtà, cosa che effettivamente avveniva in quanto la vita difficile e sregolata dello scrittore era molto spesso alla base delle vicende narrate nei suddetti romanzi. Nell'incedere della narrazione non si percepiva quasi mai la presenza di un'afflato finzionale, la mano dell'autore sembrava condurci in luoghi duri, da noi molto lontani ma comunque palpabilmente molto, molto reali, caratteristica questa difficilmente riscontrabile in opere di scrittori anche molto gettonati e dediti a generi affini a quelli trattati da Edward Bunker.

Stark sembra avere un taglio un poco diverso, come sottolinea anche la moglie di Bunker, Jennifer Steele, nella postfazione al libro, Stark è uno dei primi scritti dello scrittore, rimasto in un cassetto fino alla sua morte, tornato alla luce grazie all'interessamento dell'agente letterario Nat Sobel. Lo stile di Bunker probabilmente ancora non era definito, lo scritto era poco autobiografico, il tipo di personaggio narrato (un truffatore) non troppo amato dal suo stesso creatore, fatto sta che questa volta ci si trova di fronte a un libro che si percepisce essere puramente finzionale, diverso dalle altre opere dello scrittore. Non che in questo ci sia qualcosa di male, anzi, Stark è un bel libro, scritto benissimo e che si legge tutto d'un fiato, coinvolgente e divertente. Non il solito Bunker, davvero buono ma certamente non il migliore. Comunque ad avercene.

Ernie Stark non era la persona più perbene sulla Terra. Chiedetelo agli amici. Sempre che li avesse. Era un imbroglione di mezza tacca che sognava costantemente di fare il colpo grosso. Quello che lo avrebbe fatto vivere da gran signore. Ma il più delle volte restava fregato. Se non dal pollo di turno, dalla polizia.

Nelle prime quattro righe del romanzo c'è la perfetta descrizione del suo protagonista, un truffatore tossicodipendente in libertà, tenuto stretto al guinzaglio dal detective Crowley, intenzionato a usarlo come informatore per arrivare ai fornitori di un giro grosso di droga che ha come piccolo distributore l'hawaiano Momo Mendoza. Mentre Crowley non si fà scrupolo nel mettere in pericolo l'integrità di Stark nell'ambiente della mala, quest'ultimo deve destreggiarsi per guadagnarsi la fiducia di Momo e non destare troppi sospetti nel suo diffidente guardaspalle muto, il minaccioso e ben piazzato Dummy, con il quale Stark condivise in passato l'ospitalità nelle patrie galere. È dura tenere in contemporanea a bada la scimmia della tossicodipendenza, il desiderio per Dorie, la ragazza di Momo, i sospetti di Dummy e le pretese di Crowley, cercando allo stesso tempo di entrare nel giro grosso, un po' per allentare la presa della polizia, un po' nella speranza di riuscire davvero a svoltare una volta per tutte fregando magari quanta più gente possibile. Tra un inganno e l'altro Stark ci proverà, lasciandosi alle spalle una cospicua scia di guai e cadaveri.

Libro molto cinematografico, una storia che sarebbe perfetta per una buona trasposizione per il grande schermo, non per nulla Edward Bunker ha firmato nell'arco della sua carriera anche diverse sceneggiature (Vigilato speciale, A 30 secondi dalla fine, Animal Factory) e ha collaborato come consulente al film capolavoro di Michael Mann: Heat - La sfida. Magari non troppo rappresentativo di quel che è stato il Bunker scrittore ma Stark rimane comunque una lettura consigliata.

Edward Bunker in Le iene (Mr. Blue)

sabato 19 giugno 2010

EDWARD BUNKER

Edward Bunker non ha avuto una vita facile, tutt’altro. Per rendersi conto di quanto sia vera questa affermazione è sufficiente leggere il toccante Little Boy Blue, traducibile con piccolo ragazzo triste, autobiografia dello scrittore che copre il periodo dell’infanzia fino ai 17 anni, età alla quale Bunker verrà condannato e rinchiuso a San Quentin ottenendo il primato di più giovane recluso in assoluto del penitenziario.
Nonostante Bunker si sia fatto svariati anni di carcere per errori che realmente ha commesso, non si può non provare pena per quel ragazzino che, azione dopo azione, abuso dopo abuso, errore dopo errore, si trasformerà nella sua versione adulta.
In Little Boy Blue seguiamo l’infanzia di Alex Hammond, alter ego di Bunker stesso, figlio di una madre che di lui si disinteressa completamente e di un padre che, pur affezionato al ragazzo, non riesce a mantenerlo. Così Alex passa da un collegio militare all’altro, cambia famiglie affidatarie e prova l’esperienza dei riformatori. Le crisi violente, manifestazione del rifiuto e del dolore procuratogli da questa situazione, lo portano a dover scontare spesso punizioni da lui ritenute ingiuste. Il ragazzo sviluppa un’avversione per le autorità che gli porterà altro dolore e gli alienerà la possibilità di un reinserimento nella società. Le esperienze che Alex/Bunker dovrà affrontare sono di quelle terribili per un bambino di undici anni o poco più capaci di far male anche al lettore di questo libro. Sul passaggio a San Quentin si chiude l’autobiografia della prima parte della vita di Bunker che verrà in seguito ripresa nel libro Educazione di una canaglia.
Lo stile di Bunker è denso e corposo, non facile ne scorrevole, maturato con la lettura in carcere di moltissimi libri e da una particolare predisposizione dello scrittore per la letteratura russa. I libri di fiction scritti da Bunker hanno qualcosa di indefinibile.
Leggendo Come una bestia feroce, racconto di un’ipotetica seconda possibilità trasformatasi in un tentativo di rapina a mano armata, si ha l’impressione di star leggendo la realtà. Bunker evita ogni spettacolarità, ogni esagerazione, i personaggi sono veri le situazioni veritiere.
Ottima prova anche in Animal factory, romanzo d’ambientazione carceraria. Anche qui la sensazione che si ha leggendo le pagine di Bunker è quella di estremo realismo.
Dopo il successo letterario, arrivato verso la metà degli anni ’70, arriverà anche la possibilità di una vita tranquilla grazie anche ai molteplici incarichi ricevuti come consulente nel settore cinematografico. Il suo volto è ormai diventato popolare grazie all’interpretazione di Mr. Blue ne Le iene di Quentin Tarantino, grande fan dei romanzi di Bunker. Dopo la morte dello scrittore (2005) sono usciti ancora due suoi romanzi postumi, Stark del 2006 e Mia è la vendetta del 2009.

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