(The love bug di Robert Stevenson, 1968)
Torna sugli schermi di casa nostra, per la gioia di mia figlia, l'accoppiata Robert Stevenson e Dean Jones questa volta con Un maggiolino tutto matto. Abbandonati i partner a quattro zampe di F.B.I. operazione gatto, il duo qui si affida a una spalla meccanica capace di rubare scena e fama a tutti quanti, parliamo ovviamente dell'intramontabile maggiolino Herbie. Va da sé che la visione del film porti ondate di piacevoli ricordi, in particolare nel mio caso quello legato alla prima visione del film a casa dei nonni con i quali ho trascorso gran parte della mia infanzia.
A rivederle ora, nonostante possano piacere ancora a chiunque, è lampate come produzioni di questo tipo fossero spiccatamente rivolte a un pubblico di bambini, è stupefacente vedere come la pellicola, nonostante la stanchezza collettiva della giornata, sia riuscita a tener desta l'attenzione di Laura molto più di quella di noi genitori comunque toccati dall'effetto nostalgia suscitato dal film. Quel che funzionava già sul finire dei '60 funziona bene ancor oggi, in barba a tutti gli effetti speciali moderni e a tutte le diavolerie digitali e gli schermi verdi di cui il cinema moderno spesso si avvale. Se una cosa è fatta bene e con passione probabilmente durerà.
La trama la conosceranno tutti, per i più distratti che rischiano di far confusione tra questo primo episodio e i suoi svariati sequel ecco di cosa si tratta: il pilota di auto da corsa Jim Douglas (Dean Jones) non si rassegna all'evidente fase discendente presa dalla sua carriera. In cerca di una nuova auto economica da acquistare e guidare si imbatte in un'occasione a buon mercato nell'altrimenti lussuoso concessionario del signor Thorndyke (David Tomlinson). Qui, oltre al maggiolino bianco, Jim incontra l'assistente di Thorndyke, la bella Carol (Michele Lee), della quale si invaghisce.
Provata la nuova auto a Jim basta poco per capire come questa abbia qualcosa di strano, toccherà al suo amico meccanico Tennessee (Buddy Hackett) convincerlo di come Herbie, nome dato al maggiolino dal meccanico stesso, sia un'auto del tutto speciale. A bordo del maggiolino Jim tornerà a vincere e a rivaleggiare con lo stesso Thorndyke in numerose gare, tra sabotaggi, stranezze e finali di corsa strampalati.
Oltre alla simpatia suscitata da Herbie funzionano molto bene le location, le riprese delle gare e le strade di San Francisco. Gli attori sono rodati per film di questo genere, Dean Jones a parte (che diamo per assodato) pensiamo al solo Tomlinson che compare in capisaldi come Mary Poppins e Pomi d'ottone e manici di scopa.
Un maggiolino tutto matto è il classico film per ragazzi dove tutto funziona, ancora oggi a quasi cinquant'anni dalla sua uscita.
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martedì 24 novembre 2015
giovedì 10 settembre 2015
F.B.I. - OPERAZIONE GATTO
(That darn cat di Robert Stevenson, 1965)
La visione di F.B.I. - Operazione gatto (come potrebbe essere quella di altri film più o meno dello stesso stampo e periodo), si è rivelata per me un tuffo nella più completa e genuina nostalgia. I film Disney per ragazzi degli anni '60 e '70 mi riportano alla mente le visioni collettive in oratorio, le serate passate davanti al televisore a casa dei nonni o le visioni per le scolaresche elementari al cinema di seconda visione Agnelli. Nello specifico il film in questione è stato un tuffo nel passato e al contempo felice riscoperta, in quanto trama e dettagli erano ormai sbiaditi tra mille altri ricordi. Più vivido invece quello di Dean Jones, scomparso di recente e al quale mi permetto con affetto di dedicare questo post. L'attore è stato l'emblema di questo tipo di cinema per diversi anni, lasciando l'impronta in pellicole come Quattro bassotti per un danese, Un maggiolino tutto matto, Pistaaa... arriva il gatto delle nevi, Herbie al rally di Montecarlo e ovviamente questo F.B.I. - Operazione gatto.
È una piacevole sensazione constatare come il film risulti tutto sommato divertente ancora oggi e appetibile anche per le nuove generazioni di bambini. In fondo l'animale protagonista tira sempre, i dialoghi offrono battute divertenti propinate con buon ritmo e frequenza, c'è il giusto garbo e non manca nemmeno una sceneggiatura che oltre alla commedia attinge al giallo per la costruzione della vicenda.
Il gatto Gigi (pronunciato alla francese) ha l'abitudine di scorrazzare libero per il vicinato in cerca di cibo. Durante una delle sue scorribande capita nel nascondiglio di due rapinatori di banche, Iggy (Frank Gorshin) e Dan (Neville Brand), che tengono in ostaggio la cassiera Ms. Miller (Grayson Hall). Quest'ultima, prima che il gatto torni sui suoi passi, riesce a sostituire al collare dell'animale il suo orologio da polso con inciso su un messaggio di aiuto. Quando la giovane Patti Randall (Hayley Mills), padrona di Gigi, trova l'orologio, si metterà in moto una strampalata indagine che vedrà coinvolto in primis l'agente Kelso dell'F.B.I. (Dean Jones).
Comicità leggera ma divertente che ovviamente surclassa il versante giallo del film soverchiando finanche l'immancabile accenno di commedia rosa garantita dalle simpatie appena accennate della sorella più grande di Patti, Ingrid Randall, interpretata da Dorothy Provine. Diversi invece i passaggi di pura slapstick comedy con protagonista l'amico di Patti, Canoa (Tom Lowell) e diverse altre comparse tra le quali anche l'attore Roddy McDowall. Il film gode di un bel cast e anche i due rapinatori hanno le facce giuste, cattiva una e più sadica l'altra, di attori non proprio di primo pelo, famosi anche e soprattutto per i ruoli televisivi interpretati in Bonanza (Neville Brand) e nel Batman camp degli anni '60 (Frank Gorshin, era l'Enigmista).
Tutto funziona, Stevenson è un professionista navigato, e la tenuta del film, a cinquant'anni dalla sua uscita, è qui a dimostrarlo.
La visione di F.B.I. - Operazione gatto (come potrebbe essere quella di altri film più o meno dello stesso stampo e periodo), si è rivelata per me un tuffo nella più completa e genuina nostalgia. I film Disney per ragazzi degli anni '60 e '70 mi riportano alla mente le visioni collettive in oratorio, le serate passate davanti al televisore a casa dei nonni o le visioni per le scolaresche elementari al cinema di seconda visione Agnelli. Nello specifico il film in questione è stato un tuffo nel passato e al contempo felice riscoperta, in quanto trama e dettagli erano ormai sbiaditi tra mille altri ricordi. Più vivido invece quello di Dean Jones, scomparso di recente e al quale mi permetto con affetto di dedicare questo post. L'attore è stato l'emblema di questo tipo di cinema per diversi anni, lasciando l'impronta in pellicole come Quattro bassotti per un danese, Un maggiolino tutto matto, Pistaaa... arriva il gatto delle nevi, Herbie al rally di Montecarlo e ovviamente questo F.B.I. - Operazione gatto.
È una piacevole sensazione constatare come il film risulti tutto sommato divertente ancora oggi e appetibile anche per le nuove generazioni di bambini. In fondo l'animale protagonista tira sempre, i dialoghi offrono battute divertenti propinate con buon ritmo e frequenza, c'è il giusto garbo e non manca nemmeno una sceneggiatura che oltre alla commedia attinge al giallo per la costruzione della vicenda.
Il gatto Gigi (pronunciato alla francese) ha l'abitudine di scorrazzare libero per il vicinato in cerca di cibo. Durante una delle sue scorribande capita nel nascondiglio di due rapinatori di banche, Iggy (Frank Gorshin) e Dan (Neville Brand), che tengono in ostaggio la cassiera Ms. Miller (Grayson Hall). Quest'ultima, prima che il gatto torni sui suoi passi, riesce a sostituire al collare dell'animale il suo orologio da polso con inciso su un messaggio di aiuto. Quando la giovane Patti Randall (Hayley Mills), padrona di Gigi, trova l'orologio, si metterà in moto una strampalata indagine che vedrà coinvolto in primis l'agente Kelso dell'F.B.I. (Dean Jones).
Comicità leggera ma divertente che ovviamente surclassa il versante giallo del film soverchiando finanche l'immancabile accenno di commedia rosa garantita dalle simpatie appena accennate della sorella più grande di Patti, Ingrid Randall, interpretata da Dorothy Provine. Diversi invece i passaggi di pura slapstick comedy con protagonista l'amico di Patti, Canoa (Tom Lowell) e diverse altre comparse tra le quali anche l'attore Roddy McDowall. Il film gode di un bel cast e anche i due rapinatori hanno le facce giuste, cattiva una e più sadica l'altra, di attori non proprio di primo pelo, famosi anche e soprattutto per i ruoli televisivi interpretati in Bonanza (Neville Brand) e nel Batman camp degli anni '60 (Frank Gorshin, era l'Enigmista).
Tutto funziona, Stevenson è un professionista navigato, e la tenuta del film, a cinquant'anni dalla sua uscita, è qui a dimostrarlo.
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