Visualizzazione post con etichetta Ruben Fleischer. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ruben Fleischer. Mostra tutti i post

domenica 6 novembre 2022

VENOM

(di Ruben Fleischer, 2018)

Come ormai sanno benissimo i fan della Marvel Comics e anche buona parte dei sostenitori del solo universo cinematografico messo in piedi dai Marvel Studios (ormai Disney) e che ha preso il nome di Marvel Cinematic Universe, la questione dei diritti di sfruttamento al cinema degli eroi Marvel è (ed è stata ancor di più in passato) materia complicata assai. Senza voler riassumere tutta la trafila di questioni legali di cui si è ampiamente discusso in diverse occasioni, basti sapere che la Sony ha ancora in mano i diritti di sfruttamento dei personaggi e delle idee legati alla figura di Spider-Man (e Venom è uno di questi); per quel che riguarda l'amichevole arrampicamuri di quartiere si è trovato un accordo tra la Sony stessa e i Marvel Studios per far rientrare Spidey (quello di Tom Holland ma non solo) all'interno del MCU, operazione con tutta probabilità di gran convenienza per entrambe le parti che possono così spartirsi le fette di una torta molto, molto grande. Discorso diverso per i personaggi a latere del mondo di Peter Parker con i quali la Sony ha in programma, un programma che sta già realizzando, di sviluppare una sorta di universo narrativo secondario dove personaggi come Venom, Morbius e in futuro Kraven il cacciatore e altri ancora potranno trovare posto: il Sony's Spider-Man Universe. Questione complessa, immagino i fan avrebbero piacere di vedere tutti i personaggi Marvel passare in mano ai Marvel Studios, aspettiamo ancora un vero esordio per i brand che erano finiti in mano alla 20th Century Fox (Fantastici 4, X-Men) e che ora la Disney ha acquistato, difficilmente però la Sony mollerà a cuor leggero quella che potenzialmente è ancora una gallina dalle uova d'oro (ci saranno invece quasi certamente altre collaborazioni). Così tocca proprio a questo Venom inaugurare quello che sulla carta avrebbe potuto essere un universo narrativo parecchio oscuro (Venom, Morbius, Kraven... non proprio degli allegroni) ma che almeno con questo primo capitolo si rivela essere molto più innocuo di quel che ci si potesse aspettare.

Carlton Drake (Riz Ahmed) è un multimilionario a capo di un impero industriale all'avanguardia, le sue attività comprendono anche l'esplorazione spaziale. Al ritorno da una delle sue missioni esplorative nel cosmo, una delle navicelle della Life Foundation torna sulla Terra portando alcuni esemplari extraterrestri, una sorta di simbionti che per sopravvivere alle condizioni terrestri necessitano di legarsi a un corpo ospite. Non tutti gli umani sono però in grado di sopportare l'unione con uno di questi simbionti, organismi alieni che spesso provocano la morte del corpo che li ospita; incurante di tutto ciò Drake continua la sperimentazione causando quindi la morte di numerosi "volontari". Eddie Brock (Tom Hardy) è invece un giornalista d'inchiesta molto attivo sui social, ha l'occasione per intervistare proprio Drake, sotto raccomandazione del giornale per cui lavora di trattare l'eminente personalità (e finanziatore del giornale) con i guanti bianchi, cosa che Eddie ovviamente non farà, perdendo così tutto: casa, lavoro, fidanzata (Michelle Williams). Quando per Eddie si presenterà l'occasione di trovare delle prove sulle sporche manovre portate avanti da Drake, sarà proprio il giornalista a legarsi accidentalmente a uno dei simbionti, Venom, diventando contro la sua volontà una sorta di (anti)eroe dai poteri (e dalla fame) decisamente interessanti.

In questa trasposizione molto del fascino del personaggio Marvel si è perso, il fatto di non aver potuto legare (o di non aver voluto, poco importa) l'origine del personaggio alla storia di Spider-Man ha reso il Venom di Tom Hardy molto meno interessante della sua controparte cartacea. Nel mondo dei fumetti inizialmente quello che solo più avanti conosceremo come Venom sembra essere semplicemente un nuovo costume dell'Uomo Ragno proveniente da un pianeta alieno, sarà Reed Richards dei Fantastici 4 a scoprirlo senziente; una volta ripudiato da Peter Parker perché cosa viva e anche pericolosa, il simbionte si legherà a Brock che già di suo odia Peter Parker (per motivi che non stiamo a spiegare) sfruttando questo odio per diventare il nemico numero uno di Spider-Man, un nemico che per popolarità, grazie anche alle matite innovative di Todd McFarlane, rivaleggerà anche con il classico Green Goblin. Questo contrasto è inesistente nel film, Spider-Man nemmeno compare, fatto che costringe gli sceneggiatori e il regista Ruben Fleischer a confezionare una storia molto più semplice e meno stratificata che deve ripiegare su una sorta di buddy movie "a solo" ricreando le dinamiche da strana coppia tra Eddie Brock (personaggio molto ripulito rispetto all'originale) e Venom affidandole a Tom Hardy e alla computer grafica, dinamiche a tratti anche divertenti ma che non lasciano troppo a un film tutto sommato trascurabile e di scarso interesse. Ruben Fleischer è anche bravo, alcune sequenze action sono davvero ben dirette, Tom Hardy lo conosciamo ma diciamo che qui il suo talento, di solito strepitoso, non viene espresso al meglio, troppo lunga la parte introduttiva che, non mettendo in campo nulla di troppo profondo, si poteva accorciare, purtroppo anche quando finalmente compare Venom i momenti di giubilo non si presentano, il film viene presto archiviato tra i superflui e presto dimenticabili. Peccato, il personaggio avrebbe meritato di meglio. Resta sempre valido l'assunto che per i fan del genere una visione può valer la pena, anche tra i cinecomics c'è molto, molto di meglio, ma se appunto il genere piace...

sabato 19 febbraio 2022

BENVENUTI A ZOMBIELAND

(Zombieland di Ruben Fleischer, 2009)

Benvenuti a Zombieland è una commedia horror che in maniera inspiegabile nel nostro paese non ha trovato la via delle sale cinematografiche per approdare direttamente in home video. Non ci troviamo di certo di fronte a un capolavoro, non di meno il film di Fleischer aveva tutte le carte in regola per meritare una maggiore attenzione da parte dei nostri distributori, non fosse altro che per il cast di sicuro richiamo composto da Woody Harrelson, Emma Stone, Jesse Eisenberg, Abigail Breslin, Amber Heard e Bill Murray; dopo aver visto il film la scelta appare in effetti poco spiegabile. Non è un film che possa vantare grande profondità questo Zombieland però è innegabile che sia un prodotto ben diretto, ben interpretato da ottimi attori a loro agio nel contesto e soprattutto molto, molto divertente. Le situazioni comiche e le battute in Zombieland si susseguono con un ritmo incalzante, incastonate tra citazioni pop, sottotesti leggeri, soluzioni di regia ruffiane ma funzionali e il cameo esilarante di un Bill Murray ormai icona, non sarà L'alba dei morti dementi ma alla fine ci si diverte davvero parecchio.

L'America è stata devastata dal solito virus, un'evoluzione di quello della "mucca pazza" questa volta; la piaga ha trasformato la maggior parte della popolazione in zombie affamati di carne umana. I sopravvissuti si contano sulle dita di una mano (noi ne incontriamo appena cinque), tra di loro c'è Columbus (Jesse Eisenberg), un giovane sfigato che si è dato delle regole ben precise per sopravvivere il più a lungo possibile all'apocalisse zombie, tra queste c'è quella di mantenersi in forma, questi zombie infatti corrono e sono anche veloci, sparare sempre due volte, controllare i sedili posteriori delle auto, non guidare senza la cintura allacciata e cose di questo tipo. Il protagonista senza nome (nel nuovo mondo ci si identifica con la città di origine o di destinazione, per lui appunto Columbus) sta cercando di tornare dalla sua famiglia di cui sente per la prima volta in vita sua la mancanza, durante il viaggio incontra Tallahassee (Woody Harrelson), un vero duro ammazzazombie che ha come scopo principale quello di trovare una scorta delle sue merendine preferite, i Twinkie, il cui sapore gli ricorda i bei tempi andati, quando ancora aveva qualcuno per cui valesse la pena vivere. La coppia mal assortita deciderà di fare un pezzo di strada insieme finché incapperà nel duo composto dalle giovani Wichita (Emma Stone) e Little Rock (Abigail Breslin), due fanciulle dirette al parco giochi Pacific Playland di Los Angeles e molto meno indifese di quel che possano sembrare all'apparenza.

Di apocalissi zombie ne abbiamo viste a iosa, Benvenuti a Zombieland si rivela essere una delle più divertenti insieme a quelle proposte dal già citato L'alba dei morti dementi di Edgar Wright o da I morti non muoiono di Jim Jarmush nel quale è protagonista proprio Bill Murray. Nel film di Fleischer è presente anche qualche velata critica alla società moderna, pensiamo all'isolamento tecnologico di Colombus che prima della piaga vive da recluso nella sua camera passando il tempo sul web a giocare ai videogiochi e senza sentire il bisogno di un contatto umano: famiglia non pervenuta, coraggio per parlare alla ragazza della stanza 406 (Amber Heard) inesistente. Ad ogni modo il succo del film non è di certo la denuncia sociale ma quello del puro divertimento, in questo sia il regista che la coppia di sceneggiatori (Reese e Wernick) non falliscono, se anche alcune soluzioni di Fleischer risultano già viste, come la presenza costante di scritte in sovrimpressione a scandire le regole fondamentali per sopravvivere all'apocalisse, il risultato finale è molto convincente con alcune punte di genio (riservate alla comparsa di Murray nel ruolo di sé stesso). Harrelson è un grande, lo sappiamo, e qui si mangia la scena interpretando questo duro rozzo ma dal cuore tenero, Eisenberg e la Stone costruiscono una bella coppia da rom-com adolescenziale infilata in una struttura che è quella del road movie durante il quale i protagonisti troveranno dei buoni motivi per dare fiducia al prossimo e per affrontare le difficoltà presentate dal nuovo mondo insieme, poggiando la loro nuova vita sulla solidarietà e sulla nuovissima regola del "goditi le piccole cose", quelle quotidiane, come può essere il sapore di una merendina. L'aspetto però da tenere in maggiore considerazione, e mi ripeto, è che Zombieland è un film molto divertente, se volete farvi due risate qui andate sul sicuro. Menzione particolare per la colonna sonora che spazia da Willie Nelson ai Blue Oyster Cult, da Hank Williams alla splendida in apertura For whom the bell tolls dei Metallica fino ad arrivare al tema di Ghostbusters. Bill Murray docet.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...