(Maleficent: Mistress of evil di Joachim Rønning, 2019)
Il nuovo corso intrapreso dalla Walt Disney Pictures volto a trasporre in live action i personaggi dei suoi più celebri successi d'animazione mi interessa veramente poco. Il fenomeno non è nuovo, i primi esperimenti significativi si registrano già a cavallo del passaggio di millennio con i due film dedicati ai piccoli dalmata de La carica dei 101 che vedevano tra i protagonisti diversi nomi di richiamo tra i quali spiccava la Crudelia De Mon interpretata da Glenn Close. Dopodiché un decennio di pausa e la ripresa nel 2010 con il terribile Alice in Wonderland di Tim Burton che si rivela però una manna al botteghino (come prima di questo già fece La carica dei 101 live action), ancora qualche anno di pausa e proprio con il primo episodio di Maleficent, qualitativamente superiore ai precedenti esperimenti, la produzione di questi adattamenti diventa massiva e continuativa con ben dieci film negli ultimi cinque anni e un programma fitto per il prossimo futuro. In casa Disney si è presto capito come non fosse necessaria una qualità eccelsa nella scrittura di questi film, ne tanto meno imbastire un discorso d'autore nelle trasposizioni che, a parte qualche caso (Tim Burton, Guy Ritchie e Kenneth Branagh), vengono affidate a onesti mestieranti. Alla fine bisogna ammettere che hanno avuto ragione loro, Burton e Branagh hanno offerto prove a dir poco opache (e voglio essere magnanimo), Ritchie me lo sono risparmiato perché vorrei ricordarlo da vivo, quando firmava cose come Lock & Stock o The Snatch. Oltre alle prove sottotono dei nomi più blasonati, a confermare l'esito scontato di queste operazioni ci sono gli incassi che continuano a far fregare le mani dei capoccia di casa Disney, allora perché non perseverare sulla strada già battuta? Alla luce delle precedenti opinioni, snobbate la gran parte di queste trasposizioni ma avendo una figlia in età perfetta per i film per famiglie e ovviamente affascinata dalla figura di Malefica (come potrebbe essere altrimenti nella sua versione Jolie?), abbiamo affrontato in sala la visione di Maleficent - Signora del male.
Come nel primo episodio, anche in questo sequel l'esito si rivela più che discreto, perde il fattore novità e lascia campo libero a qualche perplessità nello sviluppo (si ha l'impressione di una continuità non lineare con l'episodio precedente), nel contenuto il film è un po' in controtendenza rispetto al precedente, meno femminista, qui la cattiveria vera è tutta donna, personificata in una ancora splendida Michelle Pfeiffer, la regina Ingrid, madre dell'imbelle Filippo (Harris Dickinson) e moglie di un pacifico Re Giovanni (Robert Lindsay)che auspica un'unione tra il suo regno e quello degli esseri fatati della Brughiera dei quali Malefica (Angelina Jolie) è indubbiamente l'esponente di maggior potere. Il grosso della riuscita del film, pur non essendo questa grande attrice, è da imputare proprio alla Jolie, la scelta di Angelina per la parte di Malefica è tanto indovinata quanto quella di Robert Downey Jr. in quella di Tony Stark, una di quelle scelte di casting che lasciano pensare che nessun'altra attrice avrebbe potuto ricoprire meglio quel ruolo. La Jolie, oltre ad essere stupenda nonostante le modifiche spigolose ai tratti del viso, è semplicemente Malefica, non hanno importanza la caratura dell'attore, la prestazione o l'intensità della parte quando si può avere la vera Malefica. Il resto è accessorio. Il film funziona nell'ottica del prodotto familiare, storia lineare che non crea grandi scossoni ne particolari emozioni, godibile e caratterizzata da una tecnica digitale avanzata che offre alcune soluzioni interessanti, legate alla razza di Malefica, al loro covo, e alla loro presentazione di per sé già multietnica e globalizzata, e altre ormai abusate con secchiate di verde e costruzioni medievaleggianti di gran lusso a fare da cornice. Il plot presenta un conflitto tra consuocere che metterà al centro cattiveria, tradimenti e una bella dose di buoni sentimenti, viene confermato il resto del cast del film precedente con l'aggiunta di Chiwetel Ejiofor nei panni di Conall, punto di riferimento della razza alata che auspica un riavvicinamento con gli umani. Non c'è molto altro da aggiungere.
La forza di Malefica - Signora del male sta nel personaggio in sé già funzionale nella sua versione animata e perfetto con volto e corpo della Jolie. Un fascino che probabilmente gli altri personaggi "trasposti" non hanno, infatti questo film è l'unico che mia figlia mi ha chiesto di andare a vedere al Cinema (per fortuna), ma questo ha poca importanza, io questi film continuerò a non guardarli (almeno in sala) e la Disney continuerà a riempire le casse. Più o meno tutti contenti.
Visualizzazione post con etichetta Joachim Rønning. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Joachim Rønning. Mostra tutti i post
domenica 3 novembre 2019
sabato 1 luglio 2017
PIRATI DEI CARAIBI - LA VENDETTA DI SALAZAR
(Pirates of the Caribbean: dead men tell no tales di Joachim Rønning ed Espen Sandberg, 2017)
Finalmente anche questa è fatta, avevamo i biglietti gratis per andare a vedere questo ultimo (per ora) capitolo della saga più noiosa di tutti i tempi e quindi... been there, done that, bought the t-shirt.
Prima di andare in sala ho letto diverse recensioni su La vendetta di Salazar che lasciavano presagire la visione di un film decisamente migliore rispetto ai capitoli immediatamente precedenti. In parte ciò è anche vero, il più grande punto a favore di questo film rispetto agli altri è la durata più contenuta, dai dieci ai trenta minuti in meno rispetto agli altri episodi, sembra una cosa da poco ma posso garantirvi che non lo è, il minutaggio elevato è stata la principale causa di sconforto nell'ora finale di tutte le visioni precedenti.
Qui tutto è più sopportabile, anche le sequenze di battaglia non sono mai interminabili, la noia viene tenuta a bada con mestiere, ciò non toglie che nel complesso il film risulti comunque privo di particolare interesse. La trama è semplice e duplice. C'è una nave di fantasmi comandata dal Capitano spagnolo Salazar (Javier Bardem) che cerca vendetta nei confronti di Jack Sparrow (Johnny Depp), il pirata che in gioventù aveva condannato la ciurma di Salazar a un'esistenza da non-morti. In parallelo assistiamo alla storia di Henry Turner (Brenton Thwaites), figlio di Will (Orlando Bloom) ed Elizabeth (Keira Knightely), che cerca fin da bambino di trovare il modo di spezzare la maledizione che lega il padre allo scafo dell'Olandese Volante. Ad allargare il cast arriva Carina Smith (Kaya Scodelario), una (g)astronoma in possesso del segreto per trovare il tridente di Poseidone, manufatto magico capace di spezzare ogni maledizione.
Ci sono diversi buoni momenti lungo il corso della pellicola, a partire dall'ottima scena iniziale durante la quale Jack Sparrow e la sua ciurma tentano un'improbabile rapina alla banca in quel di Saint-Martin. È proprio qui che si incontrano i destini di Jack, Henry e Carina che ben presto incroceranno le loro strade ancora una volta con quella di Barbossa (Geoffrey Rush) e inevitabilmente con quella del feroce Salazar. Devo dire che, senza nulla rivelare, anche l'ultima sequenza del film aveva trovato finalmente la giusta carica sentimentale, traducendosi potenzialmente in un buon finale che sarebbe stato perfetto per archiviare finalmente la saga. Poi in Disney si son fatti due conti e hanno aggiunto una scena dopo i titoli di coda (maledetti).
Poco interessante a mio avviso il Capitano Salazar che non regge il confronto con i vari personaggi visti in questo e nei film precedenti, non parlo solo di Sparrow che ormai avrete capito non essere esattamente il mio idolo, ma soprattutto di Barbossa, Barbanera, Davy Jones e compagnia cantante. A conti fatti un episodio digeribile per chi ama il tema, io cosa posso dirvi? Not my cup of tea!
Finalmente anche questa è fatta, avevamo i biglietti gratis per andare a vedere questo ultimo (per ora) capitolo della saga più noiosa di tutti i tempi e quindi... been there, done that, bought the t-shirt.
Prima di andare in sala ho letto diverse recensioni su La vendetta di Salazar che lasciavano presagire la visione di un film decisamente migliore rispetto ai capitoli immediatamente precedenti. In parte ciò è anche vero, il più grande punto a favore di questo film rispetto agli altri è la durata più contenuta, dai dieci ai trenta minuti in meno rispetto agli altri episodi, sembra una cosa da poco ma posso garantirvi che non lo è, il minutaggio elevato è stata la principale causa di sconforto nell'ora finale di tutte le visioni precedenti.
Qui tutto è più sopportabile, anche le sequenze di battaglia non sono mai interminabili, la noia viene tenuta a bada con mestiere, ciò non toglie che nel complesso il film risulti comunque privo di particolare interesse. La trama è semplice e duplice. C'è una nave di fantasmi comandata dal Capitano spagnolo Salazar (Javier Bardem) che cerca vendetta nei confronti di Jack Sparrow (Johnny Depp), il pirata che in gioventù aveva condannato la ciurma di Salazar a un'esistenza da non-morti. In parallelo assistiamo alla storia di Henry Turner (Brenton Thwaites), figlio di Will (Orlando Bloom) ed Elizabeth (Keira Knightely), che cerca fin da bambino di trovare il modo di spezzare la maledizione che lega il padre allo scafo dell'Olandese Volante. Ad allargare il cast arriva Carina Smith (Kaya Scodelario), una (g)astronoma in possesso del segreto per trovare il tridente di Poseidone, manufatto magico capace di spezzare ogni maledizione.
Ci sono diversi buoni momenti lungo il corso della pellicola, a partire dall'ottima scena iniziale durante la quale Jack Sparrow e la sua ciurma tentano un'improbabile rapina alla banca in quel di Saint-Martin. È proprio qui che si incontrano i destini di Jack, Henry e Carina che ben presto incroceranno le loro strade ancora una volta con quella di Barbossa (Geoffrey Rush) e inevitabilmente con quella del feroce Salazar. Devo dire che, senza nulla rivelare, anche l'ultima sequenza del film aveva trovato finalmente la giusta carica sentimentale, traducendosi potenzialmente in un buon finale che sarebbe stato perfetto per archiviare finalmente la saga. Poi in Disney si son fatti due conti e hanno aggiunto una scena dopo i titoli di coda (maledetti).
Poco interessante a mio avviso il Capitano Salazar che non regge il confronto con i vari personaggi visti in questo e nei film precedenti, non parlo solo di Sparrow che ormai avrete capito non essere esattamente il mio idolo, ma soprattutto di Barbossa, Barbanera, Davy Jones e compagnia cantante. A conti fatti un episodio digeribile per chi ama il tema, io cosa posso dirvi? Not my cup of tea!
Iscriviti a:
Post (Atom)





