(Quatermass 2 di Val Guest, 1957)
I vampiri dello spazio, secondo episodio di una trilogia dedicata al Dr. Quatermass, conferma sostanzialmente le impressioni suscitatemi dalla visione del primo film della serie (L'astronave atomica del Dr. Quatermass).
In definitiva mi viene da dire che per lo più queste pellicole sono preziosi documenti in grado di testimoniare una certa visione della fantascienza dei '50, in particolar modo quella di casa Hammer. A differenza di altri film dello stesso genere e dello stesso periodo la saga dedicata al Dr. Quatermass risente di un ritmo parecchio soporifero che rende la visione poco agevole nonostante la breve durata del film. Non aiuta neanche l'interpretazione di Brian Donlevy che mette in scena un protagonista, lo stesso Quatermass, poco carismatico e affatto accattivante.
Come nel primo episodio anche in questo caso non ci sono grosse sbavature che rendano indigesta la pellicola, il regista Val Guest porta a casa il compito con onore, gli effetti speciali sono quelli dell'epoca e va bene così, però il plot fatica ad avvincere e ad andare avanti. Purtroppo la saga di Quatermass è al momento una delle cose più noiose tra i prodotti simili a questo che mi è capitato di vedere.
E a proposito di plot: alcune strane meteoriti di piccole dimensioni cadono sulla Terra e vengono avvistate dall'osservatorio diretto dal Dr. Quatermass. Il contatto con queste meteoriti, in particolari condizioni, si rivela dannoso per gli umani che riportano ferite in grado di azzerare la loro volontà. A questo strano fenomeno è collegata la costruzione di una base/fabbrica segreta nella campagna inglese dove strani avvenimenti avranno luogo. Toccherà a Quatermass e alcuni fidi collaboratori combattere l'omertà creatasi intorno alla fabbrica.
Non voglio nascondervi di essermi anche addormentato sul finale, che è tutto dire. Certo, ero stanco, ma solitamente con i film non mi capita. Se non siete proprio completisti di filone o periodo il mio parere è che possiate guardare oltre senza subire una grandissima perdita nella vostra personale conoscenza enciclopedica dedicata alla cultura pop. Uomo avvisato...
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lunedì 12 maggio 2014
martedì 17 settembre 2013
L'ASTRONAVE ATOMICA DEL DOTTOR QUATERMASS
(The Quatermass Xperiment di Val Guest, 1955)
Il dottor Quatermass (Brian Donlevy) è il primo scienziato in grado di portare un razzo con un equipaggio di tre uomini oltre l'atmosfera terrestre. Mentre a Quatermass si può riconoscere il trionfo per il lancio effettuato, lo stesso non si può fare per quel che riguarda il ritorno a casa dei tre astronauti. Il razzo infatti precipita sulla Terra andando a piantarsi come una freccetta sul suo bersaglio nella bucolica campagna inglese. Polizia, vigili del fuoco e lo stesso Quatermass giungono sul luogo dell'impatto effettuando una drammatica scoperta. Solo un uomo dell'equipaggio (Richard Wordsworth) ha fatto ritorno a casa, seppur in stato catatonico, mentre non ci sono tracce degli altri due astronauti.
Che fine hanno fatto i due dispersi? Cosa è accaduto lassù e cosa c'è di strano in Caroon, unico dell'equipaggio ad aver fatto ritorno?
Il film è il primo del filone fantastico prodotto dalla casa cinematografica Hammer nota per i suoi noir e solo dopo questa pellicola per il suo catalogo di horror movies. Qui siamo dalle parti della vecchia fantascienza anni '50 che lascia intravedere alcune sfumature orrorifiche qua e là così ben accolte dal pubblico da far sì che la Hammer si dedicasse al genere con grande entusiasmo.
Non fatico a credere che nella metà degli anni '50 il film ottene il dovuto successo, certo è che visto ora si porta sul groppone tutti i decenni trascorsi dalla sua uscita fino a oggi. Nulla stona nella realizzazione del film: la regia è in mano a Val Guest che fà il suo lavoro con perizia, autore tra le altre cose di alcune regie per la tv su serie come Attenti a quei due, Spazio 1999 e Sherlock Holmes & il Dottor Watson, anche gli effetti speciali, seppur caserecci come era d'obbligo all'epoca, sono integrati visivamente in maniera perfetta nella visione d'insieme.
Il ritmo risulta un po' lento e non offre particolari sussulti, nei momenti in cui si vuole creare tensione ci si affida al crescendo musicale ma l'incedere degli eventi coinvolge poco, il plot non ha nulla di originale per lo spettatore odierno che anche nel genere, fermo restando il periodo di provenienza, può trovare di meglio. Quatermass tra l'altro non brilla per simpatia e anche questo un pochino fà. Curiosa l'apparizione della centrale elettrica di Battersea nota ai più grazie alla copertina di Animals dei Pink Floyd qui visibile in un bel bianco e nero d'epoca.
Una pellicola onesta per gli estimatori del genere, da vedere senza pretese aiutati anche dalla durata contenuta che non supera l'ora e mezza.
Il dottor Quatermass (Brian Donlevy) è il primo scienziato in grado di portare un razzo con un equipaggio di tre uomini oltre l'atmosfera terrestre. Mentre a Quatermass si può riconoscere il trionfo per il lancio effettuato, lo stesso non si può fare per quel che riguarda il ritorno a casa dei tre astronauti. Il razzo infatti precipita sulla Terra andando a piantarsi come una freccetta sul suo bersaglio nella bucolica campagna inglese. Polizia, vigili del fuoco e lo stesso Quatermass giungono sul luogo dell'impatto effettuando una drammatica scoperta. Solo un uomo dell'equipaggio (Richard Wordsworth) ha fatto ritorno a casa, seppur in stato catatonico, mentre non ci sono tracce degli altri due astronauti.
Che fine hanno fatto i due dispersi? Cosa è accaduto lassù e cosa c'è di strano in Caroon, unico dell'equipaggio ad aver fatto ritorno?
Il film è il primo del filone fantastico prodotto dalla casa cinematografica Hammer nota per i suoi noir e solo dopo questa pellicola per il suo catalogo di horror movies. Qui siamo dalle parti della vecchia fantascienza anni '50 che lascia intravedere alcune sfumature orrorifiche qua e là così ben accolte dal pubblico da far sì che la Hammer si dedicasse al genere con grande entusiasmo.
Non fatico a credere che nella metà degli anni '50 il film ottene il dovuto successo, certo è che visto ora si porta sul groppone tutti i decenni trascorsi dalla sua uscita fino a oggi. Nulla stona nella realizzazione del film: la regia è in mano a Val Guest che fà il suo lavoro con perizia, autore tra le altre cose di alcune regie per la tv su serie come Attenti a quei due, Spazio 1999 e Sherlock Holmes & il Dottor Watson, anche gli effetti speciali, seppur caserecci come era d'obbligo all'epoca, sono integrati visivamente in maniera perfetta nella visione d'insieme.
Il ritmo risulta un po' lento e non offre particolari sussulti, nei momenti in cui si vuole creare tensione ci si affida al crescendo musicale ma l'incedere degli eventi coinvolge poco, il plot non ha nulla di originale per lo spettatore odierno che anche nel genere, fermo restando il periodo di provenienza, può trovare di meglio. Quatermass tra l'altro non brilla per simpatia e anche questo un pochino fà. Curiosa l'apparizione della centrale elettrica di Battersea nota ai più grazie alla copertina di Animals dei Pink Floyd qui visibile in un bel bianco e nero d'epoca.
Una pellicola onesta per gli estimatori del genere, da vedere senza pretese aiutati anche dalla durata contenuta che non supera l'ora e mezza.
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