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martedì 2 aprile 2019

TRANSFORMERS

(di Michael Bay, 2007)

Michael Bay è un marchio di fabbrica. Il regista, uno dei più redditizi e pagati al mondo, è un certificato di garanzia per chi ama il Cinema muscolare, action, fracassone e anche un po' ignorante, condito di ottimi effetti speciali e di trovate a effetto, e in questo, diciamolo subito, non c'è nulla di male. Scordiamoci il Cinema d'essai che Bay probabilmente non sa nemmeno cosa sia (o meglio, lo sa e non gli interessa, non è con quello che si fanno i soldi a palate), Bay è sinonimo di intrattenimento puro, film pop-corn, blockbuster all'ennesima potenza, chiamatelo come volete, Bay è l'intuizione che ebbe Spielberg decenni fa con la sua visione di un Cinema di intrattenimento per platee vaste fatto con qualità, però con una visione alterata e meno riguardi per la qualità. Se ti rivolgi a un marchio di fabbrica sai più o meno cosa aspettarti, sai che l'occhio vuole la sua parte e che qui l'avrà, poi incroci le dita e speri che sceneggiatura, dialoghi, situazioni non sconfinino troppo nel ridicolo, insomma, a livello di contenuti ti aspetti almeno il minimo sindacale, a volte ottieni di più, a volte molto meno. Con il primo atto della saga dei Transformers in fin dei conti non è andata così male. Non me l'aspettavo, vidi per caso qualche anno fa il quarto capitolo (L'era dell'estinzione), un prodotto degno d'esser dimenticato quarantacinque secondi dopo il termine della visione (se non prima), un film insipido e ridicolo nel quale si salva solo il comparto tecnico. Questo Transformers invece si rivela perlomeno onesto, ci offre un'origin story semplice ma accettabile, l'incontro tra Autobot e Decepticon con la razza umana e tutta l'inevitabile sequela action che sarà il corpo del film insieme alla storia sentimentale, a onor del vero più simpatica e divertente che melensa, tra i due protagonisti Sam Witwicky (Shia LaBeouf) e Mikhaela Barnes (Megan Fox).


Sul piano visivo, fondamentale per quel che riguarda questo tipo di film, non c'è nulla da obiettare, l'unica pecca si riscontra nell'aspetto nostalgico che il film inevitabilmente crea negli spettatori appartenenti a quelle generazioni che hanno ben in mente le serie animate dei Transformers o addirittura le prime serie di giocattoli del marchio Hasbro arrivate qui in Italia. Se diversi personaggi presi di peso da quegli anni sono presenti nel film, la loro ricostruzione digitale e ipertecnologica li rende purtroppo, salvo qualche eccezione, anonimi e irriconoscibili, sensazione acuita dalla scelta di mantenere i nomi originali dei personaggi (Optimus Prime per noi era Commander, Bumblebee era il piccolo Maggiolino, Jazz lo ricordiamo come Tigre e così via...). Quest'ultimo è un'aspetto da non sottovalutare e che in qualche spettatore avrà contribuito ad alimentare un po' d'indifferenza nei confronti di questi personaggi. Infatti, più che dallo scontro tra Autobot e Decepticon, ci si lascia prendere in misura maggiore dalle sventure del giovane Sam, quello che a una prima occhiata potrebbe sembrare un perdente intraprendente, uno che si prodiga per tirar su due soldi per comprare la sua prima auto e che tenterà di conquistare (o perlomeno farsi notare da) l'apparentemente inarrivabile Mikhaela, una ragazza che riserverà ben più di una sorpresa. Dello scontro tra Optimus Prime e Megatron (che non ho visto trasformarsi in pistola, delusione massima) poco ce ne importa, ci godiamo comunque tutte le sequenze action che sono realizzate con una certa maestria, così come apprezziamo le trasformazioni dei robottoni, sempre se ci riserviamo una bella dose di sospensione d'incredulità sul cambio di proporzioni tra auto e robot e se ignoriamo l'aspetto anonimo e poco accattivante dei protagonisti meccanici (decisamente meglio quello della Fox).

Alla fine il film intrattiene, lo si dimentica in fretta ma solo dopo che comunque ha assolto al suo compito, quello di farci passare un paio d'ore spensierate tra fracasso, patatine, coca cola e un pizzico di nostalgia non completamente appagata. La critica (pur non esaltandolo, e come potrebbe?) bolla questo primo capitolo come il più riuscito della serie; in serate svogliate un'occhiata al secondo capitolo la si potrebbe anche dare, avendo in mente però la tragedia che è stata il quarto, un poco di timore resta. Magari con una buona scorta di birra...

martedì 25 agosto 2015

TRANSFORMERS 4 - L'ERA DELL'ESTINZIONE

(Transformers: Age of extinction di Michael Bay, 2014)

Si era in Toscana per un paio di settimane di vacanza, puro relax. Si andò a casa del cugino di mia moglie, grande appassionato di home video. C'era da testare questo schermo High Hd da ben sessantacinque pollici con tanto di impiantone audio collegato, casa praticamente indipendente, nessun rischio di disturbare i vicini. Bambini spediti a giocare in cameretta, scelta del film lasciata al padrone di casa in modo da valorizzare al meglio tutto l'apparato audio visivo.

Sotto questo punto di vista, e solo sotto questo, il quarto capitolo dedicato alla saga dei Transformers si è rivelato pressoché perfetto. La serie di esplosioni, scontri a fuoco, trasformazioni, effetti speciali e inseguimenti ha valorizzato al massimo un impianto da far colare le bave. Una visione domestica di questo tipo è per me una specie di sogno, un sogno parecchio costoso (per le mie tasche almeno) e anche da ragionare in termini di spazi.

L'invasione del digitale ha in casi come questo un suo perché così come la visione collettiva, unica condizione ad aver regalato momenti di vero divertimento. Quelli creati invece dal film sono pochi e puramente involontari, nel marasma da action caos si salvano l'interpretazione di un simpatico Stanley Tucci (che qui fa il cattivo di turno) e un paio di situazioni o battute al limite del ridicolo da risultare veramente divertenti. Per il resto il film è un'esplosione continua a corollario di una trama mai interessante portata avanti da personaggi umani meno credibili degli Autobot o dei Decepticon. Insomma, diciamo che nessuno si è sforzato più di tanto per confezionare un prodotto almeno decente, comparto tecnico a parte.


Certo, si parla di un blockbusterone tamarro, non è che mi aspettassi molto, però c'è prodotto e prodotto. Per dirne una il primo The Avengers era un'altra cosa pur rimanendo nello stesso segmento cinematografico.

L'aspetto che più ho trovato deludente è che il film non mi ha fatto provare un minimo di nostalgia ne mi ha riportato alla mente i personaggi originali dei vecchi cartoni animati dei Transformers. A parte Optimus Prime (che poi per me rimarrà sempre Commander) e un poco riconoscibile Maggiolino (Bumblebee) dov'è il resto della cricca originale? Dove sono Lince, Megatron, Astro, Saetta, Tigre? E il registratore? Beh forse comparivano nei primi tre episodi della saga che non ho visto.

Comunque ci sono i Dino Robot che non mi sono mai piaciuti e che ho trovato poco accattivanti anche qui. Poi c'è una trama poco, poco interessante dentro la quale Mark Whalberg tenta di cavarsela al meglio provando a dar vita al ridicolo personaggio che gli hanno cucito addosso. Gli altri protagonisti umani sono davvero poca cosa, per fortuna c'era almeno Stanley Tucci a tirar su la baracca. Consigliatissima come scena scult la sequenza girata in un agglomerato urbano di Hong Kong che visto su grande schermo ha la capacità di farti accapponare la pelle, durante la quale uno dei protagonisti per individuare la posizione di un fuggitivo esclama "ascensore centrale!" Guardate la foto qui sotto e individuate voi dove possa essere un ascensore centrale. Il momento è stato esilarante e ha provocato scoppi di risa anche a film concluso. Insomma, se non avete un mega impianto da testare io lascerei tranquillamente perdere.



Location di Hong Kong

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