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martedì 8 novembre 2022

ENOLA HOLMES 2

(di Harry Bradbeer, 2022)

La nuova produzione di punta di Netflix, almeno per quel che riguarda questi ultimi giorni, ricalca la formula già adottata per il primo film della serie intitolato semplicemente Enola Holmes e ispirato come quest'ultimo ai libri scritti da Nancy Springer: The Enola Holmes Mysteries. Questo sequel presenta gli stessi pregi e gli stessi difetti del film precedente e più che una sorpresa si rivela quindi essere una solida conferma, sia per la piattaforma che probabilmente lo vedrà diventare un nuovo successo, sia per i fan del primo episodio che qui ritroveranno (quasi) tutti gli elementi che avevano apprezzato nella prima avventura della sorellina minore del mitico Sherlock Holmes. L'unica assenza sembra essere quella del personaggio di Mycroft Holmes interpretato nella prima uscita pubblica di Enola da un Sam Claflin qui escluso dalla sceneggiatura, per il resto sia il cast, sia le ambientazioni, sia lo stile narrativo e la cadenza di ritmo riprendono quanto già visto in Enola Holmes. Siamo quindi di fronte a un film per ragazzi, una variazione dell'intramontabile fascino capace di emanare dalla figura di Holmes, qui traslato al femminile e adattato alle generazioni dei giovani d'oggi facendo leva in maniera intelligente sulla presenza dell'amatissima Millie Bobby Brown, già star della serie Stranger Things anch'essa targata Netflix.

Dopo gli eventi narrati nel film precedente la sorella minore di Sherlock Holmes (Henry Cavill), Enola (Millie Bobby Brown), decide di aprire una sua agenzia investigativa, ma la giovane età della ragazza e la poca esperienza nel campo non le permettono di far ingranare a dovere la sua attività. Quando si avvicina ormai il quasi inevitabile momento della resa, nell'ufficio di Enola Holmes si presenta la piccola Bessie Chapman (Serrana Su-Ling Bliss), una bambina che lavora in una fabbrica di fiammiferi e che denuncia la scomparsa della sorella adottiva Sarah (Hannah Dodd), anche lei impiegata come operaia nella stessa fabbrica. Nonostante la bimba non abbia di che pagare i servizi dell'investigatrice, Enola accetta il caso di buon grado e riesce a farsi assumere nella fabbrica di fiammiferi per iniziare le indagini che la porteranno sulle orme di un'altra fiammiferaia, Mae (Abbie Hern). Da quel momento una serie di indizi e di intuizioni porteranno Enola a convincersi che dietro la sparizione di Sarah ci sia effettivamente qualcosa di molto losco, le sue indagini la porteranno a collaborare sia con l'amato Lord Tewkesbury (Louis Partridge) che con il suo stimato ed esperto fratello Sherlock il quale sta indagando a sua volta su una serie di frodi finanziarie, caso che finirà per collidere con quello seguito dalla sua vivace sorellina. Nel momento del bisogno i due potranno contare anche sull'aiuto di mamma Eudoria (Helena Bonham Carter).

L'unico elemento che può spostare un poco gli equilibri di gradimento tra quest'opera e la precedente è qui l'assenza del fattore "novità", le caratteristiche sono più o meno le stesse già viste in Enola Holmes; c'è però un bel riferimento a un fatto storico reale, lo sciopero delle fiammiferaie inglesi che si batterono per la tutela della loro salute nel 1888, un raccordo con il reale che in un film per ragazzi non può che far bene. Per il resto tutto è già noto, si spinge molto il pedale sull'indipendenza femminile, Enola qui apre il suo studio personale, da sola, anche se viene molto valorizzata la necessità della collaborazione, del fiorire completamente attraverso l'aiuto di persone valide e positive (qui Sherlock, Lord Tewkesbury, mamma Eudoria, il personaggio di Edith interpretato da Susie Wokoma). Tutti i maggiori protagonisti, tutti quelli più in gamba, sono qui donne, Sherlock a parte che comunque rimane abbastanza marginale, Bradbeer costruisce il film sull'immagine della Brown, brava a tenere la scena e sempre più propensa ad ammiccare allo spettatore rompendo la quarta parete. La costruzione dell'intrigo, la scoperta degli indizi, la plausibilità dello sviluppo dell'intreccio hanno qui poca importanza, le varie scoperte di Enola sono abbastanza campate per aria, il film gioca su un buon ritmo, una bella ricostruzione d'epoca (non necessariamente precisa ma di indubbio fascino) e una protagonista che può piacere ai giovani e magari anche a diversi adulti (chi vi scrive non è particolarmente entusiasta del film, consapevole di non esserne il target di riferimento). Nell'ottica del "film per ragazzi" questo si rivela essere un discreto secondo capitolo che finirà quasi sicuramente per piacere ai più.

lunedì 14 dicembre 2020

ENOLA HOLMES

(di Harry Bradbeer, 2020)

Mettiamo fin da subito le carte in tavola, con Enola Holmes andiamo a parlare di un film rivolto ai ragazzi e pensato per loro, che poi Netflix nelle intenzioni volesse raggiungere il pubblico più vasto possibile (cosa che tra l'altro sembra gli sia riuscita) è un altro discorso che qui non interessa, è quindi in quest'ottica che andiamo a esaminare questo prodotto. Enola Holmes non è certamente il primo film che guarda all'immaginario creato da Conan Doyle con uno sguardo alternativo, ogni generazione sembra destinata ad avere la sua versione cinematografica di Holmes da legare agli anni dell'adolescenza, per i miei coetanei è stato indubbiamente il giovane Sherlock di Piramide di paura, per i nostri figli potrebbe essere proprio questa Enola Holmes, che altri non è se non la sorellina minore di Sherlock e Mycroft. È un diritto dei ragazzi che ci siano film a loro rivolti e che questi siano curati e costruiti per venire incontro alle loro esigenze, sotto questo punto di vista Enola Holmes assolve bene al suo compito, se alcune caratteristiche del film potrebbero annoiare un adulto - le ripetizioni, gli escamotage faciloni, il tradimento della figura di Sherlock - queste passano in secondo piano per un giovane alla ricerca di figure coetanee con le quali immedesimarsi o empatizzare, ed è proprio sotto questo aspetto che il film funziona al meglio.

Mycroft (Sam Claflin) e Sherlock (Henri Cavill) ormai da tempo hanno intrapreso le loro carriere, nella magione un poco decadente di Ferndell Hall la giovane Enola Holmes (Millie Bobby Brown) cresce con l'amata madre Eudoria (Helena Bonham Carter) che per la figlia ricopre anche le veci di istitutrice instradandola verso un'educazione molto completa ma decisamente anticonvenzionale per l'epoca, divisa equamente tra grandi scorpacciate di letteratura, lezioni di autodifesa e conoscenza delle discipline più disparate, sopra a tutto la madre insegna a Enola l'indipendenza e l'autostima e le inculca la convinzione di poter divenire ciò che vuole senza attenersi a regole prestabilite da altri. Al compimento del sedicesimo anno di età Enola viene apparentemente abbandonata dalla madre che lascia alla figlia un regalo che si rivelerà contenere una serie di indizi utili per ritrovarla; per l'occasione fanno ritorno a casa i fratelli maggiori Sherlock, intenzionato a cercare la madre, e Mycroft ora tutore legale della sorellina, uomo vecchio stampo che vorrebbe per Enola un bel collegio e un'educazione tradizionale, in barba ai desideri della ragazza. Interpretati gli indizi lasciati dalla madre, Enola fuggirà da casa lanciandosi alla ricerca della donna, durante il suo viaggio si imbatterà nel giovane Tewkesbury (Louis Partridge), marchese di Basilwether, altro ragazzo in fuga ma con un killer alle calcagna. Tra la ricerca della madre, l'inopportuna ottusità di Mycroft nei suoi confronti e l'affetto per il giovane nuovo amico che Enola sente di dover aiutare e proteggere, la ragazza una volta arrivata a Londra avrà il suo bel da fare.

Enola, che al contrario si legge alone, è una ragazzina sveglia e indipendente, educata appunto a cavarsela da sola, porta il volto di Millie Bobby Brown già idolo dei ragazzini (e di molti adulti) grazie al ruolo di Eleven nel serial Stranger Things, si è andati abbastanza sul sicuro quindi cucendo il film addosso a questa giovane e brava attrice il cui personaggio risulta essere l'unico scritto in maniera degna mentre tutto il coté che gira a lei intorno è superficialmente tratteggiato, a partire dall'ingombrante figura di Sherlock, poco vicina alla tradizione e interpretata da Cavill a dire il vero senza molta energia. La rottura della quarta parete da parte della protagonista che ammicca molto spesso al suo pubblico (forse anche troppo) dimostra ormai da parte della Brown una scafata confidenza con la macchina da presa, l'escamotage unito alla regia abbastanza briosa dell'esordiente Harry Bradbeer (che però ha molta, molta televisione alle spalle) aiuta a mantenere il film adeguatamente vivace anche per un pubblico meno in target (gli adulti) sebbene per questi ultimi non sia esente il rischio noia. L'impianto è molto volto al femminile, con un messaggio di rivendicazione di libertà e forza che può servire sia alle giovani ragazze per avere dei modelli positivi con i quali riconoscersi sia ai ragazzi che è bene si abituino a vedere non solo eroi ma anche eroine capaci di portare avanti da protagoniste storie avvincenti per un adolescente. Ottima la confezione: scenografie, costumi e la creazione delle location, rimandano allo spettatore l'impressione di un prodotto curato e realizzato con professionalità.

Enola Holmes è tratto da una serie di romanzi, The Enola Holmes Mysteries di Nancy Springer, visto il buon riscontro di critica e pubblico sulla piattaforma, non stupirebbe vederne realizzato un sequel in tempi brevi, tutto sommato per il pubblico dei più giovani non potrebbe che essere una buona notizia.

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