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venerdì 13 gennaio 2012

I SOPRANO - STAGIONE 1

Non so bene per quale motivo la visione della prima stagione di questa serie ormai di culto ha richiesto ben più di un anno per essere completata. E si che gli episodi che compongono questa prima annata sono solamente tredici.

La fruizione dell'opera è stata talmente lenta che anche parlane qui ora mi risulta abbastanza difficoltoso. Eppure I Soprano è un'ottima serie, senza se e senza ma. Inoltre le storie immerse nel malaffare e in genere tutti le gangster stories sono sempre state tra le mie preferite. E' andata così, senza motivo alcuno.

L'ideatore della serie, David Chase, in soli 13 episodi è riuscito a creare un affresco narrativo costellato di una serie di personaggi in continua crescita che si muovono in uno scenario credibile e modellato sulle analogie con la vera comunità criminosa del New Jersey.

Molto lavoro è stato fatto alla base scegliendo un cast che privilegia attori italoamericani e attori con esperienza in altri gangster movie (parliamo di titoli come Quei bravi ragazzi o Il padrino). Volti in tutto e per tutto adatti ai ruoli assegnati loro che contribuiscono a rendere la serie decisamente realistica.

Tony Soprano (James Gandolfini) è uno dei boss della malavita del New Jersey. Gestisce molti traffici illeciti nascondendoli dietro la facciata di un'azienda di smaltimento rifiuti.

A seguito dello stress causatogli dal tipo di vita che conduce che lo porta ad avere degli attacchi di panico, Tony decide di iniziare una serie di sedute terapiche con una psicologa, la dottoressa Jennifer Melfi (Lorraine Bracco).

Questo sarà il principale filo conduttore della serie grazie al quale il personaggio di Tony Soprano verrà messo a nudo come forse non si era mai visto fare con nessun personaggio di serial-tv fino a ora. Oltre alle imprese criminose del boss e dei suoi, che peraltro non sono la caratteristica principale del serial, gli autori si concentrano moltissimo sull'inconscio del personaggio ricorrendo all'uso di flashback, sogni, visioni e interpretazioni di eventi come il volo delle anatre nel primo episodio.

Ne esce un ritratto decisamente umano e reale del personaggio che comunque non rimane l'unica star della serie, anzi. Grande importanza hanno i rapporti di amicizia e collaborazione con gli altri membri della famiglia. Ottime le interpretazioni di caratteri come il nipote in cerca d'ascesa Michael Imperioli (Christopher Moltisanti) e i vice Silvio (Steven Van Zandt diretamente dalla E-Street Band), Paulie (Tony Sirico) e Sal (Vincent Pastore).


Sotto i riflettori anche il difficile rapporto con la madre Livia interpretata superbamente da Nancy Marchand (forse il mio personaggio preferito) capace di grandi bassezze, quello con la moglie Carmela (Edie Falco) pluricornificata che si consola con l'interesse platonico del parroco del quartiere. Inoltre i figli adolescenti, i contrasti pericolosi con il vecchio zio Corrado e le crescenti fantasie per la dottoressa Melfi. Anche il Jersey fa la sua parte, lontane dalle strade di New York le vicende di famiglia assumono credibilità ancor maggiore.

Ci troviamo di fronte a una serie dove i personaggi vengono prima della trama orizzontale, non cosi intensa come in altre serie. Ogni episodio aggiunge qualcosa alle vicende della famiglia e allo spessore dei personaggi.

Non mancano però gli accadimenti e un ottimo climax sul finale di serie. Gli ultimi episodi creano attesa per la serie successiva della quale spero di riuscire a raccontarvi qualche cosa prima del prossimo anno e mezzo.

Unica nota negativa forse è riconducibile al doppiaggio italiano che in alcune espressioni e accenti dialettali pecca di scarsa credibilità. Tutto sommato una pecca sopportabile.

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