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lunedì 27 marzo 2023

PICNIC AD HANGING ROCK

(Picnic at Hanging Rock di Peter Weir, 1975)

Questa volta abbiamo voluto provare il canale Youtube gratuito denominato Moviedome IT, un canale che offre una selezione di film (per ora ancora non nutritissima) visionabili gratuitamente pagando lo scotto di qualche breve interruzione pubblicitaria lungo la visione. Al momento Moviedome vanta poco più di una cinquantina di titoli disponibili; dopo una veloce scorsa al catalogo sembra emergere una predominanza di film action non proprio di primo livello, la proposta del canale non è una delle più entusiasmanti sulla piazza, a ogni modo non manca qua e là qualche titolo che possa offrire interessanti possibilità di recupero, vedi ad esempio questo Picninc ad Hanging Rock, una delle prime prove da regista dell'australiano Peter Weir (L'attimo fuggente, The Truman show) o cose come Adam Resurrected di Paul Schrader o il classico della nostra commedia Il vizietto con Ugo Tognazzi. Tenuto conto del catalogo striminzito e di non altissima qualità e l'invadenza delle interruzioni pubblicitarie, non si comincia certo il rapporto proprio con il piede giusto; durante la visione di Picnic ad Hanging Rock ho notato interruzioni in media ogni sette minuti nella prima parte del film (brevi bisogna dire, si possono "skippare" abbastanza in fretta), più diluite man mano che avanzava la visione, nel complesso sopportabili quantunque parecchio fastidiose, un'alternativa per chi non avesse a disposizione nessuna piattaforma a pagamento (nel caso consiglio piuttosto Raiplay) per recuperare giusto qualcosina, i film tra l'altro sono reperibili altrove per chi invece quelle alternative le può sfruttare, Picnic ad Hanging Rock è disponibile su Prime Video per esempio, Adam Resurrected pure, e via di questo passo. Ma veniamo al film di Peter Weir.

Australia, 1900, giorno di San Valentino. Le studentesse del collegio femminile Appleyard si preparano per una gita che prevede un picnic organizzato ai piedi dell'Hanging Rock, una formazione rocciosa non troppo alta nello stato della Victoria Centrale. Con le raccomandazioni della direttrice, la signora Appleyard (Rachel Roberts), saranno l'insegnante di matematica Miss McCraw (Vivean Gray) e quella di francese Mademoiselle de Poitiers (Helen Morse) ad accompagnare le ragazze nella loro uscita. Una volta giunte sul posto quattro delle giovani fanciulle riceveranno il permesso di inoltrarsi un poco all'interno della formazione rocciosa per effettuare alcune misurazioni. Il gruppetto è formato dalla bionda Miranda (Ann Lambert), bella come un personaggio di un quadro di Botticelli, Marion (Jane Vallis) e Irma (Karen Robson) e infine Edith (Christine Schuler), meno incline alla fatica in quanto un po' sovrappeso e notoriamente più lamentosa. Durante l'ascesa Edith inizia a stancarsi e a voler tornare indietro, sarà però la sola del gruppo a farlo in quanto delle altre tre ragazze si perderanno completamente le tracce. Inoltre, una volta sopraggiunta Edith dal resto del gruppo, le ragazze si rendono conto che anche la professoressa McCraw è sparita, probabilmente nell'intento di andare a recuperare le tre studentesse. Tra l'angoscia delle compagne e la paura della direttrice per il futuro del suo Istituto, le ricerche della polizia sembrano essere completamente infruttuose.

Il vero punto d'interesse in questo Picnic ad Hanging Rock è lo sguardo di Peter Weir sul mistero della natura; è quella sensazione di incontrollabile, alieno e misterioso che si respira quando le ragazze si addentrano nelle viscere di questo Hanging Rock (un'altura che per noi che viviamo sotto le Alpi apparirebbe come una collinetta rocciosa o poco più) a catturare l'attenzione e instillare un filo lievissimo di inquietudine. Dico lievissimo perché in realtà Weir non calca mai la mano né con la suspense né sul mistero, lo sviluppo è molto naturale, piano, e ciò che si apprezza davvero più che la storia sono la regia, con le inquadrature dal basso su una natura che appare più intrigante e maestosa di quel che probabilmente è in realtà, e la fotografia di Russell Boyd premiata ai BAFTA e in altre manifestazioni. Poi come ben sappiamo dentro un film ci si possono leggere tante cose diverse, per Picnic ad Hanging Rock si è parlato spesso di contrapposizione tra cultura (il severo collegio di stampo anglosassone o vittoriano) e natura, con l'evidente prevalenza di un'insondabile seconda, ma sono queste letture che a parere di chi scrive bisogna un po' voler trovare, nel complesso, tolta la visione sul mistero (inventato) dei luoghi non rimane poi tanto altro se non per il versante formale della pellicola. Ne ricordo ancora una prima visione collettiva durante un brevissimo corso di cinema alle scuole superiori (oltre a questo anche Ragtime di Milos Forman e West Side Story di Robert Wise) con tedio diffuso da parte di tutta la classe, rivisto ora l'impressione è stata di certo migliore ma credo che anche riproposto oggi, in un'ipotetica visione collettiva, nessuno si strapperebbe proprio i capelli per questo film di Peter Weir, continuiamo a tenerci cari L'attimo fuggente e The Truman Show.

lunedì 29 agosto 2011

GREEN CARD - MATRIMONIO DI CONVENIENZA

(Green Card, di Peter Weir, 1990)

Non sono tipo da commedie romantiche solitamente. Non che ci sia nulla di male a guardarne, per carità, in passato con qualcuna mi ci sono anche divertito. Forse divertirsi o semplicemente passare una bella serata con un film appartenente a questo filone è più facile se si va a pescare materiale risalente agli anni sessanta o ancor precedente. Il film in questione non è brutto, diretto con mestiere da un Peter Weir dal quale semplicemente ti aspetti qualcosa di meglio. Invece ti trovi di fronte ad un'innocua commediola che va via come un bicchiere d'acqua fresca. 

 L'intreccio è scontato, fotocopia di centinaia d'altri film del genere (suppongo, perché credo in verità di non averne visti proprio centinaia), gli sviluppi facilmente intuibili da chiunque, canovaccio risaputo e scena madre sul finale. Non c'è nulla che non funzioni e pure qualche pregio è presente. Un Gérard Depardieu giovane in forma smagliante (forma attoriale non fisica) che per buona parte del film sovrasta la forse troppo caruccia Andie MacDowell, qualche bel battibecco (nulla di che, intendiamoci), una bella seppur scontata scena finale. Altro? Direi di no. 

Per passare una serata senza pensieri va bene, se vi piace il genere ancora meglio. Non aspettatevi sorprese. Comunque in caso foste fan di questo tipo di commedie il succo è questo: George ha bisogno della Green Card per poter rimanere negli U.S.A., Bronte vuole tanto andare ad abitare in una casa con una serra riservata però solo a coppie sposate. Si combina così un bel matrimonio di convenienza ma la cosa comincia a puzzare agli impiegati dell'ufficio immigrazione. Seguono peripezie varie per ingannare i solerti dipendenti statali, a Bronte George non piace, qualche scontro e abbiamo capito tutti come va a finire. In realtà io lo so perché il film l'ho visto ma vi garantisco che avevo capito tutto allo scadere del secondo minuto di questo Green Card

 PS: Alcune belle inquadrature su New York impreziosiscono la pellicola. Lo so, sono un po' fissato.
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