(di Joss Whedon, 2005)
Nel corso degli anni Serenity si è creato la fama di film di culto, un culto nemmeno tanto piccolo se teniamo conto che non stiamo parlando di un film che sta proprio sulla bocca di tutti. Joss Whedon, il suo regista che oggi tutti noi conosciamo, si è fatto le ossa con le sceneggiature per Hollywood (X-Men, Speed, Toy Story, Alien - La clonazione) per arrivare al successo con la serie Buffy l'ammazzavampiri, target adolescenziale e un'esplosione di pubblico probabilmente inaspettata che ha portato la serie ad andare avanti per anni e a generare merchandise, una serie a fumetti e lo spin-off Angel dalle tematiche più adulte. Ormai affermato, Whedon può permettersi di lanciare la serie fantascientifica Firefly che viene spesso definita un incrocio tra il western e la space opera; il progetto si arena però dopo la messa in onda della prima stagione: poco pubblico e taglio della produzione. I fan però vorrebbero vedere un seguito alle avventure dell'astronave Serenity e del suo equipaggio, e anche Whedon non è soddisfatto di come si sono concluse le cose. Nasce così Serenity, il film ha il compito di accontentare gli orfani di Firefly e di traghettare verso la conclusione una serie chiusa prima del tempo. All'epoca della sua uscita Serenity ripaga a malapena i costi di produzione, ancora una volta intervengono i fan adoranti che incrementano gli incassi grazie alle vendite dei dvd, le richieste di ulteriori sequel però non hanno avuto finora alcun seguito. Eppure con gli anni il film cresce in considerazione, l'anno di uscita vince il prestigioso premio Nebula per la sceneggiatura, viene eletto miglior film di fantascienza dell'anno da Rotten Tomatoes, si porta a casa il premio Hugo e in alcune classifiche di riviste di settore si piazza al primo posto dei migliori film di fantascienza surclassando Star Wars e compagnia bella.
Molto probabilmente per capire il culto bisogna far parte del culto. Guardando il film da profano, non avendo mai seguito la serie Firefly, devo dire che Serenity non mi ha di certo sconvolto. Il film ha il pregio di essere comprensibile pur non conoscendo i trascorsi dell'equipaggio della Serenity, un gruppo di uomini e donne che sfoggiano caratteri e caratteristiche diversi, probabilmente già esplorate e ben definite lungo il corso della serie precedente. Il film è abbastanza lineare, non presenta grosse sorprese nella sua costruzione ma si avvale di un impianto visivo artigianale di buona fattura considerato il budget non troppo elevato investito nella produzione, si risparmia sulle location e sugli effetti digitali sempre dignitosi ma in alcuni passaggi un po' artificiosi e poco convincenti. Whedon si destreggia molto bene a bordo della Serenity, i movimenti di macchina sono fluidi e spesso interessanti, nonostante il lavoro sui personaggi venga considerato il punto di forza del film la crew non è esente da stereotipi. Il comandante Reynolds (Nathan Fillion) è una sorta di Han Solo in chiave minore, guascone e a tratti più determinato, non manca di dimostrare il suo buon cuore, Cobb (Adam Baldwin) è l'elemento aggressivo monodimensionale pronto a sparare a tutto ciò che si muove, River Tam (Summer Glau) è la ragazza fragile e vittima pronta a trasformarsi in un'arma mortale, e via di questo passo. Non ci sono passaggi memorabili o scene troppo spettacolari, il film vive su un incedere concreto e costante spesso imbevuto di una simpatica ironia, scenograficamente strizza l'occhio in un paio di sequenze a Blade Runner, in altre all'immaginario di Star Wars (ma non ci sono blaster, solo armi tradizionali). In fin dei conti di questa operazione non se ne può parlar male, Serenity è un film riuscito ma da quell'aura di culto che si porta dietro mi aspettavo sinceramente qualcosa di più.
Per chi fosse completamente a digiuno di serie e film. L'alleanza è una forza interplanetaria di unione ma anche di invasione e oppressione. Tra le varie malefatte che gli esponenti dell'Alleanza compiono, c'è quella di sperimentare sul cervello di alcuni soggetti con doti precognitive. Una di queste, River Tam, riuscita a fuggire alle grinfie dell'Alleanza grazie al fratello Simon (Sean Maher), trova rifugio a bordo della Serenity, una nave il cui Capitano non ha in simpatia le forze dell'Alleanza. Presto River Tam si rivelerà ben più importante per l'Alleanza di quel che fosse lecito supporre, questo scatenerà sulle tracce dell'equipaggio della Serenity lo spietato Operativo (Chiwetel Ejiofor) che tenterà con ogni mezzo di riprendersela. A complicare le cose la razza spietata dei Reavers, uomini brutali tornati allo stato selvaggio e violento.
Nell'arco del film impariamo a conoscere questi personaggi e la loro nave che per il Capitano sono un po' come una famiglia e una casa, non necessita conoscere i pregressi, indubbiamente Serenity si lascia apprezzare da chiunque abbia un minimo di feeling con la fantascienza, è solo che... questa maledetta aspettativa!
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mercoledì 6 novembre 2019
mercoledì 6 maggio 2015
AVENGERS: AGE OF ULTRON
(di Joss Whedon, 2015)
Just another manic monday cantavano le Bangles. Solo un altro fragoroso cinecomics potremmo cantare noi. Nonostante non manchino gli aspetti positivi neanche in questo Age of Ultron il film non regge il confronto con il suo predecessore (e nemmeno con Winter Soldier a dirla tutta). Le scene action non mancano, anzi ci sono quasi solo quelle, e questo potrebbe essere uno dei principali problemi del film, inoltre alcune di queste sequenze sono talmente dinamiche da renderne faticoso coglierne tutti gli aspetti. Pecca ancor più grande l'essere meno ironico, o comunque meno riuscito sotto questo aspetto, del primo film dedicato agli Avengers. Per chi si aspettava da questa uscita il nuovo colpo grosso targato Marvel Comics il pizzico di delusione è pressoché inevitabile, forse il botto è già stato fatto con Guardians of the Galaxy (che ancora non ho visto) e con la serie Netflix dedicata a Daredevil in maniera tra l'altro inaspettata ai più. Poi se si va al cinema per passare una serata così, disimpegnata, con l'aspettativa di sganassoni, effetti speciali e un po' (pochino stavolta) di divertimento anche Age of Ultron può andar bene.
Tanti personaggi, caratterizzazioni minime che si affidano a quanto già visto nei film a solo dei vari eroi, improbabili flirt amorosi e il tentativo evidente di dare un amalgama coeso al Marvel Universe cinematografico, operazione questa riuscita solo in parte. Finché personaggi molto forti come Spider-Man, i Fantastici Quattro e gli X-Men rimarranno in mano a case di produzione diverse (cinematograficamente parlando) dai Marvel Studios le contraddizioni saranno inevitabili, basti vedere alla voce Quicksilver e Scarlet in X-Men: Giorni di un futuro passato (20th Century Fox) e Avengers: Age of Ultron.
A conti fatti ieri sera avrei preferito stare a casa a riposare che oggi si è cominciato uno stage parecchio faticoso, e invece...
La cosa interessante è che, proprio come accade nei fumetti Marvel, non è detto che la formazione degli eroi più potenti della Terra non venga rimaneggiata per i prossimi progetti visto che ora si hanno a disposizione Quicksilver, Scarlet, la Visione e anche War Machine. Potranno i registi Marvel futuri affrontare la minaccia del botteghino senza l'aiuto dei grossi calibri e puntare di più sulle seconde leve?
Intanto questo film ha anche una trama ma cosa ne parliamo a fare, ormai l'avrete letta già ovunque.
Tanti personaggi, caratterizzazioni minime che si affidano a quanto già visto nei film a solo dei vari eroi, improbabili flirt amorosi e il tentativo evidente di dare un amalgama coeso al Marvel Universe cinematografico, operazione questa riuscita solo in parte. Finché personaggi molto forti come Spider-Man, i Fantastici Quattro e gli X-Men rimarranno in mano a case di produzione diverse (cinematograficamente parlando) dai Marvel Studios le contraddizioni saranno inevitabili, basti vedere alla voce Quicksilver e Scarlet in X-Men: Giorni di un futuro passato (20th Century Fox) e Avengers: Age of Ultron.
A conti fatti ieri sera avrei preferito stare a casa a riposare che oggi si è cominciato uno stage parecchio faticoso, e invece...
La cosa interessante è che, proprio come accade nei fumetti Marvel, non è detto che la formazione degli eroi più potenti della Terra non venga rimaneggiata per i prossimi progetti visto che ora si hanno a disposizione Quicksilver, Scarlet, la Visione e anche War Machine. Potranno i registi Marvel futuri affrontare la minaccia del botteghino senza l'aiuto dei grossi calibri e puntare di più sulle seconde leve?
Intanto questo film ha anche una trama ma cosa ne parliamo a fare, ormai l'avrete letta già ovunque.
giovedì 3 maggio 2012
THE AVENGERS
(di Johss Whedon, 2012)
Mission accomplished. L'intento di queste grosse produzioni cinematografiche dei Marvel Studios, oltre a fare una montagna di soldi, è quello di divertire il suo pubblico che sia esso composto da fan dei fumetti Marvel o meno poco importa.
Beh, missione compiuta senza riserve. Una storia ben costruita ma chiara e lineare, funzionale allo scopo ludico duro e puro della pellicola. I vari protagonisti, che sono davvero tanti, hanno il giusto spazio per rendere evidenti le proprie peculiari caratteristiche senza che il film conceda lunghe digressioni allontanando lo spettatore dalla trama principale.
La regia di Whedon gestisce bene l'alternarsi di scontri epici e scene ironiche, ottimo l'uso degli effetti speciali e grande sensibilità nel rispettare lo spirito dei personaggi Marvel e nel creare vere e proprie scene cult.
Il cast è di prima grandezza e guardando il film traspare la sensazione di grande divertimento collettivo che deve aver avvolto l'intera produzione.
Discorso a parte quello dedicato al 3D. Personalmente non sono tra i più grandi estimatori di questa esperienza visiva. Purtroppo trovare sale che trasmettano il film in 2D a degli orari consoni alle proprie esigenze diventa sempre più difficile. Nel caso specifico il 3D assolve al suo compito, le varie scene hanno una buona resa visiva ma l'impressione generale che ho avuto è che l'esperienza sia assolutamente superflua. Sono convinto che Avengers visto in due dimensioni mi avrebbe fatto lo stesso identico effetto, avrei risparmiato dei soldi e mi sarei evitato quella fastidiosa sensazione di affaticamento agli occhi per la quasi intera durata dello spettacolo. Ma tant'è.
Cosa succede in questo film probabilmente a quest'ora lo sapete già tutti. Ad ogni modo l'azione si apre in una base segreta dove Nick Fury (Samuel L. Jackson) e il dottor Selvig (Stellan Skarsgard) osservano preoccupati le strane attività energetiche legate al Tesseract, fonte di energia attivatasi inspiegabilmente (per i Marvel-Fan il tesseract non è altro che il più noto Cubo Cosmico, perché non chiamarlo così?).
Il cubo improvvisamente apre un portale dal quale spunta Loki (Tom Hiddleston), il malvagio fratellastro di Thor (Chris Hemsworth), che riesce a impossessarsi dell'artefatto e asservire ai suoi voleri il dottor Selvig e l'agente S.H.I.E.L.D. Clint Burton (l'Occhio di Falco interpretato da Jeremy Renner).
Per far fronte a questa terribile minaccia, Fury con l'aiuto degli agenti Romanoff (la Vedova Nera di Scarlett Johansson), Coulson (Clark Gregg) e Hill (Cobie Smulders) cercano di rimettere in piedi il progetto Vendicatori. Riluttanti o meno rispondono all'appello delle vere e proprie leggende: il Dio asgardiano del tuono Thor, il multimiliardario Tony Stark nei metallici panni di Iron Man (Robert Downey Jr.), la leggenda vivente Capitan America (Chris Evans) e lo scienziato Bruce Banner che ormai da più di un anno tiene imbrigliato il devastante potere di Hulk (Mark Ruffalo).
In perfetto stile Marvel, prima che la squadra trovi la motivazione per agire di comune accordo, non mancheranno gli scontri tra eroi. Bellissimo lo scontro nei boschi tra Iron Man e Thor, scena memorabile di grande azione chiusa solo dall'intervento del Capitano. Anche sull'elivelivolo dello S.H.I.E.L.D. le cose non vanno meglio a causa delle tensioni tra Stark e Rogers, alla presenza di Banner e alle macchinazioni segrete di Fury.
Inoltre il gruppo dovra fronteggiare, oltre al Dio dell'inganno, anche il tradimento di Occhio di Falco e l'invasione extraterrestre guidata da Loki per mano della razza aliena dei Chitauri.
Imperdibile la sequenza finale dove la squadra tenta di impedire la distruzione di New York e impagabile lo scontro tra Hulk e Loki (una perla).
Ovviamente non proprio tutto è perfetto: il personaggio di Maria Hill è per lo più superfluo (nonostante la bellezza indiscutibile della Smulders) e mai tosto come dovrebbe, il look di Cap è difficile da digerire, bruttino anziché no, il suo personaggio è forse quello meno sfruttato a dovere, Il 3D non così necessario.
I pregi della pellicola però sono decisamente maggiori: un Hulk finalmente convincente, Ruffalo è un ottimo Bruce Banner e anche la sua versione digitale finalmente non fa storcere il naso ma è ben realizzata. Possiamo ammirare in tutto il suo splendore il classico elivelivolo dello S.H.I.E.L.D. e alcune scene d'azione estremamente divertenti. Un cast stellare divertito e in parte, il solito gigione Downey Jr che amoreggia con Pepper Potts (Gwyneth Paltrow), un villain viscido e intrigante ben interpretato da Hiddleston e una quantità di scene ironiche che strappano la risata. Ah, dopo i titoli c'è la solita scena finale che non preannuncia nulla di buono.
The Avengers è un film che dà soddisfazione, ottimamente realizzato che piacerà ai Marvel-fan ma anche a chi è a digiunto di questo universo narrativo cartaceo.
Mission accomplished. L'intento di queste grosse produzioni cinematografiche dei Marvel Studios, oltre a fare una montagna di soldi, è quello di divertire il suo pubblico che sia esso composto da fan dei fumetti Marvel o meno poco importa.Beh, missione compiuta senza riserve. Una storia ben costruita ma chiara e lineare, funzionale allo scopo ludico duro e puro della pellicola. I vari protagonisti, che sono davvero tanti, hanno il giusto spazio per rendere evidenti le proprie peculiari caratteristiche senza che il film conceda lunghe digressioni allontanando lo spettatore dalla trama principale.
La regia di Whedon gestisce bene l'alternarsi di scontri epici e scene ironiche, ottimo l'uso degli effetti speciali e grande sensibilità nel rispettare lo spirito dei personaggi Marvel e nel creare vere e proprie scene cult.
Il cast è di prima grandezza e guardando il film traspare la sensazione di grande divertimento collettivo che deve aver avvolto l'intera produzione.
Discorso a parte quello dedicato al 3D. Personalmente non sono tra i più grandi estimatori di questa esperienza visiva. Purtroppo trovare sale che trasmettano il film in 2D a degli orari consoni alle proprie esigenze diventa sempre più difficile. Nel caso specifico il 3D assolve al suo compito, le varie scene hanno una buona resa visiva ma l'impressione generale che ho avuto è che l'esperienza sia assolutamente superflua. Sono convinto che Avengers visto in due dimensioni mi avrebbe fatto lo stesso identico effetto, avrei risparmiato dei soldi e mi sarei evitato quella fastidiosa sensazione di affaticamento agli occhi per la quasi intera durata dello spettacolo. Ma tant'è.
Cosa succede in questo film probabilmente a quest'ora lo sapete già tutti. Ad ogni modo l'azione si apre in una base segreta dove Nick Fury (Samuel L. Jackson) e il dottor Selvig (Stellan Skarsgard) osservano preoccupati le strane attività energetiche legate al Tesseract, fonte di energia attivatasi inspiegabilmente (per i Marvel-Fan il tesseract non è altro che il più noto Cubo Cosmico, perché non chiamarlo così?).
Il cubo improvvisamente apre un portale dal quale spunta Loki (Tom Hiddleston), il malvagio fratellastro di Thor (Chris Hemsworth), che riesce a impossessarsi dell'artefatto e asservire ai suoi voleri il dottor Selvig e l'agente S.H.I.E.L.D. Clint Burton (l'Occhio di Falco interpretato da Jeremy Renner).
Per far fronte a questa terribile minaccia, Fury con l'aiuto degli agenti Romanoff (la Vedova Nera di Scarlett Johansson), Coulson (Clark Gregg) e Hill (Cobie Smulders) cercano di rimettere in piedi il progetto Vendicatori. Riluttanti o meno rispondono all'appello delle vere e proprie leggende: il Dio asgardiano del tuono Thor, il multimiliardario Tony Stark nei metallici panni di Iron Man (Robert Downey Jr.), la leggenda vivente Capitan America (Chris Evans) e lo scienziato Bruce Banner che ormai da più di un anno tiene imbrigliato il devastante potere di Hulk (Mark Ruffalo).
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| Maria Hill e l'agente Coulson |
In perfetto stile Marvel, prima che la squadra trovi la motivazione per agire di comune accordo, non mancheranno gli scontri tra eroi. Bellissimo lo scontro nei boschi tra Iron Man e Thor, scena memorabile di grande azione chiusa solo dall'intervento del Capitano. Anche sull'elivelivolo dello S.H.I.E.L.D. le cose non vanno meglio a causa delle tensioni tra Stark e Rogers, alla presenza di Banner e alle macchinazioni segrete di Fury.
Inoltre il gruppo dovra fronteggiare, oltre al Dio dell'inganno, anche il tradimento di Occhio di Falco e l'invasione extraterrestre guidata da Loki per mano della razza aliena dei Chitauri.
Imperdibile la sequenza finale dove la squadra tenta di impedire la distruzione di New York e impagabile lo scontro tra Hulk e Loki (una perla).
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| Thor e Cap: in video rendono meglio che non in foto. Garantito! |
Ovviamente non proprio tutto è perfetto: il personaggio di Maria Hill è per lo più superfluo (nonostante la bellezza indiscutibile della Smulders) e mai tosto come dovrebbe, il look di Cap è difficile da digerire, bruttino anziché no, il suo personaggio è forse quello meno sfruttato a dovere, Il 3D non così necessario.
I pregi della pellicola però sono decisamente maggiori: un Hulk finalmente convincente, Ruffalo è un ottimo Bruce Banner e anche la sua versione digitale finalmente non fa storcere il naso ma è ben realizzata. Possiamo ammirare in tutto il suo splendore il classico elivelivolo dello S.H.I.E.L.D. e alcune scene d'azione estremamente divertenti. Un cast stellare divertito e in parte, il solito gigione Downey Jr che amoreggia con Pepper Potts (Gwyneth Paltrow), un villain viscido e intrigante ben interpretato da Hiddleston e una quantità di scene ironiche che strappano la risata. Ah, dopo i titoli c'è la solita scena finale che non preannuncia nulla di buono.
The Avengers è un film che dà soddisfazione, ottimamente realizzato che piacerà ai Marvel-fan ma anche a chi è a digiunto di questo universo narrativo cartaceo.
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| Bruce Banner e Tony Stark, coppia di cervelli. |
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