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domenica 6 maggio 2018

MINUTI CONTATI

(Nick of time di John Badham, 1995)

Questo action thriller, se così vogliamo definirlo, di metà anni 90 con protagonista un Johnny Depp poco più che trentenne, sembra catapultarci indietro di almeno dieci anni, il film di Badham sfoggia infatti più un'estetica anni 80, ripulita e precisa, senza però essere muscolare come i più celebri action del decennio precedente. Il protagonista è un innocuo commercialista, fisicamente normodotato e dal faccino pulitino, un padre affettuoso che si trova in viaggio con la figlioletta verso Los Angeles. Gene Watson (Johnny Depp), questo il nome del commercialista, giunto alla Union Station di Los Angeles viene avvicinato da una coppia di quelli che sembrano agenti federali, un lui (Christopher Walken) e una lei (Roma Maffia) che presto si riveleranno essere ben altro. Con l'inganno i due riescono a far salire padre e figlia sulla loro auto, da quel momento per il mite signor Watson inizierà un vero e proprio incubo, i due gli daranno circa un'ora e mezza di tempo per uccidere una donna a lui sconosciuta, minacciandolo di ammazzargli la figlia in caso di fallimento: una pistola, una busta con la foto della donna, un nome. Ad aumentare il senso di irrealtà di tutta la maledetta situazione arriva la scoperta che il bersaglio di Watson è niente meno che il Governatore dello Stato Eleanor Grant (Marsha Mason), ovviamente sorvegliatissima.

Minuti contati è un miscuglio di elementi ben riusciti con altri indovinati decisamente meno. Apprezzabile la sequenza dei titoli di testa che accarezza il profilo e la meccanica di una pistola, oggetto fondamentale nel film, e che si muove fino a sfumare sull'orologio della Union Station dove prende il via la vicenda. Altro aspetto che personalmente mi ha colpito piacevolmente è proprio la regia di Badham, sempre parecchio dinamica, diretta, vivace anche nelle sequenze più ordinarie, il regista comunica l'impressione continua del movimento, dell'azione, scelta che in un film di genere non può che essere positiva; ci sono il movimento dei corpi, quello delle comparse, quello della camera a rendere tutto il contesto molto vivo. Anche i piani ravvicinati sui volti, molto stretti, con passaggi veloci tra i vari protagonisti, contribuiscono a tenere alto il ritmo di una vicenda che viene ricordata più che altro per il suo svolgersi in tempo reale. Minuti contati sviluppa infatti la sua storia nell'arco di un'ora e mezza, il tempo di durata del film, durante la quale seguiamo costantemente il protagonista nei suoi spostamenti, tutti questi elementi donano alla costruzione del film un certo fascino.


Di contro il difetto più grosso della pellicola è la scarsa credibilità dello sviluppo, le azioni che compie/non compie il protagonista hanno tutto il sapore e l'odore dell'implausibilità. Ogni qual volta Watson tenti di cercare aiuto, di svicolare, di contattare qualcuno, si trova un bastardissimo Christopher Walken alle calcagna che non si capisce per quale ragione non abbia trovato il modo di risolversi la questione da solo, il versante complottistico poi è a livelli davvero esagerati, senza parlare del finale in cui la situazione si risolve in maniera comico rocambolesca.

Tutto sommato Minuti contati poi lo si guarda anche con piacere, non dura molto, ti dà l'occasione di ammirare Christopher Walken più che lo spaesato Johnny Depp, ha anche un buon ritmo ma alla fine non ti lascia granché. Sembra proprio il classico prodotto al quale puoi buttare un occhio mentre stai mangiando la pizza a casa, il sabato sera, sintonizzato sulla prima serata di Italia 1. Poi, come dicevo sopra, dentro qualche bella trovata c'è, sinceramente mi aspettavo qualcosa di meglio.

martedì 2 maggio 2017

WARGAMES - GIOCHI DI GUERRA

(WarGames di John Badham, 1983)

Con l'eccezione de La febbre del sabato sera, film divenuto un vero e proprio cult, la carriera di John Badham si è sviluppata per lo più nelle seconde linee, rimangono nel suo curriculum diversi titoli conosciuti ma nessuno veramente di primo piano. Eppure alcuni di questi film, pur non essendo pellicole memorabili nell'economia della storia del Cinema, hanno contribuito a far appassionare al grande schermo più di un adolescente negli anni 80, inserendosi in quel filone di film per ragazzi ancora oggi ricordati con una forte vena nostalgica e con grande affetto. Penso a Tuono blu, Corto circuito ma soprattutto a questo Wargames - Giochi di guerra.

Gli elementi del genere, pur se non tutti presenti, sono risaputi. In un sobborgo di Seattle il giovane David (Matthew Broderick) nutre la sua passione per la nascente scienza dell'informatica ormai alla portata di tutti, si destreggia con abilità tra terminali, linee telefoniche e connessioni remote da attivarsi tramite la cara vecchia cornetta; accede tranquillamente al registro digitale della scuola (che da mia figlia non è completamente attivo nemmeno oggi) seduto comodamente sulla sedia della sua cameretta, falsifica i suoi voti e quelli della sua amica Jennifer (Ally Sheedy) e tenta di accedere alla nuova lista dei giochi della Protovision, software house sviluppatrice di prodotti in campo ludico.

Purtroppo per David, e non solo, quello che sta involontariamente hackerando non è un elenco di videogiochi bensì il WOPR, un super cervellone elettronico del NORAD, e la guerra termonucleare globale da lui selezionata non è solo uno dei giochi della lista bensì una simulazione di uno scontro nucleare tra Unione Sovietica e Stati Uniti pronta a trasformarsi in realtà da un momento all'altro.


I temi trattati nel film allo scopo di intrattenere lo spettatore più giovane sono interessanti ancor oggi contestualizzati a un'epoca storica in cui ancora risuonavano gli ultimi strascichi di guerra fredda e nella quale la tensione della minaccia nucleare creava sempre qualche grattacapo. Decisamente curioso rivedere i primi passi di tecnologie per noi ampiamente acquisite, forse proprio grazie a questi contenuti Wargames - Giochi di guerra rimane un film più che godibile ancora oggi, a differenza di altri film dello stesso segmento invecchiati decisamente peggio di questo.

Ovviamente c'è poi il principio di storia d'amore, ci sono i genitori poco attenti, c'è una buona dose d'avventura e quella capacità nel creare empatia con i giovani protagonisti che ha caratterizzato tanti film di quegli anni. C'è anche la comparsa di un Michael Madsen pre-Iene praticamente all'esordio. Il film diverte, si parteggia con piacere per i nostri eroi che in fin dei conti non devono far altro che scongiurare la Terza Guerra (termonucleare) Mondiale.

E, nella nostra infinità stupidità, anche uno scenario alla Wargames oggi sembra divenire nuovamente di grande attualità.

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