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lunedì 20 gennaio 2025

GHOSTBUSTERS - MINACCIA GLACIALE

(Ghostbusters: Frozen empire di Gil Kenan, 2024)

Il precedente capitolo dedicato al brand degli acchiappafantasmi (Ghostbusters: Legacy del 2021), diretto da Jason Reitman, si era rivelato soprattutto una questione di cuore, di profondi legami d'amicizia, di rispetto, d'affetto e d'amore, una questione familiare, un'operazione sentita nel profondo da un regista che con quel film omaggiava il lavoro e la passione del padre Ivan Reitman, regista e produttore di quei due primi mitici capitoli risalenti agli anni Ottanta, e ricordava con sincero trasporto la scomparsa di Harold Ramis, attore (era Egon Spengler) e sceneggiatore nei due film sopra menzionati, praticamente anche lui un componente di una grande famiglia allargata che comprendeva ancora altri elementi legati a quell'esperienza ormai lontana nel tempo. Con il passaggio alla regia all'israeliano Gil Kenan, nonostante la partecipazione di quasi tutti i vecchi elementi del cast storico disponibili e la presenza di Jason Reitman in fase di sceneggiatura, tutto il carico sentimentale presente in Legacy si sfalda facendo sì che tutta questa operazione di revival si sgonfi in maniera fin troppo evidente e vada a perdere quel tocco di sincerità e di pregnanza di cui era carico in maniera così naturale Ghostbusters: Legacy. E quindi inutile nascondersi dietro al classico dito, seppur ben realizzato negli effetti speciali e nonostante la presenza dei moltissimi omaggi alla storia del brand, Minaccia glaciale si rivela un capitolo fiacco e un po' deludente delle avventure degli acchiappafantasmi, manca di quella parte emotiva così ben sfruttata in Legacy e di conseguenza anche lo sviluppo dei nuovi protagonisti, i ragazzi giovani e i loro genitori/tutori, ne risente in maniera pesante.

La famiglia Spengler, formata da mamma Callie (Carrie Coon) e dai suoi due figli Trevor (Finn Wolfhard) e Phoebe (McKenna Grace), insieme al professor Grooberson (Paul Rudd), aspirante figura paterna per i due ragazzini, ha lasciato il Midwest americano per far ritorno a New York e occupare la vecchia stazione dei pompieri divenuta iconico quartier generale degli acchiappafantasmi originali e ora di questa loro versione aggiornata al nuovo millennio. A New York in fondo ci sono i vecchi amici del defunto nonno Egon, il solido Winston Zeddemore (Ernie Hudson) con il suo centro di ricerca sul paranormale, Ray Stantz (Dan Aykroyd) e il suo negozio di oggetti misteriosi e anche il dottor Peter Venkman (Bill Murray) ancora in attività. Tra un intervento e l'altro i nuovi Ghostbusters si attirano l'antipatia del sindaco Peck (William Atherton) che per mettere i bastoni tra le ruote agli Spengler li accusa di sfruttamento minorile in quanto la giovane Phoebe, vero genietto della famiglia, non è ancora maggiorenne e non potrebbe operare in maniera attiva, motivo per cui la ragazza si ritroverà relegata in panchina con sommo dispiacere suo ma anche di "papà" Gary. Nel frattempo Ray acquisisce per il suo negozio una strana sfera da Nadeem Razmaadi (Kumail Nanjiani), tipo innocuo ma bizzarro con parentele inserite nel mondo mistico; la sfera si rivelerà essere portatrice di una potente maledizione e di uno spirito vendicativo in grado di scatenare su New York e sul mondo una sorta di nuova era glaciale; quando alla fine gli avvenimenti si faranno troppo strani da poter essere gestiti in maniera convenzionale non resterà che fare ricorso ai cari vecchi acchiappafantasmi (Who you gonna call?).

Deludente, troppa carne al fuoco se guardiamo al numero di personaggi e poca carne al fuoco se guardiamo alla qualità di scrittura e di sviluppo degli stessi. Il fatto di dover gestire ben tre generazioni di acchiappafantasmi, i loro amici, i collaboratori e i loro antagonisti non permette di avere linee narrative approfondite e ben articolate; così mamma Callie e Trevor sono poco più che semplici comparse così come è sfruttato davvero poco Bill Murray; il rapporto tra Phoebe e il suo ex professore Gary, che sta cercando di iniziare a contare qualcosa come figura paterna in questa nuova famiglia, poteva essere il nodo focale di un film che di legami familiari potrebbe vivere in toto e invece la questione rimane solo in superficie, relegata a poche battute e momenti di sviluppo affrettati e poco sottolineati. Un poco meglio viene gestito il rapporto di scoperta sentimentale tra Phoebe e l'ectoplasmatica Melody (Emily Alyn Lind), ragazzina fantasma per la quale per Phoebe sembra nascere un'amicizia e forse qualcosa di più, per il resto sono tutte strizzate d'occhio ai fan storici con il ritorno in biblioteca (e alla bibliotecaria fantasma), al quartier generale storico, a Slimer e agli omini dei Marshmallow, alle statue animali animate e alle antiche divinità inviperite, agli anni 80 e al merchandising dell'epoca, un fan service che tutti si aspettavano e che di certo in Missione glaciale non manca. Purtroppo è questo anche il limite del film, c'è più o meno quello che ci si aspetta ma solo quello, non ci sono novità né guizzi, cosa che potrebbe anche andar bene se non fosse per il fatto che qui sembrano mancare totalmente cuore e passione. Solo un altro episodio di Ghostbusters, decidete voi se farvelo bastare.

lunedì 2 novembre 2015

EMBER - IL MISTERO DELLA CITTA' DI LUCE

(City of Ember di Gil Kenan, 2008)

Ember è il più classico dei film per ragazzi, soppesando i gusti dei giovani d'oggi potrebbe essere un prodotto che probabilmente interesserà bambini più grandicelli e pre adolescenti oltre a tutti gli adulti ancora capaci di godere di storie rivolte a un pubblico più giovane. Ci troviamo di fronte a un'avventura con relativo mistero e situazione drammatica di contorno alla quale solo i ragazzini protagonisti del film riusciranno a trovare una soluzione.

A causa di un evento non specificato, il pianeta Terra corre incontro a una catastrofe di proporzioni immani tale da rendere necessaria la costruzione di una città sotterranea dove un'esigua parte di umanità avrà la possibilità di sopravvivere e sperare nel futuro. L'idea è quella di lasciare gli abitanti della città, Ember, isolati sottoterra per circa duecento anni nella speranza che al termine di questi la Terra risulti nuovamente abitabile. I costruttori della città lasciano in eredità al sindaco di Ember una misteriosa valigetta sigillata e fornita di un counter che aprirà la stessa allo scoccare del duecentesimo anno. La preziosa valigetta, dal contenuto oscuro per tutti, verrà tramandata di sindaco in sindaco. Purtroppo alla morte improvvisa del settimo sindaco la valigetta andrà perduta.

Ciò che qui sopra vi ho descritto avviene nei primi minuti del film, una spiegazione sommaria affrontata da regista e sceneggiatura in maniera molto frettolosa, un incipit che lascia qualche dubbio anche sul perché i cittadini di Ember, nonostante siano passati molti anni dalla tragedia, sappiano poco o nulla della loro situazione e dell'esistenza di un mondo esterno. In fondo i primi ad abitare la città avrebbero dovuto sapere tutto riguardo la loro situazione, poco credibile l'ipotesi che questi abbiano volutamente tenuto all'oscuro le future generazioni dei rischi presenti fuori dalla città. Comunque, ogni ipotesi è valida. In questo, e forse nell'altrettanto frettoloso finale, si possono ascrivere i difetti di un film che peraltro, considerando il target prefissato, sembra piuttosto ben riuscito.


Manca ancora, rispetto ai film dello stesso tipo che si giravano diversi anni fa, la vena più comica o sentimentale della storia, le simpatie tra i protagonisti, il burlone del gruppo e cose di questo genere, per il resto possiamo dire che ci siamo. A Ember, nel giorno dell'assegnazione, a ogni adolescente viene affibbiato un mestiere mediante un'estrazione a sorte presieduta dal Sindaco (Bill Murray). Così la giovane Lina Mayfleet (Saoirse Ronan) si troverà a fare la messaggera mentre Doon Harrow (Harry Treadaway) lavorerà alle tubature della città. La città dipende in toto dal suo generatore che garantisce la luce in un mondo di buio, purtroppo sempre più numerosi sono i black out che affliggono Ember. Inoltre i viveri sembrano scarseggiare e sempre più di frequente arrivano voci sull'esistenza di un mondo esterno, anche il padre di Doon, interpretato da Tim Robbins, sembra saperne qualcosa. Poi un giorno Lina ritrova una certa valigetta.

La parte avventurosa che segue questi avvenimenti, che è il fulcro del film, verterà ovviamente sul tentativo dei due giovani di trovare un modo per abbandonare la città e tornare in superficie, dovendosela vedere con avversari ostruzionisti, strane creature e ostacoli artificiali. Nella parte centrale il film funziona ed è supportato nei ruoli di contorno da un ottimo cast. Oltre al già citato Bill Murray, troviamo Martin Landau nella parte del mentore di Doon alle tubature, il noto Tim Robbins e Toby Jones nel ruolo di assistente del sindaco.

Un film per ragazzi ben riuscito, impreziosito da ottime scenografie e una ricostruzione della città di Ember molto convincente, peccato la fretta in alcuni passaggi che avrebbero meritato qualche minuto e qualche spiegazione in più grazie ai quali il film avrebbe potuto essere un prodotto decisamente migliore.


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