Non parlerò di referendum, sono già andato a votare e spero che i mie quattro Si, sommati a quegli degli altri italiani, siano sufficienti a dare l'ennesimo segnale che è ora di cambiare qualcosa.
In questa giornata nella quale finalmente abbiamo parte attiva in decisioni che ci riguardano molto da vicino, vi propongo una risposta più energica e positiva al problema dello scorrere del tempo affrontato nello scorso Music Box.
Una reazione, una posizione più attiva, una presa di coscienza, una forma mentale che già da oggi (speriamo) potrebbe portare dei frutti.
Il pezzo è Take the time dei Dream Theater, gruppo che ho amato e seguito in passato e che ho abbandonato in preda alla noia da parecchi anni a questa parte.
Il loro album Images and words del 1992 dal quale è tratto il pezzo proposto, rimane comunque un punto fermo del Prog-Metal consigliato a tutti.
"Hold it now... wait a minute... come on... whew..."
Just let me catch my breath... I've heard the promises I've seen the mistakes I've had my fair share of tough breaks I need a new voice, a new law, a new way Take the time, reevaluate It's time to pick up the pieces, Go back to square one I think it's time for a change
There is something that I feel To be something that is real I feel the heat within my mind And craft new changes with my eyes Giving freely wandering promises A place with decisions I'll fashion I won't waste another breath
You can feel the waves coming on (It's time to take the time) Let them destroy you or carry you on (It's time to take the time) You're fighting the weight of the world But no one can save you this time Close your eyes You can find all you need in your mind
The unbroken spirit Obscured and disquiet Finds clearness this trial demands And at the end of this day sighs an anxious relief For the fortune lies still in his hands
If there's a pensive fear, a wasted year A man must learn to cope If his obsession's real, Suppression that he feels must turn to hope
Life is no more assuring than love (It's time to take the time) There are no answers from voices above (It's time to take the time) You're fighting the weight of the world And no one can save you this time Close your eyes You can find all that you need in your mind
I close my eyes And feel the water rise around me Drown the beat of time Let my senses fall away I can see much clearer now, I'm blind
"Ora che ho perso la vista, Ci vedo di più"
Find all you need in your mind If you take the time Find all you need in your mind If you take the time
Ho sempre avuto un'approccio alla musica istintivo, emotivo, viscerale, se così vogliamo definirlo. La maggior parte dei miei ascolti si orientano, a parte qualche rara eccezione, verso gruppi/autori/cantanti di lingua estera. Quasi sempre l'emozione, qualsiasi essa sia, suscitata in me da un brano musicale prescinde dal testo del brano stesso. Ho sempre reputato questa la grande magia della musica, il fatto di riuscire ad entrare in sintonia con un pezzo, magari sentendoci dentro tutt'altro da quello che l'autore voleva trasmettere, senza bisogno di conoscerne il significato dei versi (spesso deludenti tra l'altro). Non dico di non aver mai studiato alcuni tra i miei pezzi preferiti, album interi in diversi casi. Purtroppo è un'attività legata a periodi in cui la quantità di tempo libero a mia disposizione era decisamente superiore, le modalità di fruizione della musica sicuramente migliori.
In ogni caso ci sono testi che mi hanno colpito e hanno esercitato quella funzione di valore aggiunto che mi ha fatto apprezzare il brano in misura ancor maggiore.
Uno di questi è il testo di Time dei Pink Floyd. Testo semplice eppure evocativo, denso anche di quella malinconia dal forte sapore inglese che da sempre apprezzo.
Non è solo il tempo che passa messo in relazione all'età anagrafica. Non sono i capelli che ingrigiscono, la stanchezza, le notti insonni. Non è questo. Non solo.
E' più che altro la sensazione terribilmente irritante che il tempo scivoli via inesorabile tra le dita, sempre più. Che gli attimi non si concretizzino in qualcosa di produttivo. La sensazione che spesso questo tempo (o il suo impiego) non ti porti da nessuna parte. Il dubbio che avresti potuto spenderlo meglio o più intensamente.
E poi un giorno realizzi che dieci anni sono passati, nessuno ti ha detto quando iniziare a correre e tu ti sei perso il segnale di via...
Il tempo passa, i sogni accantonati, i progetti non realizzati... un passaggio insieme amaro e bellissimo
Ogni anno diventa più breve, sembra non ci sia mai tempo, progetti che si risolvono in nulla o in una mezza pagina di righe scribacchiate, aspettando in preda a una quieta disperazione, è lo stile inglese, il tempo è andato, la canzone finita, pensavo avrei avuto qualcosa in più da dire.
Shorter of breath and one day closer to death
Ticking away the moments that make up a dull day Fritter and waste the hours in an offhand way Kicking around on a piece of ground in your home town Waiting for someone or something to show you the way
Tired of lying in the sunshine staying home to watch the rain And you are young and life is long and there is time to kill today And then one day you find ten years have got behind you No one told you when to run, you missed the starting gun
And you run and you run to catch up with the sun, but it's sinking Racing around to come up behind you again The sun is the same in a relative way, but you're older Shorter of breath and one day closer to death
Every year is getting shorter, never seem to find the time Plans that either come to naught or half a page of scribbled lines Hanging on quiet desperation is the English way The time is gone, the song is over, thought I'd something more to say
Come recita il titolo del post, un incrocio tra il Music Box e la faccenda delle tasse, oggi ho ottenuto una piccola vittoria.
Una di quelle che ti aggiustano la giornata, una di quelle che fanno bene all'autostima. Perchè l'aver dimostrato che la ragione l'avevo io e il torto lo Stato è stata una piccola soddisfazione (e un grande peso in meno sullo stomaco, un peso da 600 euro).
Perchè posso pensare di poter continuare a compilarmi il 730 da solo senza regalare soldi a nessuno.
Per associazione d'idee mi è venuto in mente il brano A small victory dei Faith No More.
Io ora dovrei spendere due parole sul gruppo del grandisimo Mike Patton ma da dove comincio? Per chi già li conosce sarà facile capire l'imbarazzo che io possa avere nel parlare di uno dei gruppi di maggior genio e talento di fine anni '80 e del decennio successivo (prendendo in esame solo l'era Patton).
Per chi non li conosce cosa dire... primo: dove cazzo avete vissuto negli anni Novanta? secondo: cercate di rimediare. Alla svelta! Siete ancora qui? Forza, muoversi!
In fondo non è un'impresa improba. I Faith No More hanno pubblicato, con Patton alla voce, solo quattro album in studio.
1) The real thing, 1989
2) Angel dust, 1992
3) King for a day... fool for a lifetime, 1995
4) Album of the year, 1997
Dopo la mia piccola vittoria, ecco quella dei FNM.
A hierarchy
Spread out on the nightstand
The spirit of team
Salvation is another chance
A sore loser
Yelling with my mouth shut
A cracking portrait
The fondling of trophies
The null of losing
Can you afford that luxury?
A sore winner
But I'll just keep my mouth shut
It shouldn't bother me
But it does
The small victories
The cankers and medallions
The little nothings
They keep me thinking
That someday
I might beat you
But I'll just keep my mouth shut
It shouldn't bother me
But it does
IF I SPEAK AT ONE CONSTANT VOLUME AT ONE CONSTANT PITCH AT ONE CONSTANT RHYTHM
RIGHT INTO YOUR EAR, YOU STILL WONT HEAR
You still won't hear
You still won't hear
You still won't hear
You still won't hear
You still won't hear
You still won't hear
Per questo nuovo appuntamento con Music Box volevo abbandonare i toni esasperati che caratterizzavano l'ultimo brano proposto, quello dei Limp Bizkit, per passare a qualcosa di più pacato, malinconico e se vogliamo anche triste.
E' un pezzo che mi è piaciuto da subito, uno di quei pezzi che suscita sensazioni senza bisogno di conoscerne il testo, d'istinto, solo per come sono messe le note una dietro l'altra.
Stranamente è un brano di un gruppo che conosco davvero poco, giusto un paio di album su una discografia che ne conta più di dieci.
Il perchè è presto detto: gli Anathema, è di loro che parliamo, iniziarono la loro carriera suonando musica molto vicina al death-metal, genere che ha suscitato in me sempre poco interesse.
Pian piano il loro stile si è avvicinato al Doom e via via, dopo vari cambi di formazione, ha abbracciato influenze gotiche fino a raggiungere l'attuale connotazione riflessiva e malinconica che viene spesso accostata a una sorta di progressive moderno, decisamente distante da quello anni '70 o al new prog degli '80.
Il risultato di questa evoluzione sono album davvero ottimi come A fine day to exit (bellissimo titolo) e A natural disaster.
Vi propongo un video live del brano di cui vi parlavo. Il pezzo è Are you there? e loro sono gli Anathema.
PS: andate a cercare su YouTube la versione da studio perchè secondo me rende ancora di più. Qui trovate la versione live in quanto nessun video della registrazione in studio mi lasciava soddisfatto.
Are you there? Is it wonderful to know All the ghosts... All the ghosts... Freak my selfish out mind is happy Need to learn to let it go to know you'd do no harm to me
Since you've been gone I've been lost inside Tried and failed as we walked by the riverside Oh I wish you could see the love in her eyes The best friend that eluded you lost in time Burned alive in the heat of a grieving mind
But what can I say now? And It couldn't be more wrong Cos there's no one there Unmistakably lost and without a care Did we lose all the love that we could share And its wearing me down And its turning me round And I can't find a way Now to find that it out Where are you when I need you...
Are you there ? Are you there ? Are you there ? Are you there ?
Ieri accenavo in uno di quei post, al cantante Fred Durst e alla sua band, i Limp Bizkit. Esponenti tamarri del Nu-Metal, corrente che univa suoni duri derivanti dal metal tout-court e sonorità Hip-hop e Rap, il gruppo di Jacksonville ha all'attivo una mezza dozzina di album e più di 50 milioni di dischi venduti (fonte wikipedia, lo scrivo perchè mi sembrano veramente tanti).
La scena se la contendono quelli che in maniera diversa possono essere considerati i due frontmen della band. Tanto è tamarro, egocentrico e all'apparenza maleducato e presuntuoso Fred Durst, tanto è laconico, scenografico e all'apparenza pacato il chitarrista Wes Borland.
Guardiamoci il video del pezzo a cui accennavo ieri, "è solo uno di quei giorni/quando non ti vuoi svegliare/tutto è andato a puttane/tutti fanno schifo"... una di quelle giornate storte insomma.
Chi è convinto che la musica debba per forza essere sole cuore amore si tenga alla larga. Questo è un pezzo tamarro, prepotente, sboccato, violento e liberatorio...
I Bizkit son proprio dei bei tamarri non c'è che dire, però hanno un tiro di tutto rispetto, il loro secondo album, quello dal quale è tratta questa Break Stuff mi piaceva parecchio... il resto un po' meno.
Break Stuff - Sonisphere 2009
Its just one of those days When you don't wanna wake up Everything is fucked Everybody sux You don't really know why But you want justify Rippin' someone's head off No human contact And if you interact Your life is on contract Your best bet is to stay away motherfucker It's just one of those days!!
[chorus] Its all about the he says she says bullshit I think you better quit Lettin' shit slip Or you'll be leavin with a fat lip Its all about the he says she says bullshit I think you better quit talkin that shit (Punk, so come and get it) Its just one of those days Feelin' like a freight train First one to complain Leaves with a blood stain Damn right I'm a maniac You better watch your back Cuz I'm fuckin' up your program And if your stuck up You just lucked up Next in line to get fucked up Your best bet is to stay away motherfucker Its just one of those days!!
[chorus]
I feel like shit My suggestion is to keep your distance cuz right now im dangerous We've all felt like shit And been treated like shit All those motherfuckers that want to step up I hope you know I pack a chain saw I'll skin your ass raw And if my day keeps goin' this way I just might break somethin' tonight... I hope you know I pack a chain saw I'll skin your ass raw And if my day keeps goin' this way I just might break somethin' tonight... I hope you know I pack a chain saw I'll skin your ass raw And if my day keeps goin' this way I just might break your fuckin' face tonight!! Give me somethin' to break Give me somethin' to break Just give me somethin' to break How bout your fuckin' face I hope you know I pack a chain saw, what!!... A chain saw, what!!... A motherfucking chain saw, what!!... So come and get it
Vale la pena dare un occhio al look cangiante di Wes Borland.
Per questa volta metterò da parte le mie band preferite, le canzoni legate a ricordi particolari e i miei gusti personali per presentarvi un album e una cantante che ho scoperto solo da poco. Musica per me nuova ma che risale al 1979, anno nel quale veniva dato alle stampe il Live & uncensored di Millie Jackson.
Arrivata alla musica quasi per caso dopo aver fatto la modella a New York, la Jackson ottiene i primi successi sull'onda della blaxploitation partecipando alla colonna sonora del film Cleopatra Jones. Con l'album Caught up affronta il tema dell'adulterio e lo porta in scena in show segnati dalla sua caldissima voce e da un'interazione ininterrotta con il pubblico. Un mix tra concerto live e performance durante le quali la cantante punta sul suo lato sensuale e oltraggioso.
La versione su CD del Live del 1979 contiene anche il Live and outrageous del 1982.
Uno spettacolo coinvolgente, merito della grande voce della Jackson, della sua presa sul pubblico e dei suoni avvolgenti della band che segue la Jackson e che si fregia di una sezione ritmica eccellente.
Qui il video di If loving you is wrong da uno show del 1982. Il pezzo parla proprio di una relazione adulterina e la Jackson rincara la dose durante il suo show con il pubblico. Vi consiglio comunque anche questo e questo.
If loving you is wrong I don't wanna be right If being right means being without you I'd rather live a wrong doing life Your mama and daddy say it's a shame It's a downright disgrace Long as I got you by my side I don't care what your people say
My friends tell me there's no future In loving a married man If I can't see you when I want to I'll see you when I can If loving you is wrong I don't wanna be right If loving you is wrong I don't wanna be right
Am I wrong to fall so deeply in love with you Knowing you have a wife and two little children Depending on you too And am I wrong to hunger for the gentleness of your touch knowing I got somebody else at home who needs me just as much
And am I wrong to give my love To a married man And am I wrong trying to hold on To the best thing I ever had If loving you is wrong I don't wanna be right If loving you is wrong I don't wanna be right
Am I wrong to give my love To a married man And am I wrong trying to hold on To the best thing I ever had If loving you is wrong I don't wanna be right If loving you is wrong I don't wanna be right
I don't wanna be right If it means sleeping alone at night I don't wanna be right If it means coming home at night I don't wanna, I don't wanna I don't wanna never, never, never be right
A volte andare a toccare l'artista/gruppo preferito di qualcuno equivale a scottarsi.
Tra gli appassionati si crea del campanilismo, il rock è meglio del pop no guarda che l'elettronica è più avanti ma se quelli non sanno neanche come si tiene uno strumento in mano si ma tu sei vecchio sei fermo agli anni '70 e quelle non sono voci sono rutti e per fortuna c'è Lady Gaga e discussioni (certamente più approfondite) del genere.
Insomma perchè questo preambolo? Perchè anche io sono così, mi piace punzecchiare chi ascolta cose che a me non piacciono e che ritengo spesso e volentieri puro sterco essiccato. Sono, con le dovute cautele, un razzista musicale. se non si esagera è anche divertente esserlo, provate, ne usciranno dibattiti quantomeno curiosi.
Sempre più spesso realizzo quanto il detto "non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace" trovi pratica applicazione anche nel campo delle preferenze musicali. Di recente ho scoperto che anche tra persone esperte di musica c'è chi considera i Queen, gruppo per me grandissimo, una band più o meno insignificante.
Con questo post tenterò di attirare su di me le ire di spiriti a me affini per quel che riguarda la passione musicale, nel mio caso molto rock-oriented.
Sì, perchè dopo Pearl Jam e Queen, gruppi che a prescindere dai gusti personali godono almeno di un generale rispetto, voglio dedicare questo terzo appuntamento di Music box agli Oasis.
Nelle due estati consecutive degli anni 1996 e 1997 affrontai i due viaggi che ancora rimangono nei miei ricordi come i più belli e significativi di sempre.
A fine 1995 usciva l'album What's the story (Morning glory) che nell'estate successiva era ancora in heavy rotation su tutte le radio europee (almeno lo era in Italia e in U.K.).
Allora mi trovavo in Irlanda dove sembrava davvero esserci una sorta di Oasismania, i loro pezzi si sentivano dappertutto. Wonderwall, Morning glory, Don't look back in anger, Champagne supernova uscivano dalle radio, dalle chitarre degli artisti da strada, dai pub. In quel di Cork incontrammo anche orde di ragazzi diretti a un concerto della band e ci facemmo sfuggire l'occasione di vedere il gruppo dal vivo a un prezzo più che accettabile.
Proprio nell'estate del 1997, anticipato dal singolo Stand by me, gli Oasis diedero alle stampe Be here now.
Ancora U.K., dopo alcuni giorni a Londra, rotta verso la Scozia. Era il primo viaggio con la ragazza che sarebbe poi diventata mia moglie (e che voi conoscete come La Citata). Un'esperienza bellissima e la musica di sottofondo era sempre quella, ancora Oasis all'apice della loro fama.
Non essendo io mai stato affetto da romanticismo, ci pensò mia moglie a eleggere proprio Stand by me al rango di nostra canzone. In effetti in quelli che per noi ancora rimangono i giorni più belli questo pezzo era spesso presente.
Dal punto di vista puramente musicale i primi album degli Oasis (i primi 3 almeno) li ho sempre trovati molto riusciti. Niente di innovativo o rivoluzionario ma il buon Noel sapeva come scrivere un pezzo. Il gossip attorno ai fratelli Gallagher fungeva da cassa di risonanza e il gioco era fatto.
E anche l'ultimo Dig out your soul non l'ho trovato niente male.
Oasis - Stand by me. Anche il video mi è piaciuto da subito.
Made a meal and threw it up on Sunday I've got a lot of things to learn Said I would and I believe in one day Before my heart starts to burn.
So whats the matter with you? Sing me something new ... Don't you know The cold and wind and rain don't know They only seem to come and go, away
Times are hard when things have got no meaning I've found a key upon the floor Maybe you and I will not believe in the things we find behind the door
Stand By Me -- Nobody knows the way it's gonna be Stand By Me -- Nobody knows the way it's gonna be Stand By Me -- Nobody knows the way it's gonna be
If you're leaving will you take me with you I'm tired of talking on my phone But there is one thing I can never give you My heart will never be your home
Tempo di magra signori, le idee latitano, l'umore continua a non essere dei migliori, il tempo scarseggia e quindi.... il Back to the past dedicato al 1969 è ancora in costruzione, nessun film visto di cui scrivere, di serial TV non ne parliamo neanche, il Don Chisciotte mi impedirà di parlar di libri per un bel po' e volevo evitare altri post "incazzosi" e amari come i recenti Definizioni e E' cosa e niente. Ancora peggio, e mi cospargo il capo di cenere, non sono riuscito a preparare nulla neanche per fumetti di carta (in realtà non ho letto nulla di nuovo).
E allora cosa può venirci in aiuto in occasioni come questa?
La musica ovviamente e quindi ho dedicato alcuni minuti a questo secondo appuntamento con Music Box.
Mi sembra giusto tornare un po' alle origini. Quando ho cominciato ad ascoltare la musica che volevo io e non quella che si sentiva in casa o alla radio, avevo circa 13 anni. Il primo amore, quello dal quale si sono poi evoluti i miei gusti musicali, è stato quello per i Queen e per il loro frontman Freddie Mercury.
Il primo loro album che ascoltai con attenzione fu The miracle del 1989. Avevo già ascoltato qualcosa in precedenza su qualche vecchia musicassetta (forse Live Magic) che aveva mio padre ma la scintillà scoccò con quel disco e si rinsaldò con il successivo Innuendo quando, purtroppo, la carriera del gruppo era ormai lontana dai palchi e la fine dell'avventura imminente.
Con un paio di amici partì la ricerca della gran mole di materiale pubblicato dai Queen da inizio carriera fino agli anni '90. Era una scoperta continua di piccoli (grandi in realtà) gioielli. Pomeriggi passati ad ascoltare i loro album invece che a giocare ai giardinetti, poster gigante di Freddie in camera (l'unico che io abbia mai avuto), l'anno del concerto organizzato per la morte del grande cantante rinunciammo ad andare al mare con il resto della cricca (era forse pasquetta, comunque una ricorrenza) per vedere il concerto in diretta.
Insomma, la mia formazione musicale (da ascoltatore) partì da lì. Tutti conoscono i Queen, forse non proprio tutti ne apprezzano il lato meno conosciuto, quello più distante dalle loro grandissime hit. Ho sempre considerato i Queen come uno dei gruppi più capaci ed eclettici in sede di songwriting.
Volutamente non scelgo di presentare uno dei classici del gruppo e propongo qui un brano meno conosciuto incluso nel capolavoro A night at the opera del 1975, caratterizzato da un'insolita lunghezza per i canoni del gruppo e da una serie di sovrincisioni e di "controcanti" o "canoni" in gergo tecnico.
Pare che il pezzo sia stato scritto dal chitarrista Brian May in seguito a un sogno fatto durante un periodo di malattia. Il sogno riguardava il diluvio universale.
Queen - The prophet's song
Oh oh people of the earth Listen to the warning the seer he said Beware the storm that gathers here Listen to the wise man
I dreamed I saw on a moonlit stair Spreading his hand on the multitude there A man who cried for a love gone stale And ice cold hearts of charity bare
I watched as fear took the old men's gaze Hopes of the young in troubled graves 'I see no day' I heard him say So grey is the face of every mortal
Oh oh people of the earth! 'Listen to the warning' the prophet he said For soon the cold of night will fall Summoned by your own hand
Ah ah children of the land Quicken to the new life take my hand Fly and find the new green bough Return like the white dove
He told of death as a bone white haze Taking the lost and the unloved babe Late too late all the wretches run These kings of beasts now counting their days
From mother's love is the son estranged Married his own his precious gain The earth will shake in two will break And death all round will be your dowry
Oh oh people of the earth Listen to the warning the seer he said For those who hear and mark my words Listen to the good plan
Oh oh oh oh and two by two my human zoo They'll be running for to come Running for to come out of the rain
Oh flee for your life Who heed me not let all your treasure make you Oh fear for your life Deceive you not the fires of hell will take you Should death await you
Ah people can you hear me? And now I know and now I know And now I know and now I know That you can hear me And now I know and now I know And now I know Now I know Now I know now I know Now I know now I know Now I know The earth will shake in two will break Death all around around around around Around around around around Now I know now I know Now I know now I know Now I know now I know Now I know now I know Now I know now I know Now I know Wo wo wo wo wo wo wo wo wo Listen to the wise listen to the wise listen to the wise Listen to the wise listen to the wise man La la La la la la la la La la la la la la La la la la la la La la la la la la La la la la la la La la la la la la La la La la La la Come Here (I - You) Come Here (I - You) Come Here (I - You) Come Here (I - You)
Ah ah ah ah ah Listen to the man listen to the man listen to the man listen to the mad man
God gave you grace to purge this place And peace all around may be your fortune
Oh oh children of the land Love is still the answer take my hand The vision fades a voice I hear Listen to the madman!
But still I fear and still I dare not Laugh at the madman!
E' da un po' di tempo che pensavo di raddoppiare la dose di proposte musicali presenti in questo blog.
Continuerà il viaggio temporal-musicale grazie ai post targati Back to the past ma a questi volevo affiancare qualcosa di nuovo e un po' più personale.
Non solo pezzi storici o particolarmente interessanti pescati nel passato storico appartenente a tutti quanti noi, ma brani che in qualche modo abbiano un significato particolare per me, brani che semplicemente incontrano il mio gusto, ricordi, ascolti del momento e via di questo passo.
Le idee per dare il via a questo nuovo appuntamento erano decisamente tante ed è stato difficile decidere il brano d'apertura, in fondo la prima impressione ha la sua importanza.
Non sto a tediarvi elencandovi tutte le cose che mi sono passate per la mente, tanto le troverete tutte nei prossimi appuntamenti.
La decisione è caduta su quello che sicuramente è uno dei miei brani preferiti di sempre. Un pezzo che anni fa ho ascoltato non so più quante volte. Mi capitava di farlo girare più e più volte di seguito, ottima incisione in studio, stupendo eseguito dal vivo.
Una canzone d'amore cupa e disperata che riflette abbastanza bene, ed è anche per questo che la mia scelta è caduta qui, l'umore nero che mi sento addosso e intorno in questi giorni. Giorni in cui tutto sembra tingersi di nero.
Ispirato anche dal lavoro di Viktor sul suo blog ho deciso di dare maggior risalto anche ai testi dei pezzi presentati. Li troverete tutte le volte che sarà possibile in coda al video.
Si narra che il signor Eddie Vedder, chiamato alla prima prova con i Pearl Jam, si sia presentato al gruppo con questo splendido testo scritto durante il viaggio, pronto per esser messo in musica.
Il pezzo è Black dall'album Ten del 1992.
Hey... oooh...
Sheets of empty canvas, untouched sheets of clay
Were laid spread out before me as her body once did.
All five horizons revolved around her soul
As the earth to the sun
Now the air I tasted and breathed has taken a turn
Ooh, and all I taught her was everything
Ooh, I know she gave me all that she wore
And now my bitter hands chafe beneath the clouds
Of what was everything.
Oh, the pictures have all been washed in black, tattooed everything...
I take a walk outside
I'm surrounded by some kids at play
I can feel their laughter, so why do I sear?
Oh, and twisted thoughts that spin round my head
I'm spinning, oh, I'm spinning
How quick the sun can drop away
And now my bitter hands cradle broken glass
Of what was everything?
All the pictures have all been washed in black, tattooed everything...
All the love gone bad turned my world to black
Tattooed all I see, all that I am, all I'll be... yeah...
Uh huh... uh huh... ooh...
I know someday you'll have a beautiful life,
I know you'll be a star in somebody else's sky, but why
Why, why can't it be, can't it be mine