lunedì 24 agosto 2015

IO SONO VIVO, VOI SIETE MORTI

(Je suis vivant et vous etes mort di Emmanuel Carrère, 1993)

Un viaggio nella mente (malata aggiungerei) di Philip K. Dick, come recita il sottotitolo. Per chi ama gli scritti di uno dei più noti autori di fantascienza questa lettura, se non indispensabile, risulta quasi obbligata. Attraverso la storia narrata da Carrère si aprono squarci di (in)comprensione su alcune delle opere di Dick, soprattutto sulla loro gestazione e sui meccanismi mentali atipici che portarono lo scrittore di Chicago a inventare e portare su carta molte di quelle situazioni in anticipo sui tempi che ancora oggi noi lettori moderni tanto ammiriamo.

Per apprezzare questa biografia non è strettamente necessario essere fan del suo protagonista, tanto è affascinante e incredibile la progressiva caduta nell'instabilità e nella paranoia lucida di Philip Dick. Chiunque può essere conquistato da una vita vissuta fuori dagli schemi in maniera tutto sommato involontaria. Infatti, per sua natura, Dick non sembra essere un esuberante o un eccentrico, anzi, ma chissà quali traumi o quali tare hanno portato il bambino Dick a divenire un adulto convinto di essere spiato e perseguitato dalla C.I.A. o vittima addirittura di chissà quali complotti comunisti (lui che per gli ambienti vicini alla sinistra nutriva simpatia tanto da viverci a stretto contatto negli anni delle proteste dei '60).

Forse la morte alla nascita della sorella gemella Jane, forse lo spavento che il padre fece prendere a un Dick ancora bambino indossando una terrificante maschera anti-gas, fatto sta che per un motivo o per l'altro, pur rimanendo sempre lucido, l'equilibrio dell'autore partì pian piano per la tangente.

Carrère illustra in maniera avvincente il rapporto dell'autore con le donne della sua vita, dalla madre condiscendente a ogni forma di attività artistica e via via esplorando i periodi della vita di Dick e i legami con le sue diverse mogli (si sposò ben cinque volte). Le donne, le strane fissazioni dell'autore, i figli, la religione e tutte le strane intuizioni e convinzioni sull'esistenza di realtà altre dalla nostra si riflettono in maniera a volte chiara, a volte meno, su alcuni degli scritti più celebri di Dick. La lettura di questo libro, oltre a essere decisamente appassionante, fornisce chiavi di lettura importanti per rigustare diverse opere dell'autore in maniera diversa.

In fondo parliamo di un autore che, con piena convinzione, in occasione di discorsi pubblici dichiarava cose come questa: "Sono sicuro che voi non mi credete, e non credete nemmeno che credo a ciò che dico. Eppure è vero. Siete liberi di credermi o di non credermi, ma credete almeno a questo: non sto scherzando. È una cosa molto seria, molto importante. Dovete capire che, anche per me, dichiarare una cosa simile è stupefacente.Un sacco di gente sostiene di ricordarsi delle vite antecedenti; io sostengo, invece, di ricordarmi di un'altra vita presente. Non sono a conoscenza di simili dichiarazioni, ma sospetto che la mia esperienza non sia unica. Ciò che è unico, forse, è il desiderio di parlarne".

Come si può non amare e non avere immensa stima di un personaggio di questa risma?

Quando si dice una biografia appassionante come un romanzo, tra opere, passioni, relazioni ma soprattutto paranoie e intuizioni del grande (anche fisicamente) Philip Kindred Dick. Da recuperare.


29 commenti:

  1. Questo libro prima o poi lo leggerò. Dick ha inventato filoni letterari, alcuni suoi romanzi, come la svastica sul sole, hanno addirittura dato l'idea per scrivere storie ex novo ispirandosi alla sua trama...mi viene in mente Fatherland di Harris. Non vorrei beccarmi una querela per questa affermazione.

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    1. Tutt'altro, lessi il Fatherland di Harris parecchi anni fa e mi piacque molto, un bel giallo immerso in un'ambientazione fantastica che ricalca proprio i temi de La svastica sul sole che però ancora non ho letto.

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  2. Se posso permettermi, e parlo a puro titolo personale, la Svastica sul Sole è un libro che vuol sostenere una tesi, seminare un dubbio (che in poche parole sarebbe "noi ci illudiamo di vivere in un mondo migliore di quello in cui i nazisti hanno vinto, ma è proprio così?"). In Dick vi è sempre una confusione o un "melting" fra i differenti universi. Nella Svastica se non ricordo male un protagonista, un giapponese, ovvero un esponente della razza "padrona" si ritrova brevemente immerso nel "nostro" universo dove sperimenta il razzismo degli americani vittoriosi... Fatherland per ciò che posso ricordare è solo un discreto romanzetto spionistico in stile "Segretissimo", dove al posto della Germania nazista avremmo tranquillamente potuto avere la Russia di Stalin. Tra i molti esempi letterari di nazismo "vittorioso", anteriori e posteriori a Dick, io consiglierei un thriller spionistico scritto molto meglio di Fatherland, di cui però non so se esista la versione italiana: SS-GB, di Len Deighton (1978). Opinione personale, ripeto, anzi come fan della Svastica sul sole mi piacerebbe sentirne altre.

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    1. Come dicevo a Massimiliano, La svastica, come molta roba di Dick, ancora non l'ho letto e quindi, a parte la nota comunione d'ambientazione, mi è arduo paragonare i due romanzi. Fatherland, che peraltro ricordo più che altro come un giallo (o spy story se preferiamo), mi era piaciuto molto, meglio di cose simili (penso a L'alba del giorno dopo ad esempio). Sicuramente dietro le opere di Dick ci sono ben altri contenuti e un travaglio che questa bio esplica molto, molto bene.

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    2. PS: Len Deighton purtroppo non lo conosco.

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    3. J_D_La_Rue_67, ciao innanzitutto, hai ragione, non volevo mettere a confronto i due libri, ASSOLUTAMENTE, volevo solo sottolineare come una'idea bislacca (ma neanche poi tanto) potesse dare il destro ad altri scrittori per le loro storie. Tutto lì. Immaginare un mondo dove i vincitori reali diventano gli sconfitti è opera di Dick. Harris è venuto dopo. Devo dire, a onor del vero, che la svastica sul sole la lessi dopo Fatherland e lo trovai carino proprio perchè non avevo ancora gustato Dick. Con il mio commento ho solo voluto riconoscere a Dick il primato dell'idea.

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    4. Va benissimo, grazie per la risposta. Ho solo voluto specificare, per chi magari, non conosce nessuno dei due libri. :)

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  3. Un un autore che ho in lista da anni, ma che non ho ancora avuto il tempo di leggere.
    Prima o poi ci arrivo.

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    1. Arrivaci, noi ti aspettiamo :)

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    2. Mi associo alle parole di Pirkaf. Ho letto troppo poco e dovrei recuperare!

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    3. Tutti quanti abbiamo qualcosa da recuperare :)

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  4. Bè, io posso solo dire grazie per la dritta, non conoscevo questa biografia.

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    1. Recuperala se ti piace Dick, un po' difficile da trovare ma sul web viene via a circa 6 euro, praticamente un regalo :)

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  5. Se vuoi ti mando (purtroppo in formato digitale) la svastica sul sole, via mail.

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    1. Ce l'ho in libreria. Devo sola leggerla :)

      Grazie.

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  6. Credo di non averlo letto, altrimenti mi ricorderei il dettaglio delle cinque mogli.

    Riguardo Dick ho letto Mutazioni (ammesso che si chiamasse così), che conteneva tra le altre cose anche un suo soggetto per la serie televisiva Mission: Impossible e i primi due capitoli del seguito della Svastica sul Sole.

    Di Dick ho letto tantissimo, anche tra i romanzi non sf, anche se non tutto. Francamente alcuni dei suoi romanzi più celebrati non mi sono piaciuti moltissimo, come La Svastica sul Sole e Ubik, mentre trovo che alcuni meno conosciuti (Il Disco di Fiamma, La Città Sostituita, I Simulacri, Valis, Mister Lars sognatore di Armi - ma forse questi ultimi due sono tra quelli famosi) sono fenomenali.

    Anni fa mi si magnificava lo splendore dei suoi racconti brevi, come quello da cui fu tratto il film Total Recall, ma una volta letti non mi sono sembrati superiori ai romanzi.

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  7. Mutazioni deve essere un'antologia di scritti di Dick, prevalentemente non di narrativa, che non conoscevo (sono andato a spulciare nel web).

    Per quel che riguarda la fiction io ho seguito il percorso inverso, ho letto cioè parecchi racconti, diversi divenuti celebri grazie al cinema (Total Recall, Minority Report, etc...) e un solo romanzo famoso: Le tre stimmate di Palmer Eldritch. La produzione dei racconti è ovviamente di qualità alterna, la media però mi sembra decisamente soddisfacente. La curiosità di attaccare i romanzi lunghi è tanta, tanto è però ancora il materiale a disposizione nella mia libreria, non solo di Dick, ci vorrà del tempo...

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    1. ecco, anche Le Tre Stimmate di Palmer Eldritch non mi ha fatto impazzire.
      Assolutamente da leggere secondo me Blade Runner (vabbè, "Do androids dream of electric sheeps?"), anche Cronache del Dopobomba era simpatico.

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    2. L'idea alla base de Le tre stimmate la trovo estremamente affascinante. Se tutto ciò che siamo e che viviamo fosse falso o condizionato? Se la sedia su cui poggi il culo in questo momento fosse invece di una sedia Palmer Eldritch? Di cosa puoi essere sicuro? Chiedilo a Leo Bulero. Grande. Sto rispondendo a Luca Lorenzon o a Palmer Eldritch?

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  8. Tra i miei libri preferiti in assoluto c'è la bio di P.K Dick scritta da Carrère e La svastica sul sole, librone che si divora voracemente e dice molte cose sulla nostra società.

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    1. Perfetto, spero allora tu abbia gradito il post e i vari interventi nei commenti :)

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    2. Sicuramente, bel dibattito, anche se non conosco gli altri libri citati.

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  9. Ho letto pochissimo dell'autore, e conto di riprendere prossimamente (forse La trilogia di Valis???). Ma gli androidi sognano... mi è piaciuto moltissimo (adoro anche il film, pur essendo decisamente altro, cosa che probabilmente è all'origine della sua fortuna). La biografia scritta da Carrère potrebbe essere molto interessante.

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    1. È davvero molto interessante, può essere anche un aiuto mirato nella scelta delle cose da leggere dell'autore, anche se io non disdegnerei pian piano di leggere l'opera completa. Un po' difficile...

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    2. In effetti credo che la notorietà sia legata al film.

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    3. anni fa ho visto in una libreria il seguito di Do Androids ecc. mi pare si intitolasse La Notte degli Androidi.

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    4. Sicuramente lo scrittore era un altro. Di apocrifo di Dick ho letto "L'Assedio delle Tenebre" pubblicato su Frigidaire e scritto in realtà da Daniele Brolli che aveva pubblicato diversi racconti sulla rivista fingendo che fossero opera di autori famosi.

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