domenica 10 maggio 2015

BOUNCER

(di Alejandro Jodorowsky e Francois Boucq, 2001/2013)

Il Bouncer, ovvero il buttafuori dell'Infierno, uno dei locali peggio frequentati di Barro City, cittadina dalla pessima reputazione sita in un west duro, spietato, amorale, violento e senza speranza come neanche il buon vecchio Peckinpah era riuscito a descrivere (o forse si dai, Peckinpah si). Il Bouncer è un uomo con un certo senso della giustizia, un uomo che arriva da una famiglia di veri figli di puttana, letteralmente. Un uomo monco di un braccio ma capace di usare l'altro in maniera letale. Jodorowski, capace di passare da un genere a un altro con una felicità impressionante, da subito ci racconta il passato del protagonista, il suo rapporto con i due sciagurati fratelli, il Capitano Ralton e Blake, ex pistolero e ora uomo di Dio. E' un'infernale faida familiare che ci trasporta nel mondo di Bouncer, una vicenda che lo stesso monco racconta al nipote Seth che viene così a conoscenza della storia di sua nonna Lola, la baldracca più feroce dell'ovest, dei suoi tre figli e della contesa per l'occhio di Caino, un diamante dalle grandi dimensioni.

Questa lercia saga familiare riempie solo il primo dei quattro volumi dedicati dalla Cosmo a questa bella serie che ha da offrire un'ottima storia, più d'una in realtà, e le spledide tavole di Francois Boucq. Jodorowsky, come è nelle sue corde, non ci risparmia nulla, Ralton è ora al comando di un manipolo di sudisti reduci dalla guerra che non lesina di macchiarsi dei crimini più efferati: esecuzioni, saccheggi, stupri, omicidi a sangue freddo e tutto un vasto campionario di brutture che Boucq non ha timore di ritrarre su carta con una buona dose di grande talento. Ma non è solo Ralton a portare alta la bandiera della scarsa moralità, di personaggi ambigui e malvagi sono piene le pagine di Bouncer a partire dallo sceriffo di Barro City per andare via via verso tutti i fetenti di turno.


Non da meno sono le donne della serie, capaci di tutto per il proprio tornaconto, dal commettere atti di violenza inusitata al concedere sesso e corpo alla bisogna. A tentare di rimanere su una via vagamente retta rimangono il Bouncer e qualche collaboratore come il nano e barman del saloon Infierno Job e la sua compagna indiana Sakajawea.

Non è certo il west molto più edulcorato di Tex Willer quello che ci presenta Jodorowsky che come già visto in Juan Solo mette tra le pagine di Bouncer tutto il suo repertorio con un risultato davvero degno di nota. Se sangue, merda, marciume e cattiveria non vi spaventano questo potrebbe essere il western che fa per voi.


6 commenti:

  1. Ma dai! :O Sorpresa di trovare il nome di Jodorowsky! Una garanzia a priori, quantomeno sarà parecchio interessante vederne il tocco!
    La grafica mi sembra molto bella, di mio gusto. E se è scorrettissimo, meglio! XD

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    1. E se Jodorowsky ti intriga ti consiglio anche i quattro numeri di Juan Solo, se inserisci il nome dell'opera nella finestra di ricerca del blog (alto a sx) troverai il commento anche su quest'altro fumetto :)

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  2. Normalmente non leggo questo genere di fumetto ma Bouncer è veramente ma veramente bello

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    1. Ma la domanda è... perché non leggi questo genere di fumetto? Lo sai che non di sole strip vive l'uomo, lo dice anche il Vangelo.

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  3. Tempo fa, come ricorderai, mi ero sperticato e scarnificato in elogi per questa serie. Al di là di riuscire a presentare una frontiera sporca e polverosa il giusto, Bouncer è un teatrino di personaggi assurdi e pittoreschi. Un western molto più saporito dello standard, insomma.

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    1. Ricordo, ricordo, il tuo è stato un bell'incentivo per recuperarne la lettura :)

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