mercoledì 5 luglio 2017

SETTEFOLLI

(di Marcello Ciorciolini, 1982)

Assolo anarchico in cornice povera. Settefolli è un one man show del comico demenziale Giorgio Bracardi che qui inanella un fuoco di fila di gag, personaggi e tormentoni del suo repertorio all'interno di un progetto di poco meno di un'ora di durata nato per il programma televisivo Che fai, ridi? nell'ormai lontano 1982.

Nel piccolo paese di Settefolli, sito nell'Appennino Tosco-Amatriciano, gravitano una serie di personaggi fuori dal comune, tutti interpretati da Bracardi stesso, che sono la personificazione di alcuni macchiettistici caratteri ascrivibili alla più becera e stramba produzione del nostro Belpaese, stereotipi forzati e caricati all'inverosimile allo scopo di strappare la risata al pubblico, giocando con il grottesco, le fissazioni, le partigianerie politiche e la demenzialità dei vari personaggi di volta in volta messi in scena dall'attore romano.

Nonostante il taglio da documentario che vorrebbe descrivere una giornata tipo dei cittadini del piccolo comune, persone dalle strane abitudini e dai modi gentili, quello che rimane è un'antologia di sketch e personaggi di qualità per forza di cose altalenante, poveri sono i mezzi così come non offrono spunti d'interesse regia, fotografia e via discorrendo, in fondo lo scopo non era quello di confezionare un bel film quanto quello di offrire una vetrina spaziosa alla comicità di Bracardi, in questo la missione è completamente riuscita.

Si avvicendano quindi il folle che in piena notte vaga per la cittadina urlando a squarciagola il nome di "Patrooooocloooo!!!", il pastore suo degno compare alla sempiterna ricerca de li pecuri ormai irrimediabilmente smarrite e il saggio del villaggio portatore sano di banalità assortite. Questi primi personaggi si reggono sulla ripetizione, sulla comparsata multipla, sul mero disturbo demenziale, semplicissimi e proprio per questo capaci di strappare sempre una risata. Già più strutturati invece sono il professore e Sindaco di Settefolli, nostalgico del Risorgimento Italiano ed esasperato dalla dilagante ignoranza dei compaesani (e un po' bestia pure lui) e il dj della radio del paese, personaggio assolutamente trascurabile. Più interessanti e divertenti, almeno a mio modo di vedere, il macellaio, fascistone dichiarato sempre pronto ad esaltare la figura del Duce, ma soprattutto il pianista e il farmacista.


Il primo rappresenta l'élite musicale d'avanguardia in esibizioni composte di strane sonorità, smorfie, faccette e gestualità assortite, con tanto di sputazzo sul pubblico a spregio della loro ignoranza, personaggio effettivamente irresistibile ma non ancora al livello del farmacista che ha conquistato la mia preferenza assoluta, un surrogato del medico del paese per il quale il rimedio a ogni malanno è una sana dose di purgante e quindi, di conseguenza, una liberatoria e sonora cacata, umorismo scatologico che nell'interpretazione di Bracardi, ve lo garantisco, diventa irresistibile.

La scelta intelligente di contenere la durata di un'esperimento che non poteva reggersi su un minutaggio più elevato, nonostante i cali d'interesse che pure ci sono, rende la visione di Settefolli comunque piacevole, un buon recupero per scoprire anche un modo di fare televisione che oggi non si usa più.

6 commenti:

  1. Ho un bel ricordo di Bracardi. Mi ricordo molto bene le gag del "fascistone", il fasissta come diceva lui. Personaggio veramente simpatico e folle.

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    1. Io ne ricordo più le frasi tormento come "Patroooocloooo!!!" o "Perché non sei venuta? Tiiiin"... :)

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  2. Il mio personaggio preferito è Max Vinella,l'aspirante giornalista di Alto Gradimento che in questo progetto televisivo non compare.

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    1. Ciao Max, è un vero piacere averti da queste parti. Ovviamente Vinella è tuo omonimo e quindi... però ammetto di non ricordarlo molto, ora vado a recuperare qualcosa su Youtube.

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  3. Ahhh Bracardi!
    Non lo vedevo da davvero molto tempo..

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