martedì 15 aprile 2014

TERRA SENZA LEGGE

(di Claudio Nizzi e Alberto Giolitti, 1989)

Se l'esordio del Texone a opera di Nizzi e Buzzelli dell'anno precedente aveva regalato ai fan dei quattro pards più famosi del west un primo appuntamento sicuramente da ricordare, l'arrivo di Terra senza legge conferma l'eccezionalità di un'iniziativa rimarchevole e consegna un secondo numero a mio avviso ancor più riuscito del precedente. Di fronte a lavori di tale portata è scontato che il gusto personale la faccia da padrone, ammetto però di essere rimasto ad ammirare a bocca aperta numerose delle vignette create da Alberto Giolitti come non mi era capitato di fare durante la lettura di Tex il grande!

La cosa più curiosa, per la quale ammetto la mia infinita ignoranza, è che io Alberto Giolitti non lo conoscevo nemmeno. Autore molto celebre in Argentina e Stati Uniti, conosciuto soprattutto per i suoi lavori legati al genere western, mi è subito sembrato il classico maestro alla quale la definizione nemo propheta in patria calza a pennello. Poi magari conoscete tutti quanti i suoi lavori a menadito ed effettivamente la mosca bianca sono io, tutto può essere...

Le tavole di Giolitti sono un vero spettacolo, sono praticamente assenti vignette dove gli sfondi e le ambientazioni non siano curati con dovizia, alcune scene in interno denotano una passione e un dettaglio quasi maniacale, basti guardare ad esempio l'arredo degli uffici di Fort Grant nelle prime pagine della storia imbastita da Claudio Nizzi. Il tratto preciso e pulito di Giolitti riesce ad unire matite davvero belle a vedersi a un dinamismo funzionale alla storia e uno storytelling molto vivace. Se proprio vogliamo trovare una piccola pecca nel lavoro di questo grande artista, possiamo dire che i volti di Kit e Tex, sempre molto simili, tendono a mostrare qualche anno più del dovuto in tavole dove spesso Kit sembra Tex e questi una sua versione più anzianotta. Talvolta nel volto del ranger si intravedono lineamenti della famiglia Bonelli, ma forse questa è una mia malata fissazione più che un reale omaggio del disegnatore. Questioni anagrafiche a parte anche i volti godono di un'espressività fuori dall'ordinario che rende il lavoro del disegnatore ancor più prezioso.

Di Nizzi è veramente, veramente inutile parlare, Nizzi è il west e tanto basti. Ogni tanto si sente dire che le sceneggiature di Tex non sorprendono, sono tutte simili e cose così... può essere, non so, però funzionano quasi sempre e quasi sempre divertono.

Questa volta i quattro pards sono chiamati a riportare un po' d'ordine nella cittadina di Safford tiranneggiata da Paul Morrison, affarista poco pulito che si serve degli indiani di Ganado e dei loschi Gormann e Chavez per mantenere il controllo sui pochi cittadini onesti rimasti a Safford. Storie forse già sentite che non impediscono però l'ottima riuscita di questo secondo appuntamento con il Texone.


4 commenti:

  1. Alberto Giolitti è stato un gigante, si. Basta pensare che dal suo studio son venuti fuori disegnatori come Roberto Diso e Giovanni Ticci. In America era famoso soprattutto nel periodo della Gold Key per la quale ha disegnato "Turok" e parecchi episodi di "Star Trek" (e questi ce li ho tutti nella ristampa della defunta FreeBooks :)

    Certo che i Texoni son tutti belli, eh, ma oggi, a guardare i primi, fanno davvero spavento. Tanta storia, caro mio. Tanta storia.

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    1. Io che non lo conoscevo sono rimasto impressionato, su internet ho trovato anche alcune sue tavole di Star Trek :)

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  2. Non mi perdo un texone da anni, a parte i primi, mannaggia a me ;)

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    1. Se giri un po' per mercatini almeno la ristampa dei Texoni (il Tex Stella d'Oro) la trovi a prezzi ragionevolissimi, io li acquistai tutti a un paio d'euro l'uno, massimo 2,50 (le ristampe però).

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