venerdì 28 novembre 2014

UN MATRIMONIO ALL'INGLESE

(Easy virtue di Stephan Elliott, 2008)

In origine fu la commedia teatrale di Noel Coward già portata sul grande schermo nel 1927 da Sir Alfred Hitchcock. Che questo però non vi depisti, della suspense e del thrilling tanto caro a Sir Alfred qui c'è davvero poco, praticamente nulla, Elliott ha scelto di prediligere il lato della vicenda che sta a mezza via tra dramma e commedia con frequenti virate verso il secondo di questi due aspetti. La scelta del regista si rivela vincente e Un matrimonio all'inglese un film godibile ben oltre le mie iniziali aspettative.

La vicenda è ambientata nella grande magione dei Whittaker e nei loro possedimenti, la famiglia è di origine nobile, in passato facoltosa e ora in rapido declino economico. Il padrone di casa (Colin Firth) è reduce dalla prima guerra mondiale, l'esperienza l'ha segnato nell'animo cambiandolo e privandolo di ogni interesse per l'etichetta, per gli usi e i costumi dell'aristocrazia inglese, per i modi garbati ed affettati degli appartenenti al suo ceto sociale. In compenso ha guadagnato una forte vena sarcastica a tutto vantaggio dello spettatore. La moglie Veronica (Kristin Scott Thomas) si carica sulle spalle i fardelli del tenere unita la famiglia, quello di preservare le apparenze e quello delicatissimo dovuto alla fragile condizione economica in cui versano i Whittaker. Il quadro è completato dalle due figlie della coppia, Hilda (Kimberley Nixon) e Marion (Katherine Parkinson) entrambe da sistemare, dai servitori a servizio della signora tra i quali un divertentissimo maggiordomo (Kris Marshall) e dai membri della famiglia Hurst, vicini di casa dei Whittaker.

Mancano all'appello due personaggi fondamentali, motori della vicenda. Un bel dì il figlio John (Ben Barnes), sul quale gravano tutte le aspettative e le speranze della madre, torna da un viaggio in Costa Azzurra sorprendentemente sposato a una ragazza americana, la bellissima pilota di formula uno Larita Huntington (Jessica Biel). Saranno in pochi ad accogliere la novità con gioia, tra la madre desiderosa di tenere il figlio legato a lei e alla proprietà e la nuora inizierà una sottile guerra di nervi e provocazioni che andrà in crescendo fino a scaturire in importanti rivelazioni che scombineranno le carte in tavola.


Per questa divertente commedia dai blandi risvolti drammatici Elliott mette in scena un cast perfettamente calato nella vicenda. Sono le donne ad avere la parte del leone, o meglio delle leonesse, un'impeccabile Kristin Scott Thomas e una bellissima come è sempre stata ma sorprendentemente brava Jessica Biel. Il contrasto tra la padrona di casa all'apparenza compita e l'apertamente emancipata, disinibita, intelligente e già precedentemente maritata nuora, offre un bello spettacolo così come la certezza di sapere la famiglia Whittaker capace di dimostrarsi molto meno impettita tra le quattro mura domestiche. In questa splendida ricostruzione d'ambiente ottimi momenti sono garantiti dalle uscite del maggiordomo Furber, personaggio forse al limite del macchiettismo ma sicuramente molto divertente.

E' stata una bella sorpresa scoprire una Jessica Biel sulla quale non avrei scommesso, così come ammirare un bel lavoro d'insieme dove anche i volti in apparenza meno incisivi come quello del neosposo Ben Barnes adempiono egregiamente al loro compito.


4 commenti:

  1. concordo
    è una commedia divertente, con un retrogusto amaro
    a parte la morte del cagnolino, ucciso involontariamente da Larita con una culata, assistiamo al crepuscolo della vecchia Inghilterra (c'è qualche assonanza con QUEL CHE RESTA DEL GIORNO)
    P. S. la guerra da cui è tornato (così profondamente scosso) sir Jim non la WWII

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    1. Hai ragione, svista mia, è ovviamente la Prima Guerra Mondiale vista anche l'ambientazione della vicenda. Correggo subito.

      Quel che resta del giorno ancora mi manca, cercherò di recuperarlo.

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  2. E finalmente posso dire la mia! :D
    Ho visto questo film e concordo pressoché su tutto! E' stato piacevole vedere scorrere i minuti e notare quella palpabile trasformazione delle due donne "alfa". L'impecabile matrona che sembra possedere all'inizio una forza e un rigore incrollabili che durante il film si scopre invece siano solamente un'apparente facciata, mentre la giovane e frizzante neofidanzata inizialmente appare frivola e leggera, salvo poi appunto divenire motore di una piccola rivoluzione! :)
    E' piaciuto anche a me nella ricostruzione dell'ambientazione!

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    1. E finalmente :)
      Il ruolo delle donne in questa vicenda è splendido e assoluto protagonista, un'alchimia molto ben funzionante si è venuta a creare tra le due protagoniste, una visione consigliata, credo che anche tu concordi :)

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