martedì 29 luglio 2014

RUBBER

(di Quentin Dupieux, 2010)

C'è del genio in questo film di Quentin Dupieux aka Mr. Oizo, magari non per tutti gli ottantacinque minuti della sua durata, ma c'è del genio. L'incipit è azzeccatissimo, se vuoi incuriosire un amante della cultura pop, specie se cinematografica, sbattigliene subito una buona dosa in piena faccia, vedrai che molti li avrai catturati da subito. Dopo una sequenza completamente strampalata è il Tenente Chad (Steven Spinella) a mettere subito in chiaro le cose:

Nel film di Steven Spielberg, E.T., perché l'alieno è marrone? Per nessun motivo.
In Love story perché i due protagonisti si innamorano perdutamente l'uno dell'altra? Per nessun motivo.
Nel film di Oliver Stone, JFK, perché il presidente viene improvvisamente assassinato da uno sconosciuto? Per nessun motivo.
Nell'eccellente Non aprite quella porta di Tobe Hooper perché non vediamo i personaggi andare in bagno o lavarsi le mani come fa la gente nella vita reale? Assolutamente per nessun motivo.
E ancora peggio, ne Il pianista di Polanski, perché quell'uomo ha bisogno di nascondersi, di vivere come un vagabondo, quando suona così bene il pianoforte? Ancora una volta la risposta è per nessun motivo.
Potrei andare avanti per ore con altri esempi, la lista è infinita, probabilmente non ci avete mai pensato ma tutti i grandi film, senza nessuna eccezione, contengono importanti elementi di nessun motivo. E sapete perché? Perché la vita stessa è piena di nessuno motivo. Perché non riusciamo a vedere l'aria che ci circonda? Nessun motivo. Perché pensiamo sempre? Nessun motivo. Perché alcune persone amano la salsiccia mentre altre la detestano? Nessun fottuto motivo.
Signore, signori, il film che state per vedere oggi è un omaggio al nessun motivo, il più potente elemento stilistico.



Ora potete comprendere come, con queste premesse, il film di Mr. Oizo risulti completamente fuori di testa, originale e strampalato, tra l'altro per nessun apparente motivo. Ciò nonostante è innegabile che le prime sequenze abbiano fascino da vendere, catturano e ipnotizzano, come si può non essere incuriositi da qualcosa così fuori dal normale? E sì, perché per nessun motivo il protagonista della vicenda è uno pneumatico, una gomma d'auto che nel deserto della California prende vita e muove i primi passi, se così vogliamo chiamare il suo rotolare incerto. Sembra acquisire una certa coscienza e una certa crudeltà immotivata alla quale dà sfogo grazie a poteri telecinetici (o qualcosa di molto simile). A farne le spese saranno da prima piccoli animaletti, lo pneumatico si imbatterà poi in zone abitate e nella bella Sheila (Roxane Mesquida).

Ma tutto questo è reale? E' la messa in scena di uno strano film? Perché uno pneumatico dovrebbe prendere vita o anche solo diventare il protagonista di un film? La risposta è... dai che lo sapete anche voi.

Può piacere, può non piacere, ma a mio avviso un esperimento del genere è da vedere, considerati alcuni momenti davvero riusciti, il buon uso fatto delle musiche e della bella fotografia, l'esigua durata, perché dovreste dire di no? Semplice, per nessun motivo.


6 commenti:

  1. Effettivamente mi tenta. Ma non sono mai riuscita a vederlo. Ho paura di odiarlo con tutta me stessa! XD

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    1. No dai, non lo si può odiare, dagli una possibilità a sto copertone :)

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    1. Sono d'accordo, c'è parecchio genio come dicevo, anche a me è piaciuto molto.

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  3. Un mio blogger me ne aveva parlato!
    Cazzo esiste davvero!
    Ahahhaa mitico

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    1. Esiste, esiste. Guardalo se riesci a trovarlo, ne vale la pena.

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