venerdì 28 aprile 2017

ERA MIO PADRE

(Road to Perdition di Sam Mendes, 2002)

Finalmente, dopo una lunga attesa, nel 2002, proprio con questo Era mio padre, abbiamo potuto ammirare Tom Hanks nei panni di un assassino, uno degli attori dalla faccia più buona di tutta Hollywood calato nella parte di figlio adottivo e guardaspalle del boss John Rooney (Paul Newman), capofamiglia di origini irlandesi che gestisce molte delle attività illegali che fioriscono dalle parti di Rock Island, Illinois. Siamo negli anni della grande depressione e del proibizionismo, anni in cui è possibile arricchirsi sul vizio, con l'alcool e con una sana dose di violenza.

Mike Sullivan (Tom Hanks), padre e marito amorevole, ha un debito d'amore e riconoscenza per il vecchio Rooney che l'ha cresciuto come fosse stato suo figlio, al pari della vera carne della sua carne, il suo vero discendente Connor (Daniel Craig). Come spesso accade in queste situazioni il figlio adottivo è vero motivo d'orgoglio per il padre, uomo tutto d'un pezzo sul quale si può sempre fare affidamento, giusto, moderato, spietato quando serve, fedele e leale, al contrario del figlio naturale: arrivista, traditore, subdolo e inetto. È un bel contrasto quello che porta in scena Tom Hanks, uomo d'altri tempi con un mestiere sporco, sporchissimo, ma allo stesso tempo marito devoto, padre innamorato dei due figli maschi, forse poco attento, inevitabilmente distante in alcune occasioni, giustamente preoccupato per il futuro dei suoi figli, tanto da nascondere loro la reale natura del suo ruolo nella famiglia Rooney il cui capostipite è per i due ragazzi, Michael Jr (Tyler Hoeclin) e Peter (Liam Aiken), un nonno a tutti gli effetti. Poi accade l'irreparabile, il vecchio è costretto a scegliere tra i suoi due figli, tra il legame di sangue e quello affettivo e purtroppo, si sa, il sangue non è acqua.

Inizia a dipanarsi una storia di vendetta e fuga con protagonista l'ex rampollo prediletto ora diventato reietto, i due Mike Sullivan (senior e junior) intraprendono un viaggio attraverso gli ampi spazi di un'America centrale e rurale, alla ricerca di appoggi nella persona di Frank Nitti (un convincente Stanley Tucci), boss di Chicago, di scappatoie e nascondigli e alla volta di una riscossa che non teme nessuno, né legami familiari ormai spezzati né pezzi grossi come Al Capone (nel film solo nominato). Il viaggio per la sopravvivenza sarà anche il modo per padre e figlio di stringere un legame più forte e in fin dei conti sarà anche l'occasione per conoscersi per davvero, per dimostrarsi l'un l'altro uno degli amori più puri che possano esserci, un legame rappresentato in maniera sobria ma tanto potente da costringermi a mettere in pausa il film per andare in camera di mia figlia preso dal bisogno impellente di baciarla mentre dormiva per poi continuare con la visione del film.

A chi mi chiede se Michael Sullivan era una brava persona o solo un poco di buono... io do sempre la stessa risposta. Dico soltanto... era mio padre.


Un rapporto davvero splendido quello tra questi uomini, graziato oltre che dalla bravura di un Tom Hanks inappuntabile, dalla magnifica presenza di un Paul Newman qui alla sua ultima apparizione e dal precoce talento di Tyler Hoeclin perfetto nella parte del giovane Mike jr. Anche la bella fotografia d'epoca, le panoramiche su un'America che non è più, contribuiscono alla riuscita di un film che presenta diversi aspetti degni di nota. Marginale è forse l'aspetto criminoso della vicenda, pur se ben presente è mitigato da una visione dei personaggi principali che sono uomini, padri, figli, prima che gangsters. Menzione anche per la figura del sicario fotografo interpretata da Jude Law, ennesimo protagonista maschile in un film di soli uomini, fatta eccezione per la moglie di Sullivan interpretata da Jennifer Jason Leigh.

Bella prova seconda per Sam Mendes, uno dei pochi registi che è riuscito a farmi addormentare in sala con il suo American beauty (ma forse ero stanco io) e che poi, colpevolmente, non ho più avuto modo di seguire. Chissà, forse sarà davvero il caso di rimediare.

8 commenti:

  1. Bello questo film, molto! Ma... addormentato con American Beauty? :O Per me è uno dei filmissimi XD Cast grandioso, regia superba, momenti di pura poesia! *_*

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    1. Probabilmente ero mal disposto io. Dovrò riguardarlo e valutarlo con la dovuta attenzione, in fondo ne parlano benissimo in molti...

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    2. A me colpì moltissimo fin dalla prima visione XD Lo rivedo spesso :D
      Però, diamine, non è che deve piacere tutto! ;)

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    3. Certo, però a questo film un'altra possibilità devo dargliela :)

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  2. Lo vidi al cinema all'epoca, gran bella pellicola che però non rivedo da allora.

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    1. Potrebbe meritare anche una seconda visione, davvero un bel film.

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  3. bellissimo, uno dei più bei film, e anche uno dei più insoliti ruoli per Tom Hanks ^_^

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    1. Vero, Tom Hanks ha fatto molti bei film, interpretato ottimi ruoli, questo indubbiamente finisce tra i migliori.

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